Scintille
A volte da una sola scintilla scoppia un incendio (Lucrezio)
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StoltaSono triste. Mi capita, talvolta. Da qualche anno ho imparato che non devo lottare contro questi momenti; prendo la mia malinconia per mano, lascio che le lacrime scendano, se ne sentono la necessità, e attendo che passi cercando di trasformare questi attimi così pesanti per la mia anima in istanti di crescita ed introspezione. Questa mattina mi sono svegliata molto tardi: ieri sono rincasata alle 22, dopo aver guidato per quasi 600 Km. Sono state ore particolari, quelle, la mente che non smetteva di pensare, le canzoni che sentivo alla radio e che sembravano tutte avere qualche cosa da dirmi, anche le più sciocche, quelle che non ascolterei in "condizioni normali". Mi sono svegliata tardi, con il cuore un po' pesante, ho preparato un caffè e mi sono messa a sorseggiarlo guardando fuori dalla finestra con calma e lentezza; mi concedo questo piccolo lusso ogni volta che posso. Non c'era il sole oggi. La collina dinnanzi a me era avvolta dalla nebbia, le foglie rosse e gialle degli alberi a cercare un varco per farsi notare attraverso di essa. Ad un certo punto ho sentito un tonfo: un piccolo pettirosso era arrivato volando vicino al mio vetro scontrandosi contro di esso. Per un momento ho temuto per lui ma, per fortuna, dopo un attimo di smarrimento a terra si è rimesso a volare. Io mi sento un po' così, come quell'uccellino: arrivo in prossimità di porte che sembrano aperte e ci sbatto contro. Cado e non capisco che sia successo. Rimango stordita e poi mi rialzo. A volte a fatica, altre meno, dipende dall'intensità dell'impatto. Oggi mi sento estranea a questo mondo, quasi non fossi in grado di entrare davvero in comunicazione con alcuna parte di esso. Ci sono fantasmi che ritornano e dolori che non si sopiscono: rimangono nascosti nelle giornate di sole e riemergono in quelle di nebbia, forti, viscerali, intensi che ti sembra di poterli toccare. Ieri sera, mentre svuotavo la valigia, ho visto un pezzettino di un film. Artù, scoperta Ginevra che baciava Lancilotto e resosi conto che lei non lo avrebbe mai guardato come guardava il cavaliere le disse: "lo stolto è colui che continua a sognare l'unico sogno che non potrà mai realizzare". Credo di essere una stolta, forse per questo oggi mi sento triste. |
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