Senza mai inciampare…

 

 

 

 

 

Può sembrare grezzo o addirittura imprevedibile, ma mi manchi. Mi manca quando sei passato a me, come persona semplice e sconosciuta ai miei occhi. Mi manca quando non ho mai avuto bisogno del tuo profumo per sentirmi al sicuro. Mi manca la sicurezza e la vita che ho perso, quando mi sono unito al tuo altare, che rimango in ginocchio a venerare qualcosa che non mi è mai appartenuto.
Come in una chiesa, tutti i suoi credenti tacciono, implorando la tua attenzione e aspettando il loro turno per essere toccati sul petto da te.
Un giorno sapeva già camminare sul selciato,s e cadere. Vedendo i tuoi non più i miei occhi, ho disimparato a camminare e soprattutto ad amare.
Sono regredito nella vita, ho preso la strada opposta alla sua vena opposta di tanti “ti amo” in semplice e amara vanità. Non credevo nell’ovvio possibile, creando speranza nella speranza di un mai più adatto.
Buffo come crescono i pascoli, i laghi si seccano e tu con il vento dissipavi …

 

 

 

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