Kashmir e… il tappeto di mellotron dal sapore orientale

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Robert Plant - The Greatest Vocalist In Rock History? | I Like Your Old Stuff | Iconic Music Artists & Albums | Reviews, Tours & Comps

La prima canzone rock contenente un Mellotron è  “Lease On Love” di Graham Bond, pubblicata come 45 giri nel 1965. Per me, mellotron è Kashmir. O semplicemente Kashmir dei Led Zeppelin.  Il sampler è anche parte di “Stairway To Heaven” nelle versioni dal vivo ma quanto a “Kashmir”,  benché un Mellotron vi compaia, gran parte dei suoni sono prodotti da archi veri e propri.

Tuttavia, il connubio resta ideale e occasione per pubblicare il mio brano preferito, iconico sin dall’attacco dirompente di batteria e chitarra che abbatte ogni resistenza e trascina con forza nel brano,  scuotendo  ogni apatia.  Una marcia rock che spacca l’anima per bellezza esecutiva,  nel fraseggio musicale che diventa un viaggio mentale assieme al testo. La concentrazione sulle battute sfalsate tra Page che suona in 3/4 e Bonham in 4/4,  e che si sincronizzano al ritmo originale solo ogni 12 battute, creano quella tensione che accompagna tutto il brano: un crescente amplesso musicale e sonoro; steso su un tappeto di mellotron dal sapore orientale. Un sogno musicale turgido che la voce erotica di Robert  Plant ( 0:18) mantiene ed esaspera

il minutaggio (2:16 oh baby) sale lento e inesorabile ( 4:08; 6:37)fino a perdersi e arrivare  (7:14; 7:57) – a quando tutto sarà rivelato

Dai, oh lascia che ti porti lì
Lascia che ti porti lì

*
e lì tornerò di nuovo

8:33

Mille

 

Lirycs:
Oh, lascia che il sole colpisca il mio viso/  E le stelle riempiono il mio sogno/  Sono un viaggiatore sia del tempo che dello spazio/ Per essere dove sono stato/Sedere con gli anziani della razza gentile/  Questo mondo ha visto raramente/  Parlano di giorni in cui si siedono e aspettano/Tutto sarà rivelato/ Parla in una canzone da lingue di grazia cadenzata/  I suoni mi accarezzano l’orecchio/  E non una parola che ho sentito potrei riferire/  La storia era abbastanza chiara/ Oh, piccola, sono stato cieco//Oh, sì, mamma, non si può negare/  Oh, ooh sì, sono stato cieco/  Mamma, mamma, non lo nego, non lo nego/Tutto quello che vedo diventa marrone/   Mentre il sole brucia la terra/E i miei occhi si riempiono di sabbia/Mentre scruto questa terra desolata/Prova a trovare, prova a trovare il modo in cui mi sento/Oh, pilota della tempesta che non lascia traccia/ Come una specie all’interno di un sogno/ Lascia il sentiero che mi ha portato in quel posto
Flusso giallo del deserto/Il mio shangri la sotto la luna estiva
Tornerò di nuovo
Come la polvere che galleggia alta a giugno
Ci stiamo muovendo attraverso il Kashmir
Oh, padre dei quattro venti, riempi le mie vele
Attraversa il mare degli anni
Senza disposizioni ma con una faccia aperta
Lungo gli stretti della paura
Oh, quando voglio, quando sto arrivando, sì
E i miei piedi indossano il mio modo volubile di restare
Ooh, sì sì, oh, sì sì,
Ma sono giù oh, sì sì, oh, sì
Sì, ma sono giù, così giù
Ooh, piccola mia, oh, piccola mia
Lascia che ti porti lì
Dai, oh lascia che ti porti lì
Lascia che ti porti lì

 

Kashmir e… il tappeto di mellotron dal sapore orientaleultima modifica: 2022-01-11T00:37:27+01:00da MilleGaranziePerTe

34 Comments Add yours

  1. CrossPurposes scrive:

    Pezzo storico, ma hai scritto un gran post, molto sentito. E brava per aver sollevato il velo della magia arcana che intercorre tra Page e Bonham. Bonham è stato un batterista atipico proprio perché seguiva molto la chitarra, e Kashmir ne è la quintessenza nella struttura, e anche nei sincronismi finali delle versioni live dove sfasavano continuamente le battute (vedere Knebworth 1979). 2022 partito col botto, questo post si merita l’Olimpo di Millenium.

    1. ⳋⲅⲇⲍⲓⲉ ⲙⲓⳑⳑⲉ! In effetti non s’è fatto un capodanno qui, quindi Kashmir può prendersi l’evidenza 2022….quanto ai Led Zeppelin, Bonzo (vita breve intensa e burrascosa) ha sciolto il “batterismo” tradizionale, scuotendo la staticità del tempo di batteria che pure persisteva nelle band rock più importanti dell’epoca; con interventi sincopati, stomp groove e terzine piccanti di stampo jazz e funk . Quanto al rapporto con Page , si, Bonham seguiva la chitarra, e non il basso, e questo ha dato i risultati performativi che in gran parte quasi tutti conosciamo. In Kashmir, Black Dog e Misty Mountain Hop ciò è molto evidente.

  2. CrossPurposes scrive:

    Per questo non potevano continuare dopo la morte di Bonzo, non sarebbero stati più gli stessi.
    Per questo li amo più di tutti (per quanto riguarda quel genere hard e derivati).
    Molti guardano chi suona più veloce, più forte, più tecnico.
    No, loro erano più alchimia.

    1. Alchimia e qualcosa che emanava ed emana ancora : il sorriso e il bel viso, me ne sono accorta scartabellando centinaia di foto e pose, ogni taglio e colore, e paragonandoli con tanti altri volti del rock e i suoi generi, loro, sbaglierò ma rilucevano più di tutti…è così?

    2. ….a parte che per la cover ho scelto un Plant con gli occhi lucidi, commosso e commovente*_*..ma è bellissimo.

    3. Visto che il post esamina solo Batteria Chitarra e Voce, se non ti dispiace Cross, aggiungo questo tuo appunto sulla geometria musicale di Kashmir, tra mellotron e batteria, nel crescendo vocale di Plant a circa 6:36 …:
      il ‘mellotron’ va avanti due frasi per due frasi
      2. 2 .2
      Bonham rulla inizialmente ogni 3/
      alla sesta si incontrano /
      poi vanno a braccetto 2. 2/
      alla 8/ e alla 10 quando si smorza il brano/…

      ⳋⲅⲇⲍⲓⲉ ⲙⲓⳑⳑⲉ!

      1. CrossPurposes scrive:

        Si, una prerogativa della sinuosa versione originale.
        Perché dal vivo Page e Bonham la smontavano e rimontavano a loro piacimento, Bonham rullava in modo sempre diverso ad ogni stacco, alcune volte entrava prima accorciando, altre la tiravano più lunga. Page si girava verso Bonzo, si guardavano e si capivano.

  3. CrossPurposes scrive:

    Loro erano magnetici e sciamanici, avevano quel quid che trascendeva il musicale. Ho un libro di grande formato con bellissime foto di ognuno di loro.

    Peraltro Kashmir parte proprio da Robert, dalle suggestioni durante un viaggio nel deserto nel 1973 (due anni prima la pubblicazione su Physical Grapphiti – 1975). Lui scrisse il testo, poi in gruppo composero la musica. I

    1. Dici che “Molti guardano chi suona più veloce, più forte, più tecnico”; ti ho raccontato l’aneddoto di Nocenzi del Banco come sceglie un batterista?*- Gli chiede: «’A sai fa’ l’amatriciana? » ah ah, un mito.

  4. CrossPurposes scrive:

    No non me l’avevi raccontata questa, ma Nocenzi è un mito e sta ancora nella baraonda, nonostante abbia perduto tanti fratelli per strada. *_*

  5. cassetta2 scrive:

    A proposito di Mellotron, merita una menzione Paul Weller per averlo utilizzato quando tutti lo avevano già abbandonato a favore dei più pratici sintetizzatori.

    1. “Secondo me quegli aggeggi li usavano quando potevano, spesso, per fare prima, quando sono usciti i sint hanno trovato dei compromessi nei live, finché I Led hanno suonato insieme, spesso le formazioni cambiavano rispetto al disco e quindi si dovevano adattare. Poi c’è il glorioso moog d’annata!
      Ma in giro non se ne vedono perché i tastieristi usano il sint ma non è la stessa cosa! Keep on music! (tratto da MrHyde64)”

      1. CrossPurposes scrive:

        E’ sicuramente vero che tra studio e live spesso c’erano sostanziali differenze, il doversi adeguare ad esigenze dello spettacolo portava a soluzioni diverse. Nei Zeppelin questo impattava, se si pensa che John Paul Jones suonava sia il basso che le tastiere, in studio suoni prima l’uno e poi l’altro, sul palco, essendo solo loro 4, dovevano apportare delle modifiche (per non dire di Page che amava stratificare i suoni sui dischi, ma in studio puoi anche incidere due tre chitarre, sul palco se non porti altri musicisti, o suoni una cosa o l’altra). Cmq direi che il mellotron è importante per le suggestioni della scala tonale orientale arabeggiante di cui è rivestito il brano, anche se poi l’importanza di Kashmir sta nell’aver rimesso al centro le geometrie hard rock dopo le nebulose suggestive peregrinazioni di No Quarter. Sul discorso Mellotron di Fripp …(qui rispondo a Duca), tu lo sai sicura,mente, che il mellotron dei Crimson è andato anche ai Genesis che innamorati del suono di quello strumento se lo fecero prestare per Nursery Crime (come dimenticare The Fountain of Salmacis).

  6. Duca scrive:

    Salve amici, avete praticamente detto tutto, ho avuto la fortuna di vedere page plant a Milano nel 98, e x me Anke se erano solo 2 originali e 3 aggiunti devo dire che il risultato era praticamente equivalente, fu il primo concerto che vidi le barelle mediche alle transenne sotto palco portare via diversi giovani, un po’ perché c’era un tale fanatismo e un altro po’ perché la folla si ammassava e quelli davanti venivano strittolati, la musica degli zeppelin era a dir poco indiavolata, pazzesco, ho proprio un bel ricordo di quel concerto, noi eravamo sugli spalti lato dx del palco e loro quando entrarono ci passavano proprio sotto tanto che abbiamo chiamato Jimmy e ci rispose, un mio amico gli chiese, Jimmy batti un 5e lui saltò e con la sua mano si appoggiava a quella del mio amico, fantastico.
    Poi se posso dire sapevate che nel 2007 quando suonarono alla 02 Arena di Londra ebbero nel giro di poke ore 20000000 di prenotazioni per acquistare i biglietti? Be ecco questi sono i LED ZEPPELIN, i loro concerti erano devastanti da quanto rock blues ci mettevano, penso anche che musica del genere sia inimitabile, per quanto ci siano gruppi sul loro filone che cercano di imitarli.
    Ultima chicca quel mellotron era di Robert Fripp

  7. CrossPurposes scrive:

    Duca, e vogliamo parlare del concerto mancato al velodromo Vigorelli a Milano nel 1971, coi Led Zeppelin messi in coda ai cantanti melodici italiani, con la gente che tirava di tutto che era venuta apposta per ascoltare loro? Che dopo tre pezzi dovettero ritirarsi che alla fine la polizia caricò, lanciarono lacrimogeni, loro fuggirono nel retro, leggenda vuole che qualcuno rubò addirittura la chitarra di Page. Si presero uno spavento tale da mettere una croce su un ritorno a suonare in Italia (finché esistettero come Led Zeppelin).

  8. Duca scrive:

    Si è vero cross, infatti a Page nn piacere tanto venire in Italia

    1. e probabilmente ancor meno oggi, lo dico a naso non conoscendo le personali opionioni di Page a proposito di quello che sta accadendo nel mondo

  9. AltheaDiMare scrive:

    Ciao Mille, bellissimo articolo.

    A parte il pezzo che “spacca di brutto” e da una carica di energia da “bomba atomica”, è interessantissimo lo spunto su questo strumento musicale che assolutamente non conoscevo, basato su nastro preregistrato (ho wikipediato un po’.. lo confesso per capirlo) e ancora una volta capisco come esista tanta nostalgia per l’analogico (qui in casa ci stanno registratori a bobine con ruote di nastri che ricordano certi film di 007). Di certo i sintetizzatori elettronici hanno cambiato tanto e la digitalizzazione del suono ha fatto esplodere la creatività musicale. Ma, mi rendo sempre più conto che certi capolavori sono nati forse anche superando le difficoltà tecniche che negli anni 60-70 intralciavano le potenza creativa di certe band.

    Sarebbe bello un articolo sulla evoluzione della tecnologia degli strumenti musicali usati dalle band rock dall’inizio a oggi.

    Mio padre mi ha suggerito di vedermi questo film su Youtube
    https://www.youtube.com/watch?v=_jBNYA0Nwqg
    Ho conosciuto così l’organo Hammond e il Leslie oggetti per me ignoti ma che erano usati da grandi band come i Deep Purple a gli Who. Insomma immagino che tu come Duca o Cross li conoscevate da una cifra. Per me … spettacolo. Per questo dico.. Why not un articolo su queste meraviglie degli anni scorsi?

    Althea

    1. Voler combinare più informazioni è l’impronta di questo blog, un po’ come un CodyCross che da una serie iniziale di indizi porta a svelare una parola segreta*_*. Con Kashmir si va a ruota tanto è potente la poetica musicale di questo capolavoro, almeno io. Che ci sia il mellotron, in questo ed altri brani noti, è per me un fatto che va dall’orecchio alla mente, nessuna conoscenza diretta…
      Quanto alle difficoltà tecniche anni 60-70′ penso piuttosto che l’ambito analogico era di suo stratosferico, specie se parliamo di band agli apici di successi mondiali. Risorse immani in termini di strumentistica e apparecchiature audio e anche visive, e forse queste più limitate. Pensa ai concerti dal vivo e i mega raduni, oggi migliorati dalle ristrutturazioni del blu ray, caso in cui il digitale torna più che utile per ripulire non l’uscita del suono ma la sua riproduzione su altri supporti. A tal proposito il commento sul blu ray del live dei Pink Floyd è esaustivo.
      Sulla evoluzione della tecnologia, sempre d0accordo Althea.
      Ⲙⳕⳑⳑⲉ

      1. CrossPurposes scrive:

        Sull’analogico che non fosse una difficoltà vera e propria sono d’accordo, all’epoca c’era grande creatività, manualità, visione, voglia di trascendere i limiti, esplorare gli strumenti al massimo delle possibilità espressive, ma anche e soprattutto la volontà di cercare e “costruirsi” artigianalmente il proprio suono, partendo dagli strumenti standard. Giudicare con gli occhi e le possibilità tecniche di oggi non ê un buon metro … per valutare le possibilità dell’epoca. Che poi sia giusto sfruttare le possibilità espressive offerte dalla tecnologia è sacrosanto e doveroso, beninteso.

  10. CrossPurposes scrive:

    @Althea

    L’Hammond è un po’ l’organo per eccellenza di quel periodo, a cavallo tra psichedelia, progressive, hard rock, blues, un organo elettro-acustico con altoparlante leslie valvolare, ne esistevano diversi modelli, i Deep Purple avevano il C3, i Pink Floyd il B3 (usato nel Celestial Voices di Pompei già postato). La cosa bella dell’epoca non era solo la scoperta delle frontiere di questi strumenti, quanto il fatto che poi se li adattavano. Quanti chitarristi si sono modificati le chitarre aggiungendo pezzi propri per un suono originale. L’Hammond dei Purple spaccava perché Lord, anziché attaccarlo al leslie lo attaccava al Marshall di Blackmore … “ci misi un anno ad imparare a domare quella bestia, dichiarerà lui in seguito”.

    Ce ne sono di aneddoti, anche su altri strumenti 🙂

  11. AltheaDiMare scrive:

    @Cross:

    spettacolo non sapevo queste cose ora mi è partita la scimmia di conoscere questi “mostri” di strumenti. Già il filmato me lo sono rivisto una cifra e poi sono andata a riprendermi il CD di Made in Japan.. (apropo.. ci vorrebbe oltre la cuffia qualcosa che trasmetta il suono anche al corpo.. mm una specie di sub da mettersi sulla pancia.. un PANCIOFONO ahaha ..magari lo brevetto) ;-P

  12. AltheaDiMare scrive:

    @ Mille

    Si si io purtroppo ho la testa piena di idee che frulla come un aspirapolvere Dyson .. ma prima finisco quell’altro lavoro dove.. il moog la fa da padrone in tanti arrangiamenti… forse anche troppi come in Atlantide dei The Trip.

    Sono gasata come una bottiglietta di soda XD

    1. Althea…Allora è occasione per parlare di strumentazione già nell’articolo che stai preparando*_*

  13. Duca scrive:

    Ciao raga, mi fa piacere sentire parlare di queste cose, strumenti musicali analogici dal suono caldo e legnoso, Cross sei invidiabile per la tua cultura ma non invidio anzi al contrario mi piace sapere che ci sono persone come voi che seguite le orme dei big, avete la mentalità a 360 x 3 quindi concordo in tutto quello che avete detto con Mille e Althea, l’Hammond è uno strumento straordinario e come dicevi Cross ne esistono diversi modelli, aggiungo LP 100 che per Keith Emerson era un giocattolo da distruzione dove nei concerti lo vedevi dondolare fin che suonava oppure lo portava anche avanti o indietro per il palco o meglio se andate a guardare il concerto di Montreal del 1977 se lo ribalta addosso al contrario è rivolto verso il pubblico suona come non si è mai visto nessuno fare, allucinante, c’è ne sarebbe da dire, comunque Althea impari bene, è bello sapere che le nuove generazioni cercano ancora il vecchio stampo musicale, a quel tempo ci dovevi mettere parecchio di tuo per suonare, adesso forse con la tecnologia corrente si è scoperto tutto o quasi con i suoni ma credo anche che analogicamente non si riesca del tutto ricreare lo stesso effetto, volete mettere il digitale con l’analogico valvolare giocando sui drawbers o i potenziometri anche dei moog, faccio sempre riferimento a Keith Emerson o anche a Wakeman degli Yes, altro gruppo che adoro anche se nel corso degli anni sono state cambiate diverse formazioni, ve li consiglio dai primissimi dischi. Io non possiedo un Hammond ma 10 anni fa mi presi un vecchio organo costruito in Italia che non ha niente da invidiare al suono dell’Hammond e posso garantire che ci assomiglia molto, sempre valvolare, ha una saturazione sua molto legnosa, lo adoro, non è in buone condizioni, ma al tempo suonava molto bene e pure molto aggressivo x certi versi, l’organo é un CEI modello Esquire, ne ho trovato un’altro e basta uguale a quello che ho in rete, gli altri sono tutti diversi

  14. CrossPurposes scrive:

    Ciao Duca! Ricordo che Emerson in alcuni spettacoli oltre a rovesciarlo e suonarlo al contrario, lo accoltellava anche! Per il resto, so che esistono diversi modelli, io ho citato i primi due che mi sono venuti in mente, poi, come dire, ho un poco di nozionismo storico da letture, ma mi mancano le conoscenze tecniche

  15. Duca scrive:

    Ciao Cross si esatto, accoltellava l’organo, verissimo, ne combinava di tutti i colori a quel povero organo, presumo ne abbia cambiati diversi dal momento che arrivava quasi a scaraventarlo, solo xke era pesante nn riusciva a lanciarlo, se avesse potuto lo avrebbe fatto, già lo faceva sbattere al pavimento con tanto di effetto eco alle valvole lasciandolo suonare da solo e con gli sguardi del pubblico pietrificati e meravigliati da quanto fosse folle mr Keith, un po’ come the Who che alla fine dei concerti distruggevano gli strumenti, altri pazzi sul palco.

  16. CrossPurposes scrive:

    Duca vero, Pete dei The Who spaccava spesso la chitarra, Hendrix talvolta gli dava fuoco

  17. Sono venuta a sbirciare cosa si dice nel tuo blog,per saperne parlare:)
    Buon fine settimana cara.

    1. Bravissima! Grazie Divina. Millenium è un blog musicale. Storia del rock, Donne in musica, altri generi e di ciò che ruota intorno all’arte della musica. So che il nostro amico aveva un blog di musica strafrequentato e con tanti amici, peccato non ci sia più neanche come documento.
      Ricambio, buon fine settimana a te cara D ᗰɿՆՆ૯,

  18. Marabertow scrive:

    La canzone (come moltissime degli Zeppelin) è davvero bellissima. Bellissima e travolgente.
    Complimenti per il post, davvero accurato

    1. Grazie mille per l’attenzione, non è facile commentare questo periodo quindi ti ringrazio due volte.

  19. Buongiorno…. grazie per il passaggio.
    Una buona giornata….a presto!

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