Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Ottobre 2023 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

fedechiaracassetta2azzurro781Paul12dglNemesys4m12ps12misteropaganoArianna1921Chevalier54_ZArtalekneveleggiadra0vololowCavalieraErranteossimora
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi del 06/10/2023

Narrative di ordinaria demenza.

Post n°2814 pubblicato il 06 Ottobre 2023 da fedechiara
 

'(...) devi restare qui e respirare la stessa aria che respiro io.'
(La saggezza della madre - inascoltata - nel trailer.)

C'è anche Rai Cinema tra i vari produttori del film 'Io capitano'. Un film candidato all'Oscar, nientemeno, che offre una narrazione pietosetta ed elegiaca di un tale che 'tecnicamente' e secondo la vulgata di destra è uno 'scafista', ma il bravo regista lo promuove, invece, senza se e senza ma e con il plauso dei buonisti riuniti nella 80sima Mostra del cinema, a 'Capitano' di una carretta del mare dei naufragi organizzati dai maledetti trafficanti di vite umane.
Spudorata apologia di reato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, si sarebbe detto una volta, ma nel mondo a rovescio in cui viviamo il film in questione diventa un manifesto politico, una fiera dichiarazione di correità con i milioni di 'sognatori' sul piede di partenza verso Bengodi-Europa dove diventeranno calciatori e/o rapper o altro di sognante, appunto, mentre le cronache ci raccontano, con dovizia di particolari e di irritanti statistiche, di periferie urbane degradate e dello spaccio di droga in mano ai nigeriani e via elencando delle storie di micro criminalità e stupri e aggressioni che hanno quali protagonisti i nostri ospiti immigrati.
E degli 11 milioni di euro del costo di produzione del film finora i produttori hanno incassato 2 milioni e mezzo al botteghino, ma auguriamo loro di recuperarne altrettanti nel passaggio alle sale estere e americane e l'inevitabile passaggio in tivù - per il male che vogliamo loro, poveri buonisti in fregola di far assurgere le loro narrative distorte e pietose a sproposito a veri e propri messaggi evangelici, complici le quotidiane dichiarazioni in tivù e sui giornali di Francesco, il papa famoso per il rovello de: 'Chi sono io per giudicare?' (sei il papa, Francesco, quello delle antiche 'verità rivelate', ricordi? Non un qualsiasi Dalai Lama o sacerdote indù).
E sono curioso di sapere come verrà archiviata in bilancio l'eventuale perdita dei produttori del film, nel caso più che probabile che qualche milioncino graziosamente elargito al loro campione di sogni migratori mancasse all'appello.
Qualche ragioniere-ispettore non buonista ce lo racconterà, alla fin della vicenda?

 
 
 

Oremus fratres.

Post n°2813 pubblicato il 06 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Oremus e facciamo outing. - 06 ottobre 2015

…. Che, poi, tanto nuovo non è questo dibattere sulla misericordia che si dovrebbe applicare all'intero universo dei viventi (non dimentichiamo la 'compassione', termine analogo e perfino più esteso e approfondito dell'universo religioso dei buddisti).
E l'intervento di Bergoglio, l'antipapa, - che ci ricorda come non sia in contraddizione con la Dottrina (che resta stella fissa e immutabile della Chiesa) il concedere misericordia ai peccatori di ogni risma, perfino a quegli allegroni dei gay e delle lesbiche - il suo intervento, dicevo, sfonda porte aperte, ma deve fare i conti col corrucciato e segretamente rabbioso 'fronte interno' dei padri sinodali che temono le troppe aperture e le concessioni e i perdonismi e i buonismi da un tanto al chilo perché crollerebbe l'intero fronte militare della lotta al Peccato, col suo corollario di Inferni e Paradisi e Santi e Beati contrapposti a coloro che, per l'avere male agito e peggio copulato, sono destinati, per tradizione e iconografia antica, ai forconi dei diavoli e al fuoco purificatore che ne brucerà i corpi concupiscenti per l'Eternità.
Sennò che senso ha avuto, nei secoli, l'essersi presi la briga di rinunciare alla sessualità, - poveri noi preti e cardinali che l'abbiamo presa sul serio e applicata con dolore personale e sofferenze indicibili - e che senso l'avere indicato dai pulpiti e nei confessionali la mistica dell'anima contrapposta al corpo sporcaccione e vergognosamente legato alla animalità delle origini e al sesso che ne è condizione 'sine qua non'?
E' tutto un universo concettuale medievale e conventuale che cede le armi all'allegro 'relativismo culturale' degli allegroni che 'fanno outing' per il quale i preti possono dire quel che vogliono tanto noi 'ci facciamo i cazzi nostri', letteralmente - e tutt'al più, in finale di partita, ci pentiremo - così fan tutti - e con l'Assoluzione e l'Estrema Unzione e la Benedizione entreremo di corsa nella Terra Promessa da Colui che tutto perdona e tutti ama, inclusi i peggiori peccatori.
Oremus fratres.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Mitiche 'terzietà' e illusioni di 'giustizia'.

Post n°2812 pubblicato il 06 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Mitiche 'terzietà' e illusioni di 'giustizia'.

Chiunque abbia avuto a che fare con la mitica 'giustizia' e sia stato accompagnato nella sua causa da un avvocato sveglio sa che un motivo di gioia e di speranza gli viene dalla frase detta sottovoce nell'orecchio con breve piegarsi del capo:
'Siamo fortunati. Il giudice sulla questione la pensa come noi, abbiamo ottime chances di spuntarla.'
Salomone e i suoi mitici 'giudizi salomonici', di bambini contesi tagliati a metà, sono entrati nel Mito proprio per questo: 'Tertium non datur'. La terzietà non esiste, è una fola, una speranza, un flebile auspicio, una finzione giuridica, giusto per salvare le apparenze.
Lo sa bene la giudice Apostolico che di essere terza, della mitica terzietà dei giudici scritta in Costituzione, di essere o quantomeno di apparire terza in giudizio (giusto per salvare le apparenze), pare non se ne curasse troppo.
Ce lo dice il suo profilo facebook - cancellato in fretta e in furia, ma troppo tardi per gli occhi della stampa puntati su di lei dopo l'emissione del giudizio partigiano sul ricorso dei migranti – dove si leggevano le espressioni di rabbia e disgusto contro Salvini e i suoi decreti e lodi sperticate alle ong taxi del mare. Terza a chi? Come vi permettete anche solo di pensarlo?
Ed è spuntato anche il video galeotto del 2018 che la vede a fianco di manifestanti che gridano 'Animali' ai poliziotti schierati sul molo dove era attraccata la nave Diciotti con i pretesi naufraghi dei naufragi organizzati impediti di sbarcare in attesa di decisione ministeriale.
'Animali' gridano i manifestanti ai poliziotti. Ma che razza di uomini e donne sono quei tali capaci di tanto orribile latrato e incontenibile rabbia?
E la cosa che ci lascia esterrefatti è la difesa d'ufficio tetragona e teutonica della Associazione Nazionale Magistrati della pretesa 'giudice terza' Apostolico, loro affiliata e figlia diletta – le cui affiliazioni politiche ed i pensieri manifesti sul tema immigrazione sregolata e sulla faticosa azione di governo che la contrasta erano note e stra conosciute.
'Vita privata' viene definita la sua partecipazione a quella manifestazione di gente rabbiosa.
Avete letto bene: 'Vita privata'. Da rispettarsi in ogni caso e perfino in barba alla mitica 'terzietà' che ogni giudice dovrebbe provarsi ad incarnare e a dimostrare, come auspica la Costituzione.
Chissà cosa dirà l'avvocato di parte avversa ministeriale nella prossima causa in calendario di ricorso di altri migranti nell'orecchio del suo patrocinato. Perché l'essere terzi a quel suo modo rischia di essere contagioso e ha già trovato rimbalzo a Firenze - e gli avvocati a patrocinio gratuito dei ricorsi dei migranti si fregano la mani e auspicano la valanga politica che svuoterà i presenti decreti ed i futuri.
Organizzare il proprio naufragio e stringere il biglietto vincente dell'oscena e tragica lotteria del mare dove si mettono a repentaglio le proprie e le altrui vite paga.
'Io capitano' - e tutti gli imbarcati a bordo dei legni fradici sognatori e santi per definizione. Non più 'scafisti', non più.
E magari quel tal cineasta tanto tanto buono vincerà pure l'Oscar nel mondo al contrario in cui viviamo.
Vera giustizia (e una apparenza di 'terzietà') vo' cercando ch'è si cara al mio cuore...
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e testo

Salvini contro la giudice di Catania, le lapidarie parole del costituzionalista Sabino Cassese:
LA7.IT
Salvini contro la giudice di Catania, le lapidarie parole del costituzionalista Sabino Cassese: "Vogliamo giudici non combattenti"

 
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963