Creato da magdalene57 il 25/05/2005

dagherrotipi

ciò che si vede, è, ciò che è?

 

 

mi fermo un attimo..

Post n°2902 pubblicato il 09 Febbraio 2024 da magdalene57

Avevo bisogno di forza e potevo trovarla solo nel silenzio. Dovevo riavvolgermi su me stessa e affrontare la realtà.

Faccio fatica. Mamma è il banco di prova, ed ogni giorno lei sottolinea la mia inadeguatezza nel prendermi cura di lei.
Ma la realtà è che sono la sola a farlo. Nonostante tre fratelli ed una sorella.
E io avevo in mente una famiglia unita, distanti, ma sempre pronti.
Scema.

Comunque, grazie per la vostra presenza e le vostre parole.

Andiamo avanti....

p.s.: ricordavo in queste sere il giochino divertente l'anno scorso a commentare Sanremo... anche questo aiuta.

 
 
 

bilancia

Post n°2901 pubblicato il 31 Gennaio 2024 da magdalene57

La verità è che lei pensava di avere la forza di sopravvivere. Questa strana idea le era balenata nella mente dopo anni di cadute e rinascite, tutto oltre il limite che altre donne le raccontavano. Da ciò, pensava di essere predestinata: a sopravvivere comunque; a sorridere in ogni circostanza; ad accettare e capire per amore,.

Improvvisamente, e con sgomento, quasi incredulità, s'era trovatacon le stesse fragilità di tutti. Niente più, e niente meno.
Tramortita dalle allucinazioni, sopraffatta dalla consuetudine priva di colpi di scena, balenii di vitalità.
Quando era arrivata sua nipote, s'era persa nella stanchezza. Aveva sognato quei paradisi lontani, che non esistono, solo soltantro inferni con altre forme.

Qualche volta pensa che o poi tutto cambierà: ma non sa se avrà la forzae la determinazione di cambiare il corso della sua vita. Ci sta lavorando.

Aveva incontrato qualcuno che profumava di pane, di casa...
A volte, non sa perché, se ne fa un cruccio, come se le mancasse l'aria. o la terra sotto i piedi: si sottrae a lei, senza spiegazioni, in silenzio.

E come una bilancia, valuta, pesa quel che ha ricevuto e quel che le viene negato: nella pratica è a credito. Nel sentimento, a debito

 
 
 

VIVERE

Post n°2900 pubblicato il 09 Gennaio 2024 da magdalene57

La vera questione è che io non so che cosa dire, o meglio, scrivere. Mi sento come se avessi detto tutto e immancabilmente mi trovassi a ripetere le stesse cose: noia-silenzio-mamma-malessere.

Le giornate sono tutte uguali, potrei fare un calendario dove i giorni non hanno nome o numero: sono solo "giorno".  E per fortuna che a mobilitare questa tempo infinito ci sono le notti. Notti troppo brevi, ma solo perché, invece di dormire, mi metto a giocare coi numerini. Mi sembra divertente, ma poi il tempo vola e quando decido di dormire gli occhi non vogliono chiudersi, la mente non vuole svuotarsi ed il letto mi pare ostile.
Ancora devo riprendermi dagli impegni natalizi, i preparativi, le sedute a tavola interminabili, le boccate d'ossigeno tardive, le pulizie improrogabili, e da sabato di nuovo in pista: arriva una delle nipoti argentine. Sono almeno trentanni che non ci vediamo, e l'impegno sarà non piccolo...

Mamma ogni giorno cede, a volte sembra che sia quella di prima, camminare non cammina quasi più, e la tentazione di spostarla solo con la sedia a rotelle è tanta, ma di certo non aiuta a mantenerla vigile e presente. Vedere questo decadimento fisico e mentale fa male. Intorpidisce i miei sensi, la mia capacità reattiva. Spegne il desiderio di socializzare. Niente, oltre il silenzio, nemmeno il tic tac di un orologio, niente accompagna i lunghi pomeriggi.

Presto sarà il compleanno di mia figlia, ormai è grande, i suoi figli sono grandi, e il ricordo dei bambini che sono stati mi accompagna. Dicono che da vecchi si torna bambini. In un certo senso si, hai bisogno degli altri, dipendi da loro, fai i capricci, non vuoi o non riesci a dormire, piangi, ti arrabbi, e piangi... come i bambini..

Le carezze fanno bene. Fanno bene a tutte le età: alla mia, a quella di mamma, ai miei nipoti adolescenti, ai miei figli adulti.. Sante carezze che sanno donare un poco di pace, ti fanno sentire amato. Niente è più rassicurante di una mano che accarezza la tua pelle e stabilisce un contatto che sa di dolcezza e protezione.

Protezione ... è di gran lunga la cosa che più ho desiderato nella vita.
la verità è che non mi sono mai sentita protetta

 

 

 
 
 

Vorrei leggerti fra un anno...

Post n°2899 pubblicato il 31 Dicembre 2023 da magdalene57

avevo scritto un post 

Si è cancellato

Se sentite delle parole fra un bicchiere e una forchetta, forse son le mie

Oppure quelle della vicina di tavola..

Niente paura.  Ci ritroveremo ...

Buon anno!

 
 
 

AvventoCovidNatale

Post n°2898 pubblicato il 21 Dicembre 2023 da magdalene57

Sto sdraiata, occhi che non resistono a fissare lo schermo. Narici vhe pizzicano, testa che scoppia ... gola  che brucia.

Ascolto i rumori della casa. L arrivo di teresa segna l inizio della nostra giornata, la parte più elaborata. 

Dal mio letto capto le voci, riesco quasi a capire se sarà una buonagiornata, dipende dall intonazione delle voce di entrambe..

Per domani devo essere in forma: arrivano le ragazze abruzzesi. Son cinque anni che non le vediamo, dalla morte di mio fratello. Per mamma è un momento importante: la piccola, Cristina ora ha sei anni.. l ultima volta mamma la teneva on spalla cullandola. Caterina è un'adolescente, con tutti gli annessi e connessi.

In alcuni momento mi si chiudono gli occhi, la.mente si resetta e mi cade dalle mani il telefono. Invece di parole compaiono lettere e numeri.. forse è meglio se mi rimetto a dormire.

Devo frequentare il meno possibile le due signore del piano di sotto, prendere il Brufen, e mettere una mascherina.

Queste le indicazioni: ho il COVID 

È la mia ultima settimana d'Avvento. Gli ultimi giorni.. 

Poi, finalmente sarà  NFzle

Natale@

 

 

 
 
 

vita spericolata

Post n°2897 pubblicato il 14 Dicembre 2023 da magdalene57

Ieri sera sono uscita a cena. Il ritrovo nel vecchio borgo dove abbiamo vissuto per dodici anni, ormai completamente cambiato dai quei primi mesi estivi che ci vedevano profughi dalla campagna, aria aperta, gente gentile ma schiva. Nel borgo, tutto un colonnato del '600, da cui Borgo delle Colonne, è oggi tutto un fiorire di locali: pub, un'osteria storica, bar, ristoranti.. insomma un posto veramente in.

Quando arrivammo era abitato da qualche parmigiano "del sasso", prostitute nostrane e straniere, e comunità di albanesi, nord africani e calabresi. Gli albanersi e i calabresi per lo più impiegati nell'edilizia, i nord africani nell'accompagnamento delle prostitute sui luoghi di lavoro. C'era anche un luogo di preghiera per musulmani, che poi venne smantellato per sospetti varti. Nel giro di pochi anni, complice il terremoto che costrinse moti ad abbandonare case fatiscenti, tutto venne ristrutturato e ben venduto, e la strada, il borgo, divenne il gioiellino che è oggi: meraviglioso, ma invivibile.

Perché?

Perché non trovavi un parcheggio dodici anni fa, e non lo trovi nemmeno ora. E non dico un parcheggio sotto casa, quello è miraggio, ma nel giro di tre isolati.. Niente, nisba!
E così io ieri sera ho deciso di abbandonare l'auto in prossimità di un passo carrabile. Non in mezzo, no! ... appena di lato, dieci cm.... che mi son costati un centinaio di eurini, e molti neuroni, quando, dopo una serata deliziosa coi figli e nipotini, mi son decisa a tornare a casa... L'auto trascinata via da un carro attrezzi era parcheggiata in un isolatissimo parcheggio vicino all'autostrada. E' tornata di mia proprietà dopo aver pagato il dovuto al prelevatore. La multa va da se..

Bene, ecco la conclusione di una giornata di compleanno, di quelle che non scorderai mai.... per fortuna i carabinieri posteggiati all'ingresso del paese si stavano dedicando ad un altro automobilista.... sarebbero stati cazzi amari!!!

 
 
 

Santa Lucia

Post n°2896 pubblicato il 12 Dicembre 2023 da magdalene57

La domanda era: verrà Santa Lucia? 

Da giorni le nostre letterine erano in giacenza in un simulacro di posta, il nostro camino, in attesa di essere lette dalla ".Santa dei doni" per antomasia. Solo in epoca successiva, in pieno boom economico, capimmo che quel che non era arrivato dalla santa, lo avrebbe portato Babbo Natale. Lui partiva dopo, i regali erano più disponibli.

Le letterine erano particolari: scritte in calligrafia perfetta, con florilegi di polvere brillantinata d'oro e d'argento (era il nostro modo d'omaggiare la Santa che, seppur cieca , ci vedeva), iniziavano con l'introduzione convenuta e di prassi: 

"se tu ritieni... se pensi che... mi piacerebbe.. mi attengo al tuo giudizio, e al tuo buon cuore..."

La norma, il buon senso, l'educazione, ci inducevano a chiedere sommessamente e solo nel caso che..., 

Avevamo timore che una richiesta, troppo spavalda, con presunzione , potesse inficiare un anno di buona condotta .. non erano tempi in cui mercanteggiare.

I miei genitori, mia madre in particolare, erano maestri nella scenografia del rituale.

Avevamo una grande cucina, con un enorme tavolo, in dieci i commensali (retaggio della famiglia del nonno). E sopra, e sotto, quel tavolo, in tempi di semi benessere, non mancarono mai giochi, mandarino, noci e, ad onor del vero, regali particolari per me.

Che in quel giorno compivo gli anni. L'unica a cui fu concesso un regalo cumulativo. Una specie di festa. Che agli altri non è che fu negato.. semplicemente non c'erano mezzi e idee per compleanizzare.

Ed i miei figli hanno avuto in retaggio quest'uso. I miei nipoti, per fortuna, no.

Tornando alla notte di Santa Lucia, ricordo con uguale eccitazione l'allestire del tavolo: latte, pane raffermo, una carota, un goccio di vino per scaldarsi dal freddo...e per imbonirsi la generosità della Santa. E poi, tutti a letto presto, e senza fiatare!!.. un grande risultato per chi, ogni sera, lottava per farci addormentare..

La sveglia era verso le cinque del mattino (dipendeva dal primo che doveva far pipi, e che andava in avanscoperta): poi, era lì'apoteosi della felicità!

Immaginate sei bambini al culmine della loro gioia, eccitazione, felicità, riuniti in una grande stanza, attorno ad un grande tavolo, pieno di giochi e mandarini, e noci, e datteri... qualcosa di inimmaginabile quando si è figli unici, quando si ha tutto e sempre.

Questi ricordi restano nella mia memoria indelebili atteraverso i decenni. 

I miei figli hanno ricevuto una parte di essi, i miei nipoti, altrettanto.

Ho un grande debito di gioia e d'amore verso Camilla ed Armando, perchè in questi momenti si sono superati, in tutto e per tutto

E grazie a loro, nelle generazioni, riusciamo a trasmettere lo stesso spirito ai nostri figli/nipoti.

E grazie, mamma e papà, per questo dono di esserr nata in questo giorno "dei doni".

 
 
 

Lasciati andare, baby

Post n°2895 pubblicato il 06 Dicembre 2023 da magdalene57

Quotidianamente ci si pongono problemi, e noi pensiamo di essere bravi nel risolverli, e ci aspettiamo che come dopo ogni tempesta torna il sereno, anche il nostro quotidiano sereno torni.
Se abbassi la guardia succede che ti trovi impreparato di fronte all'ultimo affondo, esponi il fianco senza sape che proprio da li, da chi pensavi alleato, arrivi il fendente che ti farà più male.

Ho sempre amato, anzi, idolatrato i miei fratelli. Per me, ma anche a detta di tutti, erano bellissimi, e speciali, Ognuno di loro con talenti più o meno messi a frutto, ma, comunque, diversi, a tratti geniali, insomma, persosne di cui andare fiera.
Per anni girando per la città appena dicevo il mio nome subito mi chiedevano: ma sei la sorella di A.? Sei la sorella di O.?
Ed io ero orgogliosa e felice di essere riconosciuta tale.

Poi ci fu il periodo del Lago Santo. I loro amici venivano, spesso formavano con noi una brigata gioiosa che affrontava le giornate di lavoro ridendo e scherzando. Quando mancavano era un mortorio, difficile sopravvivere allo stress. Mio padre stesso, burbero preso dal lavoro, con loro si scioglieva, si lasciava andare, e tutti ne eravamo grati.

Abbiamo attraversato tante tempeste, e crescendo le differenze si sono accentuate. Ma come sempre è proprio nelle difficoltà a lunga durata che le persone mostrano la loro indole, i loro grandi difetti, i loro specifici pregi.

E la grande difficoltà è oggi rappresentata dalle condizioni di mamma.
Io ho scelto di vivere con lei per poterla accudire, dettando però delle condizioni. Volevo del tempo per me, i fine settimana, pensando che in tre potessero gestire a turno l'impegno che io gestisco cinque giorni su cinque. 
Niente di più sbagliato.  Mi ritrovo a discutere sulla fattibilità o meno di tutto ciò, e continuo a ripetere: parlatene fra di voi, io per quello che è il mio impegno mi sento assolta dal fare turnazioni.

E ieri, il mio grande dolce paziente fratello A. mi ha spiazzata con ragionamenti al limite della farneticazione... E io sono rimasta li, ferita colpita, tramortita.
Di tutto, quella per cui soffro di più è mia madre. Accetterà tutto, ma, poi, se ne starà con gli occhi persi nel vuoto, lucidi, e scaricherà la sua rabbia su di me.

 
 
 

senza equilibrio

Post n°2894 pubblicato il 01 Dicembre 2023 da magdalene57

Sto aspettando che passi. Questa volta è proprio pesante. Forse è l'avvicinarsi del Natale (l ho sempre amato, oggi è come un macigno).

Trascinarmi lungo le giornate non è mai stata la cifra della mia vita. Quando faccio scelte sbagliate pensando di essere in grado di gestirle, ne subisco le conseguenze.

Da giorni il mio stomaco reclama pace e serenità.

Stanotte ho sognato che mio figlio moriva, il cuore cedeva durante una partita a rugby, nel paese dov'è nato, dovce abitano i suoi parenti, la famiglia del padre.
Nessuno mi avvisava... e lo scoprivo per caso.
Faticavo a raggiungerlo.

Ma sempre, in questi sogni, c'è un uomo che mi da conforto, mi sorride, mi accoglie.

Niente. I sogni son solo sogni.

A presto

 
 
 

25 novembre sempre

Post n°2893 pubblicato il 25 Novembre 2023 da magdalene57

E cadde addormentata...

Il perché nessuno lo sapeva, forse nemmeno lei che pure ne era vittima. Si trattò di un attimo. Uno di quegli attimi che non ti togli più da dosso, che restano fissati sulla pelle, sugli abiti che indossi.

L'odore del piscio è l'odore della paura. Quante volte lavandosi prima e dopo l'amore aveva fatto il gesto di annusarsi. Non voleva offendere le narici di lui.

Ora sentiva il liquido caldo scenderle fra le gambe... e un sapore dolciastro in bocca.
Lo guardò sperando fosse quella  l'ultima volta.

E cadde addormentata. Fra piscio e sangue. Lei, che amava il profumo del muschio bianco.

.

 

 
 
 

Niente è più come prima

Post n°2892 pubblicato il 19 Novembre 2023 da magdalene57

Behind the Wall

Con tanta difficoltà e sofferenza prendo atto dell'incapacità dell'uomo di accettare un NO.

Non ho paura per me. Ma per mia figlia, mia nipote, mia sorella, per l'amica, e l'amica dell'amica...

Non credevo, non pensavo davvero di esser stata graziata dal destino: nessun uomo, di quelli che io ho lasciato, nessun uomo ha mai pensato di ucciderm i. O, se lo ha pensato, credo che subito dopo sia andato a sbronzarsi, e il giorno dopo abbia ricominciato a vivere.

Come ho fatto io.

Ma quello che accade, continuamente, quotidianamente, è la cosa più assurda e incomprensibile che, oltre alle guerre in corso, rende insopportabile vivere su questo pianeta.

Uomini... BASTA!

Mandateci a fare in culo, insultateci, incazzatevi, ma poi riprendetevi la vostra vita e LASCIATECI LA NOSTRA VITA.

Ormai, siete così incomprensibilmente  e tenacemente sporchi di sangue ... amarvi, sembra il preludio all'ingresso in un mattatoio. Dove le vittime siamo noi

 
 
 

in cosa CREDI?

Post n°2891 pubblicato il 14 Novembre 2023 da magdalene57

Wagner, Lohengrin

La tentantazione è quella di far finta di niente, di tacere.

Poi ti scoppia il neurone, quello che fa uscire tutto il livore, senza remore, senza prudenza:

sei libero da tutto: libero dai tabù, hai il coraggio di parlare... basta tacere, avere convenienza nell'esporre: vaffanculo!!

Io devo dire ciò che penso, e sarò martellante come un tamburo, come una goccio d'acqua che esce da un rubinewtto che perde

io sarò così: basta.
non devo piacere a nessuno se non a me stessa.

Da troppo tempo siamo vittime di noi stessi: di ciò che pensiamo che altri pensino di noi.

Per compiacenza, per quieto vivere, per accomodare il mondo, in modo da non esserne tagliati fuori.

Ho scoperto, in ritardo, che qualunque accomodamento .. è niente, rispetto alle indicazioni del creato.

Se esiste...

 
 
 

Delle persone di cui non puoi fare a meno

Post n°2890 pubblicato il 10 Novembre 2023 da magdalene57

La prima volta che siamo state una davanti agli occhi dell'altra, io avevo pochi giorni, lei, 17 anni.

E' sempre stata il mio rifugio, colei che mi ascoltava dopo le liti con mamma. sua sorella. Con lei sono andata la prima volta dallo psicologo, solo con lei sarei andata. La prima volta che mi sono sposata mi ha regalato le fedi. La seconda, qualcosa per me, solo per me:.orecchini di perle che ancora oggi indosso (visto che l'altra volta non ti ha portato fortuna, meglio un regalo solo per te...).

Ogni volta lei è stata li. Il mio porto sicuro, una "mamma" dolce, che mi ascoltava, mi capiva.
Non voleva che mamma andasse in Argentina. Ma mi ha portata con lei, siamo andate a trovarla, a vedere come mamma se la stesse cavando. Non era contenta della sistemazione, ma era sempre presente per mamma.

Otto anni le dividevano: il tempo di un ritorno dalla guerra, e la partenza per un altra guerra.
Due donne con destini completamente diversi. Una vita prodiga di gioia e soddisfazioni per l'una, dura e avara, se non fosse stato per la sua presenza, per l'altra...

E come cinque anni fa, devo conservare in silenzio il verdetto che hanno dato alla sua vita. Un tumore inoperabile al fegato non è una prospettiva di vita. Magari io sono esagerata. Sapete che enfatizzo qualsiasi cosa....

Ma cinque anni fa, dovetti mentire a mia madre, dirle che tutto andava bene. E suo figlio/mio fratello stava morendo.
Ora è sua sorella. E mamma chiede a me, E io so che lo fa perché io sono lì'unica dei fratelli che ha un legame così stretto con lei.
Non so perchè alcune persone sono scelte dalla sorte per assolvere a questi impegni. Io so soltanto che mamma risentirà della sua perdita, anche se è la più anziana, la più malandata, quella che ha avuto una vita più difficile, lei resiste... è una roccia
io no. Mi sento sabbia che si sgretola... non voglio perderla. Mentire mi distrugge, ma so che devo farlo. Chissà se mamma capirà che è un altro atto d'amore per lei... L'ultima volta mi trattò malissimo: anch io l'avrei fatto... era suo figlio, cazzo!!

Zia ha due figli, grandi, .. ma peter pan... perché lei è sempre stata una dolcissima Wendy.. per loro e per tutti noi... e un marito che l'ha sempre amata e che dipende da lei per tutto...

Vorrei non vedere svanire la bellezza di ciò che ho vissuto... Non ci riesco.
M'aggrappo ai miei figli, ai miei nipoti, ma è un pezzo della mia vita, uno dei tasselli migliori, che so che svanirà.

Mi ha chiesto di non chiamarla, di non andare a trovarla.. mi fa male. Ma rispetto.

Non ce la faccio.. ma è un problema mio.

 
 
 

sconosciuti allo sbaraglio

Post n°2889 pubblicato il 07 Novembre 2023 da magdalene57

Now and then

Mi sono fatta una tisana al finocchio. Perché a forza di rileggere il menù del pranzo di venerdi ho una pesantezza di stomaco che m'imbrazza.

Sono andata a fare spesa stamattina e, udite udite, ho portato a casa il primo pandoro della stagione:

- stanotte ho sognato proprio che compravamo un panettone.... io sono più classica-
queste le parole di mamma...

E se di mamma ce n'è una sola, io ringrazio il cielo. Perchè con due non saprei da che parte prendere!!

Stamattina levataccia all'alba (alle 8) per entrare in chat e festeggiare il compleablog di Cassetta2: con lui Lisa dagliocchiblu e Monellaccio 19. Chiacchiere piacevoli, non siamo brutte persone, dai, un pochino di rammarico perché speravo di conoscere il dottor Ficcaglia, sarà stato impegnato a far la corte a qualche altra dea...:-)

Peccato siate mancati, l'occasione era ghiotta, ma mi dicono che ci sarà un domani...
Comunque, garantisco, val la pena sentire la voce di questi due giovanotti.... dopo, farete fatica a dimenticarla

 
 
 

tavola sempre apparecchiata: famiglia e amicizia

Post n°2888 pubblicato il 04 Novembre 2023 da magdalene57

Ieri ho messo a tavola l'amicizia: un gruppetto di amiche di mamma, la più giovane di 70 anni, la più anziana di 91.

Ed incredibilmente hanno parlato di sesso (in maniera solo pudicamente accennata, ma esplicita), di simpatie nate sul web, di storie mancate o mai nate.
Ho scoperto che mamma in Argentina riscuoteva un gran successo. Le avevano presentato un ex cuoco inglese, benestante, piacente (l'ordine è quello della descrizione di mamma), ma a lei non è piaciuto, troppo invadente..., ed allora la sua amica del cuore, Laude, cresciuta in Argentina dall'età di 13 anni, ha cominciato a parlare con lui, guardarlo.
Fatto stà che le due vecchiette hanno candidamente confessato di essersi scambiate gli amici (per non chiamarli pretendenti) così, tanto per fare.... quel che mia madre scartava, l'altra lo riteneva idoneo, e dopo anni ancora è in contatto con loro....

-Guarda che XXXX ancora mi chiede di te... e Camilla come sta? .. te lo ricordi vero...?-
- No, non mi ricordo!-
E dopo il terzo -no, non mi ricordo!.- abbiamo capito che si avvaleva della facoltà di non rispondere......

Sono amicizie che passano indenni attraverso la lontananza e i caratteri senz'altro diversi. Laude piena di vita, di voglia di ballare, 91 anni, vedova da decenni, con due figli morti, è  tornata dall'Argentina un mese fa... ; Camilla, lamentosa, negativa, sempre incazzata con la vita, vorrebbe tornare in Argentina....

Gli altri amici, che dire, riempiono di affetto anche la mia vita. Mi hanno abbracciata, ascoltata, confortata. Hanno vissuto questo periodo anche loro e sanno, sentono, ricordano quel che si prova.
Per inciso, avevo preparato questa sorpresa per mamma, ma poi gliene ho parlato, perché volevo mi aiutasse a decidere il menù. La sua prima reazione: incazzata; la seconda: incazzata.
Non verranno, sono anziani... non mangiano niente, son tutti malati; non devi prendere queste iniziative- mamma, era una sorpresa!- io non ne ho voglia...

Alla fine abbiamo proposto questo menù molto parmigiano:

prosciutto crudo e cipolline sott'olio della mia riserva personale
anolini in brodo
scaloppine ai funghi
strudel preparato da me

e torta cioccolatina portata da una delle amiche

Bene. Oggi ho i figli a pranzo. Me la cavo con stinchi di maiale e patate al forno.
I dolci son quelli di ieri

 
 
 

Una Peter Pan femmina

Post n°2887 pubblicato il 30 Ottobre 2023 da magdalene57

La conoscete la favola di Peter Pan? Io credo di si. Chi è che non la conosce... Se non altro per le meravigliose trasposizioni cinematografiche... quella che amo di piu?.. Quella intitolata "HooK.Capitan Uncino" ..così fantastica da ricordare i nostri sogni, e così vera da rammentarci i nostri desideri...
Per una occlusione mentale, pensavo che Peter Pan fosse ad uso e consumo dei maschietti, che amano procastinare il tempo della fanciullezza anche e ben oltre la pubertà.
Ma c'è una fanciullezza mentale di cui io mi abbiglio con sommo piacere. Dimenticando che fra quarantacinquegiorni saranno 66 le primavere da segnare.

Confesso, ne parlavo oggi con la pedicure mentre mi curava i piedi e mi metterva uno smalto color melanzana... sono terrorizzata dall'effetto; vai in pensione e, muori! Avete presente di quante siano le persone che dopo pochi mesi dall'agognata pensione, s'ammalano e muoiono?? Il numero, seppir approsimativo, basterebbe a chiedere un prolungamento del periodo lavorativo....

Non potendo, uno s'adatta, e spera di poter godere ciò che gli passa il convento in serenità e "quasi" salute.. io, per esempio....
Confesso, il mio terrore è di non poter godere nulla per l'impegno che ho con mamma.  Penso sia un pensiero normale, non un peccato, e nemmeno un indice di mancata sensibilità. Vorrei viaggiare, sopratutto su quegli splendidi treni d'epoca, percorrere tragitti inesplorati, immergermi in atmosfere d'altri tempi..

Nonostante questo, ho realizzato che sono una Peter Pan, anomala, ma in linea con le caratteristiche. Prendiamo per esempio il comportamento da assumere quando un uomo t'interessa. Io sono tutta un abbraccio, bacio, carezza, mano nella mano, toccatina, ma, ahimè, mi rendo conto che sono fuori tempo massimo.... A meno che non mi metta con un adolescente, mi sento inadeguata e fuori luogo.

E hai voglia tu a far brillare polvere di stelle... Lo sguardo perplesso di chi ho davanti mi rimanda ad una realtà che nenche ha a che vedere con l'isola che non c'è..  E quando riporti a casa Wendy (che si chiama come me, ma in una forma inglese) anch io capisco che, forse, dovrei lasciare l'isola che non c'è per stare con lei/lui..

No, Carlo, non sono turbata da una donna, anche se ho il sospetto che forse mi capirebbe meglio di un uomo, anche nell'isola che non c'è ci sono ancore che non sai sganciare.
E non è detto che sia un bene.

 
 
 

autoreggenti

Post n°2886 pubblicato il 24 Ottobre 2023 da magdalene57

Certe storie, certe situazioni, escono allo scoperto, si fanno strada tra i ricordi , in maniera stravagante: basta un post in un blog amico, ed ecco che.....

A quel tempo il blog era un mondo nuovo, da scoprire, ricco di idee, di sollecitazioni. Come altre donne, molte erano le donne che scrivevano, probabilmente, io credo, per uscire da un mondo ancora limitante della mente calendoscopica di una donna. Nel blog, complice l'anonimato, esternavi ciò che non potevi, o non volevi.
Comunque sia, fu un periodo di grandi incontri, alcuni dei quali sono ancora vere amicizie oggi, e in quell'entusiasmo, a volte capitava che si desiderasse anche andare oltre: conoscersi.

Fu così che invitai tre amiche di blog a trascorrere un fine settimana nella mia città, a casa mia.
I figli erano via e quindi avevamo la casa a nostra disposizione... L'entusiasmo era alle stelle, la voglia di vivere questa avventura era eccitante perché sembrava di addentrarci in un mondo proibito... dove vigeva un limite invalicabile: il non so chi tu sia...

Alla stazione, baci abbracci.. ma tu sei Magdalene? si, sono io... e tu sei XXX, che meraviglia... Erano tutte e tre provenienti dalla parte est dell'Italia, s'erano incontrate in treno, e loro avevano avuto modo di conoscersi...
Andammo per monumenti, ce ne sono tanti nella mia città, ma l'appuntamento più importante fu in un esclusivo negozio di calze della mia città. Ero famosa nel blog per essere quella che indossava sempre autoreggenti e che spronava le altre a fare lo stesso, o a non indossare nulla, anche d'inverno...

Lo stupore fu grande quando le mie ospiti, sobillate da me, decisero di fare il grande passo. Le commesse del negozio non capivano bene con chi avessero a che fare... tra di noi ci si chiamava coi nomi di battaglia... sembravamo eroine uscite da qualche quadro d'altri tempi (tutte non eravamo più ragazzine, ma non arrivavamo ai 50), ma si sa, per le ragazze, qualsiasi età sopra i trenta è da vegliarde...

Quella sera andammo a cena indossando le nostre autoreggenti, le ragazze erano fiere, e io mi sembravo come una Giovanna d'Arco della liberazione dal collant... Era esaltante, bello, forse uno dei momenti topici vissuti in quell'arco temporale...

Per dire quanto fossero tranquille loro, bastò la telefonata di una di noi alla famiglia:
- si tutto bene ...... no, non è un uomo, è proprio una donna .... se vuoi ti faccio salutare da lei .... è simpatica... Magdalene, i miei figli ti vogliono sentire..!!!
- ciao ragazzi, .. che bella parlate che avete... tranquilli, mamma sta bene, andremo a cena fuori, ma domani ve la rimando a casa ... Ciaoooo

Questo accadeva, quando le persone avevano voglia di socializzare, si fidavano, non si sentivano profanate, ... e le ragazze indovssavano bellissime calze autoreggenti.

 

 
 
 

... và l'aspro odor dei tini ... l'anime a rallegrar ...

Post n°2885 pubblicato il 20 Ottobre 2023 da magdalene57

Ogni volta che leggo Carducci, non posso fare a meno di ricordare momenti della mia infanzia giocosa, pur anco complicata .. era Autunno...

Nonno era morto all'inizio dell'anno, soffriva da tempo di problemi cardiaci, se n'era andato all'alba di un freddo mattino di fine gennaio. Io, essendo da sempre la preferita di nonna, mi ero trasferita da lei, per non farla sentire sola. Nel giro di poche settimane la camera del nonno divenne la mia, e con lei vivevo la vita di privilegi che avevo sempre desiderato. (Mi rendo conto, oggi, guardando le fotografie della famiglia, delle scampagnate domenicali, che io non ci sono mai. Loro andavano a fare camminate in montagna, a sciare, in fiume. Io, con nonna, dai parenti, al cimitero...., ma consideravo quel vivere come figlia unica, uno status meraviglioso)
Venne l'autunno ed il temo giusto per imbottigliare, compito che sempre era stato di nonno: si fermava in cantina tutto il giorno, e la sera, diceva nonna, tornava in casa dopo aver fatto cinque rampe di scale che praticamente si trascinava... Andava a letto e fino al giorno dopo non si alzava più!

Così, quell'autunno, con Orlando, fummo precettati per imbottigliare le damigiane di vino che erano arrivate e aspettavano al fresco e al buio la luna buona.
I nonni da sempre, che io abbia memoria, compravano al consorzio il vino: rosso, lambrusco, per tutti i giorni, e bianco, malvasia, per le occasioni speciali. Erano vini delle nostre terre, probabilmente nemmeno eccelsi, ma a noi piacevano ed era sempre una festa quando sentivi il rumore sordo del tappo che usciva dal collo della bottiglia.
A volte si precepiva che sarebbe scappato: presto, portate i bicchieri, che non vada sprecato giù dal lavandino!!
In quei casi venivano tessute le lodi della casa vinicola, confrontate le annate precedenti, e solo dopo un attenta analisi anche del sapore, si poteva decretare: questo è uno spumantino!! (non importava se rosso o bianco...sempre glorificato era).
Guardando fuori dalla finestra del bagno di nonna, un appartamento alla periferia, davanti tutta campagna, quel giorno si vedeva che sarebbe arrivata la nebbia.. e così recitando Carducci scesi le scale per andare in cantina ... immaginando che quello fosse il borgo e che prima o poi avremmo visto gli uccelli neri ... e che di li a poco avremmo sentito il profumo dei vini.
Nonna aveva impilato sugli scaffali le bottiglie pulite, ci aveva spiegato come fare, e così ci mettremmo al lavoro. Il vino veniva immesso in una bacinella rettangolare e per la proprietà della fisica, attraverso cannucce di metallo passava nelle bottiglie. Se non chè, per fare questo passaggio, e pure il precedente, bisognava per così dire invinare la canna e le cannucce, e l'unico modo per farlo era aspirare il liquido..

Credo sia stata una delle esperienze più esilaranti fatta con mio fratello: alla fine della giornata i nostri abiti erano imbibiti di vino, sul pavimento della cantina macchie a due colori denunciavano la mani maldestre, ma quel che è peggio, o meglio, noi due eravamo talmente brilli da convenire che sarebbe stato meglio salutare la nonna da lontano, e tornare a casa camminando..
Lei la mattina dopo, prima di recarsi al lavoro, era assistente da un noto psichiatra della zona, si fermò in cantina per verificare il lavoro. Mi disse che non era molto soddisfatta perché evidentemente la quantità di vino nelle damigiane era inferiore a quella dichiarata: mancavano all'appello parecchie bottiglie.. Comunque, ci pagò come pattuito per l'impegno profuso, ma non ci chiamò più all'imbottigliamento: di li a pochi anni saremmo stati noi addetti alla valutazione della qualità dei vini.

 

 

 
 
 

Cold, Cold Heart

Post n°2884 pubblicato il 14 Ottobre 2023 da magdalene57

cold, cold heart

M'è bastato fare un giro e mi son girate le palle. Certe considerazioni sono assurde tanto più se fatte da persone che stimo. Mi fanno incazzare ancor di più. Ma certo, ognuno ha il diritto di pensare ciò che vuole, di esprimere il proprio pensiero, e io ho il dovere di accettare questa molteplicità di opinioni.

A volte viene difficile farlo. Anche con mamma, quando dice castronerie e le fa passare per verità inconfutabili o idee scaturite dalla sua esperienza... io m'incazzo come una iena! Mamma.- le dico- io ti stimo, leggi, ascolti, ma come puoi pensare questo?? Entra di più nel problema, non esprimere giudizi stando sulla superfice, per sentito dire.. o parlando con la pancia. Se non sai, taci!!.

Tacere è un ottima soluzione. Non vuol dire disinteressarsi, ma semplicemente riconoscere che non si hanno gli strumenti necessari per esprimere pareri che non siano da bar...
Quando so di non sapere racconto di me stessa, perché a tutti può accadere d'inciampare, anche agli esseri quasi perfetti come me... :-)))

Comunque oggi sono nervosa, molto, non so che mi prende, ma sono tesa coma le corde di un violino, e come un violino mal suonato strido.

Perdonatemi, se potete

 
 
 

confesso: odoro che ti ho visssuto

Post n°2883 pubblicato il 11 Ottobre 2023 da magdalene57

Questo è uno di quei post che non hanno riscontro.

In verità non so bene da dove cominciare. Forse dal fatto che con 15' di ritardo sono arrivata ad un appuntamento con il mio adorabile orso.  Il nostro è un non-appuntamento che di mese in mese ci sta portando fuori dalle temperature afose di un' estate senza fine. Ma pure ieri sera faceva caldo.. caldissimo..
Lo so io, che dieci minuti prima di uscire ho cominciato a sudare manco fossi dentro una sauna.. mi sono calmata, ho respirato a lungo... e poi sono partita...

Lui era li, seduto su una panchina come uno dei due fidanzatini di Peynet... mancavo io, chissà. Mi ha fatto tenerezza, ma solo il tempo di vedere la sua faccia da finto burbero che segnava l'ora indicando un orologio (che non porta) al polso... Che dire: mi fa sorridere, divertire.. con me non ha storia la sua burberità.

Come sempre, amabilmente, abbiamo cenato (questa volta in un posto decisamente ottimo), parlando di noi, e raccontandoci cose  su cose.... Adoro questa facilità con cui parliamo, a volte, spesso, dimentico quello che mi dice... Amabilmente me lo fa notare, dice che è l'età, dò la colpa alla stanchezza, e ripete... Un uomo paziente? ....Non so, coi piedi per terra, con me poco incline al romanticismo, molto alla condivisione: tanto mi basta.

L ho riaccompagnato all'albergo, lui taceva, ma mi teneva la mano. E io che non so tacere, gli ho detto: ti accompagno alla porta?
Potevo ricevere un si, un no...
Si

Nella vita che sto percorrendo, ho adottato una regola: fai quello che desideri, e non fare mai quello che non vuoi fare. Sembra una banalità, ma non la è. Passiamo la vita a fare cose pensando siano quello che gli altri si aspettano da noi, o vorrebbero. Scelgo di sbagliare, di piangere. Me l'aspetto, Ma scientemente scelgo di vivere secondo le mie regole.
Credo di fare un poco di paura per questa mia, finta, sicurezza ....

Sorrido... mi ha detto che fin dalla prima volta che gli ho posato una mano sulla spalla sapeva che saremmo finiti dov'eravamo finiti. Certe cose si sentono,ha detto, ed anch'io le ho sentite. Magari le percepiamo in maniera diversa, saranno cose diverse per l'uno e l'altra, magari non ci sarà una replica: sono domande, problemi che non mi pongo.
Un orso vive nella foresta, un'umana, fuori dalla foresta.
C'è un punto, un'ipotetica linea, terra di mezzo, in cui possono incontrarsi, viversi, darsi piacere, gioia, Capirsi, ascoltarsi.
E salutarsi, con un sorriso, ed un abbraccio. Un bacio.
Ecco, non capisco come mai gli uomini spesso ti baciano durante, ma dopo, diventano stitici: baci a labbra serrate... brrrrrrr..... Mi fanno venire i brividi di freddo le labbra chiuse. Non costa nulla baciarsi, io indosso ancora il suo sapore, capirai se mi cambia qualcosa un bacio vero... però, labbra serrate, quelle no!

Mentre tornavo alla macchina ho staccato un lungo ramo di rosmarino e due fiori di lavanda, ancora, stranamente profumati ...
Non ho resistito... e così, odoro che ti ho vissuto.

 
 
 
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EPISTOLARI AMOROSI

Si parlava con alcuni amici di aprire un blog  di lettere d'amore dall'altisonante nome:

EPISTOLARI AMOROSI

Non ho ben chiaro se intendessero lettere  nuove, o lettere scritte in passato, anche da altri. 
Forse, basta che siano lettere d'amore, nell'accezzione più ampia del termine, penso.

biancapellegrini

 

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 Ma, dopo tutto sono un uomo. E tutte
le considerazioni filosofiche
non bastano a impedirmi di
desiderarti, ogni giorno, ogni momento,
con la testa piena dello spietato gemito
del tempo, del tempo che non potrò
mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale.
E così sarà sempre.

(R.J.W)



DESIDERIO

VORREI PIEGARTI
AL MIO TANGO GIAGUARO
MIA SILFIDE AZZURRA
DELL'ORSA STELLATA,
E AL BRIVIDO CRESPO
DEI TUOI FIANCHI SGOMENTI
ALITARVI D'AGOSTO
IL RANTOLO CUPO
PRIMA CHE TU RITORNI GIUNCO
O IL VENTO CHE LO PIEGA
VORREI COLMARTI
L'INFINITO DEGLI OCCHI
COLL'AMARO DEL SALE
DEL MIO TEMPO PERDUTO,
GRAFFIARTI IL VISO
DI ROSSO VERMIGLIO
SCOPRIRTI IL SENO
AL BACIO INFUOCATO
PRIMA CHE TU RITORNI VENTO
O IL GIUNCO CHE SI PIEGA



Io sono certa che nulla più soffocherà
la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni
nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.


Alda Merini, da "La Terra Santa"

 

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L'ANATEMA DEL DAMA, DAMINA E
DAMIGIANA

'Per ora mando neve e tempesta
ma una salvezza soltanto vi resta:
organizzate un altro ritrovo
e il Cavaliero invitate di nuovo.
Voglio vederli pur'io stucchi e specchi,
basta carretti di robivecchi!
Se non farete per ciò buon ufficio
scaglio su voi orribile maleficio:
che non possiate mai più godere
del dolce strufolo o della pastiera!
Stretta la foglia, verrà ancor l'estate:
facit'ampressa, e organizzate!

 

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You are The Lovers

Motive, power, and action, arising from Inspiration and Impulse.

The Lovers represents intuition and inspiration. Very often a choice needs to be made.

Originally, this card was called just LOVE. And that's actually more apt than "Lovers." Love follows in this sequence of growth and maturity. And, coming after the Emperor, who is about control, it is a radical change in perspective. LOVE is a force that makes you choose and decide for reasons you often can't understand; it makes you surrender control to a higher power. And that is what this card is all about. Finding something or someone who is so much a part of yourself, so perfectly attuned to you and you to them, that you cannot, dare not resist. This card indicates that the you have or will come across a person, career, challenge or thing that you will fall in love with. You will know instinctively that you must have this, even if it means diverging from your chosen path. No matter the difficulties, without it you will never be complete.

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