Creato da Basta_una_scintilla il 31/03/2008

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Mea culpa

Post n°237 pubblicato il 07 Marzo 2011 da Basta_una_scintilla

Mea culpa. Sono stata cieca e sorda, verosimilmente continuo ad esserlo nei confronti di molti dolori che mi circondano. Penso che tale modo di agire faccia parte della natura umana, avallato, probabilmente, dalla fretta e dall’egocentrismo della società in cui viviamo: inevitabilmente concentrata sulle mie esigenze perdo spesso di vista l’altro evitando di soffermarmi sulle sofferenze e le difficoltà del prossimo ritenendo di averne già abbastanza delle mie. Così ho riflettuto la scorsa settimana sentendo parlare della giornata internazionale per le malattie rare, come se poche parole dette una volta all’anno potessero bastare e non servisse molto di più. Mea culpa. Impossibile giudicare il disinteresse altrui quando io per prima mi sono comportata così. E la mente è volata a quando, in modo certo superficiale, ascoltavo le stesse cose alla radio, provavo pena e tristezza, forse empatica condivisione per poi immediatamente dimenticare e lasciarmi prendere da altri mille pensieri, perché quelli, in fondo, non erano i miei problemi. Persone che soffrono, bimbi nati con un fardello troppo grande, famiglie senza voce: ci pensi, distratta, ascoltando una trasmissione e poi dimentichi. Mea culpa. Fino a che, un giorno, quel bimbo diventa parte di te e tua la famiglia senza voce. E’ allora che tutto cambia, gli occhi ti si spalancano mentre il cuore sanguina, e percepisci ciò che non eri mai stata capace di vedere: quando passi le ore in internet per cercare di capire di che si tratti, e provi quella paura cieca che serpeggia nel cuore, attanagliandolo, quando ti trovi in un ospedale talmente grande da sembrare irreale e trascorri notti tra tubi, sonde ed occhi piccini, quando vedi i tuoi cari soffrire e non sai a chi chiedere, cosa leggere, come informarti, come agire. E’ forse solo allora,  che quel dolore è divenuto il tuo dolore, che  ti poni domande nuove, alle quali non sai dare risposta, e vedi tutto sotto una luce diversa. Mea culpa. Ascolto alla radio trasmissioni che parlano in modo morboso di piccole vite spezzate dal male serpeggiante e mi domando perché, invece di rincorrere in modo ossessivo notizie che non possono ridonare la vita a chi ormai non l’ha più per colpa della cattiveria e della pazzia dell’essere umano, non si dedichi quel tempo per parlare della vita che c’è e può, anzi deve, essere migliore, per insinuare in ognuno di noi la consapevolezza che esistono patologie impensate che possono essere curate anche grazie alla conoscenza ed alla solidarietà. Mea culpa. Ed ora, dopo due anni, mentre osservo quel piccolo miracolo della natura che è mio nipote farsi più grande, quando la paura è scemata ma restano continui ed immutati l’affanno dell’anima ed il pensiero di quello che gli aspetterà, quando non svaniscono la rabbia al pensiero che si potrebbe fare molto di più e l’immenso senso d’impotenza che l’accompagna, posso solo provare ad essere anche io una piccola voce nel silenzio chiedendo a chi mi circonda di essere meno cieco e superficiale di me, di essere migliore, aprendo senza egoismi gli occhi ed il cuore.   

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Sandro il 07/03/11 alle 17:27 via WEB
12.....!!!!!
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 24/04/11 alle 01:07 via WEB
tanti cari auguri di buona pasqua e un abbraccio. tt
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 30/04/11 alle 10:01 via WEB
Pasqua passata! vuoi risorgere pure tu?? dove sei finita? perch ci snobbi? tt
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 13/08/11 alle 12:36 via WEB
Ciao.Passa un bel ferragosto, anche se non ci si vede mai! ed un peccato!avrai le tue ragioni. un abbraccio. tt
 
Crepuscolando
Crepuscolando il 28/08/11 alle 10:04 via WEB
Quando torni? Qui manca il tuo sorriso...
 
cio.van
cio.van il 20/09/11 alle 09:27 via WEB
buon compleanno! il commento prima del mio mi ha tolto le parole di bocca... :-)))
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 03/05/15 alle 23:55 via WEB
Credo che in pochi, se ne rendono conto, si interessano davvero di chi soffre, fino a quando la sofferenza non entra in casa nostra. Allora, bene dare un piccolo contributo alla ricerca o alle associazioni.
 
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