GIROSTAMPA|“Tradthot” quella puttana lì. La Misoginia degli Incel che s’interseca con la “destra alternativa”

Il movimento “incel” ha anche un suo candidato. Nathan Larson, un trentasettenne della Virginia che si è candidato da indipendente al Congresso degli Stati Uniti

Dei cosiddetti “incel” si è iniziato a parlare in Italia dopo l’attentato di Toronto. Il termine deriva da “involuntary celibates”, a volte tradotto “involontariamente celibe” anche se in realtà indica quegli uomini costretti all’astinenza sessuale loro malgrado, e non gli scapoli che vorrebbero essere ammogliati. Letteralmente, dunque, gli “incel” sono gli uomini (etero) che vorrebbero avere una vita sessuale ma non ce l’hanno, e in effetti la parola fu coniata negli anni Novanta da una psicoterapeuta che voleva aiutare i maschi un po’ troppo timidi a migliorare i loro rapporti con l’altro sesso, però più recentemente ha assunto un significato molto più sinistro: gli “incel” sono gli uomini senza una vita sessuale che, per questo, odiano le donne di un odio virulento, proclamano di volerle uccidere e stuprare.

È una cultura che vive soprattutto online, dove si interseca con l’alt-right “destra alternativa”a, ma che ha prodotto danni, talvolta gravissimi, anche offline: era un “incel” dichiarato il terrorista che ha ucciso dieci persone a Toronto lo scorso aprile, e lo era anche il terrorista che ne ha uccise sette a Isla Vista, in California, nel 2014.

La novità è che adesso il movimento “incel” ha anche un suo candidato: è Nathan Larson, un trentasettenne della Virginia che si è candidato da indipendente al Congresso degli Stati Uniti (si vota a novembre).

La candidatura di Larson, che vive a Charlottesville, la città divenuta celebre per la manifestazione neo-nazista dove è stata uccisa una donna, è stata inizialmente notata dall’Huffington Post, poi ne hanno scritto anche l’Independent, il Washington Post e molti altri.

Larson di Charlottesville si è vantato di avere stuprato ripetutamente la sua ex moglie (che poi si è suicidata) e detto vagamente di approvare la pedofilia. Ha fondato un sito intitolato “Incelocalypse”, cioè l’apocalisse degli incel, che si rivolgeva apertamente a quella community violentemente misogina e che includeva una sezione dedicata alla pedofilia, e più precisamente alla volontà di stuprare bambine e ragazze adolescenti.

Incelocalypse  non è più online. Sul sito Larson scriveva cose come: «Il femminismo è il problema e lo stupro è la soluzione».

Nel suo suo programma elettorale si scopre che vuole ricostruire «una supremazia bianca benevola» e «il patriarcato» . Altri hanno fatto notare che nello stesso manifesto definisce Hitler «un eroe» e accusa Margaret Thatcher di essersi presa i meriti dei suoi consiglieri maschi.

Nel 2009  è stato incarcerato per avere minacciato di morte il presidente degli Stati Uniti. La candidatura dello squilibrato è stata resa possibile da un recente cambio della legge della Virginia: prima chi era stato condannato per reati gravi non poteva candidarsi.

Larson, peraltro, ha scarsissime possibilità di essere eletto.

Il solo fatto che stiamo parlando di un personaggio  indicativo di un aspetto particolarmente inquietante dell’alt-right: il rapporto con le donne, che è ancora peggiore di quello delle precedenti varianti dell’estrema destra. Nelle sue incarnazioni precedenti, infatti, il neofascismo era stato sempre profondamente maschilista: l’idea, insomma, era che le donne dovessero essere solo mogli e madri, sfornare figli per la patria e non rompere le palle; però finché erano disposte ad essere confinate a quei ruoli erano considerate creature tollerabili e utili alla nazione, secondo lo slogan hitleriano Kinder, Küche, Kirche.

L’alt-right, in questo, rappresenta qualcosa di nuovo: le donne non vanno più tenute e/o messe “al loro posto”, vanno attivamente attaccate, uccise, stuprate, picchiate. È quello che alcuni sociologi definiscono “sessismo ostile”, in contrapposizione col “sessismo benevolo”: non che il “sessismo benevolo”, quello secondo cui le donne devono stare a casa a fare la calza, sia proprio benevolo; è che quello ostile è proprio tanto ostile, implica una chiamata alle armi.

In questi giorni il New York Times ha dedicato un editoriale illuminante alle cosiddette “trad wives”, o “mogli tradizionaliste”, quella cultura internet neo-reazionaria composta da giovanissime donne sposate, spesso youtuber, che in soldoni raccontano quanto sia bello sfornare figli bianchi per la nazione.

Impersonano il tropo che ai neonazisti di vecchio stampo sarebbe piaciuto, Kinder, Küche, Kirche appunto, eppure all’alt-right non piacciono neppure loro: in breve i maschietti del movimento, che sono la stragrande maggioranza, hanno deciso che anche loro erano il nemico, ed è nata una campagna contro le cosiddette “Tradthot” (crasi tra “trad”, tradizionalista, e “thot”, “quella puttana lì”), che erano accusate di essere “femministe sotto-copertura”).

L’alt-right, insomma, non tollera le donne neanche quando vogliono essere sottomesse.

SIT – GIROSTAMPA

GIROSTAMPA|“Tradthot” quella puttana lì. La Misoginia degli Incel che s’interseca con la “destra alternativa”ultima modifica: 2018-06-06T15:53:26+02:00da Dizzly

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2 Comments

  1. Nel piccolo l’alt-right si da da fare anche in territorio nostrano e raggiunge l’apoteosi online dove la misoginia è considerata libertà di espressione.

  2. In rete ormai basta una guida: coatti nella Storia

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