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Messaggi del 14/10/2023

Quel Dio minuscolo degli assassini seriali

Post n°2825 pubblicato il 14 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Anniversari. - 14 ottobre 2015
Accade a Gerusalemme. Niente di cui dovremmo preoccuparci, quindi. Non sono fatti nostri e nostre paure quotidiane quelle di venire accoltellati e sparati dall'occupante di un autobus dalla faccia tranquilla salito all'ultima stazione e che ti pianta un coltello nel fianco o nel petto mentre stai leggendo un giornale o guardi sfilare distrattamente i palazzi e le chiese di quella che la letteratura e la Storia ci hanno detto essere la culla delle religioni del Libro - religioni di Amore universale per il nostro prossimo e buoni comportamenti morali conseguenti.
Quell'altra religione, invece, - quella di chi improvvisamente tira fuori una pistola e ti spara a bordo dell'autobus o ti accoltella con ragioneristica determinazione e premeditazione -, predica la jiahd e l'odio verso gli infedeli, - che più ne ammazzi più accumuli meriti nel paradiso delle vergini destinate ai prodi guerrieri - o così sembrano pensarla una quantità spaventosa di esaltati terroristi che dicono l'assassinio di civili inermi 'azione politica' e/o 'intifada dei coltelli' perfettamente in linea con la religione di riferimento.
Ma siamo a Gerusalemme e, a meno che non abbiate in mente un viaggio colà, nella Città Santa, sono fatti che non ci riguardano, assassinii loro - la cui ripetizione a campate più o meno brevi o lunghe ha creato un callo nelle coscienze nostre occidentali.
Però, però. Chissà come hanno reagito i passanti di quella via di Parigi di un freddo gennaio, erano appena 'passate le feste' - quale stupore, quale terrore improvviso in una via in cui si sono materializzati Said e Chérif Kouachi: i due ragionieri assassini, nati a Parigi e, si suppone, cittadini francesi, a cui era stata concessa la cittadinanza francese per nascita (come accadrà anche da noi grazie alla legge approvata ieri da Renzi e dal suo pd) che, armati di kalashnikov, hanno fatto una strage all'interno della redazione parigina di 'Charlie Hebdo' e freddato il poliziotto di guardia.
La ragionieristica opera di morte agli infedeli, premeditata e benissimo pianificata, è stata poi completata all'interno di un ipermercato kosher in cui i terroristi si erano barricati e avevano fatto ostaggi i presenti.
Era Parigi, la ville lumière, non Gerusalemme - e qualcuno ha scritto che è stato il nostro 11 settembre ed è stata predizione azzeccata di questo 2015 degli assassini islamo-terroristi che ha già collezionato l'attentato al caffè letterario di Copenhagen e la strage del museo del Bardo a Tunisi, - presenti e dolenti e terrorizzati una quantità di croceristi nostri occidentali. Mancano due mesi e mezzo alla chiusura dell'anno orribilis: non facciamoci mancare nulla, non mettiamo limiti all'orrore prossimo venturo.
'Je suis juif' e quel che accade a Gerusalemme, - le paure e le angosce di morte dei semplici occupanti di un autobus di chi si reca al lavoro o a trovare un amico, un parente all'ospedale - mi riguardano. E' il futuro di conflitti di una globalizzazione assassina che speriamo quotidianamente di esorcizzare ficcando la testa sotto la sabbia e, se oggi è Israele in prima linea, a gennaio lo è stata Parigi, a marzo Tunisi, domani chissà.

 
 
 

Dimenticare la Scienza.

Post n°2824 pubblicato il 14 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Dimenticate la scienza, quella delle salvezze, quella che, ad onta delle guerre e delle pandemie e delle morti, progrediva nella conoscenza delle leggi naturali e ci faceva fantasticare di allunaggi e di 'ammartaggi' (?) prossimi venturi e l'uomo prossimo a muovere i suoi primi passi fuori dalla confortevole atmosfera del pianeta Terra.
L'uomo, la Bestia che governa la Conoscenza, il malaccorto Faust degli alambicchi e della pietra filosofale, il rachitico figlio di Prometeo alla sua prima crociata nel vuoto del Cosmo.
Quella scienza salvifica delle 'magnifiche sorti e progressive' – nelle illusioni degli scienziati e dei professori - si è spiaggiata sulla conoscenza applicata prevalentemente alla guerra, ha partorito i maledetti droni ronzanti, fastidiose zanzare di morte, e tenuto a battesimo la Bomba che un presidente americano non ha avuto scrupoli di sperimentare sulle città dei mitici 'civili' (da salvaguardare sempre, gridano le anime belle pro Hamas nelle manifestazioni).
Gli abitanti di Hiroshima e Nakasaki (e, prima, ci furono i 200.000 morti di Dresda sotto un oceano di bombe) sono stati vaporizzati con elegante 'souplesse' politica e quel presidente vittorioso, osservando il suo deserto di morte, ha ripetutamente schernito il fisico che la Bomba ha inventato tacciandolo di 'pappamolla' poco patriottico.
Dall'Ucraina alla guerra di Gaza la mitica Conoscenza si è piegata all'idea di distruzione e di morte.
'La terza guerra mondiale a pezzi', dicono i telegiornalisti scimmiottando una infelice espressione di Francesco. E dovremmo smetterla di evocarla perché il ripetere ossessivo di quell'espressione maledetta la rende sempre più reale e una bella mattina ascolteremo i peana di guerra e gli ultimatum incrociati delle nazioni alleate dell'Occidente contro l'Oriente dei prossimi equilibri geo strategici post bellici.
Sempre che si diano equilibri futuri nella tempesta di bombe e di missili che ci accomunerà quali molecole combuste dentro ai mille funghi termonucleari che insorgeranno qua e là fuori dalle velenose ife del pianeta glorioso che fu degli uomini e delle donne.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
 
 

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