Community
 
Coralie.fr
Sito
Foto
   
Creato da Coralie.fr il 19/11/2009

sous le ciel de ...

... Paris (Cronache Francesi e altro)

 

BONJOUR PARIS !

Post n°117 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da Coralie.fr
 

 

"Appena un’ora. Si arriva da Port Maillot. È facile." Spiega l’uomo seduto davanti a me, lato finestra alla coppia di giovani italiani alla di lui destra. "Io sono stato dai nonni, ho mangiato tanto, i miei amici non mi riconosceranno. L’Italia è bellissima." Sospira. "Parlate francese?" Chiede rivolgendosi a lei. "Un po’" risponde il ragazzo. "Redressez votre tablette s’il vous plaît (rialzi il tavolino)". L’assistente di volo interrompe la conversazione, l’apparecchio inizia la manovra di atterraggio. È mattino avanzato quando arrivo a Paris, la città è imbevuta di nebbia, persone e oggetti si muovono tra nubi grigie. La visuale non si estende oltre i due metri. Tredicesimo arrondissement, il chapeau  (cappello) ben calato sulla fronte a coprire orecchie e nuca, bavero alzato e sciarpa che cinge collo e spalle, attraverso le boulevard d’Austerlitz, direzione Montparnasse. Alcun rumore, appena percettibile lo spostamento d’aria, dissimulato tra la foschia, a qualche metro da me, una macchinetta solca la strada dall’altra parte dello accotement (spartitraffico). Dal cinque dicembre nella capitale francese si circola in autolib, contrazione di automobile elettrica di libero servizio. Come per le vélolib (la bici) è possibile prendere a noleggio un’automobilina elettrica e spostarsi per Paris il tempo che si desidera. Sono tutte uguali, tutte allineate, tutte pronte per l’uso. Si ricaricano con delle pompe di elettricità sistemate ai bordi dei trottoir (marciapiedi) in più punti della città. Hanno un’autonomia di 230 km. Sono dall’altra parte dell’avenue, attenta ad imboccare la direzione giusta, mentre la macchinina sparisce silenziosa nella nebbia.

Quale tipo di inquinamento è più presente nel luogo dove vivete?


 
 
 

...LE RETOUR EN ITALIE

Post n°115 pubblicato il 21 Agosto 2011 da m.a.r.y.s.e
 

 

Bonjour à toutes et à tous, dopo qualche settimana in suolo gallico, eccomi di ritorno in Italia. Il mio risveglio è su m.a.r.y.s.e

 
 
 

AU REVOIR

Post n°113 pubblicato il 15 Agosto 2011 da Coralie.fr
 

 

Foto di Georges Dambier

 

Poi, d’improvviso, mi sciolse le mani e le mie braccia divennero ali, quando mi chiese: “Conosci l’estate?” io, per un giorno, per un momento, corsi a vedere il colore del vento. Fabrizio de Andrè

C’è stato un periodo in cui tutto pareva immobile nella sua perfezione, come se il tempo non fosse in movimento ma fissato sulla cartolina di un’estate felice. Giorgio Faletti

Un uomo verrà certamente, fra molti anni, in una calma sera d’estate, a chiedermi come si può vivere una vita straordinaria. Ed io gli risponderò certamente con queste parole: Rendendo abituali le azioni e le sensazioni straordinarie e facendo rare le sensazioni e le azioni ordinarie. Giovanni Papini

Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla. Ennio Flaiano

Nella profondità dell’inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c’è un’estate invincibile. Albert Camus

Le estati dell'infanzia sono sempre migliori delle estati dell'età adulta. Elliot Perlman

 
 
 

BONNE FÊTE

 

Alla tele, la giornalista di M6 lancia la questione del sondaggio di oggi: ‘‘Y a-t-il un retour de la ferveur religieuse chez les jeunes ?’’ (c’è un ritorno del fervore religionso nei giovani?). E mostra le immagini di molti ragazzi in viaggio verso Madrid  in occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù prevista per domani 16 agosto. Oggi qui tutti i negozi ad eccezione di quello di Karim e di Roland, sono chiusi. I Galli festeggiano il Ferragosto, come festa nazionale, pochi ne conoscono l’origine e la motivazione, quasi nessuno sa che è una festa religiosa e soprattutto cosa celebra. Intanto nel Gers, la regione proprio a nord del villaggio di Lourdes, si è tenuta ieri la gara della chiocciola più rapida di Francia. Sistemate su di un bersaglio in orizzontale di colore blu bianco e  rosso di 52 cm di diametro, una decina di chiocciole si affronta per battere il record di 0,0275 m/s, ‘correndo’ verso l’esterno del cerchio. Mentre Roland mi tende una baguette aux céreales, davanti al bancone patisserie (pasticceria) due ragazzini spiegano ad un papi (nonno) che Louis XIII desiderando un erede, consacra la Gallia à la Vierge Marie, obbligando tutti i sudditi a recarsi in processione in ogni chiesa il 15 agosto 1637; l’anno seguente nasce Louis XIV. Esco, il sole è alto, mi preparo a trascorrere gli ultimi giorni nella capitale.

Voi rispondente ai sondaggi e a quale vi piacerebbe partecipare?

 
 
 

JEUX DE SOCIÉTÉ

Post n°111 pubblicato il 11 Agosto 2011 da Coralie.fr
 

----------------------------------------------------------------------------------------------

(si è calmato) (simpatici i miei pantaloni) (mannaggia!)

(non importa: quando arrivo mi faccio una crêpe!) (zucchero e burro) (nutella)

(banana cioccolato panna) (...) ("chiuso")

(...) (puzzo di vecchio cane bagnato) (giochiamo a Cluedo?)

-----------------------------------------------------------------------------------------------

Dal blog 'Le blog des paresseuses' (www.lesparesseuses.com)

 

Avete un gioco da tavolo al quale vi piace giocare?

 
 
 

LES CHATS

Post n°110 pubblicato il 10 Agosto 2011 da Coralie.fr
 

 

Ho lasciato i miei micini in pensione. La tata prende sette euro al giorno per tutti e due. Li ha sistemati in camera del figlio. Le ho consegnato due mesi di provviste (scatolette, croccantini, tonno al naturale, mousse e paté), tre ciotoline per il cibo e l’acqua, una decina di giochini, una ballerina estiva bianca, il trasportino, un cuscino, la lettiera con due buste di lettiera. I gattini sono in compagnia di due cagnoline meticce e due gattone, una cieca ad un occhio e l’altra monca ad una zampa anteriore. A giorni alterni prendo informazioni sul loro stato. Sembra che si divertano: hanno buttato giù una libreria, scalato una tenda della sala e acciuffato un piccione dalla finestra.

Esistono in letteratura testi in prosa e in metrica dedicati ai gatti. Moltissimi scrittori, pittori e musicisti hanno composto e creato per loro e alcuni persino ispirati e ‘guidati’ dai felini. Tra i tanti (ma ce ne sono davvero moltissimi di autori e di artisti ‘gattari’ o gattodipendenti) Baudelaire scrive che sia gli innamorati che i dotti amano "i gatti possenti e dolci (e) dai nobili atteggiamenti delle sfingi". Joseph Mery sostiene che "Dio ha creato il gatto per procurare all'uomo la gioia di accarezzare la tigre". Che sia stato Dio o l'evoluzione poco importa, a me piace perdermi per ore contemplando i loro gesti, affascinata da come i gatti possano essere buffi ed eleganti allo stesso tempo.

 

"Le donne e i gatti faranno sempre come pare a loro; gli uomini e i cani dovrebbero solo rilassarsi ed abituarsi all'idea." Robert A. Heinlein

"Adoro i maiali. I cani ci guardano dal basso, i gatti ci guardano dall'alto
I maiali invece, ci trattano alla pari." Winston Churchill

"Ho studiato diversi filosofi e tantissimi gatti; la saggezza dei gatti è decisamente superiore." Hippolyte Taine

"Un gatto, non vede perchè dovrebbe obbedire ad un altro animale...Nemmeno se questo cammina su due zampe." Sarah Thompson

"I cani vengono quando li chiami; i gatti si annotano la chiamata, poi ti faranno sapere..." Mary Bly

"L'apparato uditivo di un gatto è fatto in modo che la voce umana possa facilmente entrare da un orecchio ed uscire dall'altro." Stephen Baker

"Il più piccolo, tra i felini, è un capolavoro." Leonardo Da Vinci

"La definizione "gatto domestico" è un ossimoro." George F. Will

"La ragione per cui i gatti si arrampicano è perchè così possono guardare dall'alto al basso le altre specie animali...Ed è anche il motivo per cui odiano gli uccelli." KC Buffington

 

Da chi o da cosa siete affascinati? Chi o cosa vi seduce?

 
 
 

APÉRITIF

Post n°109 pubblicato il 09 Agosto 2011 da Coralie.fr
 

Assenzio

In ritardo per l’apéro (aperitivo). Poco male, mi dico mentre raggiungo Stéphanie e Laurent a Place Gambetta. Li trovo davanti ad un locale libanais (libanese) intenti a decifrare un leggio in arabo. «C’est tout fait maison, mesdames et monsieur (è tutto fatto in casa)» dice il ragazzo «j’ai préparé moi-même mes viandes, ce matin (ho preparato io stesso la carne questa mattina)» precisa con un forte accento maghrébin (magrebino) mentre sistema il tavolo sul trottoir (marciapiede). Un’insegna apposta sulla vetrina recita a lettere cubitali: viande halal (carne halal). Da mesi in Francia l’argomento di polemica preferito da molti Galli è la carne halal. I musulmani vogliono mangiare il cassoulet e pretendono quindi che le carni impiegate nella preparazione di questo piatto tipico della tradizione francese, siano halal. Cosi come gli hamburger a Quick o il poulet (pollo) al MacDonald.

Il termine Halal significa “lecito” e indica tutto ciò che è consentito dalle norme islamiche. In riferimento alla carne, esse prescrivono che l’animale sia in buone condizioni di salute, integro e che rimanga sveglio e cosciente durante la giugulazione (unico modo consentito per uccidere un animale destinato ad essere mangiato). Per praticare in maniera “lecita” la giugulazione, occorre servirsi di un coltello molto ben affilato e recidere, con un solo taglio (due tagli rendono l’animale non più puro e dunque non mangiabile), trachea, esofago e giugulari, senza però intaccare la colonna vertebrale, in quanto la testa deve rimanere attaccata al resto del corpo. L’operazione deve essere eseguita da un uomo adulto, sano di mente e di fede musulmana. Mentre si accinge a sgozzare l’animale, deve pronunciare la frase: “Bismillah al Rahman Al Rahim” (nel nome di Allah Clemente Misericordioso). La bestia, legata e immobilizzata, muore dissanguata e lentamente.

L’aria è lourde (pesante) e il cielo opaco. Si respira l’acqua. Dall’Atlantico si levano neri nuvoloni minacciosi. L’immobilità è rotta dal vento. Si prepara un temporale. Di nuovo. Da bambina, quando il cielo tuonava forte, la nonna allevata dalle monache, diceva che era Gesù Bambino che giocava a bocce con gli angioletti. Tiro fuori de mon sac (dalla borsa) il parapluie (ombrello) e mentre volto il palmo verso il nord-est mi chiedo a cosa e con chi gioca Allah.

Voi pregate?

Smettila di lagnarti: farai piangere il Profeta!

 
 
 

BORDEAUX

Post n°108 pubblicato il 08 Agosto 2011 da Coralie.fr
 

Bambina con la trotinette

Percorro Cours Verdun a piedi. Esito davanti al Jardin Public: a quest’ora ci sono le Guignols (le marionette). Voglio arrivare a Meriadeck, il centre commercial in pieno centro città. Quando arrivai quindici anni fa, l’insegnante di italiano alla quale ero stata assegnata, mi disse che tutte le assistenti di lingua straniera amavano ritrovarsi a Meriadeck. Risi della sua sicurezza anche quando presi a frequentare le centre regolarmente. Attraverso Place des Quinconces coperta di foglie ambrate e mi fermo qualche istante nei pressi del Grand Théâtre. Più alcun veicolo a motore se non trotinettes, vélos (monopattini, biciclette) e pedoni. Sospiro  davanti all’ingresso di rue Sainte Catherine, la via dei negozi e a voce alta esclamo : que tu as changé ! Cerco tra i vicoli l’entrata di place du Parlement, la piazza più bella di Bordeaux. Intorno alla sua fontana si ergono palazzi dalle facciate gotiche ricordo della secolare dominazione inglese, dalle ampie finestre e dai tetti di ardesia. Proseguo verso Place de la Bourse. Una delle tre grazie sulla fontana ingrigita e ossidata in verde, rivolge lo sguardo verso lo specchio d’acqua riempito di gambette nude saltellanti, ma non solamente. Accanto ai bambini festanti, sui bordi bagnati, gli adulti scalzi sembrano apprezzare il refrigerio e tornare all’infanzia con i giochi d’acqua. Attonita guardo i riflessi di luce dall’altra parte della Garonne mentre il tram falcia l’aria e la linea solca la Rive Droite.

C’è un luogo al quale siete particolarmente affezionati? Una città alla quale vi sentite legati? Quale e perché?

Bordeaux, Specchio d'acqua davanti a Piazza della Borsa (a sinistra dietro al tram: fontana delle Tre Grazie)

 
 
 

COU COU

Post n°107 pubblicato il 07 Agosto 2011 da Coralie.fr

Pain au chocolat

 

La clime (aria condizionata) si è spenta prima dell’alba quando il cielo ha deciso di svegliare i Bordelais con saette, tuoni e tanta acqua. A farmi alzare non sono i boati, i bagliori e lo scroscio minaccioso, a scuotermi dal torpore notturno è il profumo di croissants chauds (cornetti caldi) proveniente dal basso. In strada come un topo il pifferaio, seguo non a orecchio ma a naso la scia. Il bar è sombre (scuro) e si estende in lunghezza. In mezzo alla sala un tavolo da biliardo, ad un lato attaccate alla parete in legno, delle panche in pelle e dei tavolini in finta formica. A destra il bancone largo e pulito. Dietro, una vieille dame (vecchia) porge della birra. Davanti a lei, appollaiato come una corneille (cornacchia) su uno sgabello in metallo, un signore in nero, gioca con delle monetine. Accanto all’ingresso dietro ad un quotidiano aperto come un paravento, una dame (signora) distinta e curata, sul tavolino tondo un mazzo di chiavi e una tazzina di caffé, francese. In fondo, due uomini, si stringono la mano e alzano al cielo due calici. «Un thé et un croissant, s’il vous plaît» chiedo scalando il trabiccolo in acciaio. «Désolée Madame, j’ai plus de croissants, il me reste qu’une chocolatine (pain au chocolat)» (mi dispiace, non ho più cornetti, ma solo una brioche con il cioccolato) risponde mentre mi serve un té russo.

In vacanza, siete mattutini o preferite indugiare a letto? E di solito come vi svegliate, naturalmente o avete bisogno della sveglia?

 
 
 

Me voilà de retour !

Post n°106 pubblicato il 31 Luglio 2011 da Coralie.fr
 

 
 
 

RICICLAGGIO

Post n°105 pubblicato il 18 Gennaio 2011 da Coralie.fr
 

 

Le sapin est l'allié de nos soirées festives de fin d'année, mais une fois le nouvel an commencé, il est vite mis au rebut. Avant 2007, aucun traitement spécial ne lui était réservé. Ramassés par les éboueurs de la ville au même titre que les autres ordures ménagères, les sapins étaient incinérés.

Chaque année, le ramassage des sapins alourdissait la charge des éboueurs et le coût du traitement des déchets ménagers, désormais la récolte et le recyclage des sapins offre une alternative économique et écologique pertinente.

Beaucoup de communes comme Paris, Lille ou Montpellier organisent désormais des services spécifique de collectes des sapins afin de ne pas surcharger les services d'encombrant et d'éboueurs, d'éviter les décharges sauvages de sapins à tous les coins de rue et surtout de revaloriser ce déchet vert en le transformant en compost.

Du 27 décembre au 23 janvier 2011 les parisiens ont la possibilité de déposser leurs sapins dans des points de collecte installés dans les jardins municipaux, la liste de ces lieux est disponible à cette adresse.

Ces sapins seront ensuite transformés en broyat et utilisés comme paillage directement répandu sur les massifs des jardins parisiens, ou comme élément pour la fabrication de compost. Les sapins doivent être déposés nus, sans flocage, décoration ou sac. Ce sont 95 points de collecte qui ont été aménagés au sein des espaces verts parisiens. Des affiches et des bandeaux avec le sigle d'un sapin vert et de flèches blanches signalent la présence de ces points de collecte.

(Catherine Prat)

 
 
 

JOYEUSES FÊTES

Post n°104 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da Coralie.fr
 
Tag: auguri

Auguri a tutti

 
 
 

ETOILE DE NOEL

Post n°103 pubblicato il 07 Dicembre 2010 da Coralie.fr
 
Tag: AIL

 

10, 11 e 12 dicembre in molte piazze italiane 12 euro per la Stella di Natale dell'AIL. Per la ricerca contro i tumori del sangue: leucemia, mieloma, linfoma; ma anche, e soprattutto, per rendere meno penosa la vita e più vivibile l'esistenza dei malati e di chi è loro vicino.

www.ail.it

 
 
 

COUCOU

Post n°102 pubblicato il 05 Dicembre 2010 da Coralie.fr
 

 

Biscotti LOTUS (al caramello: buonissimi!)

...perché non si dica che scriva sempre di mangiare (perché sempre occupata in questa attività), e per lasciare a Coralie l'illusione di essere ancora in Gallia, ho postato su m.a.r.y.s.e riaperto in occasione del mio soggiorno (forzato ma non per questo non piacevole) in Italia.

 
 
 

Bonjour

Post n°101 pubblicato il 22 Novembre 2010 da Coralie.fr
 

 

...Sto tornando. Grazie a tutte e a tutti. Grazie a chi mi ha inviato saluti, messaggi e commenti, a chi è passato. Grazie per non avermi dimenticata, eliminata, cancellata. Risponderò presto e a tutte e a tutti, appena potrò collegarmi di nuovo.

L'immagine postata è presa dal Web. Non a caso, però. Giovedì scorso sono stata a pranzo dalla collega di matematica, la suora laica. Per l'occasione mi ha preparato un pasto sontuoso. Terrina di pasticcio di zucca, formaggio e patate; ravioli di ricotta e spinaci alla salsa di burro e salvia, del suo orto; pollo autentico alla cipolla allevato dal cognato; verza rossa con peperone giallo, sempre dell'orto, e broccoli con uva passa e olive nere. Torta di mele, mele 'annurche' precisa lei, e mentre mi serve una fetta aggiunge: "mangiala, perché sono le mele di Sant'Agata, del mio paese". Scosto la tazza fumante di thé e avvicino il piattino spolverato di cannella.

Qual è il vostro dolce preferito? E c'è un dolce tipico del luogo dove vivete?

 
 
 

AU THÉÂTRE

Post n°100 pubblicato il 17 Ottobre 2010 da Coralie.fr
 

Domenico di Michelino, 1465

 

"In Paradiso, con chi va?"
"Con Beatrice."
"Perché?"
"Perché poi si sposano."
Spiega la ragazza al ragazzo seduto accanto a me. Il teatro è gremito di scolaresche di ogni ordine, grado e, aggiungerei, statuto vista la presenza in platea di due monache. Durante l’intervallo, sui gradini, inciampando nella tunica a campana, una delle due è finita a terra, ma prima di arrestarsi contro la barriera dell’orchestra, è rotolata come un enorme gomitolo bianco, inseguita nella discesa da un coro di “ooohhhhhhh” prima che l’altra sorella e alcuni spettatori le si precipitassero sopra per accertarsi che non si fosse rotta nulla. Il ragazzo è di 5^, alto e magro, capelli corti, jeans blu e camicia bianca. Dice di aver riconosciuto nell’uomo dal volto incipriato e spettrale, che si porta alla bocca una ciotola dalla quale esce un liquido rosso che cola ai lati delle guance e si versa purpureo sul petto bianco, il Conte Ugolino. La ragazza è una compagna di classe. Sembra più piccola di lui, indossa un maxi-pull bordeaux, dei fuseaux prugna e delle ballerine vinaccio, il viso è incorniciato da due gigantesche lenti dalla montatura nera, i capelli sciolti e fluenti. È certa che quei due distesi sulla tomba posta al centro della scena, circondati da corpi intrecciati e abbracciati, siano Paolo e Francesca perché “lei canta il verso di Venditti: Amor, ch'a nullo amato amar perdona.” Mentre sulla scena, percorrendo il perimetro del palco in fila indiana, si avviano verso l’uscita coloro destinati a rimanere in Purgatorio, tra fumi, luci psichedeliche e musiche assordanti, mi sento chiamare: "Meno male che ci ha accompagnati lei, perché se fosse venuta quella di matematica, ci avrebbe costretti a recitare il rosario!"

In quale momento del "cammin di (vostra) vita" vi trovate? E come immaginate l’Inferno?

 
 
 

ME VOILÀ DE RETOUR ... EN ITALIE

Post n°99 pubblicato il 11 Settembre 2010 da Coralie.fr
 

 

Ciambelle di Sora

Nelle narici e negli occhi, l’alchimia della pioggia della scorsa notte sulla terra secca. Ad ampie falcate solco il ponte e costeggio il fiume Liri, a sinistra Frosinone a destra Avezzano. Mi dirigo verso il centro storico. Percorro un tratto di Canceigl il quartiere più vecchio della città. Quello dei vicoli dove non entra il sole e della pizza a elissi, dal profumo di forno a legna e timo. Della piazza del mercato del giovedì e delle ciambelle all’anice. Esito davanti al portone in legno massiccio, con il ‘cappello’ a semicerchio in ferro battuto. È lo stesso che accolse, all’inizio del secolo scorso, il primo vagito dell’infante De Sica. Rosa è sull’uscio intenta a lucidare i battenti ad anello in ottone. “Francesca, sei tornata!” esclama sorpresa arrestandosi, nella mano destra il panno e nella sinistra lo spruzzino. Le vado incontro sorridendo. Sono trascorsi quattro anni dall’ultima volta ed ora dovendo scegliere, ho deciso di tornare in quella che, una sua cittadina, sicuramente meno illustre del cantante di Parlami d’amore Mariù, ora alla ricerca del fattore X in un programma televisivo, definisce: “una piccola Parigi” (!).

Nessuna domanda, ma un saluto e un ringraziamento a tutte e a tutti.

 
 
 

DES FRUITS

Post n°98 pubblicato il 12 Agosto 2010 da Coralie.fr
 

 

 

E' impossibile parlare del mare alla rana che vive nel pozzo. E' impossibile parlare del ghiaccio all'insetto che vive solo in estate. (Massimo Olivotto)


... ancora qualche giorno e saro' di ritorno. A tutti auguro un sereno fine di settimana e un Ferragosto all'aria aperta. Il mio sarà in Italia.

Quale argomento di conversazione non riuscite proprio a sopportare?

 
 
 

LES OISEAUX

Post n°97 pubblicato il 28 Luglio 2010 da Coralie.fr

  

L’appuntamento è alle quattro del pomeriggio. Esco dalla Gare d’Austerlitz alle quattordici e quarantacinque. Percorro a piedi un tratto del Boulevard de l’Hôpital, il lato dei caffé, delle brasserie e delle salle de thé. Davanti alla boulangérie vacillo: l’odore di farina, come il canto delle sirene annebbia per qualche istante le mie facoltà decisionali invitandomi ad entrare. Attimi di esitazione. Dal trottoir (marciapiede) vedo il bancone estendersi in lunghezza su tutta la superficie del locale. Dietro al vetro, distintamente appaiono sulla destra delle piccole fougasse au fromage (focaccia al formaggio), delle quiche, dei sandwich au jambon (panini al prosciutto), sulla sinistra tartelettes à la crème (crostatine), flan e mousse aux fruits. Lo spettacolo di forme e di colori mi riempie gli occhi e le narici, fino a poterne sentire il profumo. Non cedo, non posso e proseguo. Attraverso la strada. A pochi passi dall’Université Pierre et Marie Curie c’è le Jardin des plantes. Sulla grata del cancelletto d’entrata, una targa vieta l’ingresso ai chiens (cani) e ai vélocipèdes (velocipedi). Sul sentiero in terra battuta tracciato dagli habitués (passanti abituali), un défilé (sfilata) di studenti di ogni provenienza geografica. Alcuni chiacchierano, altri marciano a capo chino, qualcuno cammina con lo sguardo fisso verso l'orizzonte, pochi sono in shorts, molti in jeans e t-shirt o in camiciola e sandali. A destra su una panchina, un ragazzo tira fuori un sacchetto e sistema una cartina, incurante si prepara a rouler un join (confezionare uno spinello). A sinistra, seduti sull’erba, dei clochards dall’accento, dai colori e dai tratti dell’Est, mangiano dei panini a piedi nudi sul prato. In alto, urlanti e famelici dei moineaux (passeri) si gettano in picchiata come aquile sui morceaux de pain (pezzi di pane).

Mangiate sull’erba                                Mangez sur l'herbe

Sbrigatevi                                           Dépêchez-vous

Un giorno o l’altro                                Un jour ou l'autre

L’erba mangerà su di voi.                     L'herbe mangera sur vous.

I versi sono di Jacques Prévert (Mangez sur l'herbes, Fatras, 1966) e mi vengono in mente mentre varco l’uscita del parco, direzione Musée des Lettres et des Manuscrits dove, da qualche giorno, sono esposte alcune opere del poeta, tra le quali proprio il manoscritto della poesia dedicata agli oiseaux (uccelli, Paroles, 1946).

Se vi fosse data l’occasione di trasformarvi in un animale, quale scegliereste di essere? Perché e per quanto tempo?

 
 
 

LE TIRAGE AU SORT

Post n°96 pubblicato il 21 Luglio 2010 da Coralie.fr
 

 

 

Foto di Robert Doisneau

 

Il 15 luglio scorso, il quotidiano italiano La Stampa pubblica la lettera di una studentessa di 14 anni scritta al Ministro dell’Istruzione Italiana, dopo essere stata esclusa per sorteggio (Riforma Gelmini) dal liceo scelto per il prossimo anno scolastico.

Caro ministro Gelmini,
mi chiamo Alice e ho 14 anni. Ho appena finito l’esame di terza media e pensavo di portare l’attestato alla scuola che avevo scelto per confermare la mia iscrizione al liceo classico. Invece, per colpa dei tagli della sua riforma, mi hanno detto che eravamo in troppi. Che era stata concessa una sola classe di 32 alunni e noi eravamo in 35. Tre di noi erano di troppo e bisognava fare un sorteggio per vedere chi rimaneva fuori.

Hanno estratto il primo numero: "Numero 27!". Il mio numero. Mi stavano dicendo che io non potevo frequentare il liceo classico. Ci sono rimasta così male. Il classico era la mia scelta, la mia ambizione, il mio sogno. Sono triste e arrabbiata. La mia famiglia e i miei insegnanti mi hanno sempre parlato di impegno, di diritti e doveri, di scelte consapevoli. Non mi hanno mai parlato di "sorteggi" e un po’ sono arrabbiata anche con loro.

E ho anche un po’ di paura per il futuro. Quando sarò grande e cercherò un lavoro, sorteggeranno ancora per vedere se c’è un posto per me? Quando sarò vecchia e malata e non ci saranno abbastanza posti negli ospedali, sorteggeranno per vedere se potrò essere curata? Cosa farò se, come ora, non sarò abbastanza fortunata?

Vuole rispondermi, ministro Gelmini? O anche per le lettere si fa un sorteggio per meritarsi una risposta?

Buone vacanze.
Alice


E Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione le risponde:


Cara Alice,
ho letto con attenzione la tua lettera. Una lettera che mi ha colpito.

Capisco il tuo disappunto e la delusione per quanto ti è accaduto. Ti invito però a non farti ingannare dalla propaganda messa in piedi ad arte contro il ministero: i cosiddetti "tagli", come li chiami tu, non c’entrano nulla.

Anche nei mitici Anni 80 e 90 era così.

Anche allora, quando aumentava la spesa pubblica senza che migliorasse la qualità dell’insegnamento, si agiva allo stesso modo. Se il numero delle domande era superiore all’offerta formativa, si procedeva per estrazione e si assegnavano gli studenti in soprannumero alla scuola corrispondente più vicina.

Anche oggi alcuni istituti che eccellono per la qualità della didattica ricevono molte richieste di iscrizioni e non è materialmente possibile soddisfarle tutte.

Dunque Alice, ribadisco: i "tagli" non c’entrano!

Tuttavia spero che, nella composizione dell’organico di fatto, sia possibile iscriverti all’istituto che hai scelto. Mi attiverò personalmente per verificare se questo tuo desiderio possa essere realizzato. Così come spero, anzi ne sono sicura, che le riforme che abbiamo approvato per l’istruzione superiore cambieranno il volto della scuola italiana. Più qualità della didattica, maggior legame col mondo del lavoro, più ore di scienze e di lingua straniera, rilancio dell’istruzione tecnica.

Questa è la scuola che sogno, la scuola che stiamo costruendo per le nuove generazioni.

Un caro saluto

Mariastella Gelmini


Più che a un tirage au sort (sorteggio), l’ammissione ad una scuola dovrebbe forse basarsi su altri criteri, primo fra tutti quello della meritocrazia.

Qual è il vostro ricordo della scuola?

 
 
 
Successivi »
 

 

 

AREA PERSONALE

 

 

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

 
Citazioni nei Blog Amici: 56
 

 

ULTIME VISITE AL BLOG

rita.quadriniBalambercarlomancini71enzuccio79vpveimaraner31978mizar_aALDABRA72marietonibagninosalinaroCialtroneStraparlaakbarcagnovitaor50perrone.asor55anonimo.sabinom.a.r.y.s.e
 

ULTIMI COMMENTI