Creato da LSDtrip il 24/10/2012

Electro Music

...è un diario virtuale dove si può trovare non solo "musica elettronica", ma tanta musica, che va dal Rock, al Pop, al Rap, all' Hip-Hop, alla musica Country, alla musica etnica, alla musica italiana, per cui chi fosse a modo proprio affascinato, appassionato di tutta quanta la musica, qui può, ascoltare, guardare e leggere quello che più gli piace. NOTA BENE! E' LA MIA COSCIENZA, IL MIO STATO D'ANIMO SOPRATTUTTO CHE PUBBLICO E POI TUTTO IL RESTO! I VIDEO CHE SCELGO DI INSERIRE DI OGNI ARTISTA E GRUPPO, SONO NATURALMENTE I BRANI CHE PIU' MI PIACCIONO...se indossi le cuffie quando entri qui dentro il viaggio E' assicurato e attenzione questo posto E' NOTO PERCHE' PROVOCA DIPENDENZA! Concludo augurandoVI buon ascolto e buona visione, ma anche buona lettura!

 

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Gian Piero Reverberi (Ronḍ Veneziano).

Foto di LSDtrip

 

I brani:

La Serenissima

Rondò Veneziano

Musica...Fantasia

Sinfonia Per Un Addio

Pulcinella

San Marco.

Gian Piero Reverberi 
Fondatore dei Rondò Veneziano.
 
(Genova, 29 luglio 1939) è un compositore, arrangiatore, direttore d'orchestra e pianista italiano naturalizzato svizzero, fratello di Gian Franco Reverberi.
 
Reverberi è nato nel Museo di storia naturale "Giacomo Doria" di Genova, luogo in cui suo nonno, custode, suo zio e suo padre erano da tempo impiegati in lavori di falegnameria, manutenzione e idraulica per la suddetta istituzione. La famiglia durante la Seconda guerra mondiale dimorava nei bassifondi del museo e, durante i bombardamenti, nella fattoria in campagna.
 
Come enfant prodige incominciò ad esibirsi in piccoli concerti privati nel museo cui assistevano rifugiati, soldati e vicini di casa suonando a orecchio alcuni valzer di Johann Strauss ascoltati nella grande collezione di vinili del padre. All'età di nove anni incominciò a studiare pianoforte con Guglielmina Mezzo Ricci, conosciuta durante la guerra, mentre a dodici anni si esibì per la prima volta come solista in un saggio musicale presso l'Istituto per Ciechi e Ipovedenti "David Chiossone" di Genova. Come ricorda lo stesso Reverberi nel 2002 in una intervista a Katrin Bote, preso dall'emozione non riuscì a ricordare a memoria il brano di Franz Schubert studiato per l'occasione e improvvisò al pianoforte la sua prima composizione. Sempre nello stesso periodo e fino a sedici anni incominciò a recitare come attore dilettante in un laboratorio teatrale per bambini.
 
Nel 1955 iniziò i suoi studi presso il Conservatorio "Niccolò Paganini" di Genova diplomandosi in pianoforte (voto: 9,5/10) nel 1959 (con il Carnaval di Robert Schumann, opere di Debussy, Chopin e la Ciaccona di Bach/Busoni) e in composizione (voto: 9/10) con il maestro Sergio Lauricella il 24 luglio 1963. Nel 2002, sempre in occasione dell'intervista della Bote, il compositore ricorda: "Eseguii bene tre delle quattro variazioni, come confermato dal mio maestro e dalla commissione d'esame. Le mie sinfonie per grande orchestra piacquero tanto così come i miei mottetti a otto voci. [...] Lavorai superficialmente su un quartetto e per questo motivo non ottenni il massimo dei voti, per un punto".
 
All'età di ventiquattro anni diresse presso il conservatorio un suo concerto per pianoforte e orchestra. Contemporaneamente, per racimolare un po' di soldi, si interessò alla Scuola genovese dei cantautori, in quegli anni particolarmente fertile, entrando in contrasto con Lauricella che non approvava le sue incursioni nella musica leggera. Tramite suo il suo fratello maggiore Gian Franco, già celebre produttore e vibrafonista, si avvicinò al mondo del jazz e del rock, aprendo la strada alle contaminazioni tra pop, funk e musica classica. Sempre nel 2002 Reverberi riporta che: "Lì ho imparato molto, cosa che mi è stata utile per il mio lavoro successivo di produttore e arrangiatore. Ad esempio mio fratello mi ha spiegato le differenze tra gli arrangiamenti per un concerto dal vivo e quelli per studio." Il suo primo lavoro come arrangiatore di canzoni è del 1960 con La gatta di Gino Paoli, cui seguirono Sassi, Un uomo vivo, Grazie e Senza fine. Nel 1963 ebbe notevole successo il brano Se mi vuoi lasciare di Michele, composto e arrangiato da Reverberi.

 Oltre che con Paoli lavora con Luigi Tenco, quindi con l'esordiente Fabrizio De André presso la Karim e con il quale proseguirà nel corso degli anni sessanta un proficuo lavoro di collaborazione (sue le orchestrazioni dei primi quattro album del cantautore, come anche di Senza orario senza bandiera dei New Trolls e di altri progetti sempre legati a De André). Importante anche la collaborazione con Lucio Battisti, che Reverberi segue tra il 1970 e il 1973. Come produttore è attivo, tra gli altri, con i New Trolls e con Le Orme. Tra gli anni Settanta e Ottanta lavora per artisti come Bruno Lauzi, Mina, Ornella Vanoni, Milva, Nomadi, Lucio Dalla, Paul Anka, Patty Pravo, Pino Donaggio, Ivan Graziani, Pupo, Ron, Ricchi e Poveri, Al Bano e Umberto Balsamo. Nel 1979 fonda il gruppo Rondò Veneziano e raggiunge l'apice del successo vendendo 30 milioni di copie in tutta Europa, con un repertorio di temi originali in stile barocco su basi ritmiche moderne.

 
Dal 1983 è uno dei più importanti collezionisti di arte contemporanea in Italia, le opere sono raccolte nella "Fondazione Reverberi" in un Palazzetto di Genova acquistato dal compositore. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Ciampi alla carriera con la seguente motivazione:
 

«Gian Piero Reverberi è la musica italiana, quella vista dal palco. Raccontarlo è esplorare un universo di armonie, suoni e bellezza nel quale si può anche finire per perdersi tanti sono i brani che ha scritto, arrangiato e gli artisti che ha diretto. Reverberi è un uomo di musica, quella esigente, varia, altissima, quella che piace a noi. Sensibile, impulsivo, virtuoso del pianoforte, compositore, arrangiatore, direttore d'orchestra, ha toccato ogni ambito dello scibile sonoro e lo ha fatto con estrema naturalezza, come se fosse la musica ad andargli incontro e non viceversa. Un artista fra tanti, Fabrizio De André, disse di lui "Gian Piero Reverberi ha saputo vestire di musica la mia consueta balbuzie melodica". Alla fine in sintesi sono sufficienti due parole per definire Gian Piero Reverberi: semplicemente straordinario.»

 
 
 
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