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SONO FIGLIO DI QUEST'ITALIA!

Post n°612 pubblicato il 30 Aprile 2024 da carloreomeo0

Non ho alcuna sorta di fratellanza o di simpatia, empatia nel panorama politico italiano, non tifo per nessun partito, i miei fratelli italiani sono quelli che ogni mattina si alzano e lavorano duramente per 8 o più ore al giorno, per uno stipendio da fame che a stento gli permette di vivere dignitosamente al netto delle tasse e del carovita imposto da una casta di potenti che emana leggi e decreti con l’unico obiettivo di trarre i maggiori profitti per il proprio partito e per se stessi. Una casta che legiferando a proprio vantaggio ha reso le loro ingiustizie, i loro misfatti giusti, legalizzandoli, svilendo in questo modo il concetto stesso di giustizia e di legalità. Io sono figlio di questa Italia, che si lamenta, borbotta e si indigna, quando vede il prezzo della benzina salire alle stelle, quando va a fare la spesa e il suo carrello è sempre più vuoto anche se ha speso molto di più. Quando gli dicono che l’auto elettrica è il futuro ma lui deve razionare l’utilizzo degli elettrodomestici in casa perché le bollette sono sempre più care, ed è costretto a muoversi utilizzando una vecchia auto euro 4 perché non può permettersi il lusso di giocare a fare l'ecologista. Quando per scaldarsi d’inverno brucia sempre più soldi ma patisce sempre più il freddo e se si ammala seriamente se non vuole morire si deve affidare alla sanità privata pur essendo costretto a sovvenzionare lautamente quella pubblica. Io sono figlio di quell’Italia che dopo più di 40 anni di duro lavoro vede i propri padri e nonni percepire una pensione da fame e che ciò nonostante devono aiutare i propri figli o nipoti sfruttati, sottopagati, legalmente schiavizzati, spesso ricattati, umiliati dal precariato, in un mondo del lavoro alienato dal concetto di massimizzazione del profitto ottenuto riducendo all’osso i costi, in cui il dipendente è sempre più bistrattato, in quanto concepito come una spesa, un numero e non come una risorsa quale egli è. Sono figlio di quest’Italia in cui nonostante tutto questo l’unico momento in cui si riempiono le piazze è quando vince lo scudetto la propria squadra del cuore.

 
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