Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 16/10/2023

La barca di D'Alema ed altre storie di inizio secolo.

Post n°2828 pubblicato il 16 Ottobre 2023 da fedechiara
 

L'inadeguatezza del linguaggio politico è sotto i nostri occhi da tempo. Sappiamo – ed è motivo di avvilimento e di disaffezione politica – che nel corso delle campagne elettorali i partiti fanno le 'promesse da marinaio' che non verranno mantenute nel corso delle laboriose legislature.
Ed oggi sappiamo anche che le vecchie alleanze politico-militari che sembravano lì lì per essere accantonate (la Nato) possono tornare repentinamente in auge e turbare i nostri sonni e attentare al nostro benessere e dissestare le economie – come è accaduto per la guerra idiota di Ucraina fortemente voluta e foraggiata dagli Stranamore di Oltreatlantico con il generoso contributo degli stolti(enberg) paesi europei .
Ma è sulla presente guerra di Israele che il linguaggio della politica si rivela, oltreché inadeguato e rissoso ed asfittico, impotente a svolgere il suo compito di 'gestione delle cose possibili'.
'L'arte del possibile', ci rappresentava l'esercizio della politica un noto politico in auge qualche decennio fa – noto oggi più per la sua 'barca' che per le sue imprese di governo (cerca 'la barca di D'Alema' in internet).
Che, se li ascolti nella avvilente recita delle loro veline sui video dei telegiornali, quei rissosi e inconcludenti politici li eviti (come si diceva per l'aids), se li ascolti ti rendi conto della loro irrimediabile pochezza e non ti uccidono la fede nel possibile delle cose umane.
E ascoltavo stamane, ancora caldo di letto, le parole inadeguate di Biden, il folle Stranamore della guerra di Ucraina, lo ascoltavo recitare le sue stente meditazioni su cosa dovrebbe fare Tsahal, l'esercito di Israele schierato a battaglia.
'Occupare militarmente Gaza sarebbe un grave errore.' diceva l'arzillo vecchietto ancora in corsa per le elezioni prossime venture. Già. La senescenza al potere, con il corollario delle avvilenti cose relative.
Occupare militarmente una città di due milioni di abitanti che si è cinta di assedio è sicuramente una decisione grave e la decisione finale è tutta e solo dei politici di Israele in stretto contatto con i generali che presiedono alla logistica, all'armamento e alla valutazione dei rischi. Si combatte per la vittoria finale e per la distruzione e l'eradicazione chirurgica del cancro di Hamas.
E Gaza è Hamas nella sua folle distensione politica e (in)civile. Questo conta. Pietà l'è morta, à la guerre comme à la guerre.
I timori dell'arzillo vecchietto in corsa per il prossimo quadriennio su cosa potrebbe fare l'Iran e, di conseguenza, su cosa dovrebbero fare le sue portaerei schierate a ingenuo monito nei pressi e su cosa farà la Russia alleata della Cina sono 'conseguenze inevitabili' – lo stesso rischio mortale che Biden ha deciso di correre con la sua guerra per procura in Ucraina sfidando la Russia di Putin.
Israele non può più recedere dal suo proposito di spedizione punitiva – definitivamente punitiva – ne va della sua sopravvivenza fisica nell'area di mondo che si è scelta e dove ha consolidato il suo dominio.
Il resto è la cascata inevitabile dall'alto della montagna di orrori di questi ultimi decenni delle acque reflue di scelte politiche e geo strategiche sbagliate e di guerre assassine insensate (Irak, Afganistan).
E adesso, pover'uomo (poveri noi)?
Potrebbe essere un'immagine raffigurante sottomarino

 
 
 

La religione del nostro tempo.

Post n°2827 pubblicato il 16 Ottobre 2023 da fedechiara
 

La religione del nostro tempo  - 16 ottobre 2015

E, adesso che la Biennale si avvia al suo 'grande finale', possiamo provare ad attribuire un primo e secondo premio a quelle installazioni 'site specific' degli 'eventi collaterali' che abbiamo visitato e ri-visitato al fine di dirci convinti che l'Arte e gli artisti sono davvero un filtro geniale della realtà e geniali interpreti di una loro specialissima 'lotta politica' condotta 'con altri mezzi', come si dice della guerra.
E il primo posto spetta a buon diritto, per la riflessione ponderosa e il meticoloso uso dello strumento 'arte' e della materia che ne sostanzia il linguaggio, al russo Bruskin (vive a N.York) che nella chiesa di santa Caterina, nella fondamenta omonima, ha allestito un cimitero della memoria recente e un ritrovamento archeologico con reperti statuari meticolosamente invecchiati sottoterra e i simboli e le icone del fu 'socialismo reale' affioranti dalle sabbie del Tempo – socialismo (reale e/o ideale) che tanta parte dell'ultimo orizzonte delle nostre speranze di un mondo migliore ha nutrito, ma è finito in tormentati decenni di infamia e crudeltà; e le speranze sono morte e sepolte e sprofondiamo ogni giorno di più, disperati, nelle sabbie mobili di una confusa e mortifera globalizzazione dei medioevi islamici di ritorno.
Il secondo posto, a mio insindacabile giudizio, spetta ancora a dei russi (Andrey Blokhin e Georgy Kutznetzov riuniti nel 'Recycle Group'): due artisti sponsorizzati dal MMOMA (Moscow museum of modern art) che hanno messo in scena, letteralmente, con allegra, formidabile e irridente intuizione, l'ossessiva, pagana preghiera collettiva del nostro tempo di inarrestabile chiacchiera giuliva - le tecnologie cellulari asservite alla frenesia comunicativa dell'umano, paradossale, aver nulla da dire di veramente interessante e notevole e mirabile, ma dirlo e scriverlo tutti insieme appassionatamente, levando in alto i cuori e i cellulari per cogliere il 'campo' che aleggia sopra le nostre teste - novello 'spirito santo' che tutti li/ci illumina.
E tutto l'umano, vanesio chiacchiericcio lo scriviamo/diciamo, ciascuno e tutti a testa china, chiusi dentro il tamagochi-cellulare che ci ha trasformato - negli autobus e nei vaporetti e nelle sale di attesa delle stazioni o seduti ai tavoli dei bar e dei ristoranti - in taciturni e abulici apostoli oranti e impetranti il 'campo' sufficiente per spedire le nostre povere visioni di incanto, foto, musiche, effimere intuizioni/emozioni, ad amici, parenti ed affini.
E la sola vera necessità e impellenza di tanta comunicazione sociale la riconosciamo solo ai poveri cristi delle twin towers in fiamme che, non avendo più campo li in alto e prima di decidere il volo finale per non morire bruciati, spedivano i disperati messaggi di 'ti amo' e 'ti voglio bene' ai figli, mariti e genitori che mai più avrebbero rivisto. O ai medici nelle ambulanze e agli alpinisti in difficoltà che provano invano a chiamare il 'soccorso alpino'.
Ma tant'è, così va il mondo e i due artisti hanno allestito le geniali scenografie degli apostoli oranti e delle icone/applicazioni di 'facebook' dentro la bella chiesa di sant'Antonin (sestiere di Castello) dando nuovo lustro ed efficace rappresentazione satirica alle preghiere che in quel tempio non risuonano più da lunge – essendo troppe le chiese di questa città per i 'bisogni spirituali' dei pochi abitanti e delle centinaia di migliaia dei loro ospiti turisti.
Chiacchiera universale vanesia e cellulari sempre più costosi e 'interattivi': la nuova religione del nostro tempo.

 
 
 
 
 

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