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Assenteisti nel Comune di Sanremo = Scandalo Assenteisti in Parlamento e Senato = Normalità

Post n°80 pubblicato il 28 Ottobre 2015 da carloreomeo0

Credo che gli italiani non finiranno mai di stupirmi con le loro contraddizioni e la loro innata capacità di adeguare la realtà alle situazioni. Non molti giorni fa tutti noi giustamente ci siamo indignati di fronte ai casi di assenteismo che regolarmente accadevano all’interno del comune di Sanremo, perché abbiamo avuto la sensazione di essere stati truffati e offesi da quei dipendenti disonesti, regolarmente remunerati con i soldi frutto delle nostre tasse, che si facevano timbrare il cartellino per poi farsi i fatti loro a nostre spese, specie in un momento di crisi occupazionale, e non solo, come questo. Il reato è presto detto, truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, cioè di noi onesti contribuenti a cui quei dipendenti sarebbero tenuti a rendere conto, non fosse altro perché stipendiati da noi. Ma in tutta franchezza ditemi, chi di voi ancora si indigna, si scandalizza o si sente truffato da quegli assenteisti sistematici e impenitenti, dipendenti pubblici ben pagati, il cui assenteismo non è nemmeno considerato reato, in quanto non hanno l’obbligo di presenza, tanto che siano presenti o no il vitalizio lo percepiscono comunque, tanto che siano presenti o no, dopo cinque anni hanno diritto comunque ad una sorta di misera pensione di almeno €5000,00 mensili, tanto di tutto quello che fanno o non fanno mentre sono pagati da noi, non devono rendere conto a nessuno. Tutto questo non fa più nemmeno notizia in quanto ci siamo abituati a tal punto a simili comportamenti che per molti la disonestà è diventata normalità, anzi peggio la disonestà è diventata legittima, legittimata dalla nostra omertà, dal nostro continuo giustificare l’ingiustificabile, accentando l’inaccettabile e quando la disonestà viene percepita come legittima cambia irrimediabilmente e irreversibilmente la nostra percezione della realtà, cambia il modo in cui vediamo e giudichiamo le cose, le persone, gli atteggiamenti, il nostro stesso modo di essere e la parola onestà viene privata del suo significato più vero e profondo, non più riconosciuta come quel valore imprescindibile che invece è. Questa categoria di assenteisti non verrà mai giudicata, non verrà mai licenziata, anzi continuiamo a votarla affinché possa continuare ad assentarsi legalmente. In questo Paese da troppo tempo la giustizia è un concetto astratto, che viene applicato in modo arbitrario in base a chi è rivolto, così se ad assentarsi sono dei normali dipendenti pubblici, ecco che scoppia lo scandalo, mentre se ad assentarsi sono dei parlamentari o dei senatori tutto è nella normalità delle cose, il caso nascerebbe se questi ultimi, per assurdo, fossero sempre presenti in Parlamento e in Senato. Comprendiamo quanto sia anomalo questo modo di pensare, quando tentiamo di esportare all’estero questo italico atteggiamento, ne è un caso eclatante Matteo Salvini, più volte bacchettato dal Parlamento Europeo per il suo assenteismo cronico. Abbiamo troppi politici che totalizzano  più presenze negli studi televisivi che in Parlamento. In questo Paese c’è la necessità impellente di ristabilire il concetto e non solo a livello teorico ma soprattutto pratico, che nessuno è al di sopra della legge, qualunque mestiere esso faccia e che per questo nessuno si deve sentire legittimato a rubare o a truffare, cancellando ogni forma di immunità atta a proteggere qualsiasi tipo di casta. Dovremmo far capire loro che dei parlamentari che si presentano in parlamento solo ed esclusivamente per pigiare un tasto, piuttosto che un altro quando c’è da votare una riforma, una legge o una mozione, che peraltro non hanno neanche discusso e dibattuto essendo stati assenti al dibattito parlamentare, e che si muovono e agiscono solo su ordine e indicazione del loro partito o del miglior offerente, non sappiamo cosa farcene, perché se questo è il solo contributo che sanno dare a questo Paese, ci basterebbe mettere al loro posto delle scimmie, con tutto il rispetto verso questi primati, ci costerebbero sicuramente molto meno!

Per concludere vorrei rivolgervi una domanda a risposte multiple,:

Secondo voi, non dico tutti, ma almeno un 70% di quei dipendenti del comune di Sanremo, come credete siano arrivati ad occupare quei posti?

A) Per particolari esperienze maturate nel corso della loro vita lavorativa?

B) Per specifiche competenze?

C) Attraverso un regolare concorso?

D) Attraverso le correnti di partito o raccomandazioni varie?

La mia personalissima opinione è che simili ingiustizie si propaghino attraverso un intricata rete di vasi comunicanti che dal Parlamento al Senato si dirama verso le amministrazioni provinciali e comunali e viceversa, fino a creare un unico, compatto e solido sistema.

 

Mi ero ripromesso di essere estremamente sintetico, ma come vedete ho nuovamente fallito nel mio intento, abbiate pazienza e comprensione, sono un caso disperato di prolissità compulsiva.

 
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