Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi del 21/10/2023

Testosterone e dintorni.

Post n°2835 pubblicato il 21 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Testosterone e dintorni.
Donne, guardatevi dai 'bonazzi' e i 'piacioni' e i 'troppo fighi'. Sono l'equivalente delle 'oche giulive' che non hanno una piega fuori posto, ma apriti cielo quando starnazzano le loro tristi cose e se le conosci le eviti, se le conosci non ti uccidono l'amore per l'amore.
Che, poi, anche quelle che 'ok, 'na botta e via, mica lo sposo' contribuiscono alla depressione generale – e se è vero che non c'è garanzia di miglior rapporto con i diversamente belli e altrimenti fighi ma con look di ragionieri, e i femminicidi in cronaca ci raccontano di che lacrime grondino e di che sangue certi rapporti di pena e possesso forse l'introduzione di un esame di ammissione preventivo in corso di fidanzamento, inclusa una visitina psichiatrica preventiva, salverebbe qualche vita e famiglia.
Oppure imporre l'obbligo di frequentazione dei corsi di formazione per fidanzati nelle parrocchie, - da ripetere ogni tre anni, atei inclusi, e togliere punti dalla patente in caso di errori marchiani e di scarse attenzioni verso la partner.
E se anche il 'first man' della valente Giorgia nazionale non ha mostrato il buon gusto di astenersi da commenti fuori luogo e comportamenti da bullo sessuale fuori onda in tivù almeno per il quinquennio di rappresentanza para governativa vorrà dire che siamo tutti condannati dal testosterone e sostanze affini al rinc......mento cronico e recidivo fin dalla prima adolescenza e non c'è speranza di trovarne uno di buono su un milione, mannaggia, mannaggia?
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo

 
 
 

Sapevatelo.

Post n°2834 pubblicato il 21 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Sapevatelo - 21 ottobre 2017
Bisogna andarci piano, al rientro, evitare gli affollamenti, fare orecchie da mercante relativamente a certi dialoghi da assoluti imbecilli che viaggiano per l'etere di treni, vaporetti, autobus, mercati.
Da evitare come la peste i tiggi e i radiogiornali che danno conto esclusivamente dei treni di Renzi (che ne è stato del suo Air Force One?), degli incessanti barconi della pietà indebita e malintesa e dei drammi sociali relativi all'accoglienza imposta obtorto collo e delle mitiche elezioni che verranno e che riscaldano gli animi al diapason.
Perché, quando si rientra da un viaggio così, da quella Svizzera di cui si diceva: 'Me ne vado in Svizzera' proprio per dire di uno stacco necessario, di un oblio, di un cadere di braccia: di un non farcela più a reggere l'andazzo italico del casino e della sempiterna lite sociale e politica tra comari, - quando si rientra, dicevo, bisogna dosare omeopaticamente tutto quanto sa di italiano e nostrano per non rovinare l'effetto di 'apaisement' che ti è sedimentato dentro nel visitare le città diverse e nell'osservare i moti e i sorrisi di altri volti e di altri comportamenti sociali; e i dialoghi distesi e mai gridati e i silenzi: quei silenzi che non trovi mai nella partitura italica del concerto quotidiano dissonante e sgangherato con grande finale in frastuono elettorale sempiterno.
E la S-fizzera, cari voi, è davvero un gran bel paese di cittadi ottimamente organizzate e valli incantate e cime celestiali e pascoli che fanno aggio e si impongono sull'idea che abbiamo di paradiso, ma già lo sapete – e la metafora degli orologi svizzeri, che sono l'idea platonica dell'Orologio e perfetta misura del Tempo che passa e ci affanna, già vi dice della capacità di quei popoli di governare gli eventi e dominare sapientemente l'Impero del Caos – fiume carsico che sfoga e riemerge impetuoso a sud del Ticino, nelle terre delle 'diverse lingue e orribili favelle, / parole di dolore e accenti d'ira' dell'inferno italico di cui già ci narrava il Poeta secoli orsono.
E gli Svizzeri l'hanno capito da tempo, dai tempi delle guerre di religione della Riforma luterana e calvinista, osteggiata a fil di spada romana e sanguinose notti di san Bartolomeo, che l'isolamento e il chiamarsi fuori dal maledetto caos europeo giovava e giova - e perfino nel presente disordine delle migrazioni selvagge dei 'popoli del mare', s-governate dagli imbelli parlamenti nazionali e dalla superfetazione di quello di Strasburgo, i popoli svizzeri trovano una misura di equilibrio che non esclude bensì include, con lodevole senso della misura e parecchio 'grano salis', le genti varie e diverse. Incluse e 'integrate' solo se troveranno lavoro e casa e si mostreranno rispettose di leggi e divieti e non vagheranno, misere e avvilite, ad elemosinare in permanenza davanti ai supermercati come usa da noi, nel paese dell'accoglienza imposta e dello s-governo permanente delle cose.
Perché, dove il troppo stroppia, ivi è 'pianto stridor di denti' e rivolta sociale e dramma mal recitato e possibile e predicibile finale in tragedia. Sapevatelo.

 
 
 

Dagli amici mi guardi Iddio...

Post n°2833 pubblicato il 21 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Lo spirito dei tempi e le amicizie ' su facebook'. 21 ottobre 2019

Ed ora che Zuckenberg si appresta a cambiar nome, e forse altro, alla sua straordinaria creatura - in crisi di iper crescita e conseguente esplosione di intolleranze tra i gruppi e i singoli e le censure e i 'bannamenti' conseguenti – possiamo considerare, come in un esame di coscienza d'antan, come è cambiato il concetto di amicizia e/o come siamo cambiati noi, resi più fragili e talvolta isterici a causa delle pandemie e dei greenpass, e del governo Draghi che non ci piace e del Mattarella messo nella vigna a far da palo costituzionale (un palo traballante perché male infitto nel terreno paludoso della mala Italia dai padri costituzionali ai tempi loro).
E abbiamo capito che essere 'amici su facebook' è cosa ben diversa da quelle amicizie costruite sul terreno più solido delle nostre vite e rodate nel corso delle scampagnate e dei pranzi comuni e dei balli - e il 'mandarsele a dire' per le vie traverse dei commenti e dei posts che pubblichiamo può costarci caro ed è da rivedere l'antico motto 'amici come prima'. Prima di facebook.
E c'è un tale che mi aveva tolto l'amicizia per chissà quali sue segrete ragioni qualche anno fa, ma, da poco più di un mese, me l'aveva rinnovata per poi subito ri-togliermela a cui vorrei chiedere:
'Va tutto bene?' 'Stai bene?' 'Che ti succede?' Perché non è normale questo dare e togliere senza una spiegazione su cosa ti ha fatto saltare la mosca al naso. E se castighi qualcuno dovresti fargli capire il perché del castigo, quantomeno.
Le amicizie sono (dovrebbero essere) cose importanti, come le parole – e bene lo spiegava Nanni Moretti in suo bel film – e, se è vero che facebook ha banalizzato le amicizie riducendole alla misura dell'umore nero di un nostro mattino per le vigliacche cose della politica nostrana e degli arrembaggi quotidiani e incessanti dei 'barconi', dovremmo sforzarci di ricondurre a ragione quei nostri umori 'di pancia' e privilegiare 'la cosa in sé', come la chiamano i filosofi: di un amicizia che è segno e nobiltà della comune volontà di capire e ordinare gli eventi delle nostre vite e contrastare la maledetta entropia che ci affanna.
Ed ho in mente di scriverci un libro su questa cosa dell'amicizia fatta labile e trasparente come il video del computer che si accende alla mattina e dove trascriviamo le nostre idiosincrasie e le irritazioni e le rabbie e chiedere all'universo mondo che ci legge che vuol dire 'essere amici su facebook'. Solluccheri e pinzillacchere?
O è, forse, il surrogato di una vita reale che abbiamo schiacciato dentro i video di casa e resa 'virtuale' e non abbiamo più tempo per uscire e andare a far visita agli amici, quelli veri e più solidi, e constatiamo, da tempo, che una vischiosa solitudine e una nebbia imprigiona le nostre anime e le rannicchia dentro gli asfittici palmari e/o gli smartphone, ragnatela di rappresentazioni virtuali che ci confondono e ci spengono?
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

I giudici italici e l'internazionale dei ladri.

Post n°2832 pubblicato il 21 Ottobre 2023 da fedechiara
 

Del sentirsi assediati e indifesi. 21 ottobre 2015

C'è l'esempio delle città sotto assedio. Che, se gli assedianti lanciavano i rampini e le corde e salivano su per le mura spesse due metri cogli elmi e gli spadoni intesi al massacro, da sopra, legittimamente, rovesciavano i pentoloni della pece bollente e gli arcieri finivano l'opera ricacciando gli aggressori. E nessun giudice si è mai sognato (o mi sbaglio? Qualcuno può ragguagliarmi in merito alla giurisprudenza che gira attorno alla legittima difesa degli assediati?), si è mai sognato, dicevo, di imputare i difensori delle città vigili sugli spalti di 'eccesso di legittima difesa' per quella guerra dichiarata con arroganza e pretesa di dominio da signorotti e conti e re e imperatori in fregola di maggior potere e sudditanze.
E la civile casa di abitazione non può essere paragonata a una città – ne è la sua cellula-base – che, se violata e scardinata la porta d'ingresso col piede di porco o rotti i vetri delle finestre, va difesa con ogni mezzo e strumento che ti capita a tiro - e ricacciato fuori il ladro pronto a colpirti e lasciarti mezzo morto se ti opponi al suo volere di ladro e/o rapinatore (vedi le abbondanti notizie di cronache al riguardo)? Che senso ha concedere il porto d'armi e una pistola a un pensionato - che già aveva subito tre o più violazioni di domicilio da parte dell'internazionale dei ladri che imperversa impunita in questo paese - e poi imputarlo di 'omicidio volontario' se, spaventato, fa fuoco e ci scappa il morto? Quali impulsi schizofrenici (punire la vittima e lasciare impunito l'aggressore) si agitano nelle menti di certi giudici e pubblici ministeri o quali follie legislative di legislatori balenghi hanno permesso che si potesse formulare l'accusa spaventosa di 'omicidio volontario' nei confronti di un poveretto che temeva per la sua vita ed era impaurito e/o esasperato dalla reiterazione del reato e dalla sostanziale impunità che la incentiva - e si sentiva 'sotto assedio' e indifeso da parte di forze dell'ordine che intervengono solo a reato commesso e la vittima finita all'ospedale o, peggio, morta?
E la sedicente 'sinistra' di s-governo non ha proprio nulla da rimproverarsi per aver trascurato il peso sociale dell'insicurezza dei cittadini e averli abbandonati e perfino bastonati giudiziariamente se colpiti dal trauma terribile di una violazione del domicilio - col suo corollario di spavento e l'impulso spontaneo a reagire per difendere la propria vita e le proprie cose?
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
 
 

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