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Lilly...l'epilogo

Post n°405 pubblicato il 29 Agosto 2011 da xteneraladyx

 

Le stravaganze di Lilly, cominciavano a creare chiacchiericcio in azienda.

Non venivano comprese ma solo catalogate come stranezze
e quindi Lilly era inaffidabile.

E come sempre succede, iniziò una piccola persecuzione nei suoi confronti.

Ogni volta tentavo di capire il perché di tanti suoi atteggiamenti,
il perché sempre più spesso facesse errori.

Iniziò a serpeggiare il sospetto che facesse uso di droghe,
per quel suo sguardo
vacuo, con cui arrivava certe mattine in ufficio.
Io non prendevo posizioni, cercavo di calmare gli animi
e di trovare giustificazioni
a tutto quello che faceva.
Mossa dall’istinto più che da una reale conoscenza della situazione.

Iniziai pian piano a conquistarmi la sua stima e la sua fiducia.

Ogni tanto quando la trovavo in lacrime per l’ennesima discussione
avuta con la
direzione, cercavo di consolarla e di farla parlare.
Lilly continuava solo a dirmi “tu non sai cosa ho passato io nella mia adolescenza.

Tanti di quei dispiaceri che mi hanno condotto ad un esaurimento.
Fino a poco tempo
fa, prendevo psico-farmaci ed  ero seguita da uno psichiatra,
mi sottoponevo a sedute periodiche per riuscire ad uscirne.”

Con il tempo mi raccontò, di come poco più che bambina
e con una sorellina più
piccola,
la mamma si fosse ammalata di un esaurimento nervoso,
il papà molto spesso assente,
per via del suo lavoro,
che lo portava spesso ad essere  in trasferta.

La mamma, che veniva colpita da scatti d’ira violenta,
per la più piccola marachella che
loro due combinavano
e iniziava a prendersela con loro.
Lei che prendeva in braccio la
sorellina e scappava a casa dei vicini
per sfuggire a quegli scatti rabbiosi.

Poi il matrimonio dei genitori che si sfascia.
Lei decide di andare a vivere con il padre, la sorellina resta con la madre.

Lilly non riesce a perdonare le angherie subite dalla mamma.
Interrompe ogni contatto con lei, ma cerca di mantenerli con la sorellina.
Lei che poco più che adolescente si ritrova a mandare avanti una casa
dove vive con il padre, che però è spesso assente per lavoro.

La sua maturità segna anche il suo allontanamento da casa per un certo periodo.
Segue all’estero il suo fidanzato che ha avuto un’offerta di lavoro in Olanda.

Anche lei per un po’ trova lavoro dove risiedono.

Deve essere stato un periodo felice,
perché ne parlava sempre con molto entusiasmo.

Poi però il rapporto finisce e lei è costretta a ritornare a vivere con suo padre,
nella vecchia cascina di famiglia.

E’ una persona tenace, trova altri lavori.
Le capacità ci sono, ma poi, forse, proprio le sofferenze patite,
le creano sempre dei problemi ed è costretta a lasciare il lavoro.

Nel frattempo la sorella lascia la loro madre e va a convivere…

Inizia un periodo di attriti tra suo padre e la sorella,
lui non approva questa sua scelta e teme che la convivenza
non le permetterà di terminare gli studi.

E la Lilly sempre lì a tenere i contatti fra le sponde
a cercare di far riappacificare il padre,
che nel frattempo si è creato una storia con un’altra donna.

Sembra quasi che la Lilly faccia la mamma a tutti.

Ma è fragile, troppo fragile per far fronte a tutto.

Avrebbe bisogno di qualcuno che la protegga,
ma forse l’esempio avuto in famiglia,
le fa rifiutare ogni tipo di relazione che si possa trasformare in qualcosa di duraturo.

Fragile creatura la Lilly, che mascherava dietro una simpatica follia, tutti i suoi problemi.

Alla fine un giorno, dopo l’ennesimo richiamo della direzione,
prese la borsa,  aprì la porta e se ne andò….

Non lo più rivista.
Andandosene in lacrime e tremante, mi lascio un piccolo oggetto.

Un segnaposto a forma di cane bassotto
(per fortuna un po’ più bello di quello che aveva lei),
mi disse tienilo come mio ricordo, te lo lascio volentieri,
sei l’unica che mi ha capito e mi ha voluto bene per come ero…

Chissà dov’è e cosa fa, se ha trovato pace e stabilità.

Nessuno più di lei lo meriterebbe.

Sono ormai passati alcuni anni,
ma quel piccolo dono è ancora sulla mia scrivania di casa
e sembra guardarmi,  felice che io abbia raccontato la storia della Lilly.

 

 

 

 

 
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