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Messaggi del 29/10/2023

I baobab e la memoria.

Post n°2848 pubblicato il 29 Ottobre 2023 da fedechiara
 

I baobab e la memoria - 29 ottobre 2014
Periodicamente, un'assistente sociale specializzata in gerontologia, viene a far visita agli anziani del centro che ospita mia madre e ne sottopone alcuni ai tests che dimostrano l'avvilente avanzata (raramente la regressione) della demenza senile che svuota gli sguardi e le espressioni e trasforma i volti di quegli anziani in desolate 'maschere del Nulla' – l'antichissimo teatro che tutto e tutti ci dissolve nelle sue nebbie o forse solo 'ci trasforma', come recita quella formula della fisica che: 'nulla si crea, nulla si distrugge...'.
E, naturalmente, è lo stato della memoria il test principe di quell'esame periodico dai tristi esiti e scontati. Tristi tropici di una vegetazione mnemonica che fu lussureggiante di piante di alto fusto e vigorosi arbusti del sottobosco e oggi è come la piana desertica del Madagascar in cui si erigono i baobab, sopravvissuti al massacro pel loro essere 'sacri' nell'immaginario degli indigeni.
Ed è vero che è la nostra capacità di veritiera ricostruzione del passato che ci ha coinvolti e che dovremmo saper testimoniare e raccontare che ci salva dal marasma della 'demenza senile' - e provate voi a fare uno dei tests proposti a mia madre del ricordare la sequenza precisa degli ultimi otto presidenti della repubblica succedutisi al Quirinale, invece di giocare a: 'Chi sei stato nella tua vita precedente' e 'Che colore sei' con lo sconfortante esito del 'Nero'.
Così, ieri, è andato in onda uno di quei tests al Quirinale, appunto, in cui dei magistrati e degli avvocati di noti imputati mafiosi hanno giocato a ricostruire, davanti a un quasi novantenne presidente della repubblica, il chi e come eravamo negli anni delle stragi mafiose e delle bombe nelle chiese e della 'presunta' trattativa tra lo Stato e la mafia per farle cessare.
E non me ne vorrà 're Giorgio' se scrivo che l'impressione che ne ho avuto, dai resoconti di stampa e telegiornali, è quella di altri mitici, deserti mnemonici italici: 'Non so, non ricordo, se c'ero dormivo' o mi occupavo d'altro.
Perché il Tempo fa il suo corso, maledizione! e la memoria umana, a differenza di quella degli elefanti, è labile, - anche e sopratutto quella collettiva: che tutto perdona e cancella - e le troppe diplomazie e i pelosi 'rispetti istituzionali' che hanno consentito quell'esame quirinalizio per nulla 'ricostruttivo' e 'chiarificatore' hanno prodotto, invece, l'ennesima nebbia di altre stragi dimenticate e vanamente commemorate ogni anno, e quest'altra impressione: che una 'demenza senile' ci riguardi e condizioni i nostri comportamenti 'civili' - di tutti quanti noi cittadini di questa repubblica, nessuno escluso.
...non so, non ho visto, se c'ero dormivo.

 
 
 

Affossamenti salutari.

Post n°2847 pubblicato il 29 Ottobre 2023 da fedechiara
 

28 ottobre 2021

Non dovremmo considerare l'affossamento del ddl Zan come una partita di volley combattuta ferocemente con schiacciate vincenti dell'una o dell'altra squadra fino alla schiacciata violentissima di ieri - con pubblico in piedi e plaudente alla vittoria dei propri campioni e la squadra avversaria, ieri tronfia e sicura e arrogante, in lacrime e inutili invettive e lontane speranze di rivalsa lanciate urbi et orbi.
E' un intero processo storico di rovesciamenti di fronte e di 'comune senso del pudore' e di dettati religiosi e apocalittiche narrazioni bibliche che si confrontano nel primo ventennio confuso e clamante del millennio che ci porterà all'anno tremila delle magnifiche sorti e progressive.
E dovremmo chiederci se fosse saggio e sensato (e i tempi maturi) che una minoranza di 'diversi' e allegra compagnia variata e transitante arrivasse fin dentro le scuole dell'obbligo ad illustrare il loro verbo libertino e la nuova frontiera della libera sessualità lgbt+ – non paga dei cortei 'gay pride' dove la loro vittoria sul verbo codino ecclesiastico (e dintorni) veniva rappresentata nei modi disturbanti che conosciamo; e ormai ci avevamo fatto l'abitudine e distoglievamo gli sguardi e 'non ti curar di lor, ma guarda e passa'.
Ma il ddl Zan andava oltre, molto oltre. Parla(va) di sanzioni severe per chi manifestasse con evidente fastidio la propria contrarietà ad atteggiamenti pubblici non conformi a ciò che un tempo si definiva 'il comune senso del pudore' – e passi che la locuzione abbia fatto il suo tempo e se ne sia smarrito il senso e sia stata sbeffeggiata ad abundantiam e noncurata, neppure giudiziariamente, nel corso dei decenni ultimi.
E tuttavia vi è, ancora viva e operante nella vita pubblica ( e risparmiata dal Covid), una, o più, generazione che è stata pesantemente condizionata dal Verbo religioso atavico, per il quale la piena libertà nella sfera sessuale andava, nelle confessioni e genuflessioni, sotto maledetta egida di 'contro natura' e soggetta a penitenze e 10 avepatereegloria e 'ripromettiti di fronte a Dio di non più peccare'.
Una generazione che molto si è sforzata di abbandonare quei condizionamenti pesantissimi e di trovare una sintesi post moderna e una forma di tolleranza che permettesse la convivenza - fino al ddl Zan della moderna Parlamentopoli giallorosa che si impancava a dircelo vangelo laico a colpi di maggioranza e perfino 'diritto negato', come titola oggi la Repubblica, il quotidiano embedded di s-governo filo pd e filo Draghi.
E aggiungiamo alla nostra doglianza i versetti del 'politicamente corretto' che, nell'ultimo decennio, ci hanno imposto di non dire questo e non dire quest'altro e di rivisitare criticamente la vecchia letteratura dei poeti reietti perché 'non conformi' (perfino Dante perché ha ficcato Maometto nel fondo dell'imbuto infernale e ci parla dei 'sodomiti' dannati al modo del suo tempo).
C'era davvero di che giustificare il plauso e la gioia clamorosa per una archiviazione e più attenta meditazione per un progetto di legge che si era spinto così avanti nelle sue pretese di 'essere maggioranza nel paese' da trascurare il resto dell'intendenza sociale che l'ha castigato ieri con la schiacciata fatale e l'osanna per la vittoria.
La politica è il luogo della mediazione, si dice. E il pd e l'intendenza infame (che non lascerà fama) dei 5 stelle incollati alla cadreghe l'hanno bellamente dimenticato e hanno lanciato la loro sfida ultima con una protervia e una arroganza degna di miglior causa.
Parce sepulto e arrivederci alla prossima legislatura. Il futuro è appena cominciato.
Ddl Zinzunzan. - 29 ottobre 2021
...che, poi, la ferita che sanguina fa sragionare i perdenti nell'agone parlamentare - e vi è chi si spinge a dire che i franchi tiratori sono dei vigliacchi che non si meritano la stima dei loro elettori.
E dimenticano, quegli stolti gladiatori da tre palle un soldo, che una truppa parlamentare politicamente assassina ha consentito alla creazione del Conte-due dei voltagabbana più vomitevoli e, a seguire, al volo del Drago, che tuttora sputafuoco a volteggi ampi sopra di noi di pensioni negate e proiettate sulle calende greche delle stanche vite e lo cavalca la Fornero lacrimosa.
Chi di voltagabbana ferisce e si incolla alle onorevoli cadreghe per tema di essere 'mandato a casa' non ha legittimità di lamentare le vigliaccate dei franchi tiratori.
Stessa scuola, stessa matrice di confusi 'padri costituzionali' che vollero in Costituzione la democrazia parlamentare degli inciuci e dei cambi di casacca degni del cabaret Voltaire.

 
 
 
 
 

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