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« UN DUBBIOMessaggio #72 »

Maestra Teresa

Post n°71 pubblicato il 16 Ottobre 2008 da carowalter


      

        Scambio di conoscenze

 

Caro Walter,

qui dall’Osservatorio Volontario Opinioni,
l’OVO
appunto, ho cercato, come sempre di ascoltare
per poi riferirti riassumendo.

Scuola dell’obbligo e classi ponte per bambini non 
padroni della lingua italiana.

a) I favorevoli sostengono che è evidentemente
     impossibile per chi non parla l’italiano
     seguire qual si voglia insegnamento in questa lingua.

      b) I non favorevoli sostengono che se i bambini che 
              non parlano la lingua vengono riuniti in classi
              speciali saranno evidentemente vittime di 
              una provata diversità
sia agli occhi degli altri 
              bambini sia ai loro stessi occhi.

Entrambe le posizioni si basano su dati di fatto
inconfutabili
, ma se da un lato la proposta di classi
differenziate pare ai più una follia, dall’altro il
negare il problema pare ai più ipocrisia.

Ascoltando ho prestato orecchio anche ad
una bella      signora ultraottantenne, maestra elementare
in pensione che ricordava
i suoi primi anni di

insegnamento, quando si trovò alle prese con la pluriclasse:
in un'unica aula alunni dalla 1° alla 5° elementare.

      La serafica vecchietta mi ha spiegato che la soluzione
        
per gestire 5 cicli di insegnamento
         contemporaneamente,
         era semplice
: rendeva i grandi orgogliosi
         del proprio sapere incaricandoli di seguire i piccoli,
         responsabilizzandoli, si direbbe oggi, e i piccoli,
         a loro volta erano rispettati dai grandi, perché,
         come tutti gli alunni, spesso,
         con le loro domande mettevano in imbarazzo i grandi.

Mi ha raccontato anche che aveva trovato soluzioni
di vario tipo per tenere impegnati gli uni
quando gli altri seguivano la lezione loro destinata,
ma questa è un’altra storia.

Tornando al punto non di classi ponte si deve parlare,
ma di metodi di insegnamento.

Se vuoi ti passo nome e recapito dell’anziana insegnante,
potrà spiegare che bambini che non parlano l’italiano
sono una grande occasione per i nostri figli
perché,
se responsabilizzati, non solo apprenderanno
una grande lezione di socializzazione, ma anche
il loro bagaglio culturale si arricchirà enormemente
grazie alla raffica di domande alle quali si troveranno
a dover  rispondere
, perché i bambini che devono
imparare l’italiano, che sono appena arrivati
in questo paese, ne hanno di domande oh, se ne hanno!
Parola di maestra Teresa.

 

 

 

 

 
 
 
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