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Post N° 134

Post n°134 pubblicato il 03 Agosto 2006 da zingarodelvento

Giàluna nei mondi Bislacchi

(23 ° puntata)

 

 

Breve riassunto delle puntate precedenti.

 

Giàluna Did e Luciana sono tre giovani amiche inseparabili che decidono di trascorrere insieme il fine settimana a Pescocostanzo, un piccolo paesino del Parco Nazionale d’Abruzzo, con i genitori di Giàluna.

Il gatto di Giàluna però decide di scappare e per inseguirlo le nostre tre amiche finiscono in un mondo diverso.

Incontrano una guida che li accompagna al castello di Fina la principessa triste di Bislacchia.

Hanno modo di conoscere Sara che è la simpatica dama di compagnia delle principessa e anche il terribile principe, un tipo antipatico e insopportabile.

Giàluna riferisce alle ragazze di essersi accorta che in quel mondo non di sono cani e gatti, così svela che il loro accompagnatore è lo stesso suo gatto e quest’ultimo si presenta.

Dubbiolino, capitano delle guardie della principessa.

Le tre ragazze si apprestano a passare la notte al castello.

Di colpo scoprono di dover dormire con un rospo gigante, Sara però le tranquillizza, pare sia un rospo da guardia.

Nella notte però scorgono sul vetro degli insetti viscidi che cercano di entrare nella stanza.

Sarà il rospo a salvare le ragazze.

Al mattino raccontano tutto a Sara.

Quando il principe Emanuele marito di Fina la principessa triste viene a conoscenza dell’incidente convoca Sara.

La donna riferisce alle ragazze che dovranno lasciare il regno.

Mentre le accompagna con il rospo per difesa racconta loro di come un tempo tutto fosse tranquillo e tra i regni di Fior di Loto e Bislacchia non vi fossero contrasti.

Ecco comparire però Eleonora cacciatrice di Fior di Loto che accusa Sara di non dire tutta la verità.

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Sono una delle poche speranze che ci rimane per salvare il nostro mondo, lasciale a me le porterò in un rifugio sicuro. –

Sara fronteggiava la ragazza, era in una posizione che ricordava alle ragazze un film sul Karate.

Accidenti, stava per avvenire un combattimento.

Le tre fanciulle ora erano eccitate, prese dall’avvenimento, la paura degli insetti quasi sparita.

- Vattene Eleonora, vattene strega. -

Senza che le tre ragazze potessero fare un solo gesto, con la velocità di un lampo le spinse oltre la siepe.

Giàluna, Luciana e Did si ritrovarono per terra nel loro mondo.

- Che sta succedendo? Dove è finito Pasquino? Si è fatto notte che ci facciamo qui? -

Le tre ragazze si guardavano intorno senza ricordare nulla di quanto era accaduto.

Erano mancate da soli due giorni, la polizia le stava cercando ovunque.

Anche i giornali si erano occupati della loro misteriosa scomparsa.

Il telegiornale parlò del loro ritrovamento interrompendo una puntata del Maresciallo Rocca.

Si parlava della loro strana amnesia e si facevano mille supposizioni, si parlava di una radiazione o di qualche bacca velenosa.

In un programma si parlò del tentativo delle tre di coprire qualcuno e si facevano mille supposizioni.

Un settimanale scandalistico parlò di Ufo avvistati in quei giorni a Pescocostanzo, ma a parte Simona, la vecchia matta del paese, nessun altro disse di aver visto dischi volanti in quei giorni.

La cosa che più di tutto sorprese i genitori delle nostre protagoniste fu il cambiamento di carattere delle tre bambine, oddio volevo dire ragazze.

Erano diventate ordinate ed ubbidienti come non lo erano mai state.

Le cose non sono mai per sempre e anche questo miglioramento non durò per tutta la vita.

Presto la cameretta delle tre tornò a essere il solito campo di battaglia di tutti i giorni.

Dopo un mesetto, i genitori di Giàluna le regalarono una bella gatta siamese, molto più tranquilla di Pasquino.

Tutto sembrava aver ripreso il suo corso.

L’estate si stava avvicinando, erano gli ultimi giorni di scuola e le tre inseparabili amiche erano sedute a un tavolino a prendersi un gelato.

Soliti commenti sui ragazzi, soliti pettegolezzi sugli insegnanti.

Il cellulare di Luciana fece un bip strano, il rumore di un fulmine che cade.

Luciana guardò la provenienza 00000.

- ma che cacchio di numero è? –

Il testo era sibillino “ a rivederci a presto, prescelte”.

 

 
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