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A volte da una sola scintilla scoppia un incendio (Lucrezio)

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« La dimenticanzaElucubrazione sulla povertà »

Asintotica

Post n°109 pubblicato il 19 Novembre 2008 da Basta_una_scintilla
 

…a tratti percepisco tra indistinto brusio
particolari in chiaro
di chiara luce splendidi
dettagli minimali in primo piano
più forti del dovuto
e adesso so
come fare non fare
quando dove perchè
e ricordando che
tutto va come va
non va non va non va…

Ammalarsi ogni tanto fa bene, consente di starsene a letto al calduccio e pensare, riflettere, sognare. Mi sa che sto invecchiando: fino a qualche anno fa vivevo e basta, o meglio, svolgevo funzioni vitali pensando che quella fosse la vita. Mi lasciavo fagocitare dai ritmi di questo mondo bulimico, trattenendo poco per me; coltivavo progetti che forse non erano neppure i miei e mi sentivo tranquilla, nella mia omologazione, perché immaginarsi adeguati rende tutto molto più semplice.  

…in toghe svolazzanti e lunghe tonache
divise d'ordinanza e tute folgoranti
in fogge sempre nuove e innumerevoli colori
in abiti eleganti
con la camicia bianca e la cravatta blu
chi è stato è stato
e chi è stato non è
chi c'è c'è e chi non c'è non c'è… 

Quello strano, complesso ed affascinante percorso ad ostacoli che è la vita mi ha portato ad essere molto diversa, credo, ed oggi convivo quotidianamente con una sempre più grande sete di conoscenza. Ho molte meno certezze di prima, questo è certo, ma la cosa singolare è che ciò non mi rende più insicura ma solo maggiormente curiosa e, penso, libera. Non mi sento più obbligata a seguire canoni standard perchè “questo ci si aspetta da me”, “è il mio dovere” e “così sono stata educata”, posso seguire l’istinto svincolandomi dai sensi di colpa degli altri e sbagliando senza dovermi poi flagellare per questo, e così mi sembra, talvolta, di avere a disposizione un’enorme tavolozza sperimentale ove poter mischiare a caso i miei colori, per la sola curiosità di vedere che cosa ne nascerà, ove poter appoggiare pasticci di sensazioni ed impressioni, ove rielaborare idee sconclusionate e molteplici concetti senza contorno.  

…nell'occhio inconsapevole di un cucciolo animale
archivio vivente della terra
un battito di ciglia sonnolente
racchiude un'esistenza
spazio determinato costretto dilatabile
incanta
chi c'è c'è e chi non c'è non c'è... 

Ed in tutto questo sono affascinata dagli altri, dai gesti, dalle parole. Come è difficile entrare davvero in contatto con un altro essere umano ma che sfida meravigliosa! A volte mi dicono “sei strana”, ed è già qualche cosa, forse mi hanno scrutato senza soffermarsi ad una sguardo, altre “sei dolce”, “sei carina”, “sei intelligente” sospendendosi all’osservazione di tali caratteristiche esteriori e soggettive, senza volere o senza riuscire a trovare un mezzo per comunicare realmente con me, oltre la superficialità, oltre all’apparenza. Mi guardano e mi ascrivono, automaticamente, ad un categoria, affibbiandomi idee che non sono mie, comportamenti che non mi appartengono, ricacciandomi in quell’omologazione alla quale io sento di essere ormai estranea. Mi meraviglia il timore, e talvolta addirittura la paura, che determina il mio tentativo di accostarmi, di volgere lo sguardo al di la delle maschere dietro alle quali, chi più chi meno, tutti, quotidianamente, ci nascondiamo.  

.....consumati gli anni miei
vistosi movimenti sulla terra
grandiosi necessari futili patetici
e adesso so
come fare non fare
quando dove perchè
e ricordando che
tutto va come va
ma non va non va non va... 

 Mi domando se sia davvero così difficile fidarsi di un nostro simile tanto da prenderlo per mano e, guardandolo, come in uno specchio, ritrovare un’anima simile e complementare con la quale, tolti gli orpelli di questa nostra esistenza utilitarista, si possa riuscire, magari soltanto per brevi istanti, a creare realmente un’empatica e profonda forma di contatto.

…cosa fare non fare non lo so
quando dove perchè riguarda solo me
io so solo che tutto va ma non va
non va non va non va
sono un povero stupido
so solo che
chi è stato è stato e chi è stato non è
chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
so solo che
tutto va ma non va
non va non va non va non va non va non va…
 

E così i miei pensieri scorrono forse come una sorta di asintote un po’ visionaria che tende, fino all’infinito, ad avvicinarsi alla propria retta sapendo che non potrà mai raggiungerla e toccarla. Chi c’è c’è…chi non c’è, non c’è… tutto va come va…non va non va non va...

E se poi, invece, alla fine va?…Mah!



 
 
 
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