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Un blog creato da Less.is.more il 16/02/2012

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L'eleganza dell'essenziale

 
 

 

« Scritta sul muro ...Ai giovani »

Una casa

 

 

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Bruce Chatwin


Non molto tempo fa, dopo anni di vagabondaggio, decisi che era ora, non di mettere radici, ma almeno di farmi una casa. Pesai i pro e i contro di una casuccia imbiancata a calce su un’isola greca, di un cottage in campagna, di una garçonnière sulla Rive Gauche, e di varie alternative tradizionali. Alla fine, conclusi, tanto valeva far base a Londra. Casa, dopotutto, è dove sono i tuoi amici.

Consultai un’americana, veterana del giornalismo, che per cinquant’anni ha trattato il mondo come il cortile di casa sua.“Londra ti piace davvero?” le chiesi.

“No,” disse lei, con voce roca e sigarettosa “ma Londra è un posto come un altro per appendere il cappello”.

(…)

Ben di rado – in Inghilterra forse mai – sono entrato in una stanza moderna e ho pensato: “Ecco quel che vorrei”. Poi entrai in una stanza disegnata da un giovane architetto di nome John Pawson, e subito mi dissi: “ è proprio quel che voglio.”

Pawson ha vissuto e lavorato in Giappone. Detesta il postmoderno e altre asinerie architettoniche. Sa bene quanto spazio sprecano gli europei, e sa fare stanze semplici e armoniose, un vero rifugio dalle brutture della Londra contemporanea. Gli dissi che volevo un incrocio tra  e la cabina di una nave. Volevo che i miei libri restassero nascosti in un corridoio, e tanti armadietti. Calcolammo che dal bagno verde si poteva ricavare giusto giusto una minuscola camera da letto. La stanza,dissi, andava dipinta di bianco panna, con veneziane di legno in tinta. Per il resto lasciai fare a lui.

Qualche mese dopo, tornando dall’Africa, trovai una stanza ariosa, ben proporzionata, un po’ simile a quelle di certi quadri del primo Rinascimento, piccole ma con una veduta che dà l’illusione di spazi illimitati.

 

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Schizzo dell'architetto Pawson per la casa di Chatwin

 

 

 

(…)

Nella mia stanza non scrivo molto. Per scrivere ho bisogno di altre condizioni e di altri luoghi. Ma lì  posso pensare, sentire musica, leggere a letto e prendere appunti. Posso dar mangiare a quattro amici; ed è, tutto considerato, un posto dove appendere il cappello.

 

 

 

1986

Brani tratti dal racconto “Un posto per appendere il cappello”, dalla raccolta postuma di scritti

di Bruce Chatwin “Anatomia dell’irrequietezza”.

 

 

 

 

Commenti al Post:
Lolablu7
Lolablu7 il 14/04/12 alle 21:12 via WEB
Il luogo in cui si vive e si elabora il pensiero non può essere un luogo qualunque. Io ho i miei angoli pieni di tutte quelle cose che mi fanno stare bene, ma devo crearmi gli ambienti da me; non potrei vivere in un luogo che rispecchi personalità altrui. Un abbraccio:-))
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 15/04/12 alle 08:37 via WEB
Ho notato dalle tue foto come ti progetti i tuoi angoli... dei veri nidi confortevoli :)
 
lorifu
lorifu il 15/04/12 alle 00:20 via WEB
Chatwin aveva il mondo come casa e per lui quell’angolo che si era ritagliato era forse solo un modo di soddisfare un desiderio di normalità. Io amo molto la mia casa ma non potrei vedermi in un minuscolo appartamento, ho bisogno di spazio perché mi piace camminare nelle mie stanze, capire le differenze tra una camera e l’altra, ritrovarmi tra le mie cose e i miei ricordi. La cucina poi deve essere ampia e luminosa perché io in cucina vivo e la vivo più di tutte le altre. E non potrei vedermi senza un balcone al quale affacciarmi e poter godere della vista di un giardino. La mia concezione di casa è molto legata al significato che ne do dato che per me rappresenta le mie radici e e un’irrinunciabile certezza.
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 15/04/12 alle 08:36 via WEB
Mi emoziona sempre il modo, il perchè si sceglie una casa propria come il rifugio per se stessi, come "guscio protettivo", ovviamente quando la si può scegliere. Come hai detto tu e come appare bene tra le righe scritte da Chatwin che ho riportato, lui era nomade... tutto sommato. Ma ciò nonostante ha cercato un posto per appendere il cappello. Certo vivere in spazi inferiori agli 80 mq, a mio avviso, è fastidioso, nel senso che ci si riduce a girare in tondo come fa il cricetto con la rotellina.
 
   
salvogiuffrida1960
salvogiuffrida1960 il 21/10/12 alle 00:01 via WEB
Vivo ormai da un decennio in campagna. Spazi a volontà, cantina, garage, stalla etc etc. Certo è bello apprezzare i diversi caratteri dei diversi luoghi. Tanti anni fa però, ho vissuto per oltre un anno in un camper ( 10 mq circa). Tutto ridotto, ovviamente, ma tutto sommato ci si abitua. Si tiene solo l’essenziale e si impara a progettare l’essenziale. Credo che allora, stavo più in compagnia di me stesso ed avevo acquisito il concetto prezioso del necessario. Devo ammettere che mi era più facile ritrovarmi in 10 mq che non adesso.
 
     
Less.is.more
Less.is.more il 27/10/12 alle 16:44 via WEB
L'essenziale... rimane tutto sommato un'esperienza interessante da quel che racconti :-)
 
Odile_Genet
Odile_Genet il 15/04/12 alle 09:56 via WEB
Ci sono scrittori che fanno poesia anche scrivendo in prosa...devo scrivere qualcosa anch'io sulla mia casa ideale. Ottimo spunto.
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 15/04/12 alle 10:10 via WEB
è incredibile come molti diventino poetici quando descrivono la casa dei propri sogni :)
 
profilo_femminile
profilo_femminile il 16/04/12 alle 08:03 via WEB
La casa è come un abito..bisogna saperla indossare altrimenti non ha nulla di noi..mi piacciano le case dalle grandi finestre...finestre sul mondo..buona giornata Less.
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 17:38 via WEB
Soprattutto, come gli abiti, aiutano se parlano di noi, del nostro gusto, del nostro modo di pensare e di essere. Le finestre sul mondo danno anche molta luce e calore quando c'è sole. :)
 
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 16/04/12 alle 15:41 via WEB
Piacerebbe anche a me poter buttare giù tutto e rifare :) quando sei giovane ti pare che vada tutto bene, bisognerebbe farsela negli anni della maturità, la casa, forse ...
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 17:39 via WEB
Ogni età ha nuove esigenze e un modo diverso di vedere il mondo. Io penso che sempre si vorrebbe rifare casa propria, cambiare qualcosa. O almeno sognare di cambiare :)
 
beside_me
beside_me il 19/04/12 alle 11:14 via WEB
io ho scelto una linea semplice,senza tanti inutili fronzoli,spartana forse,mi sono concessa però un arricchimento di colori,tipo l'arancione :)i miei divani sono infatti di questo colore..ho un quadro di girasoli che adoro,c'è un po' di arancio ovunque,in cucina infatti ho un piccolo mosaico realizzato con piastrelle gialle e arancio.e mia figlia ha disegnato dei fiori su carta che poi ha colorato,ritagliato e attaccato alla parete creando una specie di giardino..tutto ciò mi dona calore.ti lascio un abbraccio :)
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 17:46 via WEB
Mi apre molto gradevole da come l'hai descritta. Anch'io punto all'essenzialità, visto il mio disordine riempie benissimo :)) Un abbraccione anche a te :)
 
acetosella5
acetosella5 il 19/04/12 alle 13:05 via WEB
La casa è un guscio per me, dove rifugiarmi e dedicarmi ad alcune delle cose che mi piace fare..ma fodamentalmente mi sono sentita a casa mia anche negli altrove che ho visto. Un buon libro e la voglia di capire fanno compagnia ovunque..grande Chatwin che lo ha espresso così bene. Ciao ciao, Acè
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 17:56 via WEB
Anche per la casa è un rifugio, una sorta di placenta che tiene caldi e riparati. Non si sarà mai soli quando a casa ci saranno dei libri... Mai entrata in una casa senza libri? Io sì. Mi ha una sensazione di macanza di calore. bye bye :)
 
star651
star651 il 20/04/12 alle 09:14 via WEB
Da quando ho la casa nuova, casa mia, mi sento più "leggera", nonostante i debiti. Conterà qualcosa ?
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 18:08 via WEB
I debiti prima o poi finiscono. Intanto un passo importante è stato fatto :)
 
angelorosa2010
angelorosa2010 il 21/04/12 alle 10:53 via WEB
Una casa "mia" : lo studio , ci faccio quello che voglio, professionalmente e non, tutto bianco o tutto nero, o magari i tubi al soffitto arcobaleno o una parete rossa, ci fotografo un'auto o faccio una tavolata per una pizza con gli amici, o metto la moto in mezzo alla stanza per ripararla, aperitivo in tre o quattro con due piccoli candelabri vecchi, o mostra di quadri ruspante, musica a volume max alle tre di notte, pavimento grigio, quando è sporco lo vernicio e mi dà grande soddisfazione, un divano per dormire mezz'ora quando non ce la faccio più, non c'è insegna nè campanello, seminterrato, ci viene chi voglio e chi vuole, e ci sta quanto gli pare, troppo fumo forse, ma ci si vive bene giorno e notte...
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 18:18 via WEB
è il tuo modo di pensare e di vivere :) Il mondo dei tuoi sogni ... Molto semplicemente!
 
woodenship
woodenship il 21/04/12 alle 19:26 via WEB
La casa?...E' il mio guscio:me la porto sempre appresso.E' vero mi rallenta,però è confortevole................ un saluto ed un fiore............... ...........W............
 
 
Less.is.more
Less.is.more il 21/04/12 alle 20:07 via WEB
Sei una lumaca? :))
 
   
woodenship
woodenship il 23/04/12 alle 12:18 via WEB
Una tarturaga,madame,una vecchissima e lentissima tartaruga:chiedetemi notizia degli albori di questi bipedi noiosi,ed io farò in modo di darvene............. Felice giorno ed una foglia di lattuga tenera e fresca,come non ne avete mai gustato,spero sia di vostro gradimento.. .................W................
 
     
Less.is.more
Less.is.more il 25/04/12 alle 10:38 via WEB
La verdura è sempre ben accetta a casa mia :)
 
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              Merci Françoise