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Effetti della conoscenza
La nostra conoscenza si arricchisce ogni qual volta entra in contatto con altre conoscenze Xavier Wheel
Post n°675 pubblicato il 01 Febbraio 2026 da carloreomeo0
Quando vorranno convincervi che per mantenere la pace, serva investire nelle armi, formare o potenziare eserciti, essere pronti a odiare, combattere e a uccidere, perché per difenderla, questa pace, c’è bisogno di fare la guerra, voi non credeteci. La guerra è semplicemente un business e perché essa possa esistere ha bisogno della sua antitesi, la pace, la guerra per essere motivata ha bisogno di un nemico da combattere e il nemico deve essere necessariamente odioso, vile, crudele e sanguinario, deve fare paura e se un simile nemico non esiste lo si crea o se esiste ma non corrisponde perfettamente a questi dettami, allora si esaspera la sua figura, la si strumentalizza affinché si adatti a questo suo ruolo. La propaganda politica e mediatica, scindere le due entità diventa ogni giorno più difficile, è molto abile in questo, perché è da decenni che si allena a manipolare la vostra mente, condizionando i vostri pensieri, il vostro modo di agire, di ragionare, distorcendo la vostra percezione della realtà. Fino a quando non diventa logico, razionale, per voi, dirottare enormi quantità di denaro sul mercato bellico, minando pesantemente l’economia di intere nazioni per favorirne altre, operare tagli sempre più drastici sulla sanità pubblica o sulla pubblica istruzione per investirli nella guerra, perché è più importante uccidere che curare, sparare piuttosto che ragionare, perché è fondamentale essere pronti a difendersi da qualunque ipotetico nemico. Affinché tutto questo meccanismo possa funzionare c’è bisogno di un altro elemento, c’è bisogno di instaurare un costante clima di incertezza, di terrore che destabilizzi il popolo, che lo costringa a vivere in un costante stato di allerta. Eccovi qui descritto, in parte, il clima e lo stato mentale in cui sempre più individui vivono ogni giorno. "Fare la guerra per difendere la pace è una delle più tragiche contraddizioni dell’umanità.” X.W.
Post n°674 pubblicato il 31 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Quando, in chiesa, passeranno con il POS per chiedervi un’offerta, facendovi credere che essa si fondi sulla carità cristiana, non credeteci, nemmeno per fede. La chiesa è una fra le più antiche forme di potere che esistano, essa governa, manipola e controlla nell’ombra, influenzando pesantemente la politica, l’etica, l’educazione, la cultura, i diritti umani in tutto il mondo. La chiesa dispone di grandi risorse economiche, possiede immobili, terreni, opere d’arte e fondi di investimento spesso occulti. In pratica la chiesa in generale e il Vaticano in particolare è gestito e amministrato come un’enorme holding. La chiesa è spesso in netto contrasto con quelli che sono i dettami della bibbia, che impone ai suoi fedeli di rispettare, ecco un esempio lampante: Atti 17,24–25 «Il Dio che ha fatto il mondo… non abita in templi costruiti da mani d’uomo, né è servito dalle mani dell’uomo come se avesse bisogno di qualcosa.» La bibbia ripudia l’idolatria quindi la venerazione di statue, effigi, come di tutto ciò che creato dall’uomo diviene oggetto di culto. Basta entrare anche nella più umile delle chiese, senza andare a fare paragoni con le imponenti cattedrali sparse nel mondo, per rendersi conto dell’incoerenza e dell’ipocrisia della chiesa stessa, che è piena di statue, di immagini, dipinti, affreschi, da venerare, che ha fatto dell’opulenza e dello sfarzo il suo biglietto da visita, mentre professa l’esatto contrario. Non fraintendetemi, non mi sto riferendo ai sacerdoti, ai missionari, che sono equiparati a manovalanza e che spesso vivono in perfetta sintonia con quelli che sono i principi della dottrina cattolica in fatto di umiltà e dedizione. No, io mi riferisco ai “graduati” della chiesa, perché il Vaticano, così come ogni organizzazione governativa, ha una sua propria scala gerarchica, ad ogni grado della quale corrisponde in modo proporzionale potere e opulenza. Io credo che Dio non lo si trovi in chiese, duomi, cattedrali sfarzose e imponenti, perché abita nel cuore di ogni uomo che voglia accoglierlo. Dio non ha bisogno di vescovi, cardinali o del Papa, per parlare ai suoi fedeli, perché parla ad ogni essere umano che abbia un cuore puro in grado di ascoltare la sua voce. Non avete bisogno di inginocchiarvi davanti ad una statua affinché Dio vi ascolti, perché il suo tempio è dentro di voi ed egli ascolta ogni vostro pensiero. Tutto il resto, per quanto mi riguarda, è estraneo a Dio.
Post n°673 pubblicato il 25 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Quando vi diranno che questo pianeta non ha risorse per tutti, voi rispondetegli che la verità è che la ricchezza e di conseguenza le risorse ci sarebbero ma non sono state ripartite in modo equo, perché le 12 persone più ricche del pianeta detengono in totale più della metà della ricchezza globale. Questo dato non è casuale, è il sistema stesso che è stato concepito in modo tale da generare diseguaglianza sociale ed economica, anche se ufficialmente ci dicono il contrario, è questo sistema che esige che i ricchi divengano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, semplicemente perché questo sistema è governato dai ricchi, da quell’élite che ha tutti gli interessi a far sì che quel divario cresca sempre di più, perché da esso deriva il loro potere non solo economico, ma anche politico e sociale. L’esasperazione di questo sistema, se non verrà sovvertito, porterà l’umanità, in un futuro prossimo a considerare gli individui non economicamente e fisicamente attivi, come un peso, una zavorra da eliminare fisicamente e in modo del tutto legale e razionale, questo perché il resto dell’umanità sarà costretta, per garantire la propria sopravvivenza a razionare sempre di più le poche risorse messe a loro disposizione dall’élite, non potendosi più permettere il lusso di mantenere in vita, chi non può contribuire in alcun modo alla sopravvivenza della collettività. Verranno quindi soppressi i disoccupati, che saranno sempre di più, perché il tasso di disoccupazione è destinato a crescere enormemente, a causa anche del dilagare dell’impiego dell’I.A. nei settori più disparati, che farà letteralmente sparire mestieri e professionalità oggi molto diffuse. Verranno soppressi i disabili la cui disabilità gli impedisce di essere produttivi economicamente, le persone anziane la cui età li ha resi di fatto inabili a contribuire all’arricchimento economico del pianeta, trasformandoli da un giorno all’altro da risorsa a zavorra della società. Quella che si prospetta è una società completamente disumanizzata, dove la sopravvivenza di ognuno sarà dettata unicamente da un’equazione matematica: Produttività/Consumo, dalla quale se dovesse risultare che consumi più di quanto produci, allora dovrai essere eliminato, perché sarai visto come un parassita, rappresentando un pericolo per la sopravvivenza del resto della società.
Post n°672 pubblicato il 06 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Sì, non tutte ma alcune persone scadono, la data di scadenza è determinata da quanto tu ti rendi conto che la vicinanza di quelle persone ti crea malessere. Una volta scadute quelle persone non puoi pensare neanche di riciclarle in qualche modo, perché diventano altamente tossiche, essenze altamente inquinanti per la tua vita e per la tua emotività. Liberati di quelle persone, lascia che esse si neutralizzino con il loro stesso veleno.
Post n°671 pubblicato il 05 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Io credo che le vite perfette non esistano, che la perfezione di per se stessa non è prerogativa umana in quanto siamo esseri imperfetti, affetti da quell'imperfezione che ci rende unici in quanto diversi dagli altri. Ogni vita, anche quelle apparentemente perfette, hanno avuto ed hanno i loro inciampi, le loro delusioni, hanno dovuto affrontare il peso della perdita come l'onta del fallimento. Esistono invece persone che da queste vicissitudini non hanno imparato nulla, perché semplicemente le hanno rimosse, per inseguire un miraggio di perfezione che mai gli apparterrà, condannandosi in questo modo ad un costante stato di infelicità e di frustrante insoddisfazione.
Post n°670 pubblicato il 15 Giugno 2025 da carloreomeo0
Ogni mattina la stessa scena, lo stesso identico rituale, appena mi avvicino al lavabo, ancora prima che io possa lavarmi il viso, cancellando il torpore della notte appena trascorsa, il mio gatto, con un agile salto, mi si piazza di fianco, si siede in modo educato, composto, con un accenno di quell’eleganza tipicamente felina e mi guarda fisso negli occhi. Nel suo sguardo c’è amore, dolcezza, ma se guardo più a fondo scorgo una profondità e un’intensità che è come se mi stesse scrutando nel profondo, leggendomi l’anima. Io ovviamente, non potendo sfuggire ai suoi occhi magnetici, ricambio il suo sguardo perdendomi per un’attimo in esso, ritrovando, in quel piccolo lasso di tempo, la sincronia con me stesso e con l’universo, come un orologio sfasato che viene rimesso all’ora corretta. Sono sempre io a interrompere per primo questo intreccio di sguardi girandomi verso lo specchio, dove lo vedo riflesso, perso ancora a fissarmi, faccio finta di niente, ma la mia falsa indifferenza dura solo pochi secondi, perché lui vuole, pretende ancora la mia attenzione e la richiama con un gesto che è al contempo dolce, delicato e deciso, allungando la zampetta per sfiorarmi il braccio. Se non reagisco a questo suo richiamo, lui lo ripete con la stessa dolce, delicata insistenza, accompagnandolo con un mezzo miagolio, di modo che io non continui ad ignorarlo, così mi volto agganciando nuovamente il suo sguardo, ma questa volta il contatto visivo non basta, allora comincio ad accarezzargli delicatamente il musetto e lo sento subito iniziare a fare le fusa. Quel sommesso brontolio, quella vibrazione profonda, ha il potere di calmarmi, perché credo che quella sia la frequenza su cui si propaga l’amore, quello puro, vero, universale e sento il mio cuore che si sintonizza su di essa e per un’attimo ogni mio malessere, turbamento o preoccupazione scompare, perché sono così colmo d’amore al punto che non c’è spazio per nessun altro sentimento. Per molto tempo ho creduto, con quella presunzione tipicamente umana, che fosse il mio gatto ad aver bisogno di quelle coccole, che fosse una sua necessità, poi, riflettendoci, credo che molto più realisticamente, sia il mio gatto ad aver capito che sono io ad aver bisogno di quel momento ogni mattina per affrontare un nuovo giorno, è come se volesse dirmi: “Coraggio! Continua a credere nell’amore perché esso esiste ed è immenso, a volte si nasconde laddove tu non penseresti mai di cercarlo, ma se lo scorgi negli occhi di un altro essere vivente, non lasciartelo scappare perché esso ha il potere di cambiare il mondo! ” Per questo e per tanto altro ringrazio il mio gatto.
Post n°669 pubblicato il 10 Giugno 2025 da carloreomeo0
Che abbia "perso" la sinistra in questo referendum può farmi piacere o lasciarmi del tutto indifferente, quello che mi dispiace e mi preoccupa è che il vero sconfitto, di cui pochi parlano, sia il lavoratore dipendente. Quello che mi dispiace e mi preoccupa che per essere coerenti con la propria corrente politica di cui sono followers neanche sostenitori, molti lavoratori dipendenti hanno preferito rinunciare a riconquistare i loro diritti per se stessi e per i propri figli ed esultano per quest'ottimo risultato ottenuto, questo la dice lunga sulle loro capacità cognitive. Del resto non c'é dubbio che sia stato un grave errore politicizzare questo, come tanti altri referendum, perché questo influisce sempre pesantemente sul risultato finale al di là dei quesiti referendari proposti, che addirittura passano in secondo piano, mentre dovrebbero restare protagonisti.
Post n°668 pubblicato il 02 Giugno 2025 da carloreomeo0
. Io credo che se qualcuno nutriva ancora dei dubbi se andare o meno a votare per questo referendum, dopo una dichiarazione del genere dovrebbe avere solo certezze, perché il fatto stesso che il capo del governo, che dovrebbe garantire la democrazia e con essa il rispetto della costituzione, che vede nel voto la massima espressione della volontà del popolo che quella stessa costituzione dichiara sovrano, suggerisce un modo squallido per boicottarla, per aggirarla, un volgare tecnicismo per privare il voto del suo valore intrinseco, inficiando di fatto anche i voti di chi attraverso quel referendum voleva esprimere la propria opinione, rivendicando un suo diritto costituzionale inviolabile, è vergognoso oltre che irrispettoso verso qualunque cittadino. La certezza che, ora, quel voto ha ancora più valore e che andare a votare non è più solo giusto ma necessario, al di la delle tifoserie politiche, per dare un messaggio forte e chiaro a chi ci governa, che la costituzione non si aggira, la si rispetta, che il volere popolare lo si ascolta e lo si applica, non lo si riduce al silenzio attraverso un non voto. Una simile dichiarazione, se fossimo un Paese e un popolo normale, dovrebbe sortire come unico effetto, un’affluenza alle urne mai registrata prima, per quanto mi riguarda non ha più importanza se vincono i Sì o i No, è più importante dichiarare, attraverso quel voto, che il popolo non abdica alla sua sovranità, ai suoi diritti, alla sua stessa dignità, che non si svende per subdoli fini politici, che non si fa imbavagliare per compiacere una corrente politica a cui la sua opinione non interessa minimamente. Questo è quello che dovrebbe accadere in un Paese normale, ma l’Italia… Questa dichiarazione inoltre ci fa capire e vedere senza più veli, il modus operandi, la forma mentis di chi ci governa, che li porta a non avere alcun rispetto per le regole, le leggi, forse le stesse che loro stessi come membri del governo impongono ai cittadini ma che loro in primis non rispettano, ma aggirano, boicottano, manipolano a proprio vantaggio, facendosi beffe non solo dei loro elettori ma di quello stesso popolo che costituzionalmente avrebbero il dovere di difendere e tutelare.
Post n°667 pubblicato il 02 Giugno 2025 da carloreomeo0
In questo giorno, dedicato alla celebrazione della nostra repubblica, mi chiedo e vi chiedo, quanti, al di la dei formalismi, delle convenzioni, del patriottismo di facciata, si riconoscono ancora in questa repubblica, non quella utopica, ma quella reale: Quella repubblica che a parole, costituzionalmente, ripudia la guerra, ma che di fatto finanzia gli armamenti, le armi di distruzione di massa e che per farlo taglia drasticamente i fondi sulla sanità, sull’istruzione, sulla sicurezza, effettua rincari selvaggi sui costi dell’energia, del gas, dei carburanti. Quella repubblica che a parole, costituzionalmente, si proclama fondata sul lavoro, riconoscendolo come diritto inviolabile che ognuno di noi può rivendicare, perché è attraverso il lavoro che si determina la civiltà, la dignità di un popolo ma che di fatto ogni giorno umilia milioni di lavoratori, preclude il loro futuro, mina fortemente la loro stabilità economica, abrogando i loro diritti, incentivando la precarietà, legalizzando salari da fame che nulla hanno di dignitoso, tant’è che il lavoratore sempre più spesso si sente sfruttato e non nobilitato dal lavoro. Ma voi, nel concreto, che cosa amate di questa repubblica?
Post n°666 pubblicato il 01 Giugno 2025 da carloreomeo0
Purtroppo quella generazione è passata, a detta di molti ci siamo evoluti, civilizzati, ed ora ci ritroviamo con "genitori" che sono fan dei propri figli, che hanno abdicato il loro ruolo genitoriale, per diventare i loro avvocati, difendendoli ad oltranza, anche quando hanno palesemente torto, perché i loro figli hanno ragione sempre, diseducandoli quindi, non responsabilizzandoli, insegnandogli che la colpa è sempre degli altri, del sistema, della società ma mai, mai loro, che loro tutt'al più sono vittime e mai carnefici, anche quando i fatti raccontano tutta un'altra storia. Abituandoli a non affrontare i problemi, quelli veri, quelli seri, perché a risolverli ci pensano mamma e papà. Sono quei "genitori" che credono che Viziare sia sinonimo di Educare e che cercano di accontentarli in tutto perché hanno paura che un "NO" possa traumatizzarli, rendendoli di fatto incapaci di gestire un rifiuto, destabilizzandoli quando la vita gli fa capire che non tutto ciò che si vuole si può prendere, che le persone, anche quelle che credono di amare, non gli appartengono perché non sono oggetti ma esseri viventi. Sono figli a cui nessuno ha mai insegnato la sacralità della vita, il rispetto di essa a qualunque essere vivente essa appartenga.
Post n°665 pubblicato il 31 Maggio 2025 da carloreomeo0
“Mia” è l’esasperazione di quest’aggettivo possessivo che spesso, sempre più spesso degenera fino a culminare nelle tragedie che noi tutti conosciamo e a cui tutti noi assistiamo quasi con rassegnata impotenza in quanto fanno parte della nostra normalità abnorme. E’ il concetto stesso espresso implicitamente in questa semplice frase ad essere sbagliato, perché rappresenta il nocciolo del problema, quando finalmente impareremo che le persone non sono oggetti o possedimenti di cui si può rivendicarne la proprietà, allora e solo allora daremo inizio a quel cambiamento che ci porterà alla risoluzione del problema. Io parto dal presupposto che nessun essere vivente mi appartenga, a casa mia neanche i gatti, creature anarchiche per natura che io amo e che hanno deciso di convivere con me mi appartengono. Ricordiamoci sempre, che al di là delle parole, nella concretezza dei fatti, le persone appartengono solo a se stesse, che l’amore non è possesso ma condivisione, se il vostro rapporto non si fonda su questi principi, non può essere definito amore ma è qualcosa di totalmente diverso, forse perfino tossico, pericoloso.
Post n°664 pubblicato il 24 Maggio 2025 da carloreomeo0
Premetto che non sono favorevole all’astensionismo, ma che anzi ritengo sia importante che gli italiani esprimano la loro opinione attraverso il voto. D’altro canto però non posso non vedere in questo referendum l’emblema dell’ipocrisia del PD, l’ennesimo sintomo del malessere che alberga all’interno di questo partito, del corto circuito mentale che lo governa da troppo tempo. Un partito in contraddizione con se stesso che attraverso questo referendum tenta di abrogare 4 punti del Jobs Act così fortemente voluto da Matteo Renzi, allora segretario del PD ed entusiasticamente votato da quello stesso partito che oggi con il suo attuale segretario chiede agli italiani, loro testuali parole: “L’8 e 9 giugno voteremo per abrogare cinque norme sbagliate che puniscono i lavoratori.” Bene 4 di quelle norme punitive, lo ribadisco, le hanno imposte proprio loro a quegli stessi lavoratori che oggi dicono di voler tutelare, tentando in pratica di difenderli dallo stesso PD. Io capisco, che la politica italiana in generale, sia il regno dell’incoerenza e delle contraddizioni, ma così si esagera e mi chiedo come faccia l’elettorato di questo partito a seguirli, ma soprattutto a sostenerli in questa palese crisi di identità politica, ideologica e di valori, in quanto credo che chiunque, dotato di un minimo di raziocinio avrebbe serie difficoltà nel farlo. Detto questo invito tutti gli italiani a votare per questo referendum per tentare di rimediare, almeno in parte, ai danni che il PD in questi anni ha fatto al mondo del lavoro e al Paese.
Post n°663 pubblicato il 22 Maggio 2025 da carloreomeo0
A volte abbiamo la presunzione di credere che tutto ciò che abbiamo realmente ci appartenga e che ci apparterrà per sempre a meno che non saremo noi deliberatamente a privarcene, mentre la vita sempre più spesso ci insegna e ci ha insegnato, una lezione che puntualmente dimentichiamo troppo in fretta: “Nulla ci appartiene veramente, neanche la nostra stessa esistenza, tutto ci è stato dato in prestito e in quanto tale tutto prima o poi andrà reso, non solo gli oggetti, ma anche gli affetti, soprattutto quelli da cui non vorremmo separarci mai, verrà un giorno in cui, in un modo o nell’altro ci verranno strappati dalle mani e dal cuore, ritrovandoci costretti a convivere con la loro assenza.” Per questo vi esorto e in particolar modo esorto me stesso a non dare nulla per scontato perché nulla realmente lo è, ad abbracciare forte le persone che amate, dimostrando in ogni modo possibile e in ogni momento tutto ciò che provate per loro senza vergognarvene mai. A farlo ora senza rimandare nulla a domani, illudendovi sbagliando che vi sia sempre tempo, perché ognuno di noi ha un data di scadenza che nessuno conosce perché posta in un punto in cui non può essere letta. La cosa che sappiamo con certezza è che il nostro tempo su questa terra è limitato e che l’eternità è un ingannevole illusione che per sua natura ci deluderà. Dedicate a chi amate, il vostro bene più prezioso… dedicate tutto il tempo che potete e anche quello che pensate di non avere, a chi amate siano essi esseri umani o animali poco importa, perché l’Amore quando è vero Amore non fa distinzioni, ti colpisce al cuore, fino a farti vibrare forte l’anima, rendendoti un essere migliore sia che tu lo scorga nel viso della persona amata, nel musetto di un cucciolo smarrito o negli occhi di un vecchio gatto che posa il suo ultimo sguardo su di te, donandoti fino all’ultimo sussulto di vita tutto l’amore che ha dentro. Facendoti comprendere, di colpo, quanto sia straziante, devastante, dover dire addio a chi ami, con la remota speranza che sia solo un arrivederci… A molti sembrerà strano o quanto meno fuori luogo, che una simile riflessione nasca dall’aver dovuto dire addio ad un vecchio gatto, ma per me questa è la stupenda normalità dell’amore. Buon ponte Perny, sei sempre stato un gatto speciale e avrai sempre un posto nel mio cuore…
Post n°662 pubblicato il 25 Aprile 2025 da carloreomeo0
Mi sembra giusto ricordarlo, è triste constatare che ce ne sia ancora bisogno...
Post n°661 pubblicato il 09 Aprile 2025 da carloreomeo0
In un mondo in cui tutti vogliono essere protagonisti io mi ritaglierò un ruolo da comparsa. Dove tutti vogliono parlare io resterò in silenzioso ascolto. Dove tutti vogliono apparire io mi nasconderò all’ombra delle mie consapevolezze. Dove tutti vogliono essere vincitori io deciderò di essere lo sconfitto in quel conflitto in cui nessuno trionfa. Dove tutti vogliono avere ragione, sarò io a prendermi tutto il torto, e se vorrete avere l’illusione di essere furbi vi ingannerò indossando la maschera della stupidità. Se vorrete sentirvi ricchi della vostra misera materialità io mi vestirò da povero, nascondendo la mia spiritualità. Mentre voi sgomiterete e vi affannerete per appartenere alla massa dei primi io sarò quello che vi osserverà tranquillo dal fondo della fila. Io sarò quello sensibile, quello che definirete debole solo perché parla e agisce sotto l’influsso della sua emotività, quello che definirete ingenuo perché conosce l’onore e l’onere dell’onestà, sarò felice di essere tutto ciò che a voi fa più paura: se voi sarete apparenza io sarò sostanza, se voi sarete ipocrisia io sarò quella verità che tutti odiate e anche di fronte alla vostra palese falsità risponderò sempre con sincera lealtà. Per farvi sentire forti accentuerò le mie fragilità, perché nessuno vuole essere nessuno in un mondo che non lascia spazio all’individualità, ognuno vuole essere unico pur restando uguale a tutta questa omologata umanità di improbabili numero uno, di esseri perfetti nella loro fallacità, perché spaventa fare la differenza esternando le proprie diversità, ognuno vuole essere originale pur restando nella sua misera banalità. Di fronte a tutto questo però ricordatevi sempre che senza quelli come me, quelli come voi non potrebbero esistere, perché sarebbero niente, per questo e per tanto altro io vorrò essere sempre l’anomalia della vostra abnorme normalità. Sarò sempre l'eccezione ad ogi vostra regola e in questo vostro universo di numeri uno, io sarò sempre quello zero da cui tutto potrà avere inizio.
Post n°660 pubblicato il 08 Aprile 2025 da carloreomeo0
Oggi non si può parlare di pace senza dire che per mantenerla, la pace, bisogna potenziare gli armamenti, incrementare o far nascere eserciti, che per difenderla questa pace bisogna necessariamente fare la guerra, come se la parola stessa, pace, per non so quale diabolico meccanismo fosse divenuta sinonimo di guerra e di armi, tant’è che nel cervello di molti ormai si è insinuato questo abnorme sillogismo che li porta a sostenere qualsiasi guerra purché essa serva per mantenere la pace, senza che nessuno o pochi si rendano conto della contraddizione in termini che vi è in questa tipologia di pensiero, sintomo di una mente alla deriva, plagiata dai media e dalla propaganda politica che sempre più spesso sono l’una la diretta conseguenza dell'altra e che ancora una volta riesce a trasformare l’anormalità in normalità e viceversa. Voglio solo farvi notare che la classe politica che oggi taglia i finanziamenti alla sanità per finanziare le guerre è la stessa che in piena pandemia sosteneva che bisognava investire nella sanità per poter fronteggiare al meglio future emergenze sanitarie e che ha speculato sui vaccini, ma tutta questa ipocrisia non colpisce più la nostra attenzione perché essa è stata abilmente dirottata su altri fronti. Se oggi, in nome della pace, ti permetti di dire che sei contro ad ogni forma di guerra, vieni subito etichettato come ingenuo, un buonista, un utopista, un retorico, tanto per usare un linguaggio politically correct. La verità è che oggi ci reclamizzano la guerra tenendo in ostaggio la pace, che è divenuta il pretesto per giustificare qualsiasi massacro, qualsiasi atrocità, un paravento dietro cui nascondere i veri motivi che si nascondono dietro ad ogni guerra, che sono sempre gli stessi, denaro e potere e questi sì che sono sinonimi... Sarebbe molto interessante per me poter leggere la vostra opinione su questo controverso argomento.
Post n°659 pubblicato il 06 Marzo 2025 da carloreomeo0
L'Unione Europea ha adottato una politica economica, da molti definita catastrofica, fondata su una falsa ecologia e attuata con metodi estremisti: divieti, limitazioni e la minaccia di bloccare la produzione di motori termici entro il 2035, nel tentativo di imporre la mobilità elettrica come unica via per il futuro dell’automotive. Tale scelta non solo risulta ecologicamente discutibile, considerando l’impatto devastante della produzione e dello smaltimento delle batterie, ma appare anche tecnicamente e praticamente insostenibile. Le tecnologie oggi disponibili in tale settore presentano, infatti, limitazioni significative in termini di autonomia, tempi di ricarica e costi operativi. Inoltre, molti Paesi dell’UE, Italia compresa, non dispongono di risorse energetiche sostenibili sufficienti a supportare una mobilità completamente elettrica. Sono pochi i Paesi, e l’Italia non rientra certo in questo gruppo, in grado di dotarsi entro il 2035 di infrastrutture e reti energetiche capaci di distribuire in modo capillare l’energia necessaria per alimentare un parco macchine di circa 300 milioni di veicoli, che è l’equivalente delle vetture attualmente circolanti sul territorio europeo, ognuno dei quali richiede mediamente 75 KW per una ricarica completa. Il risultato di tale approccio è la paralisi del settore automotive e dei relativi indotti, che si è concretizzato nel crollo delle vendite, con ripercussioni economiche considerevoli nei Paesi in cui questo comparto riveste un ruolo strategico sia per il commercio nazionale e internazionale sia per l’occupazione, come dimostrano i licenziamenti di massa in aziende quali Volkswagen, Stellantis, Mercedes-Benz, ecc. Se l’U.E. non farà un passo indietro sull’auto elettrica ridimensionandola a ciò che oggi può e deve essere, un’alternativa al motore termico e non certo l’unica soluzione possibile per la mobilità i danni in questo settore potrebbero essere irreversibili, costringendo l’intera Europa ad adottare politiche economiche improntate sull’austerity, cosa che in parte si sta già delineando all’orizzonte.
Post n°658 pubblicato il 16 Febbraio 2025 da carloreomeo0
Cristicchi si presenta sul palco di Sanremo con la sua semplicità di uomo, che racconta con la delicatezza del poeta il dramma che da figlio sta attraversando, e lo fa nell’unico modo che conosce, che gli è congeniale, attraverso le parole, i versi della sua canzone, che sono poesia pura e come tale dirompente, per far questo utilizza la musica che seppur meravigliosa è prevalentemente solo la base su cui adagiare con cura parole di una dolcezza infinita e che ciò nonostante riaprono immancabilmente ferite mai rimarginate in chi sta vivendo o ha vissuto il dramma di dover assistere i propri genitori anziani. Assistendo suo malgrado al ribaltamento dei ruoli, in cui diviene il genitore dei propri genitori, che divengono figli da accudire con pazienza, amore e comprensione. Cristicchi ci ricorda e lo fa più volte, che il rapporto genitori figli non è a senso unico, che a volte le circostanze della vita ci portano a dover ricambiare, prendendoci cura di loro, quell’amore con cui loro si sono presi cura di noi, pur sapendo che per noi figli sarà impossibile eguagliarlo. Cristicchi, ci parla dell’Alzheimer, un male oscuro, infido e ce ne parla come se ci raccontasse una fiaba ma senza lieto fine, perché quel male gli ha insegnato che ci saranno attimi di lucidità sempre più rari, sempre più brevi che non potrà permettersi di sprecare e ci racconta, e lo fa senza alzare la voce, quel senso di rabbia e di fatica, quasi fisica nel dover accettare ciò che non si può cambiare.
Post n°657 pubblicato il 07 Febbraio 2025 da carloreomeo0
Sono anni che continuo a ribadire che la politica economica europea operata dalla Von der Leyen è stata ed è catastrofica, una politica economica al contrario che invece di puntare a valorizzare i punti economicamente forti delle nazioni che fanno parte della comunità europea, mira a indebolirle, a frenare la loro economia, penalizzandole. Quando scrivevo che la campagna vaccinale operata in Europa in generale e in Italia in particolare era di tipo coercitivo, che non aveva come obiettivo principale la sanità pubblica, ma interessi economici speculativi basati sulla vendita dei vaccini non vaccini, legati ad accordi tra politica e multinazionali farmaceutiche (in particolare Pfizer) venivo nella migliore delle ipotesi deriso e tacciato di essere un complottista, un no-vax. Bene ora certe verità scomode cominciano a venire a galla e quelle che fino a qualche anno fa sembravano le farneticazioni di un paranoico ora stanno divenendo realtà concrete. Lo scrissi allora, lo ribadisco ancora oggi, il tempo e solo il tempo stabilirà chi aveva torto e chi ragione... in parte lo sta già facendo!
Post n°656 pubblicato il 27 Gennaio 2025 da carloreomeo0
Io credo che l’Olocausto, non sarebbe esistito senza i burocrati. I burocrati sono quelle persone a cui basta dare delle leggi, delle regole, emanate da chi detiene il potere affinché essi le seguano ciecamente, senza chiedersi se siano giuste, logiche, né tanto meno se l’applicazione delle stesse possa ledere la dignità, la libertà o i diritti di qualcun altro. I burocrati non si fanno domande, obbediscono, anche quando l’obbedire a certe regole permette atti disumani, senza che per questo le loro coscienze si ribellino. Perché il burocrate, per sua stessa natura, non si ribella mai, anche quando la ribellione è l’unico atto possibile di fronte a certe ingiustizie. I burocrati non sono sempre e solo soldati o funzionari pubblici o privati, la mentalità del burocrate può albergare in qualunque essere umano. I nazisti erano in prevalenza burocrati, persone che avevano accettato passivamente le disposizioni provenienti dall’alto, facendole proprie, ma l’Olocausto non è stato possibile solo grazie a loro, ma anche con il contributo dato da quei burocrati presenti fra le persone normali, dei cosiddetti civili, che denunciavano gli ebrei, che ne permettevano la deportazione nei campi di concentramento, decretandone il loro sterminio, ritenendolo giusto, perché tutto questo era sancito da una parola magica, che induceva loro a spegnere il cervello, votandoli alla cieca obbedienza. La parola magica era “leggi” e nello specifico leggi razziali, l’esasperazione delle quali portò a quello che i libri di storia drammaticamente ci ricordano. Perché in nome della legge per il burocrate qualunque ingiustizia diviene legittima. Per questo mi fanno paura i burocrati, perché oggi come allora essi esistono, sono tanti, troppi, sono fra noi e a volte sono persone insospettabili, il vicino di casa, il collega di lavoro, l’amico d’infanzia, persone di cui sostanzialmente ci fidiamo o che non percepiamo come minacce, ma che sarebbero pronte a denunciarci, firmando di fatto la nostra condanna a morte, se solo una legge lo decretasse giusto. Perché il burocrate non ha ancora capito e non capirà mai, che legge non è sinonimo di giustizia e che ogni qual volta permetterà che si compia un’ingiustizia esso ne diverrà irrimediabilmente complice. Ricordiamoci solo che finché esisteranno i burocrati quel passato potrà tornare presente, minacciando il futuro stesso dell’umanità. P.S.: Se pensate che in quello che avete appena letto vi sia un'esplicita istigazione all'anarchia, allora, forse, siete dei burocrati anche voi.
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