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I soli interessi della sinistra

Post n°319 pubblicato il 27 Giugno 2009 da ilvecchiodelmare

 

 

Sembra che il solo argomento degno di essere portato all'attenzione dei lettori della stampa di sinistra, sia tutto ciò che ha a che vedere con il sesso (altrui), i buchi della serratura (altrui), le invenzioni relative (della sinistra)..e naturalmente la carnevalata del GAY PRIDE..
Piccola riflessione: ma a qualcuno interessa sapere se alla buffonata odierna hanno sfilato 200000 omosessuali/travestiti oppure 20000???
Se devo essere sincero a me interesserebbe sapere solo se c'era una persona in particolare, oltre ai soliti noti per meriti sodomitici/saffici..ovvero se c'era anche "don" Sciortino, illuminato pennivendolo antiberlusconiano che ha fatto crollare le vendite di Famiglia Cristiana con la sua manìa del buco della serratura e di dare patenti di moralità in nome e per conto della Chiesa..già, quella Chiesa che in passato ha già commissariato Famiglia Cristiana stante lo strabismo relativista dei paolini..giusto per ribadire che Famiglia Cristiana NON è portavoce della Chiesa ma rispecchia unicamente il livoroso antiberlusconismo dei propri pennivendoli.
Capito perchè mi piacerebbe sapere se c'era "don" Sciortino? In fondo dovrebbe trovarsi a suo agio fra omosessuali, travestiti, fornicatori, prostitute/i, vista la libidine con cui sguazza nel fango..anche se inventato di sana pianta da qualche testina con chiari segni di disagio mentale..oltre che di una visione sessuale alquanto "disturbata", giusto per usare un eufemismo..
Ma non sia mai che vogliamo chiudere la bocca a chi la pensa diversamente da noi..tanto che abbiamo deciso di scendere (per un momentino e dopo aver indossato la maschera antigas) al vostro livello..per analizzare con voi i contenuti  profondi che tanto vi appassionano ed insieme dissertarne..

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 La sinistra non parla più di salari, precariato, pensioni, scale mobili, ammortizzatori sociali, cassa integrazione, assunzioni, rinnovo dei contratti, ferie, previdenza sociale. La tassazione come toccasana dei conti pubblici, l'opposizione alla politica estera di Washington, ora svanita con l'avvento di Obama, la solidarietà con i palestinesi, e tanto, tanto altro, rappresentavano fino a poco tempo addietro argomentazioni, pur non condivisibili, ma proprio per questo discutibili, cioè candidate alla discussione, della sinistra.
Da almeno un semestre, invece, una sorta di «tabloidite», cioè infezione da tabloid, ha contagiato il Pd, e tutto il coro dell'informazione che normalmente sta a corte della sinistra: La Repubblica, La Stampa, L'Unità, il Corriere della Sera, Rai3, La7 e tutti gli altri canali informativi più diffusi.
Gli argomenti politici, sociali, economici che per almeno un cinquantennio hanno contraddistinto la sinistra, sembrano aver subito ironicamente la sorte che Marx ed Engels si auguravano per lo Stato: cioè l'evaporazione. Non si ha più traccia (e considerando la repentinità straordinaria con cui sembra essersi verificato il fenomeno, è forse più corretto parlare di sublimazione piuttosto che di evaporazione, cioè d'un cambiamento di stato ancor più radicale ed estintivo) dell'anima davvero politica della sinistra.
Da qualche tempo non si parla d'altro: Veronica Lario, Noemi Letizia, le presunte veline candidate al Parlamento Europeo, i voli di Stato (vicenda che a dispetto del gran chiasso verificatosi al momento della denuncia, si è chiusa con una richiesta di archiviazione nei confronti del Presidente Berlusconi, nel più assoluto silenzio, con buona pace di ogni dovere ed etica di informazione e di ogni garantismo), ed in ultimo, sebbene vada interpretato nel senso di un last but not least, le escort di Bari. Ed ecco allora l'intera panoplia dell'informazione orientata a sinistra mettersi in moto per attivare ed alimentare un carosello di sospetti, dicerie, pettegolezzi. Il fulcro di questo meccanismo si ritrova nel quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, La Repubblica, che non lascia che tramonti il sole una sola volta senza aver contribuito ad attizzare il fuoco della maldicenza.
Così, come è accaduto già numerose altre volte dalle colonne del medesimo quotidiano, nel numero di venerdì 26 giugno 2009, Giuseppe D'Avanzo pone una sferzata di dieci domande al Presidente Berlusconi. Il fatto in sé, ovviamente, non costituisce reato, né qualcosa di esorbitante o illecito o illegittimo, tuttavia considerando l'impostazione culturale della testata giornalistica in questione, considerando i fiotti di scandalo che sprizzano da ogni pagina del giornale, considerando la martellante campagna stampa palesemente intrisa di disgusto e disprezzo per la vita privata del Presidente Berlusconi, alcune domande, sorte spontaneamente, paiono doversi porre a Repubblica.

Primo: a chi interessa davvero la vita privata dei politici italiani?

Secondo: si desidera trasformare forse l'Italia in un Paese come gli Stati Uniti, affrancati totalmente dalla morale cristiana della Chiesa cattolica, ma del tutto soggiogati alla rigidità della morale protestante che inorridisce appena una segretaria raccoglie una matita sotto un tavolo di qualche Presidente?

Terzo: siamo proprio sicuri che questa campagna contro Berlusconi non si risolva in una bolla di sapone come per il caso del Presidente della Repubblica Giovanni Leone?

Quarto: non si rinvengono delle strane ed ambigue similitudini tra le accuse della D'Addario e quelle di Stefania Ariosto che rappresentarono il fondamento per un processo che, dato l'esito costituito da una assoluzione per inconsistenza del fatto, nulla ha avuto di giuridico e molto ha avuto del politico?

Quinto: se la prospettiva del giornale è favorevole al divorzio, all'eutanasia, alla legalizzazione della prostituzione, alle coppie di fatto, alle famiglie allargate, al principio di autodeterminazione senza se e senza ma, all'amore libero, che importa, se eventualmente, qualche politico si sollazza con una scappatella?

Sesto: essendo Repubblica il centro culturale ed ideal-filosofico del relativismo morale così di moda oggi, non acquista un vago sapore moralistico un suo intervento a gamba tesa così netto nella vita privata di qualcuno?

Settimo: a chi interessa sapere dove, come e quando Berlusconi ha conosciuto Noemi? Perché D'Avanzo vuole saperlo con tanta insistenza?

Ottavo: si è proprio indiscutibilmente certi che queste campagne moralistiche non si ritorcano contro i loro ideatori, ripercuotendosi negativamente sulla parte politica che essi vorrebbero sostenere? In altri termini: si è sicuri che per voler agevolare il PD, non gli si mettano i bastoni tra le ruote? Considerando le tendenze dei flussi elettorali fuor d'ogni velleità propagandistica ed ideologica, si nota, infatti, che al settentrione la classe operaia vota massicciamente Lega Nord, mentre al meridione i disoccupati, così come i liberi professionisti e la piccola imprenditoria preferiscono il centro-destra. Se si considerano poi gli ultimi disastrosi risultati elettorali amministrativi ed europei, il dubbio si tramuta in certezza, e si suggella l'idea che simili iniziative facciano più male alla sinistra che alla destra.

Nono: quando ricominceranno i centri intellettuali vicini alla sinistra ad occuparsi di tematiche concrete?

Decimo: come chiedeva Cicerone nella sua prima catilinaria:« Fino a quando abuserai, Catilina, della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora codesta tua condotta temeraria riuscirà a sfuggirci? A quali estremi oserà spingersi il tuo sfrenato ardire? [...] né l'opposizione unanime di tutti i cittadini onesti, ti hanno sgomentato e neppure i volti, il contegno dei presenti? Le tue trame sono scoperte, non te ne accorgi? Non vedi che il tuo complotto è noto a tutti e oramai sotto controllo?»

Dunque, quando Repubblica deciderà di tornare a parlare di temi autenticamente politici, e di ritornare alla casa paterna della sana e vera informazione, tutti saremo ben lieti, fino a quel momento il suo sarebbe soltanto semplice giornalismo "d'avanzo".

 (Ragion Politica)

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Vogliamo scommettere che dovrò andarmene a nanna senza che nessuno (di sinistra) abbia risposto a queste domande (le solite scempiaggini del sinistro repertorio non ci interessano)?
E come potrò prender sonno, dilaniato dalla domanda: Ma "don" Sciortino, sarà andato almeno a porgere omaggio (la decenza m'impone di non nominare l'alternativa all'omaggio) al compagno Vladimiro Guadagno, in arte e sul marciapiedi "Luxuria"?

 

 

 

 
 
 
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