La riva del mare
Salute (mentale) & Sanità (mentale)..quel che nessuno dice..
La riva del mare può anche apparire deserta e priva di vita..a chi è privo di capacità proiettive..
ovvero a chi non sa guardare al di là della sua inutile e vuota esistenza.
Ma la riva del mare vive e si rigenera giorno dopo giorno..per donarsi e donare oltre il presente a chi sa guardare più lontano..anche solo una scintilla di vitalità e di voglia di cambiare..
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Cretinismo a go-go
Post n°320 pubblicato il 01 Luglio 2009 da ilvecchiodelmare
Tregua o non tregua, nel nostro Paese c’è sempre voglia di far gazzarra. E non bastano le immagini rose dal dolore, non bastano le fiamme che sventrano le case, e quelle storie di bambini sorpresi e inceneriti mentre si trasferivano dal letto alla speranza, non basta niente di tutto ciò per dare a quest’Italia l’aspetto normale, per lo meno nei momenti eccezionali. Non ce la facciamo, è più forte di noi. Abbiamo scatenato una rissa persino attorno alle bare del terremoto, figurarsi se potevamo esimerci in Versilia: e infatti, appena si sono sparsi i carichi di Gpl, qualcuno ha pensato bene di accendere la miccia. Spenti i fuochi della tragedia, si sono accesi quelli della polemica. Quello che impressiona non è tanto la mini-contestazione dal solito manipolo di fischiatori in servizio permanente effettivo al presidente Berlusconi, quanto piuttosto le reazioni sindacali: la tragedia era ancora ustionante, le fiamme non erano ancora spente, e già il segretario della Cgil Epifani attaccava le Ferrovie per «l’uso di materiali troppo vecchi». Meraviglioso, no? Peccato che i materiali non fossero delle Ferrovie, ma di una società privata, la Gatx Rail Austria, impresa americana con sede a Vienna e ammessa a circolare dall’agenzia per la sicurezza ferroviaria tedesca. Austria, Stati Uniti, Germania: le Fs che c’entrano con quei materiali? Nulla. Epifani non era tenuto a saperlo, certo. Ma, non sapendo, non era meglio tacere? Proviamo a dirlo ancor più chiaramente: il problema, a quanto pare, sono le norme europee. Da quando l’Ue si è allargata sono stati abbassati i parametri di sicurezza. E così nel nostro Paese entrano convogli, come quello esploso ieri, che rispettano perfettamente tutti i parametri, superano tutti i controlli, ma sono pericolosi. Bisogna intervenire? Sicuro: bisogna intervenire subito. Bisogna verificare lo stato di sicurezza dei nostri treni? Sicuro, bisogna verificarlo. E bisogna capire se le norme europee non si possano per caso inasprire e se, magari, qualcuno non le rispetta. Come vedete, ci sono molte cose che bisognerebbe fare subito. Molte cose, tranne una: la gazzarra. E invece noi cominciamo sempre da qui. Quando è arrivato Berlusconi, a causa del gruppuscolo di facinorosi, la piazza si è divisa: da una parte i contestatori, dall’altra i sostenitori. Ma vi pare possibile? Che cos’è? Milan-Inter davanti alle bare? Il derby del cattivo gusto? È possibile che l’odio non possa rispettare nemmeno un minuto di silenzio per lutto? Si può essere anti-berlusconiani fino al midollo, ma se il presidente del Consiglio accorre sul luogo della tragedia rappresenta tutta l’Italia, tutti gli italiani. Nessun americano, nemmeno il più feroce anti-bushiano, avrebbe osato fischiare il Capo dello Stato a Ground Zero. Da noi invece qualche stupido lo si trova sempre. Che ci volete fare? Negli altri Paesi le tragedie fanno venire fuori i sentimenti patriottici, da noi fanno venire fuori i cretini. Annozero si gode il meritato riposo estivo, Santoro è in vacanza e non può esibirsi a suon di Vauro&Travaglio. Ma c’è chi lo sostituisce degnamente. Il Codacons, per esempio, chiede addirittura di sospendere la licenza alle Fs (sì, e poi? Il patibolo per i dirigenti?), Adusbef e Federconsumatori tirano in ballo i treni pendolari, che non c’entrano nulla, i sindacati ne approfittano per accendere la polemica sull’Alta Velocità (in virtù della quale sarebbe stato trascurato, chissà perché, il trasporto merci). Spuntano fuori persino personaggi da museo della ribellione ferroviaria, come Enzo Gallori, che se la piglia con l’introduzione del macchinista unico. Come se uno, due o dieci macchinisti potessero cambiare qualcosa quando si rompe una cisterna.. Alla fine di una giornata così, in cui si passa dai vigili del fuoco che spengono le fiamme agli incendiari che fanno di tutto per riaccenderle, vi confesso che cascano un po’ le braccia. Che sia importante parlare di sicurezza lo pensiamo a tal punto che ci abbiamo dedicato l’apertura del Giornale. Ma ci piacerebbe che parlare di sicurezza, per una volta, non fosse soltanto l’occasione per sollevare polveroni, che servono solo a difendere non l’incolumità di chi viaggia in treno, ma gli interessi di bottega, piccole o grandi rivendicazioni politiche e sindacali. Ci piacerebbe, ma abbiamo l’impressione che anche questa volta non sarà così. È cominciata male, con Epifani che parla di quello che non sa, e tutti che cercano di trarre un piccolo vantaggio a spese di quei morti, e i sindacati che proclamano un’ora di sciopero (ma sicuro: che si fa per la sicurezza? Un’ora di sciopero...). È cominciata male con una manciata di fischi attorno alle bare e un leader della sinistra che ne gioisce. Ci manca solo la battuta infelice del leggenDario Franceschini, ma non temete: siamo sicuri che arriverà presto. Giusto il tempo di leggere su Repubblica quello che deve pensare..
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