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Il fiume racconta

Post n°15 pubblicato il 19 Ottobre 2011 da nefertiti704
 

annegata

 

Giorno dopo giorno hai deambulato
accanto a un uomo  cui muta puntare
il coltello alla gola per farti rispettare.
Non c’erano risate di bimbi  in quella casa
solo la voce dell’Orco si poteva udire.

Nella nebbia di giorni livellati, hai perso
tramonti,  albe, volti d’accarezzare
e gesti d’amore da donare.
L’anima segnata da livide frustate
ti sei alfine arresa, basita guerriera solitaria
inumando sotto la terra del sicomoro in fiore,
corvine sacche di notti senz’ardore.

Scorreva lento il fiume  e t’invitava.
Le braccia aperte, ventagli dell’antica seta, 
ti sei lasciata andare con un tonfo  sordo
e senza alcuna voce
 mai era stata capace di gridare
e mentre l’acqua t’abbracciava fredda,
tu eri l’embrione galleggiante nell’amnio
del ventre di tua madre,
che ti ha donato finalmente pace.

 

 
 
 
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