PENSIERI AL VENTO

SUL MIO DIARIO VIRTUALE FIGHISSIMO SCRITTO DA ME E DA VOI REGISTRATI ALLA DGL DI LIBERO.

 

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IO CIOTTOLINA ALIAS PEBBLES

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Citazioni nei Blog Amici: 35
 

 

Addio gatto Bob: morto a 14 anni, dopo aver salvato la vita al suo padrone James

Post n°1150 pubblicato il 18 Giugno 2020 da Ciottolinadgl2
 

Il 15 giugno si è spenta una celebrità del mondo felino. Il gatto Bob è morto a 14 anni. La sua storia e quella del suo amico umano James Bowen aveva fatto il giro del mondo ed è stata raccontata anche dal bestseller A Street Cat Named Bob e dall’omonimo film su Netflix (A spasso con Bob nella versione italiana). Bowen era un tossicodipendente in via di disintossicazione quando nel 2007 fece un incontro che gli avrebbe cambiato la vita. Per strada, abbandonato e ferito notò  un gatto. Lo portò con se, lo curò e da allora non se ne separò mai più. Era Bob, suo fedele compagno di vita che dal lontano 2007 ha dato a James un motivo in più per alzarsi ogni mattina. I due sono diventati rapidamente inseparabili, trafficando e vendendo il giornale di strada The Big Issue per le vie  di Londra. Nel 2012 Hodder & Stoughton hanno pubblicato il primo libro di Bowen, A Street Cat Named Bob , raccontando la sua storia e quella di Bob. Il libro divenne un bestseller, insieme ai suoi sequel Il mondo secondo Bob, Un regalo di Bob e Il piccolo libro di Bob. In tutto, i libri hanno venduto 8  milioni di copie in oltre 40 lingue. La storia originale è stata anche trasformata in un film uscito nel 2016 con Luke Treadaway nel ruolo di Bowen. Bob è apparso nel film interpretando se stesso e apparirà in un sequel, “A Gift from Bob”, entro la fine dell’anno. 

"Bob mi ha salvato la vita. È così semplice. Mi ha dato molto più della compagnia. Con lui al mio fianco, ho trovato una direzione e uno scopo che mi mancavano. Il successo che abbiamo raggiunto insieme attraverso il nostro libri e film sono stati miracolosi, ha incontrato migliaia di persone, ha toccato milioni di vite, non c’è mai stato un gatto come lui e non lo farà mai più” è stato il messaggio commosso di James.  “Sento che la luce si è spenta nella mia vita. Non lo dimenticherò mai.” 









-*-

Oh nooo  mi spiace tantissimo  che sia morto ho visto il film e ho letto tutti i libri dedicati a lui, mi sono appassionata alla sua vita. Anche perchè io amo moltissimo i gatti e vorrei che anche il mio gatto salisse sulle mie spalle e venisse in giro con me come faceva Bob con il suo padrone James. 

Buon Ponte Bob riposa in pace, 

 
 
 

Brevettato il Vespasiano femminile, si abbatte l'ultima frontiera del gap femminile

Post n°1149 pubblicato il 10 Giugno 2020 da Ciottolinadgl2
 

E' rosa shocking, è realizzato con materiale sicuro, lavabile, igienico e si chiama “Lapee”, traducibile grosso modo come fare la pipì. Si tratta del primo orinatoio femminile brevettato in Europa da una nota architetta francese – Gina Perier – che vive a Copenaghen. Ci ha impiegato un po' a pensarla ma alla fine l'idea di realizzare una latrina femminile, capace di abbattere il gender gap fisiologico che grava sulle donne rispetto ai maschi certamente più facilitati ad espletare i bisogni fisiologici senza impiegare tanto tempo per fare file ed entrare nella toilette, è arrivata ad un team di designer. Lapee si ispira alla idea di una spirale. Il lavoro già brevettato sta riscuotendo successo in Danimarca ed effettivamente potrebbe essere una soluzione molto pratica da collocare nei parchi, nei luoghi all'aperto, nelle strade, spiega l'ideatrice al Guardian. «Per le signore spesso non è facile trovare una toilette mentre in questo modo tutto è semplice e finisce per abbattere anche un gap con i maschi, più facilitati dalla presenza di orinatoi maschili». Lapee è stata realizzata in un colore inconfondibile, rosa brillante, per essere vista da lontano. Non ha porte, vi si accede attraverso una spirale che permette a tre signore contemporaneamente di espletare i propri bisogni in una cabina ricavata nell'incavo della spirale.

  

 

 

-*-

Io sinceramente non ci andrei mai mi farebbe assai senso perchè non mi sentirei a mio agio fare la pipì mentre c'è altra gente che guarda e di guardoni soprattutto uomini il mondo ne è gia pieno figuriamoci quando si tratta di vedere la passera o il sedere di una donna e po io già io odio i vespasiani maschili che nelle città italiane non ho più visto sono stati tutti abbattuti causa ricettacolo di virus, batteri e puzza.

Io infatti preferisco o tenermela o andare in un bar a costo di prendere anche solo un dolcetto e farla in un bagno chiuso dove nessuno mi osserva. 

Ciotty

 
 
 

QUELLO CHE RACCOTEREMO ALLE FUTURE GENERAZIONI DEL CORONAVIRUS

Post n°1148 pubblicato il 08 Maggio 2020 da Ciottolinadgl2

 Fra alcuni anni, tanti o pochi, toccherà a noi il compito di raccontare il Covid 19,  detto coronavirus venuto dalla Cina, alle future generazioni. I nostri figli e i nipoti che verranno al mondo potranno vivere attraverso i nostri occhi, attraverso le nostre parole, un racconto di cui avranno sentito parlare a scuola o dagli amici, esattamente come noi abbiamo vissuto con la voce dei nostri nonni gli orrori della guerra, o magari per i più giovani, lo sbarco dell’uomo sulla luna. Ciascuno di noi racconterà un pezzettino di vita, il “suo” pezzettino. E la cosa straordinaria è che in questa pandemia, un evento capace di accomunare quasi tutti gli abitanti del pianeta, ogni abitante racconterà il “suo” vissuto, il mondo visto con i suoi occhi, diverso da tutti gli altri. Le difficoltà economiche, gli amori lontani, la perdita di un parente, i sacrifici di un medico o di un infermiere, la solitudine, la farina e il lievito sia di birra che per dolci che scarseggiavano o non c'erano proprio nei supermercati perché tutte le italiane anche quelle che prima non avevano mai cucinato in vita loro hanno dovuto fare torte e pizze, poi l'alcool e l'amucchina (gel tascabile) per lavarsi le mani e lavare le superfici anche quelli introvabili, stessa cosa per le mascherine e i guanti di lattice per i primi tempi del virus, cosìchè molte donne italiane sono diventate pure "sarte" per cucirsele da sole e regalarle alle amiche parenti (spedendogliele rigorosamente per posta perché non si poteva incontrare nessuno), facendo una taschina per dentro un pezzetto carta da forno per evitare il contagio. Gli adulti che hanno iniziato a lavorare tramite computer o tablet con lo smart-working e degli studenti di ogni scuola di ordine e grado che hanno sperimentato per la prima volta le lezioni on line con il tablet o il computer da casa, quelli che si sono laureati e hanno dato gli esami universitari con questo metodo. Ciascun nonno o genitore racconterà il ricordo che gli è rimasto addosso, e sarà sicuramente un ricordo fatto di emozioni, di gioia o di paura. "Il mio ricordo immediato di questi due mesi, ne sono certo, sarà la vista su un albero, un tiglio ben più alto dei palazzi intorno e che si erge davanti alla finestra. Quando è iniziata la quarantena il tiglio era ancora spoglio e grigio. Oggi è rigoglioso, pieno di foglie, pieno di voglia di vivere. Sui rami e sugli alberi vicini osservo e fotografo gli animali che non conoscono il coronavirus, i merli e le cornacchie, i piccioni in amore ed i passeri. E li fotografo come se mi trovassi dentro un capanno di osservazione sul bordo di un lago, uno di quei capanni di legno e paglia, che ti permettono nel silenzio totale di nasconderti alla vista del mondo. Forse, se i ricordi non si saranno diluiti nel tempo, racconterò ai miei nipoti che lavoravo da casa, che stavo in fila per fare la spesa, che le giornate talvolta sembravano lunghe infinite. 
Ma quello di cui sono sicuro è che gli racconterò come ogni giorno mi sedevo sul balcone di casa e guardavo fuori, respiravo un’aria della città inquinata che di colpo sembrava pulita; «era il mio modo di muovermi» gli dirò, «il mio modo di avere un senso di libertà fuori dalle mura domestiche». Respirare l’aria che nessuno poteva fermare. Viaggiare con la memoria in attesa di viaggiare con il corpo. Aggiungerò sicuramente che alcuni giorni i ricordi andavano alle passeggiate in montagna e in riva al mare, che meglio di qualunque altro luogo danno un senso di libertà; altri giorni la mente mi riportava a una passeggiata al centro della città, a un caffè in qualche bar da cui si può vedere una piazza più o meno famosa, ad un treno frettoloso per una città diversa dalla mia. E forse gli confiderò che alla finedi ciascun ricordo si attivava un sogno che iniziava con «quando il virus sarà sconfitto e potrò uscire voglio andare…». Ecco, fra alcuni anni, quando racconteremo tutto questo a un nipote, tireremo le somme anche di quali e quanti sogni abbiamo saputo poi vivere. Perché sono sicuro che ciascuno di noi in questi giorni ha immaginato, sognato, fantasticato. Sapremo dire solo tra qualche anno se questa esperienza ci ha cambiati davvero, se “dopo” siamo stati più attenti alle nostre esigenze, ai nostri desideri, alla nostra qualità di vita o se tutto è tornato come prima".

 



 

-*-

Ecco quello che racconteremo ai nostri nipoti, ai nostri figli o alle persone che sono nate tra gli anni 2018/2020 e dopo. , Ciotty

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Mistero di San Valentino: anello perduto 47 anni fa ritrovato in una foresta in Finlandia

Post n°1147 pubblicato il 17 Febbraio 2020 da Ciottolinadgl2

Era il 1973 quando perse il suo anello a Portland (Oregon, Stati Uniti). E ora, 47 anni dopo, è stato incredibilmente ritrovato in una foresta finlandese. Per Debra McKenna, proprietaria dell'anello, il viaggio dagli Usa al Nord Europa è un mistero, iniziato durante il giorno di San Valentino di quasi mezzo secolo fa.
«Ho pianto quando ho scoperto che qualcuno lo aveva trovato e stava cercando di restituirmelo», ha dichiarato Debra McKenna, 63 anni, al Bangor Daily News. La scorsa settimana, finalmente l'anello è tornato nelle mani della legittima proprietaria, per posta. L'emozione della donna è ancor più comprensibile, una volta scoperta la sua storia. L'anello infatti apparteneva a Shawn, con cui si fidanzò a scuola. I due si sposarono quando Debra aveva 21 anni, nel 1977. Il loro matrimonio è durato quarant'anni, fino alla morte di Shawn nel 2017, dopo una battaglia con il cancro durata 6 anni. 
«Mi chiese di uscire per la prima volta a San Valentino, nel '73, con un bigliettino nella mia giacca». I due uscirono per il primo appuntamento tre giorni dopo. Debra aveva solo 16 anni, lui un paio di più: era al suo ultimo anno. Tant'è che prima di lasciare e andare al college, lui le regalò il suo anello con inciso l'anno, le sue iniziali e lo stemma del Morse High School che frequentavano. Un pegno d'amore, che andò perduto quell'autunno durante un viaggio a Portland, nell'Oregon.

«Ricordo che lasciai il mio nome e il mio numero nel ristorante dov'eravamo state con le mie amiche, ma nessuno mi richiamò». Aveva paura di dirlo al fidanzato, ma lui non se la prese. «Mi disse "è solo un anello". Era tranquillo». Di certo la  la perdita non ha impedito loro di passare una felice vita insieme. Lei ha lavorato come parrucchiera, lui come professore. E per tre volte son diventati mamma e papà. «Mi sento fortunata. Era una persona straordinaria». 
E col passare degli anni, Debra si era scordata dell'anello. Fino a poche settimane fa, quando un uomo in Finlandia lo ha trovato con il metal detector in una foresta e ha deciso di contattare la Morse High School per risalire al proprietario. Quando Shawn è morto, Debra si è sentita perduta, senza bussola. Ma il ritrovamento insperato dell'anello le ha ridato gioia e grinta: «è come se lui mi stesse dicendo di reagire, di continuare con la mia vita». E sull'uomo che ha ritrovato il prezioso anello, Debra McKenna ha detto: «Ci sono persone buone in questo mondo spesso pieno di negatività. Abbiamo bisogno di più persone così».





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Che fortuna questa donna che ha ritrovato il suo anello, il primo ricordo di suo marito. , Ciotty

 
 
 

Beebz, il gatto che protegge la sua padrona epilettica

Post n°1146 pubblicato il 28 Gennaio 2020 da Ciottolinadgl2
 

«Non appena Annie cade a terra con le convulsioni, Beebz sente il botto e corre su per le scale e poi si mette accanto a lei e le lecca il volto». Sono le parole della madre di Annie Barter, una ragazza adolescente che vive in Inghilterra, nell’Essex, una contea confinante con il territorio di Londra. La ragazza soffre di attacchi epilettici notturni e, quando si verificano, il micio è prontissimo a intervenire. Beebz, questo il nome del felino, è molto legato alla sua umana, visto che i due sono cresciuti praticamente insieme, visto che lui ha quasi 16 anni. Beebz conosce bene la sua amica e quando viene colta dal suo problema interviene per svegliarla colpendola delicatamente la testa con le zampette e mordicchiandole i capelli. epilessiaPotrete pensare che potrebbe trattarsi di un comportamento normalissimo, di un rapporto di ovviamente affettuoso tra umano e gatto, ma non è così.
Quello che c’è tra Annie e Beebz è qualcosa di più, qualcosa che supera i confini, qualcosa forse di sovrannaturale. «Quando mia figlia inizia ad avere le convulsioni, lui miagola dolcemente e le lecca le dita dei piedi. Non è frenetico, è molto calmo, le tira delicatamente i capelli e cammina su di lei. Ma non appena le si sveglia, Beebz se ne va, come se il suo lavoro fosse finito. E’ davvero uno spettacolo da vedere!».
La ragazza ha raccontato che la presenza del micio è molto confortante per lei :«Quando mi sveglio dopo una crisi sono molto confusa e non so dove mi trovo, ma lui è sempre lì quando riapro gli occhi – racconta commossa Annie -. E’ strano ma, anche prima di svegliarmi, quando non sono ancora perfettamente cosciente, posso sentire cosa succede intorno a me e posso sentirlo miagolare. Lui mette le sue zampe su di me o gira intorno a me fino a quando non sono tornata alla normalità. E’ il mio personale angelo ed eroe e mi sento così fortunata ad averlo al mio fianco».

fonte lastampa.it


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Che dolcezza è proprio vero che i gatti e i cani sono animali speciali. , Ciotty

 
 
 

Finlandia, italiano domiciliato lì per lavoro, perde 5 euro in ufficio e sulla scrivania trova una sorpresa...

Post n°1145 pubblicato il 27 Gennaio 2020 da Ciottolinadgl2

Giorgio lavora in Finlandia da qualche anno. E' un italiano che lavora in un’agenzia di marketing digitale e si è integrato alla perfezione nel paese scandinavo. Così tanto da essersi integrato nella capitale Helsinki. Oggi un tweet del suo amico Simone sta facendo discutere, con sorridenti emoticon, i social. Cosa è successo?
Qualche giorno fa, tornando in ufficio, ha trovato sul tavolo una banconota da 5 euro e un post-it con su scritto: «Found under the table» (trovata sotto al tavolo). Firmato "la donna delle pulizie". Giorgio ha sorriso, fotografato i soldi con il biglietto e girato l'immagine al suo amico che, incuriosito dalla storia, ha postato tutto su Twitter. Migliaia di like e tanti commenti da parte di amici e sconosciuti in tutto il mondo. La storia però non finisce qui. Giorgio, al fogliettino verde scritto dalla donna delle pulizie, aggiunge il giorno seguente un altro post-it: «Questi 5 euro sono la tua mancia, te la meriti!». Un collega dell'italiano aggiunge un altro messaggio: «D'accordissimo!». Passano altre 24 ore (i 5 euro restano ovviamente sul tavolo senza essere toccati da nessuno) ed ecco apparire un altro fogliettino: «Grazie ragazzi ma non posso accettare. Alma, "la donna delle pulizie"». Quattro post di carta per migliaia di like virtuali: l'onestà e l'educazione esistono ancora. Sia nel mondo reale che in quello virtuale.

-*-

Questa è l'onestà degli stranieri, fosse successo in Italia se mai li avesse trovati qualcuno e fosse stato onesto come questa signora, e se chi li ha persi gli avrebbe scritto prendili sono tuoi se li sarebbe presi. , Ciotty

 
 
 

La luna di miele di Erica e Giulio su una vecchia Fiat Panda per andare alla “mini Dakar”

Post n°1144 pubblicato il 28 Novembre 2019 da Ciottolinadgl2
 

Immaginate un viaggio di nozze, ma dimenticate le sconfinate spiagge con il mare caraibico di fronte oppure i resort da mille e una notte. Pensate piuttosto di essere a bordo di una vecchia Fiat Panda rimessa a nuovo, che sfreccia sulle strade polverose e impervie dei rally nordafricani. 
Perché la luna di miele può restare romantica, pur non rinunciando all’avventura, all’adrenalina. È proprio così che hanno deciso di celebrare il loro matrimonio i due torinesi Giulio Micheletti (29 anni) ed Erica Trevisan (28), sposi dallo scorso 26 ottobre e pronti a partecipare, come team numero 129, alla “Maroc Challenge Winter 2019”.
Una “mini Dakar” amatoriale che si svolge la prima settimana di dicembre lungo un percorso di oltre 2000 chilometri attraverso l’innevata catena dell’Atlante e il polveroso entroterra marocchino fino a Erfoud, “la porta del deserto”. «Saremo solo io, mia moglie, una tenda da campeggio e una Fiat Panda 4x4 che ha compiuto 22 anni da poco e che abbiamo risistemato», dice Giulio. 

Così è nato il progetto “Due cuori e una caPanda”, messo a punto dal torinese appassionato di motori che nella vita fa il personal trainer, e da sua moglie Erica, educatrice in una cooperativa sociale e amante delle esplorazioni. «Ci siamo fidanzati sei anni fa e da allora andiamo a caccia di paesaggi visti solo sulle pagine web o sui manifesti delle agenzie», rivela la coppia. Spostamenti quasi tutti in moto oppure on the road.
Ma l’ingresso in famiglia di un cane, Mika, ha spinto Giulio ed Erica ad acquistare la Panda in grado di ospitare a bordo anche il loro nuovo amico. «Dopo i lavori per rimettere in sesto la vettura, abbiamo iniziato a raccogliere informazioni sui rally amatoriali in nord Africa. Con la “Maroc Challenge” è stato amore a prima vista». 
La 17esima edizione invernale prevede sei tappe, da Nador a Erfoud. Per partecipare è sufficiente che la vettura sia a trazione 4x2 o 4x4, e che abbia almeno 16 anni di vita. «Ora aspettiamo solo di pigiare il piede sull’acceleratore, sfrecciando tra i sabbiosi panorami del Marocco», concludono i novelli sposi. E. magari, provare anche a vincere la gara...






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Bravissimi e super avventurosi questi sposi. , Ciotty

 
 
 

Hero, il gatto eroe dona il sangue per salvare la vita a una gatta.

Post n°1143 pubblicato il 11 Novembre 2019 da Ciottolinadgl2
 

Questa è la commovente storia di due trovatelli: Hero e Mitty. Hero è un micio rosso tigrato, recuperato a settembre in un orto e ospite del Gattile Enpa di Monza. Mitty è una giovane micia bianca e tigrata trovata presso un supermercato, che da maggio 2018 vive con la sua nuova famiglia a Villasanta (MB). Mitty, da sempre fragile di salute, è affetta da immunodeficienza felina (FIV), e a settembre di quest'anno le sue condizioni peggiorano. Viene ricoverata in una clinica di Monza e dopo diverse cure, i veterinari consigliano una trasfusione di sangue. L’impresa non facile è perché la gattina è del gruppo sanguigno B, molto raro, e tra i gatti non esistono "donatori universali" come per gli umani.
La proprietaria di Mitty contatta allora l'Enpa di Monza dove aveva adottato uno dei suoi cani. Ed è qui che il destino dei due gatti si incrocia. Hero ha lo stesso gruppo sanguigno di Mitty. E’ deciso! Sarà il suo donatore.
Dopo l’operazione, la gatta dà subito segni di miglioramento ma purtroppo è solo un’illusione. Le sue condizioni di salute improvvisamente peggiorano e Mitty si addormenta per sempre. Addolorati per la sua scomparsa la famiglia della gattina decide però di compiere un gesto di amore e gratitudine nei confronti di Hero, il gatto eroe che ha provato a salvarle la vita. Hero viene adottato e ribattezzato “Nello Rossini”. Si trova subito a suo agio nella nuova famiglia e va d’accordo con tutti gli animali della nuova casa. Un incontro speciale, avvenuto nelle circostanze più tristi ma che è la prova di come una famiglia sia riuscita a trasformare il dolore in amore, accogliendo in casa un altro essere vivente bisognoso di una casa.


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Bellissima storia e bravissimi questi umani di Monza che hanno adottato Hero alias Nello Rossini.
, Ciotty

 
 
 

Biscotti gufo di Halloween

Post n°1142 pubblicato il 21 Ottobre 2019 da Ciottolinadgl2
 
Tag: RICETTA

Difficoltà: bassa   ‐   Cottura: 15 minuti   ‐   Preparazione: 30 minuti + riposo   ‐   Prezzo per persona: meno di 1 euro

Ingredienti:

Dosi per 4/6 persone:

  • 330 g di farina 00 Pam Panorama
  • 100 g di zucchero a velo Pam Panorama
  • 125 g di burro Pam Panorama
  • 1 uovo fresco biologico BIO Pam Panorama
  • 2 cucchiai di latte fresco alta qualità Pam Panorama (eventuale)
  • 1 cucchiaino raso di lievito per dolci
  • 1 buccia di arancia
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 bustina di vanillina
  • q.b. preparazione di albicocche BIO Pam Panorama
  • 20 mandorle intere non pelate 
  • 30 g di gocce di cioccolato
  • 1 pizzico di sale
  • q.b. mandorle affettate

Preparazione:

In un’ampia ciotola, montate per prima cosa il burro con lo zucchero. Aggiungete l’uovo leggermente sbattuto, poco alla volta, incorporandolo, poi aggiungete la farina a cui avrete mischiato il lievito e la vanillina, il sale, la cannella e la buccia grattugiata di un’arancia (1). Aggiungete poca farina per volta e, nel caso l’impasto vi appaia troppo duro, aggiungete poco latte freddo. Una volta che l’impasto si è formato, versatelo sul piano di lavoro infarinato, e realizzate una palla omogenea e liscia, che dovrete far riposare in frigo per 1 ora avvolta da pellicola (2). Riprendete l’impasto e stendetelo con il mattarello, con uno spessore di 3 mm circa (3).Con l’impasto create degli ovali di circa 10x8 cm: la metà di questi saranno pieni e l’altra metà con due buchi al centro, che realizzerete con uno stampino tondo del diametro di 3 cm circa. A questo punto, ponete tutti i biscotti su una leccarda rivestita di carta forno. Spalmate un po’ di marmellata sui biscotti pieni, quindi sovrapponete i biscotti con i fori. Disponete le mandorle (come in foto) a fare da becco (non pelate) e da sopracciglia (pelate e affettate), quindi infornate a 160 °C finché la superficie non si colora. Estraete dal forno. Una volta che saranno freddi, aggiungete le gocce di cioccolato nei fori con la marmellata per creare gli occhi (4).

-*-

Che bontà da provare e da gustare. , Ciotty

 

 
 
 

Giovanna detta Nanna, 23 anni, la meccanica che restaura le Fiat 500

Post n°1141 pubblicato il 28 Giugno 2019 da Ciottolinadgl2
 

Negli spazi di Officine Zero, sulla Tiburtina, c'è un meccanico più unico che raro. Si chiama Giovanna Parascandolo ma tutti la chiamano Nanna, ha 23 anni e per lavoro restaura vecchie Fiat 500, quelle che hanno smesso di produrre nel 1975, e che fanno ancora oggi sognare i nostalgici della Dolce Vita romana.

Dalla laurea in architettura al restauro di macchine d'epoca, come mai?
«All'università ero stressata e soffrivo un po' di ansia da prestazione a causa della mia media molto alta. Un giorno andai a farmi un aperitivo con un'amica alla quale avevano regalato una 500 d'epoca. Entrandoci è scattato qualcosa».

Perché proprio le Fiat 500?
«Prima di quell'esperienza non ero mai stata appassionata di auto, ma quel giorno mi sono innamorata di questa macchina. Avevo 19 anni e dai miei genitori mi ero fatta regalare una moto che ho venduto per potermi permettermene la mia Fiat 500 bianca del '67 targata Roma. Il problema è che non partiva, non frenava ed era tutta arrugginita».
E cosa hai fatto?
«Non avevo i soldi per farla sistemare e quindi ho trovato un lavoretto nel weekend e mi sono tirata su le maniche per ripararla da sola. È stato un periodo di studio e di ricerca divenuto poi vera passione del fare, uno sfogo manuale che mi ha salvato dalle ansie».
Cosa si prova ad aggiustare un'auto d'epoca?
«Ogni volta penso di avere fra le mani qualcosa che ha fatto la vita di altre persone, in un tempo passato differente dal mio e mi sento bene».
I primi passi?
«Sono partita da neofita e autodidatta cercando di aggiustare inizialmente le cose più semplici. Volevo riuscirci, smontavo e rimontavo pur di provare e capire. Le auto ti insegnano che nulla è irreparabile».
Ti sei fatta aiutare?
«Quando l'impresa diventava davvero troppo complicata cercavo sui libri o andavo sui vecchi forum internet di appassionati, quelli un po' datati dalle grafiche anni Novanta».
I social sono parte integrante del tuo lavoro.
«Proprio per via della mia esperienza ho deciso di creare dei video tutorial su Youtube per i più giovani che sono più veloci in tutto, anche nel voler apprendere. I social sono stati lo strumento che mi ha permesso di rendere questa passione un lavoro».
Giovanissima e donna. È stato difficile entrare a far parte di un settore come questo?
«Inizialmente sì, nessuno credeva stessi facendo tutto da sola. Insinuavano che fossi un'attrice o che dietro ci fosse il mio fidanzato o mio padre, cosa assolutamente falsa».
Progetti?
«Anche se la 500 d'epoca rimane l'amore della mia vita, prossimamente vorrei provare a sistemare una Vespa».

-*-

 Bravissima. , Ciotty

 
 
 
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In questo blog non devi prendere niente e non  devi copiare, prima mi chiedi il permesso di farlo e se te lo darò bene, altrimenti  . Perchè sono stufa di vedere altri profili con le mie immagini xchè io faccio una fatica boia a trovarmele e voglio che siano solo mie e poi chi copia viola la legge è anche scritto sul copyright.

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Un saluto by Ciotty

 

QUESTO E' IL MIO ANGELO CUSTODE STRA BELLO

SI CHIAMA UMABEL CHE VUOL DIRE DIO IMMENSO HA LA CAPACITA' DI SUSCITARE E MANTENERE L'AMICIZIA. APPRENDIMENTO RAPIDO E GRANDE INTELLIGENZA. INTERESSE VERSO L'ASTROLOGIA E LE SCIENZE NATURALI. FACILITA' DI PAROLA. ASPETTO GRADEVOLE. DI MESTIERE FA IL VIGILE DEL FUOCO, MI PROTEGGE DA TUTTE LE PERSONE CATTIVE E PROTEGGE IL MIO BLOG. LO SO E' DAVVERO BELLO UN VERO FIGO!!!!

 

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MESSAGGIO PER R.

Tu sei invidiosa di me e sai cos'è un invidioso? No? Te lo dico subito: L'INVIDIOSO E' UN DEFICIENTE CHE NON RIESCE A RASSEGNARSI. E tu mi odi (io non ti odio anche se mi hai fatto del "male" e continui a farmelo)perchè sai cosa scriveva Hermann Hesse: SE ODIAMO UNA PERSONA E' XCHE' E' UGUALE A NOI.

La calma è la virtù dei forti e se aspetti con pazienza sulla riva del fiume, vedrai presto passare galleggiando, il corpo del tuo nemico!

 

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