Creato da: dalsilenzio il 12/08/2011
Pensieri liberi, senza limiti alla condivisione o alla critica. Dico ciò che voglio o ciò che sento e apprezzo chi sa dire la sua, senza remore. Ci hanno voluto rendere e ci siamo prestati a diventare monadi, essenze unitarie, disgiunte se non addirittura opposte tra noi. Voglio vedere se siamo ancora in grado di interagire positivamente, per il bene di tutti.

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BASTA LA PAROLA

Post n°21 pubblicato il 07 Dicembre 2012 da dalsilenzio

"FALQUI, basta la parola!", recitava una famosa pubblicità. Bastava nominare la benefica pasticca e ... via il malessere.

Cambia la parola, a volte, ma l'effetto c'è ugualmente. Ieri Berlusconi ha detto "torno in campo" e ... lo spred subito ha iniziato ad innalzarsi.

Cazzo, ma c'è nessuno che è in grado di infilargli una mela in bocca e, possibilmente, un cuscino in faccia fino all'ultimo respiro?? Ma per quanto dobbiamo ancora trascinarci appresso questo incubo?

 
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DIRITTI A PAGAMENTO

Post n°20 pubblicato il 24 Novembre 2012 da dalsilenzio

Eccoci qui, al bivio, alla svolta. Nel rispetto della democrazia, sono indette le primarie dei partiti maggiori. Ovvero, affinchè non si dica che i politici scelgono per noi e fanno come vogliono, ciascuno può andare e votare chi, in un certo schieramento, vorrebbe come "premier". Grazie per la considerazione, ma ... un momento!

Il tesoriere della "margherita" Lusi si dice che abbia sottratto soldi all'ex partito già dal 2000, fagocitando circa 16.000.000,00 di Euro. Ebbene, Rutelli, che ne era a capo, o è rincoglionito totale, da non accorgersi di un tale baratro di ammanchi, o non poteva accorgersene ... perchè per quel partito erano spiccioli!

Abolito il finanziamento pubblico ai partiti, è nato (rigorosamente sottobanco), il rimborso elettorale che di un rimboerso, ormai si sa, ha solo il nome. Di fatto sono soldi dati e basta, senza dimostrazione di spesa.

Cosa c'entra questo con le primarie? Apparentemente nulla, ma se consideriamo il mostruoso giro di soldi dei partiti e poi ci dicono che per votare alle primarie si DEVONO sborsare 2 Euro, beh, allora il nesso c'è e anche stretto!! Per esercitare diritti noi italiani dobbiamo pagare sempre, anche salato, se facciamo un conto di quanto entra nelle casse dei partiti. Tutto questo in aggiunta alle tasse.

Non so voi, ma io mi sento profondamente preso per il culo, oltre che per il collo. Se anche avessi avuto intenzione di andare, per tentare di giocare una carta elettorale, ora proprio non se ne parla affatto!

I 2 Euro, piuttosto, li dono per la la lotta alla SLA, per i bambini che muoiono di fame o per le donne che subiscono violenze in famiglia! Non li regalo certo a chi ci va a mangiare aragoste!

Sì, direi che ci sta proprio tutto: MAVAFFANCULO!!!

 
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La Donna che desidero

Post n°19 pubblicato il 21 Novembre 2012 da dalsilenzio
Foto di dalsilenzio

Ecco, questa è sensualità pura. Dinanzi ad un paio di gambe così, quale uomo potrebbe mai resistere, tirarsi indietro? Una calamita cui non ci si può sottrarre.

Però ... ebbene sì, in un periodo della mia vita ben preciso ho cercato solo questo: sensualità pura, attrazione istintiva, quella che fulmina i tuoi neuroni e scatena gli ormoni. Emozione. Ho trovato più volte ciò che cercavo, in svariate donne. Nessuna importanza della loro personalità, dei loro pensieri. Per carità, direi che anche a loro importava poco, alla fine. Perchè se in loro compagnia mi annoiavo a morte, aspettando solo "quel" momento, immagino loro provassero la stessa cosa! Se non c'è feeling, intesa, difficile essere spiritosi o comunicativi.

Però poi quel momento arrivava e ... vai!! Libero sfogo! Libidine!!! ... Poi, però, arrivava il culmine dello scatenarsi dei sensi e dopo ... il vuoto più totale!! Ciascuno per la proria strada ... aspettando solo la volta successiva. Nessun pensiero, nessun trasporto, nessun pathos.

Non è durato poi molto, quel periodo. Presto ha prevalso la nausea di certe situazioni. Non sono un santo, sia chiaro, ma di quel periodo è rimasta solo (ma non è poco) la consapevolezza che gli ormoni senza neuroni sono di uno squallore unico.

Da allora ... la sensualità è per me sempre degna di ammirevole attenzione, ci mancherebbe! Quell'istinto resta e non mi dispiace affatto! Ma ammirare è solo un fatto visivo: il DESIDERIO è fatto di altro e senza una intesa mentale ... due gambe restano due gambe.

Quindi ... le gambe della foto le noterei sicuramente, ma ... senza altro in più, non andrei oltre uno sguardo. Sarò un uomo ... con un animo femminile? Che importa? A me va bene così.

 
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PREGIUDIZI DA COMMUNITY

Post n°18 pubblicato il 19 Novembre 2012 da dalsilenzio

Sarò strano io, per carità! Però davvero non capisco una cosa. Qui, nella Community, le donne si scambiano messaggi, commenti nei rispettivi blog, stringono amicizia tra loro e si chiamano “carissima” e “tesoro” con molta naturalezza e semplicità. Ed è giusto che così sia, senza fraintendimenti o equivoci (che comunque sarebbero esclusivi fatti loro). Comunque non appare di certo strano: si sa che le donne hanno, anche tra loro, un certo tipo di linguaggio, di atteggiamento, in amicizia.

Orbene, più di una volta è capitato che uomini mi abbiano chiesto l’amicizia, sempre senza scrivere neanche un messaggio, ed io l’ho accettata pensando “forse ha letto il mio blog, gli è piaciuto qualcosa che ho scritto, gli farebbe piacere tornare a leggere, forse a commentare, forse vuole, appunto, amicizia”.

Invece ... silenzio assoluto, nessun commento o messaggio, niente di niente. Allora mi domando: che me la chiedono a fare? Per carità, so bene che tra uomini i vari “tesoro” e “carissimo” sono tabù, equivoco o, peggio, etichetta di omosessualità. Il linguaggio tra uomini proibisce certe espressioni ... per ancestrale orgoglio e pregiudizio ... che le Donne hanno superato da una vita.

In ogni caso non ci vedo nulla di male se due uomini parlano tra loro, si scambiano un pensiero, una opinione. Ma, a quanto sembra, è un pensiero solo mio. Alla fine ho cancellato quelle amicizie, senza mai comprendere il senso della loro richiesta.

Forse davvero si trattava di omosessuali! Ma, ugualmente, non trovo un senso! Potevano dirlo! Come l’eterosessuale prova ad accostare l’altro sesso, è normale che l’omosessuale tenti di accostare chi appartiene al proprio. E come l’eterosessuale può essere respinto, ciò può accadere anche all’omosessuale. E’ tutto normale! ... Tranne ... l’incoerenza.

 
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LE MIE MANI

Post n°17 pubblicato il 16 Novembre 2012 da dalsilenzio
Foto di dalsilenzio

Sul ripiano del tavolo giacciono immobili, incrociate. Riposano, le mie mani, e le osservo, quasi con stupore, come se le vedessi per la prima volta. Le vedo sempre uguali, immutate nel tempo, pur sapendo che portano anch’esse i segni del tempo trascorso.

Le osservo e rifletto su quante cose hanno fatto, in quel tempo trascorso. Impossibile enunciarle tutte. Hanno avuto cura di tutto il mio corpo, hanno spaccato e costruito, maneggiato attrezzi, riparato motori, cucinato, stirato, sistemato tubi e cavi elettrici, cullato figli, cambiato pannolini. Hanno esplorato corpi di donne, hanno donato il piacere della carezza, ma anche picchiato e usato armi per proteggere altri; hanno scritto e persino dipinto, in un tempo ormai lontano.

Le osservo e mi rendo conto di come, attraverso i loro gesti, posso ripercorrere l’intera mia vita: sono lo specchio, a me solo visibile, della mia storia.

Le avessi osservate tempo fa, sarebbero state meno le cose fatte, più breve la storia. Se le osserverò trascorsi altri anni, mi racconteranno ancora quante cose hanno fatto, ma saranno più immobili, stanche, e mi diranno ciò che non potranno più fare, che non possono più alimentare la storia. Le osserverò, con un velo di malinconia, consapevole che quella piccola, privata storia sta per terminare. 

 
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A proposito di spending review

Post n°16 pubblicato il 25 Ottobre 2012 da dalsilenzio

Se ne parla sempre meno, se non quando ci scappa il morto o quasi, cercando di farci dimenticare le famose e famigerate "missioni di pace", nelle quali il nostro ESERCITO è impegnato.

Bene, quando si parla di spendig review, ovvero di risparmio sulla spesa pubblica, mai si prende in considerazione l'enorme risparmio che si avrebbe nell'interrompere tali missioni, di far rientrare in patria i nostri militari, smettendo di buttare fiumi di soldi in carburante (un carro armato consuma 3 litri di gasolio per ogni chilometro percorso), in logistica e in indennità varie date ad ogni uomo, tali da potersi comprare casa in pochi anni di permanenza all'estero. Tant'è che fanno a botte e si fanno raccomandare per andarci. Ma non si chiamano "mercenari" questi tipi di soldati?

Mi si può obiettare che a tali missioni dobbiamo partecipare in quanto membri dell'ONU. Gli impegni vanno mantenuti, certo! Ma l'art. 50 della Carta delle Nazioni Unite delm 26/06/1945 prevede che "Se il Consiglio di Sicurezza intraprende misure preventive contro uno Stato, ogni altro Stato, sia o non sia membro delle Nazioni Unite, che si trovi di fronte a particolari difficoltà economiche derivanti dall'esecuzioni di tali misure, ha il diritto di consultare il Consiglio di Sicurezza riguardo ad una soluzione di tali difficoltà."

Orbene, premesso che, a mio avviso, la nostra partecipazione alle missioni non credo sia così irrinunciabile, che male c'è a chiedere di poterci "chiamare fuori" visto che andiamo a difendere la vita di popoli esteri lasciando che la fame uccida il popolo in casa? E' così assurdo? In fondo le Nazioni Unite, unite per la pace mondiale, dovrebbero essere solidali con chi è in difficoltà! Invece dell'ulteriore aumento di tasse e IVA, che pesa sempre sui soliti, diamo un taglio alle spese ... ridicole.

Gia, forse sto dimenticando che tali missioni si fanno ESCLUSIVAMENTE in quei Paesi stranieri che hanno il gas o il petrolio, così da avere un ritorno economico. Altre popolazioni assolutamente povere sono comunque lasciate al loro destino. Tirarsi indietro, quindi, vorrebbe dire NON spartire più la torta! Ma in fondo di che torta parliamo, visto che tanto la nostra energia ha il costo più alto al mondo? E poi, se il problema è quello, tornare ad usare la buona, vecchia diplomazia al posto delle armi proprio no??

Ma facciamola finita! Nel mondo si sa che siamo a terra? Allora ci capiranno! Non si perde dignità se, umilmente, si ammette una difficoltà. Sarà sempre meglio che fare i grandi signori ... con i soldi dei contribuenti affamati.

 
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A MORTE GLI ESODATI!

Post n°15 pubblicato il 10 Ottobre 2012 da dalsilenzio

Ultimissima notizia di ieri.

Avete presente gli esodati? Quella categoria di ex lavoratori creta dalla riforma sulle pensioni? Bene, il governo ha dichiarato che non ci sono fondi per questi ibridi, troppo giovani per avere una pensione e troppo vecchi per restare al loro posto di lavoro. Non ci sono fondi, quindi ... cazzi loro, alla fine! Perchè indietro non si torna e soluzioni non ce ne sono.

In buona sostanza, quello che è successo è che il governo ha fatto una riforma sbagliata, ma chissenefrega delle conseguenze. Che morissero di fame! In pratica li condanna a morte ... e delle peggiori.

Beh, neanche Mussolini è arrivato a tanto. Forse ci si è avvicinato Hitler, anche se per altre ragioni.

Questa è la democrazia? Questa è la civiltà? Questo è lo stato sociale? Questi sono i "tecnici"? Cavolo, se un muratore sbaglia a erigere un muro e quello crolla in testa a qualcuno va in galera! ... I nostri politici fanno cazzate e vanno ... al ristorante a trangugiare aragoste.

Ma quando ci svegliamo?? O crediamo davvero che un voto cambi questo stato di cose?

 
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ALLA MIA DONNA

Post n°14 pubblicato il 05 Settembre 2012 da dalsilenzio

Soffro con te, per ogni lacrima che versi, che sia rabbia o dolore, sconforto o delusione.

Piango con te, ma solo quando non puoi vedermi, perché dinanzi a te, e come pesa, tendo la mano forte, offro lo sguardo severo, nascondendo il cuore squassato.

Nessuna consolazione, mia donna, per il tuo sconforto: solo il mio petto e la mia stessa vita pronti alla lotta contro tutto o chiunque voglia farti del male.

Per te, mia donna, che stai affrontando la vita con me, ma dovendo imparare a fare meno di me.

Vai serena, mia donna. Io resto qui, silenziosamente tuo per sempre, spalla, sostegno, nell’ombra il tuo rifugio.

Per te vorrei solo sorrisi e certezza e sicurezze, spavalda vitalità per il futuro, prorompente caparbietà contro gli ostacoli.

Tu, amata donna, ostenti la tua determinazione, nei fatti e nei giudizi, con gran fame di stima e apprezzamento.

Ma io la vedo, la tua fragilità e temo, amore mio, per quando più non sarò qui a vegliare e prendermi cura dei frammenti di te, se ancora cadrai.

Mio profondo amore per l’eterno, anche allora io ci sarò, accarezzando i tuoi capelli nel sonno.

Perché tu, figlia mia, per l’eterno mai e per nessuna ragione dovrai restare sola.

 
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NEO - LOGISMO

Post n°13 pubblicato il 04 Settembre 2012 da dalsilenzio

Rispondendo ad un messaggio privato ad una conoscente virtuale, qui nella Community, molto arrabbiata con politici, tasse e quant'altro, ho avuto una casuale folgorazione per aver scritto una parola impropria, tra virgolette, per poi capire che tanto impropria non era, visto che ha fugato taluni miei dubbi su una cotraddizione.

E mi spiego.

I nostri (nostri, va beh!) politici a volte ritornano su un tema che loro chiamano "la questione morale". Dicono che la devono rilanciare, che va affrontata in questi tempi bui, salvo poi affogare ogni provvedimento anticorruzione, non dimettersi se indagati o voler castrare le intercettazioni (se intercettano me, sinceramente, frega niente: si annoiano loro!). Ecco la contraddizione. Ci vuole una buona dose di facciacomeilculismo per farsi paladini della moralità quando la loro immoralità è la regola!

Ma a tutto c'è una spiegazione! Infatti ... non è forse vero che i politici appartengono ad una casta? Quindi? Come li vogliamo chiamare tali apparteneti, se non "casti"?? E ... casti e puri, religione insegna, non sono coloro che hanno una integerrima morale? Se due più due fa ancora quattro, allora, hanno ragione loro!!

Deciso: faccio causa alle case editrici che nei loro dizionari non hanno ancora modificato il significato dalla parola "casto"!!

 
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MIA MADRE E' MORTA

Post n°12 pubblicato il 02 Settembre 2012 da dalsilenzio

Già! Proprio così: mia madre è morta. Chissà perché ogni volta che qualcuno muore la prima reazione è lo stupore. Morta? Non è possibile! Come mai? Come? Diamine, eppure tutti sappiamo che a tutti, prima o poi, deve succedere. Che senso ha lo stupore? Che importanza ha il come? Non c’è più. Punto. Fine.

Eppure, talvolta, il come c’entra e come! Mia madre è morta quando le è arrivata una telefonata. Un semplice “pronto” e la sua vita è cessata, finita. Senza dolore, suo e neanche, per assurdo, mio. La sua vita è finita tra grasse risate ed una certa rabbia. Cinico? Proprio no! Il fatto, come accaduto, lo dimostra.

La telefonata ricevuta era di un impiegato di una banca, fin troppo bravo, fin troppo zelate, scrupoloso. Almeno nel bene, perché non dire impiegato della Banca Nazionale del Lavoro? Merita un applauso niente affatto ironico. Sì, perché quando mia mia madre ha risposto, con un certo imbarazzo e tanta cortesia le ha spiegato che alla filiale era arrivata una lettera dell’INPS che ordinava alla Banca di restituire alcune migliaia di Euro che erano state erogati da quell’Ente quale persona … deceduta da tempo. Alcuni anni, senza entrare in particolari. Da notare che nessuna Banca è tenuta ad accertare niente: arriva l’ordine, si esegue. Invece quell’impiegato, prima di obbedire, ha voluto accertare, comunicare, bloccando tutto per il massimo tempo a disposizione della Banca per eseguire.

Ecco com’è morta mia madre: perché l’INPS ha deciso così. Ovvio che subito mi ha chiamato, chiedendomi di accompagnare il suo cadavere in giro per Roma, all’Inps, a dimostrare la sua ancora energica vitalità. La parte più divertente di quei giri (due giorni di ferie mie e ore di traffico e file e attese) era la faccia degli impiegati. Ma va bene così: mia madre è risorta e tutto risolto.

Quasi. Perché seppure risorta, seppure salvato il conto in Banca, il mese successivo niente pensione. Nessun accredito. Ok, vediamo che succede, adesso! Nuovo giro all’INPS (secondo giorno di ferie, stesse ore di traffico e stesse file), per scoprire che, essendo ogni mano destra collegata alla sinistra dal corpo, se il corpo è cerebroleso il collegamento va a farsi fottere, mia madre era in vita per un ufficio, ma non per quello che poi eroga mensilmente la pensione. Comprensibile, in fondo: l’uno è al piano terra, l’altro al secondo piano dello stesso stabile. Mica facile il collegamento! Ok, risolto anche quello. Tutto regolare, finalmente.

Quasi. Passano due mesi e il medico di base di mia madre le telefona disperata, perché è stato aperto un procedimento PENALE nei suoi confronti perché ha emesso impegnative a nome di una defunta. Non solo, ma non le pagano la quota di QUELLA assistita. E’ morta? Trovatene un’altra! Terzo giro, stavolta la mamma sprint va da sola, con i mezzi pubblici, tanto almeno sono talmente morti che mica si accorgono di un cadavere a bordo! Altra mattina alla ASL, fila, impiegato rosso peperone dinanzi ad una vecchietta morta che gli dimostra la sua vitalità.

Complimenti a mia madre! Neanche Gesù è riuscito a morire e risorgere per ben tre volte! Beh, finalmente è passata, anche se adesso controlla minuziosamente ogni estratto conto della Banca. Questa storia, assolutamente vera, insegna che meglio morire una volta per bene, che essere uccisi a poco a poco dalla demenziale burocrazia italiana che, tanto per cambiare, commette solo errori su errori.

Lunga vita a mia madre! Alla faccia loro!!

 
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Prima persona singolare

Post n°11 pubblicato il 30 Agosto 2012 da dalsilenzio

Avete mai ascoltato come parlano i tifosi? Se la loro squadra del cuore vince dicono "abbiamo vinto", se perde puntano il dito dicendo "hanno perso", rivolti ai giocatori.

Giorni fa stavo seguendo una trasmissione in televisione, una di quelle con un paio di personaggi noti seduti da una parte del tavolo e due giornalisti dall'altra. Niente riferimenti, niente nomi: nella libera democrazia non si possono fare pubblicamente. Mah!

Orbene, il personaggio intervistato ad un certo punto se ne esce con le frasi fatte e rifatte "l'errore della politica è ... " oppure "se i cittadini si allontanano dalla politica è perché ...". Stesse motivazioni scontate di sempre (quelle dal loropunto di vista, mai dal nostro) e stesso errore di sempre, ovvero quello di credere che i cittadini si allontanano dalla politica, mentre la verità è l'esatto contrario: è la politica che se la da a gambe ... per farsi solo gli affari suoi.

Ma non è questo che mi ha fatto incazzare, quanto piuttosto il fatto che lo dica un deputato della repubblica!! (volutamente tutto minuscolo per assenza di rispetto)

Ma santo cielo, la politica sei tu!!! Perchè non dici "IO mi allontano..." o "I MIEI errori sono"??

Quando si parla di responsabilità la prima persona singolare svanisce dalla grammatica italiana, a quanto pare! E noi ... neanche ci facciamo caso.

 
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CAPODANNO

Post n°10 pubblicato il 30 Agosto 2012 da dalsilenzio

Non mi mancano le idee, le cose che vorrei dire. Che, anzi, se mi ci metto divento persino un rompipalle. Arringo, sbraito, fulmino tutto e tutti ... nel menefreghismo globale, tra i “tiriamo a campare” prima, a “sopravvivere” adesso, a “le cuoia” tra poco tempo, se continua così!

No, non mi manca tutto questo. Ma è uno di quei momenti in cui mi sento avvolto, come un manto opaco ed ovattato, dal mio silenzio. Assorbo, prendo mentalmente nota, elaboro, sviscero le sensazioni e ... taccio.

Sono così, da sempre. Chi mi sta accanto mi chiede “che hai?”. La risposta è immancabilmente “nulla”, perché, in fondo, proprio di nulla si tratta. Non un malessere, non un disagio, nessun dolore.

Direi che si tratta, piuttosto, della sindrome del capodanno. A fine agosto? ... Beh, sì, certo, proprio a fine agosto.

Non è forse adesso che comincia l’anno? Il 31 dicembre si dice lo sia, ma non è forse vero che passata la baldoria notturna (quella idiota, in cui pare che ti devi divertire a tutti i costi anche se non te ne può fregare di meno) il giorno dopo è uguale al precedente? I giorni dopo gli stessi impegni, i percorsi, gli appuntamenti, i ritmi. Anno nuovo di cosa??

Fine agosto, invece, è il vero capodanno. In un giorno qualsiasi ma in questi giorni. Perché è proprio dopo la pausa estiva che tutto riparte ma ... potrebbe partire in modo diverso.

Gli studenti con l’incognita della nuova classe, gli universitari con il progetto del loro anno di studi, i lavoratori fantasticando per qualcosa di diverso o con il progetto di qualche innovazione, i disoccupati con la speranza che finalmente si trovi una occupazione.

In un modo o nell’altro è questo il momento in cui ci si avventa sulla vita, pensando di poter stravolgere ciò che non ci piace o per migliorare ciò che amiamo. L’estate, le ferie, non si definiscono forse lo “staccare la spina”? Non è adesso che si riattacca?

Beh, ecco il solo motivo del mio silenzio. Sto elaborando, progettando, forse solo stupidamente sognando affinché questo nuovo anno di attività non sia identico al precedente, ma possa essere ricordato come quello di qualche importante svolta.

Quindi ... buon anno a tutti!!

 
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Colpo di fulmine ... ma non d'amore

Post n°9 pubblicato il 19 Agosto 2012 da dalsilenzio

Una mattina come tante, come tutte ad eccezione di ferie e festivi. Lo strazio quotidiano per arrivare al lavoro. Esci alla stessa ora, stesso percorso, stesso traffico appena uscito dal cancello di casa, tutto uguale, tranne il tempo che impieghi ogni giorno: sempre diverso, troppo spesso più di ieri e ieri l’altro, perché siamo ogni giorno di più, comunque ormai troppi.

Andrea non fa eccezione, mentre sta lì incolonnato nel fiume di macchine. Due code parallele, immobili o quasi. Un metro ogni quando capita. Sempre così, in uno strazio e una noia che ti fanno arrivare al lavoro già stanco, scazzato e con il bisogno di non fare più nulla per tutto il giorno.

Ma un giorno, lodata eccezione, finalmente qualcosa di diverso, un brivido che lo fa sentire molto Indiana Jones nella giungla di città.

Come al solito è incolonnato, fila sinistra, quando volge lo sguardo alla sua destra e che vede? Lei.

Lei è una donna sui trent’anni (sarebbe perfetta per i suoi trentotto!), capelli biondi fluenti, un profilo perfetto, un nasino appena rialzato sulla punta, con una curva morbida, aggraziata. La vede di profilo, potendone distinguere solo gli zigomi alti, le guance dalla pelle ben tirata, un velo di fondo tinta. Finalmente qualcosa cui poter dedicare attenzione, in quel fiume indifferente di metallo.

Ad ogni piccolo spostamento fa in modo di tornare nella posizione giusta, accanto alla vettura di quella splendida visione. Qualche centimetro più indietro, tanto per non farsi notare e studiare con calma, poi qualche centimetro più avanti, per tentare di sbirciare qualcosa in più di quel viso. Intravede un occhio accuratamente truccato, vede parte della bocca decorata con un rossetto scuro. Riesce ad osservare come sporge in avanti le labbra, mettendo in bocca la sigaretta e aspirando avidamente. Nota come soffia lentamente fuori il fumo. “Accidenti com’è sensuale!”, pensa.

Sarà la noia del traffico, sarà che in quelle condizioni davvero basta poco per eccitare la fantasia, sarà che Andrea è un uomo piacente cui piacciono le donne e non ha motivi per non tentare un approccio, ma alla fine decide di fare un passo avanti.

Dalla sua posizione, appena la fila si muove, si accosta un po’ sulla destra, quasi a sfiorare la macchina della sua “preda”. Mossa azzeccata. Lei si volta e lo guarda con occhio severo, alzando poi le sopracciglia come a dire “dove diamine dovrai ami andare? Non sai stare dritto sulla tua corsia?”. E’ ciò che voleva. Prima di tutto perché quegli occhi finalmente hanno un colore ed è azzurro intenso, come a lui tanto piace; poi perché alzando una mano in segno di scusa, può farle notare il suo sorriso ammaliante. Ora esiste, ora per lei è qualcuno e non il solito anonimo della macchina accanto.

L’espressione di lei, prima severa, si ammorbidisce, si distende, facendo capire che le scuse sono state accettate. Andrea coglie al volo l’occasione (tattica vuole che in questi casi l’attacco sia immediato) e appena lei si volta ancora a guardarlo, solo di sfuggita, lui sorride di nuovo, allarga le braccia con gesto di rassegnazione, indicando con gli occhi la fila di macchine davanti a loro, e, mentre lei finalmente gli dona un sorriso, fa il gesto di offrirle una sigaretta, porgendo il pacchetto. Lei ride e annuisce, facendogli capire come anche per lei quel traffico sia un insopportabile strazio.

“Accidenti, è fatta!” pensa Andrea. Ora deve solo non perdere terreno, non mandare in fumo quell’occasione che la fortuna gli ha offerto. In un baleno nella sua mente il suo film è già tutto girato: la conoscenza, una sera una cena, la simpatia, l’attrazione e l’immancabile sesso, ovviamente sfrenato, ovviamente appagante, ovviamente come mai fatto così con nessun’altra. Lei è così bella, con quel sorriso radioso, la perfetta cura del suo viso, i lineamenti perfetti e, perché no, con l’accenno della curva del suo seno che, per quel poco che si può intuire dal finestrino, sembra davvero generoso. Deve arrivare oltre, lo deve a se stesso, lo deve al suo maschio orgoglio. Quella preda non deve sfuggirgli.

A quel punto deve osare. Altra sosta nell’incolonnamento, altro incrocio di sguardi e allora, fulmineo, accosta le punte del pollice e dell’indice, se le porta alla bocca e, appoggiatele lì, alza in alto il resto della mano, nell’inequivocabile gesto di chi beve un caffè. I suoi occhi hanno un’espressione interrogativa, la sua è una proposta e lei lo capisce. Sorride e sgrana gli occhi, come a dire “magari!”. Allora lui indica un indistinto punto davanti a loro e con la mano segna una curva che volge a destra. Lei capisce che intende dire che appena troveranno un bar sulla destra si accosteranno per prendere il caffè.

Non risponde subito, anzi si volta guardando davanti a se’ e percorre qualche metro. Lui è di nuovo affianco e la guarda dubbioso, in attesa di risposta. Ma lei non si volta e accende un’altra sigaretta. Andrea si sente demoralizzato. Ha osato troppo e ha fallito. Lei neanche si volta più, adesso. Lo ignora, fa finta di nulla, fuma e guarda avanti, irremovibile. Ha rovinato tutto, ha osato troppo. La guarda e si darebbe un pugno un testa. Si è lasciato sfuggire una donna di quella bellezza: non potrà mai perdonarselo. Non gli resta che contemplarla, ormai, finchè la fila del traffico glielo consrentirà.

Ma quella era davvero una giornata diversa, da non dimenticare! Così succede che, ad un certo punto, lei si volta, gli sorride e ripete il gesto che lui le aveva fatto con la mano, ad indicare di accostare appena possibile. Ad Andrea non pare vero e chiede conerma, indicando lei e poi se stesso e riportando la mano alla bocca, imitando il gesto di bere un caffè. Lei ride e conferma. Possibile mai? Alla fine ha accettato.

Andrea non sta più nella pelle, ride da solo, le sorride in continuazione, per farle capire quanto è contento. Riavvolge il suo film e se lo rivede tutto di nuovo nella mente. Lei ha accettato. Ora dovrà essere cauto, per non rischiare di perderla, per arrivare indenne alla parola fina di quel film. Ora il traffico sembra ancora più lento, esasperante. “E andiamo, dannazione”, se si fa troppo tardi potrebbe ripensarci.

Finalmente arriva quel benzinaio, con lo spiazzo per fermarsi e il bar. Entrano entrambi, parcheggiano le macchine affiancate. Andrea salta giù di un balzo, per essere accanto allo sportello della su macchina appena scenderà. Mentrae si accosta si da le istruzioni del caso: Darle la mano e presentarsi, evitare di squadrarla subito da capo a piedi per osservare le curve del suo corpo approfittando, invece, dei soli momenti in cui lei non lo starà guardando, ricordarsi di valutare il fondoschiena mentre si volta di spalle per chiudere la macchina, sfiorare appena la sua spalla all’ingrasso nel bar.

Ora è lì, impalato e sorridente in attesa che lei scenda. Sì, il seno che ha intravisto è davvero generoso. Fantastico!! Lo sportello si apre e lei …. scende lentamente, con movimenti goffi, quasi con fatica. Che succede? Andrea aggrotta le sopracciglia, osserva, ha un dubbio. Alla fine lei è fuori dall’auto, in piedi davanti a lui e gli sorride con quel volto stupendo. Perché è stupendo davvero e davvero ben curato. Ma la gonna molto lunga e le scarpe basse e diverse tra loro lasciano intuire un problema. Una delle scarpe è più piccola, tondeggiante, con un rialzo. Andrea capisce che quella donna ha le gambe di lunghezza diversa, i fianchi non esattamente allineati e, quando si sposta per chiudere lo sportello, zoppica vistosamente. Danni da poliomelite.

Andrea ritrova a fatica il sorriso, sicuramente meno ampio, certamente meno ammaliante. Il suo film è finito tritato nella mente ed una sola domanda gli si affaccia alla mente: “e adesso?”. Lei, come nulla fosse, muove i primi passi verso il bar. Senza voltarsi, come aspettandosi che lui possa risalire in macchina e fuggire senza una parola. Non è nata ieri ed è consapevole di come possono andare certe cose. Ma lui la segue, prima qualche passo indietro e poi tornando affianco a lei. Entrano nel bar, prendono il caffè e chiacchierano del traffico e di come una pausa ci voleva proprio! Senza intenzioni, senza secondi fini, ci mancherebbe! E’ stato un piacere simpatico e fine a se stesso. Giusto, Andrea?

Ma è tempo di tornare in macchina e riprendere il cammino verso il noioso lavoro. Domani? No, meglio cambiare percorso e non voltarsi mai nel traffico.

 
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Spread balneare

Post n°8 pubblicato il 11 Agosto 2012 da dalsilenzio

 

Tutti in ferie! Intanto lo spread a malapena si ferma, poi salta su, poi una parola lo ributta giù. Siete al mare? Ecco, osservatelo. Lo spread è come lui: ora calmo, ora agitato, quando più, quando meno, poi occhio ad una possibile onda anomala. Finchè siamo sulla spiaggia può anche andare quasi tutto bene, ma se entriamo tutti in acqua ci manca solo l’arrivo di un bell’improvviso temporale estivo e siamo fritti.

Abbiamo lasciato che tutto fosse dominato dall’economia, dal dio denaro. Ecco qui le conseguenze. Ma la cosa che fa più ridere, se ridere si potesse, è che questo disastro spetta ai politici risolverlo. Un comico fantasioso non saprebbe tirare fuori una battuta più assurda di questa. Il motivo è semplice e va trovato in una parolina: velocità.

Sì, il problema serio è la diversa velocità con cui si muovono la politica e l’economia. La seconda vola alla velocità non della luce, ma dei pc. La prima si muove alla velocità di un bradipo con l’asma. La borsa si muove nell’attimo, come quando si riprende o cala negli ultimi minuti; la politica, almeno in Italia, conosce solo il tempo futuro.

Faremo, attueremo, ci saranno. Quando? Alla fine mai o quando è troppo tardi. Berlusconi ha detto “ora è il momento delle riforme strutturali”, poi è arrivato Monti e ha detto la stessa cosa (appena impennate alle stelle le tasse) e fino ad oggi si è vista solo, di sostanziosa, la riforma delle pensioni che ha creato una nuova categoria di disperati: gli esodati.

Draghi ha detto che l’euro non deve cadere e la BCE farà di tutto per impedirlo. Spread giù. Tre giorni, l’economia ha concesso tre giorni di fiducia. Un tempo eterno per lei! Poi non ce l’ha fatta più! Nulla si è fatto di concreto? Ok, tutto come sopra e spread su.

Intanto la Germania afferma il suo nuovo nazionalsocialismo dando inizio alla terza guerra mondiale. Niente cannoni, stavolta: l’arma letale di turno è il portafogli.

I politici continuano a mangiare indisturbati e noi … osserviamo il mare in silenzio.

BUON FERRAGOSTO A TUTTI.

 

 
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Giusta ... ingiustizia.

Post n°7 pubblicato il 29 Luglio 2012 da dalsilenzio

 

Come rovinarsi una giornata? E’ un attimo! Basta andare all’ufficio postale e ritirare una raccomandata. Per carità, non che pensassi che potesse essere il Sindaco che mi mandava gli auguri di compleanno, ma neanche mi aspettavo la tegola arrivata tra capo e collo. Insomma, leggo il verbale di contravvenzione e scopro all’una di notte avrei osato percorrere, in pieno centro, una corsia preferenziale. Ma quando mai!!!

Intanto so che il centro di Roma, in barba ai diritti umani e le libertà civili, è tutto un divieto di tutto e quindi lo evito come la peste, lasciandolo in pasto ai turisti, che tanto a quelli non li multa nessuno. Figurarsi, poi, se all’una di notte mi metto a farmi le passeggiate sulle corsie preferenziali, che in giro non c’è un’anima. O devo buttare nel cesso trent’anni e passa di patente, o la vecchiaia che si avvicina a grandi passi mi ha reso totalmente deficiente.

Poi ricordo. Era una notte piovosa e andai a riprendere mio figlio ad una festa di diciott’anni che quell’imbecille di un suo amico aveva avuto la fantastica idea di festeggiare alla “discoteca in” del centro. Capisco che voleva ricordare a vita quel momento unico, ma adesso me lo ricorderò anche io e … per lui non è una gran fortuna.

Insomma, mettici che era l’una di notte, mettici che pioveva e quando piove le strisce gialle della preferenziale non si vedono proprio. Mettici che cercavo la stramaledetta strada per arrivare a destinazione e … un  attimo: 80 e passa euro prendono il volo.

Manco a pensarlo, un ricorso! La legge è legge!! Anche perché è scritto a caratteri cubitali che l’accertatore della violazione è l’infallibile macchinetta Sirio vattelappesca e che un colpo secco le prenda.

Mi può un po’ rodere che in Italia se rubi non sconti pena, ma se sei tanto delinquente da ostacolare la circolazione dei mezzi pubblici in piena notte, quando non passano mai neanche di giorno, devi rivedere tutta la contabilità mensile? Se la legge non ammette ignoranza, beh, non ha neanche alcuna intelligenza. Si sanziona il niente e si sorvola su fatti importanti. Stramaledetta Roma, mi hai menato … ma quante te ne ho dette!! E che cazzo!!

 

 
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SCONFORTO

Post n°6 pubblicato il 29 Luglio 2012 da dalsilenzio

Sconforto è ... scrivere un post lungo una pagina, premere "pubblica" e scoprire che la connessione a internet è saltata. Va beh, alla prossima!!! 

 
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Un motorino miracolato

Post n°5 pubblicato il 11 Luglio 2012 da dalsilenzio
Foto di dalsilenzio

Tanto ma tanto tempo fa ero un ragazzo. Eh sì, lo sono stato anch'io! Non avevo neanche 18 anni ed ebbi in dono il fatidico MOTORINO!!! Gran senso di libertà, gran divertimento. Poi conobbi una ragazza e avrei voluto portarla con me sul motorino. Ma stiamo parlando del motorino della foto (no, il ragazzo non sono io e la ragazza ... magari lei!!!) e in due non ci si poteva proprio andare! Ma, si sa, i ragazzi rischiano. E rischia oggi e rischia domani ... ho fatto collezione di contravvenzioni. Mio padre era infuriato! "LO VUOI CAPIRE O NO CHE IL MOTORINO E' OMOLOGATO PER PORTARE UNA SOLA PERSONA? CHE TELAIO, MOTORE, FRENI, AMMORTIZZATORI NON SOPPORTANO UN PESO ECCESSIVO PUOI FARE UNA BRUTTA CADUTA O UN INCIDENTE?"

Io lo guardavo con aria innocente e chiedevo "omologato?". E lui: OMOLOGATO, Sì! C'E' UN PROGETTO CHE FA UN INGEGNERE CHE VIENE ESAMINATO DA UN ALTRO INGEGNERE CHE DICE CHE QUEL MEZZO, CON QUELLE CARATTERISTICHE, E' IDONEO A PORTARE UN CERTO CARICO. IL TUO MOTORINO E' OMOLAGATO PER UNA PERSONA E FINE, NON SI DISCUTE! o NE SAI PIU' DEGLI INGEGNERI, TU? 

Ad un certo punto la collezione di multe ebbe fine. Non che fossi diventato probo o che la ragazza mi avesse lasciato (sì, pure, ma non è quello il motivo), ma solo perchè divenni maggiorenne e ... vai con la patente per la macchina!!

Però amo conservare bene le mie cose. Il motorino finì in cantina, ma in buone condizioni.

Ad un certo punto succede che ... omissis ... e mi serve di nuovo il motorino. Lo riesumo dalla cantina, lo lustro, lo sistemo, ancora funziona bene e mi preparo ad usarlo.

Ma nel frattempo esce una leggina tranquillina e pacifica che mi costringe a metterci una bella targa nuova nuova su quel bel pezzo da museo. A parte lo scempio estetico ... vai, quasi 100,00 euro al vento. Si sa, le leggi sono fatte solo per fare cassa.

Ma non finisce qui! Vado all'assicurazione e ... il costo è tot. più altro tot. per gli eventuali danni del passeggero. "Passeggero?" Domando io stupito. "Sì! Perchè con la nuova targa lei ha la nuova carta di circolazione e ... vede qui? ... il motorino è OMOLOGATO per trasportare due persone, adesso."

A momenti svengo! Non per l'importo (ero già svenuto prima, col costo della R.C. di base) ma per il fatto che il mio ANTICO motorino era MIRACOLATO!!! In barba agli ingegneri del tempo, a mio padre e tutto il resto ... voilà, una targa e si può andare in due. E .... la stracazzo di collezione di multe? Ora me le dovrebbero rimborsare!!!

Ma la morale di questo racconto è un'altra e ben più triste: basta che spendi qualche soldo che va nelle tasche dello Stato (perchè ho usato la S maiuscola non lo so!) e tutto è possibile ma .... POI NON MI PARLASSERO DI MISURE PER LA SICUREZZA SULLE STRADE O M'INCAZZO DAVVERO!!!!

 
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La Community

Post n°4 pubblicato il 09 Luglio 2012 da dalsilenzio

Salve! Ho modificato un po' l'aspetto del mio blog, gli ho dato un po' di colore perchè prima sembrava una stanza d'ospedale! Mi sono anche divertito a giocare coi colori. Non faccio di queste cose: in fondo non preoccupo molto della forma, ma curo di più la sostanza, fin dove mi riesce.

E' da tanto che non scrivo qui. Non tanto perchè mi manchino cose da dire, cose su cui protestare e lanciare grida, critiche e quant'altro. Non ci scrivo da tempo più che altro perchè .... frega niente a nessuno di ciò che si scrive qui dentro. Non mi riferisco ai miei soli pensieri, ma anche a quelli che leggo in tanti altri blog.

Insomma, come Community ... siamo un po' carenti!! A meno che non si parli di sesso e trasgressioni e allora ... lì i commenti fioccano!! Tutti attenti, tutti pronti a partecipare. Ma Community non dovrebbe essere condivisione? Se diventa monotematica è un club, non una Community. Sì, aggiungerei privee, visti i gusti.

Ma commenti ... quali?? Possibilmente volgarotti, molto spesso sgrammaticati, quasi sempre (quasi?) insulsi o scontati. Avete esplorato qualche profilo di donna con foto non esattamente castigate? Letti i commenti? Non manca mai il "che te farei", o la mucca libidinosa che fa "mmmmmmmmmmmm", il "belle tette, tutte da baciare e succhiare" il "so io che ci farei con quel culo" e ... direi basta: puoi cambiare una parola o due ma ... fine così.

Avete mai esplorato profili di donne con foto di bimbi, animali, fiori o altre immagini di cui frega niente a nessuno? Beh, neanche un commento. 

E con questo abbiamo sistemato gli uomini.

Le donne non sono esenti da critiche. "Non cerco nulla, solo una bella amicizia", ma se sei impegnato ti tolgono anche il saluto. "Voglio una storia seria" .... salvo dartela al primo incontro. Oh, sì, l'uomo se la prende perchè figurati a dire di no, ma la donna te la da mica perchè ha voglia! Te la da sperando che col sesso ti imbriglia nella storia. Motivazione profonda ma appena appena ipocrita.

Lo so, mi dilungo troppo e ne avrei da raccontare! Ma il succo è ... parla di sesso e avrai un pubblico, altrimenti te la canti e suoni da solo. Non avere obiettivi, fini e secondi fini a stare qui e ti sarà negato qualsiasi dialogo o sarai accusato di adottare una tattica per il solito scopo (che accento mettere sulla o?).

Community? Ma de che! Agenzia matrimoniale con transito obbligatorio per un bel club privee.

 
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"SOLO" pubblicità

Post n°3 pubblicato il 10 Marzo 2012 da dalsilenzio

Ce l'ho con le pubblicità. Ingannevoli, in qualche modo, lo sono tutte, ma quello che più mi irrita è l'uso e buso della parola "solo". Tutto è a "soli" tot euro.

Ma "solo" di che? Ma rispetto a cosa? Ho capito che questa odiosa parolina è usata come sinonimo di "soltanto", ma se dico che una cosa costa "solo" devo specificare rispetto a quale cosa, almeno dello stesso tipo! Altrimenti l'inganno sta nel voler ingenerare l'idea di un basso costo quando è un prezzo normalissimo.

Basta guardare le pubblicità della macchine. A parità di categoria di vettura, alla fine i prezzi sono quelli, mica tanta differenza. Che, poi, la differenza la fa l'accessorio in più o in meno, FIAT a parte, per la quale anche il volante è un optional. Non si sa mai te le volessi parcheggiare in salotto invece di andarci in giro, che te ne fai del volante? Optional, così non paghi per qualcosa che non ti serve.

In ogni caso la parolina "solo", anche usata come "soltanto", è una gran bella presa in giro! Famiglie che non arrivano a fine mese, licenziamenti, disoccupazione, tasse in più e anni di pensione in meno e tu mi dici "solo"? Con la vocina entusiasta mi dici "solo" per certe cazzate che non comprerei neanche se avessi ben meno problemi? A me che campo come posso e senza certezze? "Solo" 50,00 euro al mese per ... !! A spenderli un attimo, specie se metti benzina, a guadagnarli? Mavaffanculo!

Però io cittadino al cittadino una critica la devo fare!! Tu stai incazzato col canone RAI (110,00 euro) poi però ne spendi 30,00 al mese, ovvero 360,00 l'anno, per vedere partite di calcio truccate, compromesse dalle scommesse e giocate, se a loro va, da calciatori strapagati per far finta di cadere e ancor più finta di farsi male? Stai pagando per un patetici teatrino, te ne sei mai accorto?

 
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Ipocrisia sigarette

Post n°2 pubblicato il 13 Agosto 2011 da dalsilenzio

Sto pensando alle sigarette. Non come vizio del fumo, ma al monopolio dello Stato. Non è ipocrisia pura che lo Stato emana leggi anti fumo, proibisce la pubblicità delle varie marche, obbliga ad una scritta ridicola sui pacchetti, che il fumatore ignora e di cui il non fumatore se ne frega, grida a gran voce che i danni alla salute del tabacco gravano sulla Sanità Pubblica e poi ... intasca serenamente fior di tasse su ogni "bionda" e ne fa una delle voci di bilancio per la prossima "manovrina" finanziaria?

C'è da trarne delle belle conclusioni! Questione di coerenza, di moralità, di determinazione su precise posizioni. Complimenti a chi ci governa da sempre! La cassa prima di tutto, senza vergona. 

 
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