Creato da LSDtrip il 24/10/2012

Electro Music

...è un diario virtuale dove si può trovare non solo "musica elettronica", ma tanta musica, che va dal Rock, al Pop, al Rap, all' Hip-Hop, alla musica Country, alla musica etnica, alla musica italiana, per cui chi fosse a modo proprio affascinato, appassionato di tutta quanta la musica, qui può, ascoltare, guardare e leggere quello che più gli piace. NOTA BENE! E' LA MIA COSCIENZA, IL MIO STATO D'ANIMO SOPRATTUTTO CHE PUBBLICO E POI TUTTO IL RESTO! I VIDEO CHE SCELGO DI INSERIRE DI OGNI ARTISTA E GRUPPO, SONO NATURALMENTE I BRANI CHE PIU' MI PIACCIONO...se indossi le cuffie quando entri qui dentro il viaggio E' assicurato e attenzione questo posto E' NOTO PERCHE' PROVOCA DIPENDENZA! Concludo augurandoVI buon ascolto e buona visione, ma anche buona lettura!

 

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Amy Winehouse - Back To Black, Rehab, You Know I'm No Good, In My Bed, What is it about men.

Post n°96 pubblicato il 17 Marzo 2025 da LSDtrip
 
Foto di LSDtrip

 

Amy Winehouse

Nasce a Enfield, nel Middlesex, il 14 settembre del 1983, in una famiglia della working class inglese, figlia di un tassista e di una farmacista (triste premonizione), che le hanno trasmesso sin da piccola l'amore per la musica jazz.

Le tappe principali del percorso artistico di una delle voci femminili più sorprendenti del nuovo millennio. Dai cinque Grammy Awards ai fasti del dopo "Back To Black", fino all'inarrestabile autodistruzione. La parabola drammatica dell'ultima star del soul. 

In quanti ora saranno pronti a esclamare che certe sperticate lodi si attribuiscono ai musicisti soltanto quando scompaiono, quando tutti vogliono far passare per inarrivabili persino i musicanti piùmodesti, ricercando doti improbabili, oltre qualsiasi ragionevolezza? Sì, quelle lodi che leggiamo ovunque a seguito della prematura (e mai come questa volta prevedibile) scomparsa di Amy Winehouse. E no, signori miei, in questo caso state sbagliando: l'artista inglese èstata uno dei pochi fenomeni nel panorama musicale contemporaneo a raccogliere plausi unanimi già in vita, e in maniera assolutamente trasversale.
Amy Winehouse piaceva (e ora piacerà ancor di più) tanto agli amantidel Motown-style quanto agli inguaribili indie-snob, tanto ai sostenitori del jazz più sopraffino quanto ai goderecci del guitar-rock, sino a coloro che dalla musica pretendono semplicemente armonie rassicuranti e melodie pop. Eppure le sue canzoni erano tutt'altro che rassicuranti. Prendete "Rehab", nella quale dichiarò apertamente al mondo la propria ferma intenzione a non volersi sottoporre ad alcun tipo di cura disintossicante, e iniziate da lì a ricostruire la scura parabola della cantautrice britannica.

La sua vicenda personale richiama alla mente la parabola discendente di KurtCobain: entrambi hanno disseminato nelle proprie composizioni (ma anche nei propri comportamenti) una serie di evidenti richieste d'aiuto, che nessuno è riuscito a raccogliere in maniera convinta. Possibile che nessuno nel music system abbia avuto la sensibilità di costringerla a rinchiudersi in un centro disintossicante? Oltretutto la sua guarigione avrebbe avuto come immediata conseguenza quella di trasformare nuovamente Amy in una fonte inesauribile di denaro per manager, case discografiche, agenziedi booking e relativo indotto. Un indotto che, in un periodo di coma irreversibile dell'oggetto-disco, ha sempre più bisogno di fenomeni veri da coccolare e mungere.
Invece la Winehouse il 23 luglio del 2011 è entrata ufficialmente a far parte dell'inquietante "club dei27", terribile luogo immaginario che ospita già da tempo, oltre al leader dei
Nirvana, anche Jim MorrisonJimi Hendrix Janis Joplin, giusto per citare i nomi più clamorosi. Tutte rockstar straordinarie, tutte rapite alla stessa età dalla signora con la falce, vuoi perproprio volere, vuoi come estrema conseguenza dei rispettivi eccessi.
Qualcuno in questi giorni sta tentando di ridimensionareil ruolo di Amy, ricorrendo a volte a della macabra ironia. Si dice, ad esempio, che se confrontata alla Joplin, con la quale ha condiviso lo sfrenato amore per l'alcool, mentre Janis riusciva a dare il meglio di sé proprio in stato di ubriachezza, le recenti
performance della Winehouse hanno sancito la sua totale incapacità persino di tenersi in piedi. Come dire che Amy, tutto sommato, non aveva neanche dalpunto di vista fisico (oltre che artistico) lo spessore dei grandi nomi ai quali viene di volta in volta associata.
Il suo ultimo concerto (se così vogliamo chiamarlo), avvenuto il 18 giugno 2011 a Belgrado, è stato un disastro. Doveva segnare il suo ritorno in gran spolvero sulle scene, invece ventimila persone che avevano speso circa quaranta euro a testa per ammirarla, l'hanno sonoramente fischiata a seguito dell'incapacità di cantare, di stare sul palco e persino di ricordare i nomi dei propri musicisti.

Se volete ricordarla in maniera degna, meglio andarsi a rivedere la bella performance di Hyde Park in occasione del novantesimo compleanno di Nelson Mandela,il 27 giugno del 2008.

 

 
 
 
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