Creato da kayfakayfa il 10/01/2006

LA VOCE DI KAYFA

IL BLOG DI ENZO GIARRITIELLO

 

 

TERREMOTO A ISCHIA E LACRIME DI COCCODRILLO

Post n°1835 pubblicato il 22 Agosto 2017 da kayfakayfa

Diciamocelo senza inutili giri di parole, tutti, o quasi tutti, non appena abbiamo appreso l'entità del terremoto che ieri sera, poco prima delle 21, ha scosso l'isola di Ischia, mietendo vittime – al momento 2 morti - , feriti, distruzione e sfollati, soprattutto a Casamicciola famosa per il terremoto che il 28 luglio del 1883 la rase completamente al suolo uccidendo oltre duemila persone tra cui la famiglia del filosofo Benedetto Croce, abbiamo fatto un comune pensiero: come è possibile che un terremoto del 4° grado della scala Richter possa provocare una simile devastazione?

Tale atroce dubbio è avallato dalle dichiarazione degli esperti per i quali è “allucinante che si continui a morire per sismi di questa entità”, Francesco Peduto, Presidente del Consiglio nazionale dei geologi.

La replica del cittadino comune all'affermazione/denuncia degli esperti è: “semplice, siamo in Italia, paese dove, nei fatti, è ignoto il significato del vocabolo prevenzione”. Non certo quello di abusivismo di necessità che il Presidente della Campania De Luca vorrebbe condonare in barba a quanto previsto dal governo che invece le case abusive le vorrebbe demolire.

Seppure è prematuro definire abusivi gli edifici crollati a Ischia, dalle immagine e dalle foto trasmesse in televisione o postate sui vari social, a un primo sguardo, è evidente che si tratta di costruzione nuove venute giù come burro.

Di conseguenza il loro sgretolarsi o lesionarsi all'atto della scossa di ieri sera, inizialmente sottostimata al livello di 3,6° Richter e successivamente rivista a 4°, testimonierebbe che nella loro edificazione o ristrutturazione - nel caso degli alberghi lesionati si potrebbe ipotizzare un ampliamento non conforme, finalizzato a costruire ulteriori camere in cui ospitare turisti a scopo di lucro – molto probabilmente non furono seguiti tutti i crismi antisismici previsti dalla legge. Seppure Ischia sia territorio a alto rischio sismico trovandosi nella caldera dei campi flegrei che preoccupa gli esperti più del Vesuvio.

Nello stesso tempo il cittadino si domanda se anche in questo caso, come avvenne per il terremoto dell'Aquila, qualche imprenditore abbia gioito pensando agli affari che ne ricaverà dalla ricostruzione.

In quest'ultimo caso però l'entusiasmo dovrebbe essere frenato da quanto sta avvenendo nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto giusto un anno fa, dove, malgrado gli impegni assunti prima da Renzi e poi da Gentiloni, la ricostruzione va a rilento, per non dire che è praticamente ferma, come ammise il commissario Vasco Errani. Senza contare che dopo oltre otto anni dal terremoto, la città dell'Aquila è ancora un cantiere a cielo aperto.

Ritardi che, ottimisticamente parlando, potrebbero essere conseguenza di una certosina azione di controllo da parte delle autorità per evitare di assegnare a imprese in odore mafia i lavori della ricostruzione. Ma che, molto più realisticamente, agli occhi del cittadino sono l'ennesima conferma dell'inefficienza dei politici nostrani i quali, a parole, sono in grado di cambiare il mondo.

Peccato che puntualmente si smentiscano da soli con i fatti!

Le vittime e i crolli provocati dal terremoto di ieri vanno a accrescere ulteriormente il carico di responsabilità delle autorità locali e nazionali le quali, anziché preoccuparsi di prevenire i disastri con adeguate politiche a tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini, pensano a condonare edifici costruiti abusivamente.

Forse perché condonare porta voti. Demolire o bloccare i lavori, no!

 
 
 

CARPE DIEM

Post n°1834 pubblicato il 21 Agosto 2017 da kayfakayfa

Il rientro dalle vacanze è sempre un piccolo trauma, soprattutto se le ferie sono state particolarmente rilassanti, riflessive, allegre, appassionate. Ma prima di tutto trascorse in piacevole compagnia.

Mai come quest'anno tutto ciò non mi è mancato. Trascorse ormai da diversi anni a Raggiolo, un paesino in provincia di Arezzo, arroccato ai piedi del Pratomagno nel casentino toscano, le ferie di quest'anno già in partenza avevano un sapore particolare: lo scorso anno, di questi tempi, eravamo alle prese con un artrite settica contratta da Alessandro, il mio secondogenito, a seguito di un intervento al ginocchio che ci tenne sulle spine per tutta l'estate. Quindi, già solo il fatto di poter partire senza preoccupazioni - con i ragazzi rispettivamente impegnati a lavoro, come barman Alessandro; con lo studio, il lavoro e la ragazza Lorenzo, il primogenito – era il massimo che potessi desiderare.

Se a ciò associo la piacevole compagnia di mia moglie, alla quale s'è aggiunta dall'inizio della seconda settimana di vacanze quella di mia sorella con il marito, già solo per questo le ferie di quest'anno possono definirsi belle.

Tuttavia alcuni fatti di cronaca che hanno insanguinato questo mese di agosto – la morte del ventitreenne fiorentino in una discoteca di Lloret de Mar in Costa Brava, durante un litigio con tre giovani ceceni; l'attentato a Barcellona e quello in Finlandia a opera di terroristi islamici con un bilancio complessivo di oltre 20 morti e un centinaio di feriti – non possono lasciare nell'animo di un uomo e di un padre una ferita che, per quanto rimarginerà del tutto senza troppa fatica grazie al trascorrere del tempo, sarà sempre ravvivata dallo spiacevole ricordo della telefonata del 30 luglio  con la quale un amico mi comunicava del malore che aveva colto in allenamento un runner puteolano di mia conoscenza. Un vero top runner, dal portamento atletico invidiabile conseguenza di uno stile di vita sano.

Se avessimo dovuto stilare una statistica tra i presunti soggetti a rischio, nessuno lo avrebbe inserito nemmeno all'ultimo posto. E invece...

Fin dall'inizio che stramazzò al suolo davanti a tutti fu chiaro che le sue condizioni erano critiche. Purtroppo oggi, in tarda mattinata, è giunta la notizia che non ce l'ha fatta, che il suo cuore s'è fermato per sempre.

È in questi momenti che ti rendi conto di quanto devi reputarti fortunato allorché la vita ti offre la possibilità di condividere scampoli di serenità e allegria con le persone a te più care. Così come quanto debba reputarti fortunato nell'avere dei figli che si industriano concretamente per costruirsi il proprio futuro.

In un istante la vita del giovane fiorentino aggredito in discoteca, delle vittime degli attentati in Spagna e in Finlandia, del povero runner si sono spente o modificate in maniera drammatica per sempre.

È in questi momenti che percepisci concretamente quanto labile sia il confine tra la vita e la morte. Ed è allora che, seppure con la consapevolezza che non deve trattarsi di un mero pretesto per sentirti autorizzato a fare i tuoi comodi in barba alle regole del saper vivere mancando di rispetto agli altri, realizzi che, forse, nella vita l'unica regola che davvero vale la pena rispettare per essere felici o poco meno è riflessa nel motto latino Carpe Diem, cogli l'attimo.

Tutto il resto sono chiacchiere che trovano il tempo che trovano.

 
 
 

LA BOSCHI NON QUERELA DE BORTOLI E I DUBBI AUMENTANO

Post n°1833 pubblicato il 13 Agosto 2017 da kayfakayfa

Apprendere che, contrariamente a quanto lei stessa aveva dichiarato, alla fine Maria Elena Boschi non querelerà Ferruccio De Bortoli reo di aver scritto nel suo ultimo libro POTERI FORTI(ma non troppo) quella che secondo lei sarebbe una menzogna - ossia che, all’epoca in cui la Boschi, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ricopriva il ruolo di Ministro delle Riforme, si interessò in prima persona, malgrado non rientrasse nelle proprie competenze e alimentasse un immane conflitto di interessi, che UNICREDIT rilevasse Banca Etruria, di cui il suo papà era vicepresidente, per trarla dalle difficoltà ben note, interpellando direttamente l’allora ad della banca Federico Ghizzoni – mi suscita un forte senso di ilarità mista a indignazione in quanto  una volta di più un singolo episodio dimostrerebbe l’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente alla guida del paese.

Mi spiego. Se la Boschi avesse davvero querelato De Bortoli, per difendersi, il giornalista sarebbe stato costretto a mostrare in tribunale le prove della veridicità di quanto asserito nel libro incriminato. Viceversa tutto rimarrà avvolto nel mistero. Seppure la mancata querela alimenta forte i dubbi che tra la Boschi e l’ex direttore del Corriere della Sera,  a mentire non sarebbe stato quest’ultimo.

Può consentirsi il paese un simile dubbio? No, se fossimo un paese normale, dove chi ricopre incarichi pubblici è tenuto a un atteggiamento irreprensibile affinché nei cittadini non sorga il dubbio di essere governati da una masnada di chiacchieroni che si riempiono la bocca di belle parole ma che poi, nei fatti, lascerebbero alquanto a desiderare. Magari con la complicità dei media che, invece di fungere da guardiani del potere, se ne rivelano nella gran parte servi, tendendo a tacitare o a minimizzare atteggiamenti o asserzioni che se un politico li compisse o le asserisse in qualunque altra nazione cosiddetta civile e democratica sarebbe costretto a dimettersi, uscendone con le ossa rotte.

Invece da noi la notizia, a parte qualche giornale reazionario tipo il Fatto che stamattina la dava in prima pagina e la sviluppava in un ampio articolo a pagina 3, è relegate nelle pagine interne dei principali quotidiani in finestre di poche righe che difficilmente attraggono l’attenzione del lettore.

Tenuto conto che quando scoppiò il caso Banca Etruria, rispondendo in Parlamento a un’interpellanza parlamentare delle opposizione che l’accusavano di essersi interessata in prima persona della vicenda Banca Etruria, la Boschi giurò il contrario, sarebbe stato interessante sapere se l’allora Ministro offese o no il Parlamento e le istituzioni tutte mentendo spudoratamente.

L’avremmo certamente saputo se la Boschi avesse querelato De Bortoli.

Senza la querela niente verità. Solo un pensiero comune nelle menti dei cittadini che non depone certamente a favore della Boschi. Ma così come non si possono fare processi alle intenzioni, altrettanto non si possono accusare le persone se le intenzioni della loro colpevolezza alberganti nelle menti della messa non sono avallate dalle prove!

 
 
 

ATAC: RENZI ATTACCA IL M5S E INGUAIA LA BOSCHI?

Post n°1831 pubblicato il 30 Luglio 2017 da kayfakayfa

Chissà come avrà reagito Maria Elena Boschi alla notizia che Virginia Raggi ha intenzione di querelare Matteo Renzi per aver affermato durante la presentazione del suo libro Avanti, ad Agerola, in riferimento alla vicenda ATAC, “I grillini fanno come gli altri, anzi peggio: raccomandano gli amici degli amici”.

Già, perché se la Raggi in veste di sindaco di Roma, o chi per essa, nel qual caso il M5S, dovesse davvero querelare Renzi, portandolo in tribunale affinché dimostri, prove alla mano, la veridicità delle proprie accuse, c’è da supporre che, nel momento in cui verrà depositata la querela per diffamazione contro il segretario del Pd, il M5S non perderà l’occasione di far notare che loro, diversamente da alcuni illustri esponenti del Pd – leggi Maria Elena Boschi attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ex Ministro delle Riforme nel passato governo Renzi - le querele non si limitano a annunciarle pubblicamente per fare scalpore, ma poi non le presentano per timore d’essere smentiti dalla controparte in tribunale.

Abbiamo citato la Boschi perché in tanti siamo ancora in attesa di sapere se ci sarà la tanto minacciata querela della stessa a Ferruccio De Bortoli per aver scritto nel suo ultimo libro Poteri Forti che la Boschi, all’epoca in cui era Ministro, contattò l’allora ad di Unicredit Ghizzoni perché valutasse l’acquisto di Banca Etruria a un passo dalla bancarotta.

Poiché all’epoca dei fatti  il papà dell’ex ministro era vice presidente di Banca Etruria, se la Boschi avesse fatto davvero una cosa del genere, avrebbe non solo commesso un abnorme conflitto di interesse ma avrebbe anche umiliato il Parlamento visto che, rispondendo in aula a un’ interpellanza presentata dal M5S affinché chiarisse il proprio ruolo nella vicenda Banca Etruria, lei ha sempre  smentito un proprio interessamento in tal senso

Due azioni illegali, le presunti pressioni su Ghizzoni e la falsa smentita in aula, per cui, se davvero De Bortoli non mente, la Boschi si dovrebbe dimettere su due piedi da ogni incarico istituzionale e politico.

Dal canto suo  De Bortoli conferma quanto ha scritto, dicendosi pronto, nel caso la querela arrivasse, a presentare  in tribunale le prove di quanto afferma.

Mentre l’ex ad di Unicredit, Ghizzoni, non ha mai smentito il giornalista, limitandosi a un laconico ma eloquente, “non si può mettere in mano a un privato cittadino le sorti del governo”.  Dicendosi pronto a parlare in commissione d’inchiesta!

Come si evince gli ingredienti ci sarebbero tutti perché l’ennesima inveterata anti grillini di Renzi – il Segretario Pd è già in campagna elettorale -rischi di trasformarsi in un clamoroso boomerang. Non solo per  lo stesso Renzi, il quale se, come traspare dalle sue stesse parole,  fosse a conoscenza che “altri” sono usi a raccomandare aziende e uomini in ambito pubblico, sarebbe il caso facesse i nomi. O forse il Segretario del Pd si riferiva in maniera implicita, lapsus freudiano?, alla vicenda CONSIP in cui sono indagati tra gli altri il Ministro Lotti e suo padre Tiziano,e a Mafia Capitale?

 Ma addirittura contro l’incolpevole Maria Elena Boschi la quale, lo ribadiamo, se la Raggi querelasse Renzi, si deve aspettare un fuoco incrociato su di sé da parte delle opposizioni, M5S in testa, che le chiederanno conto del perché la tanto annunciata querela a De Bortoli su un suo presunto interessamento nella vicenda Banca Etruria ancora non arrivi!?

Verrebbe da dire, chi di querela annunciata ferisce di querela presentata perisce.

Stiamo facendo solo mera dietrologia? Staremo a vedere!

 
 
 

IL SILENZIO, LA PEGGIOR STRONCATURA

Post n°1830 pubblicato il 24 Luglio 2017 da kayfakayfa
Foto di kayfakayfa

Se davvero fosse che “il maggior disprezzo è la non curanza”, credo che l'attenzione - in alcuni casi quasi rasentante la morbosità - che alcuni giornali antirenziani da settimane, ossia da prima che uscisse in libreria, “regalandoci” delle anticipazioni, stanno riservando a Avanti, l'ultima fatica letteraria di Matteo Renzi, è un regalo insperato allo statista di Rignano sull'Arno e alla Feltrinelli che lo ha pubblicato.

È vero che in alcuni casi, Il Fatto in particolare, tutti gli articoli e le recensioni attinenti sono un mero sfottò all'autore. Ma è altresì vero che, comunque, parlandone, seppure in termini assolutamente ironici, si dà visibilità al libro inoculando curiosità nei lettori.

E dunque non si può escludere che molti lettori de Il Fatto o di Libero, anche se solo per interesse indotto dalle recensioni, non si siano recati in libreria ad acquistarne una copia. Magari conservando lo scontrino per poi farsi rimborsare i 16 euro spesi perché lo hanno trovato un prodotto insignificante, come raccontato da Selvaggia Lucarelli su Il Fatto alcuni giorni fa.

Altrettanto comprensibile è l'indignazione dei giornali di opposizione per la diretta televisiva di mezz'ora organizzata giovedì 20 luglio da Rai News in occasione della presentazione, una delle tante, del libro del segretario del Pd presso un centro commerciale di Roma.

Non ricoprendo Renzi alcun ruolo istituzionale, non si riesce a capire né il motivo della diretta Rai, con annesso investimento di soldi pubblici, né la presenza di Antonio Di Bella direttore di Rai News come presentatore/intervistatore.

Tuttavia, considerando che Rai News è un canale di informazione full time, e che la sua programmazione non è annunciata né sui giornali né su riviste specializzate, a meno che uno non se la vada a cercare certosinamente in rete, si può ipotizzare che lo share sarà stato bassissimo tanto da non giustificare il costo per il dispiegamento di mezzi e di uomini necessario per la diretta.

Di cui, per inciso, molti hanno appreso leggendo i giornali il giorno dopo.

È chiaro che i quotidiani antirenziani tentino con ogni mezzo di sminuire l'operato letterario del Segretario del Pd, mettendo in risalto quelli che loro considerano gli aspetti ridicoli e contraddittori del suo lavoro.

Ma poiché tutti i loro articoli tendono quanto meno a stroncare il libro, a questo punto se non ne parlassero proprio, o si limitassero a dedicargli giusto qualche “finestra” all'interno per informare i lettori della sua uscita e del suo non eclatante volume di vendite, sarebbe molto meglio.

Dedicargli, seppure col proposito di ridicolizzare l'autore, editoriali in prima pagina, a mio avviso, significa comunque fargli indirettamente una notevole pubblicità.

E dunque un involontario piacere sia a lui che all'editore.

Se si volesse davvero stroncare il libro, meglio sarebbe non parlarne proprio!

 
 
 
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