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CUORE IN VIAGGIO

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Il ritratto (V)

Post n°460 pubblicato il 27 Marzo 2012 da xteneraladyx

 

Lo specchio riflettava l’immagine di una giovane donna, in un bellissimo abito nuziale. Raggiante e felice, quasi incredula che quel giorno fosse finalmente arrivato.

D’un tratto qualcuno bussò alla porta del suo appartamento.

Bettina si precipitò ad aprire. Un fattorino doveva consegnare delle rose.

Delle splendide rose gialle per la sposa.

“Irene, mia cara, guarda che splendido omaggio floreale hai ricevuto, chissà chi te le ha mandate...” e fissandola le strizzava l’occhietto “io qualche sospetto ce l’ho!”

“Bettina, vai a controllare che sia arrivata l’auto che mi deve portare alla Chiesa,
io intanto leggerò
il bigliettino e scoprirò chi me le ha mandate.”

Le rose gialle erano le sue preferite, ma solo da poco aveva iniziato a riceverle con regolarità, da colui che stava per diventare suo marito e che non faceva passare settimana senza fargliene recapitare un mazzo a casa.

Si avvicinò alle rose, lesse il biglietto fissato al gambo di una rosa

“Lui non sarà mai tuo. Ricordatelo.”

Il cuore le si fermò. Non era la calligrafia del suo amato e il messaggio sembrava tanto una minaccia o un funesto presagio.
Mentre cercava di staccare il biglietto una spina le si conficcò
In un dito, facendola sobbalzare dal dolore, mentre tentava di estrarre la spina una goccia di sangue cadde sul suo abito bianco.
La macchia si allargava sempre di più e aveva ormai coperto l’intero abito. 
Irene era terrorizzata e urlò il nome dell’amica: “Bettina!”

Nell’attimo stesso in cui urlò, si svegliò di colpo,il cuore martellante nel petto, un sudore freddo  alla fronte, una paura che la scuoteva tutta…

“Irene, calma era solo un incubo”   lo disse a se stessa, cercando di ritrovare la calma necessaria per riprendere il controllo del suo respiro.

Guardò l’ora, erano quasi le sei  e di lì a poco,la sveglia l’avrebbe chiamata per alzarsi ed andare al lavoro.

Decise di alzarsi subito, fece una doccia e si preparò la colazione con calma.

Era stato proprio uno strano sogno. E quel terrore che l’aveva pervasa, alla fine aveva annientato la serenità e la gioia che aveva provato nel sognarsi in abito da sposa.

“Di sicuro è colpa di Bettina e della sua chiamata di stanotte.
Però che peccato non capire con chi mi stavo sposando.”
Il suo sguardo si perse in un punto imprecisato della cucina.

Ne avrebbe parlato con l’amica durante la loro cena.

Anche se nella sua testa incominciava a materializzarsi un’immagine, un volto e un sorriso ironico... 

 
 
 
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