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E se si candidasse Paperino a guidare il PD?

Post n°330 pubblicato il 21 Luglio 2009 da ilvecchiodelmare

 

Grillo o non Grillo?

Nel PD tutti i vecchi (e meno vecchi) mestieranti della politica (quella con la “p” minuscola) si affannano per cercare di tenere il guitto lontano dal partito: sanno (e sappiamo tutti) benissimo che il buffone dell’antipolitica è solo un cavallo di troia del troglodita molisano che punta unicamente a spaccare il PD per rubacchiare altri voti.

Ma lasciamo perdere per un attimo l’eversore antidemocratico amante dei valori immobiliari e il suo “troian” presunto comico: non sono loro il “problema” per il PD.

Quel che i mestieranti della politica ex-comunisti ed ex-democristiani di sinistra non riescono a capire è che il loro elettorato se ne sta andando NON perché un Di Pietro o un Grillo valgano più di loro, o perché offrono la soluzione perfetta per ribaltare i numeri elettorali: l’elettorato di sinistra se ne va verso altri lidi perché nauseato del PD e della mastodontica “questione morale” che da sempre affligge la sinistra post comunista e democristiana.

No no, non dico che anche a sinistra circolino puttane di lusso o popolari..o meglio, le puttane ci sono a sinistra come a destra, ma non sono loro l’oggetto del contendere: la questione morale della sinistra risiede essenzialmente nella voracità insaziabile e spocchiosa con la quale i sinistri si abboffano delle risorse pubbliche (o se preferite, dei soldi pubblici) per fini esclusivamente personali.

Questa associazione unicamente a delinquere (e a rubare) che è diventata la sinistra (da decenni), da troppo tempo ha messo nel cassetto gli “ideali” di sinistra per dedicarsi unicamente all’affarismo più sfacciato ed ai propri conti correnti, senza neppure far finta di “fare qualcosa di sinistra”, giusto per salvare le apparenze..almeno agli occhi degli allocchi che ancora li votano.

Se a questo sviscerato amore dei sinistri per il potere fine a se stesso uniamo un’assoluta incapacità di sviluppare idee e programmi realmente realizzabili ed un distacco totale dalla realtà del Paese..beh, non c’è da stupirsi che sempre più ex-elettori di sinistra se ne vadano.

I più stupidi votano per i neo-comunisti e per Di Pietro, la maggior parte si ritira sull’Aventino a leccarsi le ferite e rimembrare i bei tempi andati, quando i politici di sinistra facevano almeno finta di lavorare per il popolo anziché per banche, panfili ed appartamenti.

E’ solo una partita di giro il passaggio dal PD all’IdV o ai neo-comunisti: ad ogni tornata si rimescolano le carte con qualche buona percentuale di nuovi assenti. I sempre più esigui voti si spostano da una parte all’altra a seconda di chi le spara più grosse o fa la faccia più feroce..ma i voti sono sempre di meno: nella sinistra è in corso una colossale guerra fra poveri, destinati a diventare sempre più poveri (di voti).

Changez la dame, messieurs: ad ogni nuovo giro di valzer sempre più ballerini lasciano la sala da ballo, stufi di danzare con puttane della politica che promettono solo e mai danno. Ma solo prendono.

Non fatevi suggestionare dalle frasi fatte del popolo virtuale della sinistra virtuale che pascola nel web: sono sempre gli stessi ondivaghi senza cervello che oggi celebrano il troglodita molisano e ieri celebravano il SuDario..e domani celebreranno il guitto genovese. Sono sempre loro, mai uno di più e spesso due o tre di meno: ma non contano un fico secco.

Quelli che contano stanno fuori dal web: si sbattono a lavorare dalla mattina alla sera per tirare la carretta, ma i conti li sanno fare molto bene..a differenza di chi non fa mai i conti perché mantenuto dalla famiglia o perché i soldi li ruba, allo Stato o altrove.

Quelli che contano stanno fuori e non leggono Unità o Repubica, o quantomeno verificano le notizie: e poi tirano le somme e stracciano la tessera del partito..o del sindacato.

Perché anche il più illuso dal sol dell’avvenire, ad un certo momento non ne può più di sopportare schifezze..come quella riportata in copia-incolla qui sotto.

Non sono Grillo o di Pietro i nemici del PD, e men che meno lo è Silvio Berlusconi: i più esecrati nemici della sinistra sono i mestieranti della politica di sinistra..

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La Spezia, un’azienda assume 21 parenti: nuovo scandalo nel Pd

La Spezia - Acam fa acqua. Se è per questo, dovrebbe fare anche gas e distribuirlo ai cittadini della Spezia e zone limitrofe. E poi dovrebbe, per statuto, fare tante altre cose. Ma fa acqua nel senso che è l’unica azienda italiana multiservizi a riuscire a perdere milioni di euro come il Pd i voti. Un dato immediato, preso al volo dal bilancio 2008 del gruppo Acam: un deficit pari a 46 milioni e 763mila euro. Il tutto mentre le concorrenti fanno soldi a palate: Hera (Emilia Romagna) più 110 milioni, Iride (Genova-Torino) più 114, Acea (Lazio-Campania-Umbria-Toscana) più 186, A2A (Lombardia-Piemonte Sud) addirittura più 316.

Cosa ci sta a fare sul mercato Acam? A dare posti di lavoro, ad esempio. Chiuderla vorrebbe dire lasciare a casa mezzo Pd e relativi familiari. Cioè potrebbe voler dire cercare un altro posto di lavoro a Silvia Orlando, sorella dell’onorevole Andrea, portavoce nazionale del partito e unico parlamentare eletto dal centrosinistra in provincia della Spezia. O Franco Federici, fratello di Massimo, sindaco Pd della Spezia. Entrambi dipendenti Acam, come Massimiliano Nardi, figlio di Gino, ex sindaco ds del Comune di Arcola fino al 2003. O come Davide Bravo, figlio di Franco, l’ex presidente Pd del consiglio comunale della Spezia nella passata legislatura. O come Paolo Sordi, figlio di Gabriella Malpezzi, segretaria particolare dell’ex sindaco della Spezia Giorgio Pagano, Pd naturalmente.

Tutti o quasi assunti in Acam senza una selezione pubblica. Così come Francesca Simonelli, convivente di Enrico Conti, ex consigliere di amministrazione della stessa azienda spezzina e naturalmente in quota Pd (area Rutelli). O anche come Federica Vivaldi, l’ex convivente dell’attuale presidente di Acam Acque Spa (Walter Bertoloni, in quota Rifondazione) ed ex vicesindaco di Santo Stefano Magra, ha un posto in società. La sinistra Parentopoli all’acqua di Spezia prosegue ad esempio con Silvia Mariotti, figlia dell’ex senatore del Psi, oggi deceduto, Gianfranco Mariotti, o con Gianni Traversone, figlio di Giorgio, ex sindaco di Sesta Godano e oggi assessore provinciale Sdi. Ex sindaci molto conosciuti nello Spezzino, come Sauro Castagna che guidò Ortonovo con i voti del Pci negli anni Ottanta e Avio Lucetti, primo cittadino di Lerici nello stesso periodo, hanno i rispettivi figli, Enrico e Gianni a libro paga di Acam.
Dalle parentele di primo grado si passa agli amministratori in nomina diretta. Quelli che nell’azienda ci lavorano direttamente, senza passare tramite congiunto. Maurizio Corona, attuale presidente del consiglio comunale di Sarzana, con tessera Pd e Cgil, è collega di Gianni Lucchetti, sindaco in carica a Sesta Godano, Pd inutile specificarlo. E anche di Dino Bologna, sindaco fino a un mese fa di Fosdinovo, compagno di partito (democratico) e di lavoro di Luciano Piccinotti, ex vicesindaco di Follo con un trascorso da ex presidente del consiglio comunale della Spezia nelle passate legislature. Anche Saverio Machedda, Pd come gli altri, oltre che dipendente Acam, è anche consigliere comunale di Riccò del Golfo e delegato dal sindaco per i rapporti con la «multiservizi» di cui è dipendente. Seguono a ruota cinque figli di sindacalisti Uil e Cgil come Matteo Dané, Paola Scarciglia, Dario Merlisenna e le sorelle Sabrina e Barbara Vasoli, inseparabili anche quando c’è da trovare un lavoro.

L’elenco, che si farebbe infinito se si passasse alle parentele meno strette, non nasconde peraltro nulla di illegale. Più difficile è giustificare da parte di Acam queste assunzioni con la necessità di aumentare l’organico. Sempre dai bilanci è immediato cogliere che ogni lavoratore dell’A2A «rende» all’azienda un guadagno lordo di 123mila euro, i dipendenti di Iride «producono» in media addirittura 139mila euro ciascuno, quelli di Hera oltre 82mila e quelli di Acea più di 97mila. E i parenti del Pd? Come tutti i loro compagni del gruppo, portano un guadagno lordo di 12mila euro pro capite. Postilla: mediamente costano all’azienda 38mila euro ciascuno.

Basta questo a spiegare il tracollo del bilancio, che tra l’altro è passato da un passivo di un milione e 394mila euro del 2006 ai 5,5 milioni del 2007, fino ai quasi 47 milioni del 2008? Macché. Chi ha amministrato Acam negli ultimi 10 anni (dal luglio di un anno fa al timone c’è Ivan Strozzi, manager di Reggio Emilia, chissà perché area Pd) ha pensato bene di allargare le frontiere del gruppo. E del passivo. Oggi Acam fa di tutto, si occupa dei rifiuti, della telefonia, delle letture dei contatori, della cartografia, di servizi informatici, costruzioni civili, manutenzioni di caldaie e qualsiasi altra cosa. Ha provato a fare del golfo della Spezia una stazione termale ma dopo aver fatto e speso tutto il necessario ha scoperto che l’acqua non era termale. Si è messa in testa di produrre energia elettrica e le centrali costruite non sono mai entrate in funzione ma pagano la corrente all’Enel. Ha persino «giocato» in Borsa per rientrare dai debiti: naturalmente investendo in derivati ci ha rimesso altri 15,4 milioni di euro. Però può sempre contare sui suoi dipendenti. Attaccatissimi all’azienda: nel solo 2008 i 1.054 assunti hanno fatto ben 96mila ore di straordinario.

Meditate, gente di sinistra, meditate..

 

 

 
 
 
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