CONTRO LA SINISTRA
Ciò che è bene per la sinistra è male per l'Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l'Italia.
L'INNO DEL PARTITO DEMOCRATICO BY LIGABUE
SMS DA INVIARE AI SINISTRI
"Ora che il tuo governo ha mandato i soldati in Libano, ora che sta x tagliarti le pensioni, ora che ti obbligherà a pagare con assegni, ora che ha liberato ladri, assassini e truffatori, ora che stabilirà per legge il periodo delle tue ferie, ora che aumenterà le tasse, taglierà fondi ai comuni…
Ammettilo: inizi a sentirti un po’ coglione? Beh, qualcuno ti aveva avvisato…"
RISOLUZIONE CONSIGLIO D'EUROPA 1481/2006
... la consapevolezza del pubblico dei crimini commessi dai regimi comunisti totalitari nonostante i fatti gia noti è ancora molto povera. I partiti comunisti sono legali ed attivi in alcuni paesi, e in alcuni casi non prendono le dovute distanze dai crimini commessi dai regimi comunisti totalitari nel passato.
... l'Assemblea parlamentare condanna fortemente le violazioni voluminose dei diritti dell'uomo commessi dai regimi comunisti totalitari ed esprime la compassione, la comprensione la solidarietà ed il riconoscimento alle vittime di questi crimini.
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Post n°533 pubblicato il 02 Dicembre 2008 da Fighter982
A parte il fatto che chi si può permettere l'abbonamento a SKY non ha il problema di arrivare alla quarta settimana, trovo veramente ridicole e patetiche le polemiche che i sinistri hanno scatenato per il sacrosanto aumento dell'IVA al 20% (così come è previsto per tutti gli altri operatori) a SKY. Va inoltre segnalato il fatto che anche Prodi voleva aumentare l'IVA, ma poi chissà perchè non l'ha fatto. Comunque, questo spot realizzato da DAW dice tutto: Il testo dello spot: In una fase di crisi economica il governo italiano privilegia il sostegno ai poveri con bonus e social card, adotta misure contro il caro mutui, detassa i premi di produttività e investe in infrastrutture. |
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Post n°532 pubblicato il 24 Novembre 2008 da Fighter982
Mi chiedono perchè detesto la sinistra. La risposta è nei fatti. Una persona intelligente non può non essere contro questa sinistra. Un ragazzo muore a scuola e l'Unità spara questa copertina, facendo intendere al popolo bue che la colpa è della Gelmini: Poi c'è Di Pietro che paragona Berlusconi prima a Videla poi ad Hitler. Fosse veramente così... a quest'ora il trebbiatore sarebbe o un desaparecido o crepato in una camera a gas. Ma per sua fortuna Berlusconi non è nè Videla nè Hitler. L'Italia è un paese libero dove Di Pietro e l'Unità possono sparare le loro stronzate senza conseguenze. |
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Post n°531 pubblicato il 08 Novembre 2008 da Fighter982
![]() I 10 motivi per cui Barack Obama è meglio di Walter Veltroni 10. Barack Obama scrive best seller internazionali. Walter Veltroni scrive le prefazioni. 9. Barack Obama crea gli slogan. Walter Veltroni li copia (o li traduce). 8. Barack Obama correva alle primarie per battere Hillary Clinton. Walter Veltroni correva alle primarie per battere Rosy Bindi. 7. Barack Obama è laureato in scienze politiche alla Columbia University e in giurisprudenza (magna cum laude) ad Harvard. Walter Veltroni è perito cinematografico. 6. Barack Obama è stato il primo presidente afroamericano della prestigiosa rivista Harvard Law Review (la quale non ha mai distribuito in allegato le figurine panini dei calciatori). Walter Veltroni è stato direttore dell'Unità (prima ancora di essere giornalista). 5. Barack Obama ha rifiutato il sostegno di Brad Pitt e Angelina Jolie. Walter Veltroni ha rifiutato il sostegno di Enrico Boselli e Marco Pannella. 4. Barack Obama, nel 2007, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali. Walter Veltroni, nel 2006, ha annunciato che, terminato il mandato da sindaco di Roma, avrebbe concluso la sua carriera politica. 3. Barack Obama si candida a leader di un partito voluto da Thomas Jefferson. Walter Veltroni è leader di un partito voluto da Romano Prodi. 2. Barack Obama è democratico, ma si rivolge a indipendenti e repubblicani. Walter Veltroni è democratico, ma si allea con Antonio Di Pietro. 1. Barack Obama non è mai stato comunista. Walter Veltroni dice di non essere mai stato comunista. |
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Post n°530 pubblicato il 30 Ottobre 2008 da Fighter982
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Post n°529 pubblicato il 28 Ottobre 2008 da Fighter982
Mi voglio soffermare su alcuni punti del discorso di Veltroni. "Tornano indietro le aziende, rischiano di tornare indietro i piccoli e medi imprenditori. Quelli che sanno mettere a punto nuove tecniche e creare nuovi prodotti, e che così hanno fatto crescere il Paese." Ma chi è che ha strangolato le piccole e medie imprese? Risposta: Prodi e Visco. "E’ gente onesta, che esce di casa che è ancora buio e torna a casa che è già notte, e fatica a dormire per la paura di non farcela e di dover chiudere: perché l’affitto aumenta a rotta di collo, le bollette paiono impazzite, la burocrazia è soffocante, la pressione fiscale opprimente. Sognavano di crescere per poter competere meglio, ma devono fare i conti con una realtà opposta: difficoltà ad avere finanziamenti dalle banche, che anzi chiedono di rientrare rapidamente dal debito, ed esportazioni che calano perché i clienti americani, tedeschi e inglesi sono impegnati a ridurre al massimo i consumi. Sulla "pressione fiscale opprimente" chiedi a Prodi, Visco e a quell'altro che definiva "bellissime" le tasse. Sulla "difficoltà ad avere finanziamenti dalle banche" chiedi ai vari Bazoli, Profumo, ecc. che facevano la fila per votare alle elezioni primarie del centro-sinistra. "E basta con la vergogna di troppi delinquenti, non importa se italiani o stranieri, arrestati dalla polizia e poi scarcerati dopo pochi giorni, o di condannati che evitano il carcere grazie a una serie infinita di premi e benefici." Beh, di questa vergogna dovresti chiedere ai tuoi compari magistrati... In sintesi, il discorso di Veltroni è stato patetico, ma anche ridicolo. Diciamo, serenamente e pacatamente, che ha detto solo cazzate. Qui il discorso di Veltroni-Crozza. E qui viene spiegata la balla dei 2 milioni e mezzo di partecipanti. |
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Post n°528 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da Fighter982
I figli dei vip di sinistra? Tutti alle scuole private In piazza istigano gli studenti a battersi per la pubblica, ma in famiglia guai a mescolare i loro ragazzi con gli altri. Rutelli, Finocchiaro, Santoro hanno preferito istituti d’élite. Dove si studia e non si occupa. Francesco, professionista delle occupazioni. "Noi in 9mila ma a occupare sono in trenta" Roma Tanta preoccupazione per la scuola pubblica si può spiegare solo come un atto estremo di altruismo, visto che quando si tratta di decidere il destino dei figli un bel pezzo di centrosinistra si orienta direttamente verso le scuole private. E magari straniere. Sorprende, insomma, tanta acrimonia nei confronti del ministro Gelmini, visto che non sono pochi gli esponenti della sinistra che di contatti diretti con la riforma della scuola, non ne avranno mai. Lo ha candidamente ammesso Michele Santoro nel corso dell’ultima puntata di AnnoZero, tutta dedicata alla scuola e alla nuova ondata di contestazioni studentesche. Voleva dimostrare al leghista Roberto Cota quanto fosse sbagliata l’idea di «classi ponte» per insegnare la lingua straniera ai figli di immigrati. In sintesi: l’integrazione è facilissima anche quando un bambino si trova in un’aula dove tutti parlano una lingua che non sa. Per spiegarlo ha riportato, con comprensibile orgoglio paterno, l’esempio della figlia che frequentaunascuola straniera «e già parla un’altra lingua ». Applausi. Non si sa se dedicati alla bravura della bimba poliglotta o all’accostamento tra chi frequenta il costoso istituto francese «Chateaubriand», con l’obiettivo di diventare bilingue edevitare le storichecarenzedella scuola italiana, e i figli degli immigrati alle prese con la durissima battaglia per l’integrazione. Ospite della trasmissione, il segretario Ds Walter Veltroni. Dei suoi investimenti immobiliari e formativi a New York a favore della figlia si sa già tutto. D’altro canto il Pci non c’è più. E con i comunisti è scomparso anche il divieto non scritto che vigeva per i dirigenti:mai iscrivere i figli alle private. Lo conferma il caso di Giovanna Melandri, la cui prole è stata affidata all’istituto privato «San Giuseppe». Si dice che l’esponente Pd abbia anche cercato di fare entrare la figlia inuna scuola inglese. La stessa - la «Rome International School» - scelta dall’ex parlamentare di Rifondazione comunista Franco Russo, ansioso di dare un’educazione un po’ amerikana ai discendenti. Niente pubbliche o comunali anche per i nipoti di Fausto Bertinotti, iscritti a suo tempo ad un prestigioso asilo romano dal metodo di insegnamento rivoluzionario. Ma a pagamento. E in effetti non è sempre la caccia alla lingua straniera la molla che fa scappare i genitori democratici dalle pubbliche. È il caso dell’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, contestato dai giovani del centrodestra per aver mandato il figlio ad un Liceo scientifico paritario di Viterbo, proprio negli anni in cui era in carica nel dicastero di viale Trastevere. La seduzione del privato-straniero ha fatto breccia anche tra i più intransigenti girotondini. È il caso di Nanni Moretti, il cui figlio frequenta la scuola americana di Roma, la «Ambritt». Stessa scelta per il discendente di un vero e proprio outsider del Partito democratico: Mario Adinolfi. Proprio in questi giorni l’ex esponente del Ppi, per sua stessa ammissione allergico alle occupazioni, ha lodato la nuova ondata di studenti contestatori vedendoci l’embrione di un «conflittogiovanile di massa contro queste destre ». Chissà se anche dalle parti della scuola americana di Roma farà breccia l’atteso nuovo Sessantotto. Scuola privata catanese anche per le figlie di AnnaFinocchiaro, presidente dei senatori Pd. Al club del «no alle statali» si è iscritto anche Francesco Rutelli, Anche lui negli ultimi giorni si è espresso, non tanto a favore della protesta studentesca, quanto controla linea «dura» di Berlusconi. Sicuramente nessuna delle sue due figlie dovrà subire interruzioni delle lezioni:unaè iscritta al liceo privato «Kennedy» e l’altra alla prestigiosissima «San Giuseppe De Merode», scuola convista su Piazza di Spagna. Da quelle parti di okkupazioni, e cortei, se ne vedono pochi. |
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Post n°527 pubblicato il 22 Ottobre 2008 da Fighter982
Il premier: "Polizia nelle scuole" Bene così. Ripristiniamo la LEGALITA' una volta per tutte. Di cosa si lamentano i sinistri? La loro pacchia sta per finire: il processo di decomunistizzazione dell'Italia continua. I sinistri della legalità se ne strafregano (come sempre). Art. 331. Chi, esercitando imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità, interrompe il servizio, ovvero sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa non inferiore a euro 516 . Art. 610. Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare, od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni. Art. 612. Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 51. Art. 633. Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032. Ogni riferimento a violenze, minacce, picchettaggi, okkupazioni e cazzate varie della sinistra è puramente voluto. Ma forse, ai burattinai sinistri, l'unico reato che si può loro contestare è questo: Art. 643. Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d'infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 206 a euro 2.065. |
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Art. 40 della Costituzione: "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano". Dunque, lo sciopero non è un diritto che si può esercitare arbitrariamente, ma solo nell'ambito delle leggi che lo regolano. Di queste "leggi" dal 1948 ad oggi ne è stata fatta una sola, la l. n. 146/1990 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che definirla ridicola è poco (è stata fatta col consenso dei sindacati e questo dice tutto). Il resto è colmato dalla giurisprudenza. Ora, dopo aver decomunistizzato il Parlamento, il Governo sta tentando di decomunistizzare l'Italia. Un passo verso la decomunistizzazione del Paese è la riforma della ridicola legge 146 che il Ministro Sacconi vuole approvare. La proposta di Sacconi prevede: il referendum consultivo obbligatorio prima dello sciopero; l'adesione individuale preventiva per sapere quanti servizi verranno toccati; sanzioni affidate ai prefetti e non alla Commissione di garanzia, affinchè siano "effettive"; no al blocco di ferrovie, strade, aeroporti, no al danneggiamento irreversibile degli impianti. La Cgil, come al solito, non ci sta: "le norme che attaccano i diritti dei lavoratori e della loro rappresentanza e appaiono sbagliate nel metodo, nel merito e sotto il profilo costituzionale"; "il complesso delle misure annunciate conferma il chiaro intento di introdurre ulteriori e immotivate restrizioni al diritto di sciopero e alla libertà sindacale in una situazione nella quale le regole attuali offrono già all'utenza una protezione che non ha eguali negli altri paesi europei". Risposta alla Cgil: e chi se ne frega!!!!!!!!!!! Non solo, io proporrei severe sanzioni penali per chi blocca strade e ferrovie e per chi pratica il c.d. "picchettaggio" (scioperare è un diritto, ma per esercitare questo diritto non bisogna rompere i coglioni a chi non vuole scioperare). |
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Post n°525 pubblicato il 10 Ottobre 2008 da Fighter982
Ieri la Camera ha approvato la conversione in legge del decreto Gelmini sulla riforma della scuola. Bene ha fatto il Governo a mettere la fiducia. Non bisogna perdere tempo a discutere con questa ridicola opposizione e di cose da fare ce ne sono ancora tante. Dal blog di DAW: Le balle del PD-CGIL sulla scuola
Segnaliamo due editoriali sulla riforma della scuola, uno di Panebianco - che punta il dito contro la posizione del Pd - e uno di Luca Ricolfi, che smonta un po' di balle che i sindacati e l'opposizione stanno raccontando agli italiani. Ne riportiamo due passaggi: [...] E tuttavia, nonostante queste riserve, stento a capire
l’incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare (per una rassegna consiglio di vistare il sito del Partito democratico e quello della Cgil-scuola, ora ridenominata Flc). Il mio stupore nasce da due ragioni distinte. La prima è che, andando a
controllare le cifre (DL 112, art. 64, comma 6), si scopre che la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi: il taglio
del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi (1% del budget), i tagli netti previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati su tre anni. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni, la cifra di 87 mila insegnati in meno si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20 mila unità, a suo tempo giudicate insufficienti nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato giusto un anno fa dal precedente governo). Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30: l’introduzione del maestro unico, con conseguente soppressione delle ore di compresenza, libererà un numero di ore più che sufficiente ad aumentare le ore di tempo pieno eventualmente richieste dalle famiglie. Né si vede su quali basi l’opposizione agiti lo spettro di una riduzione degli insegnanti di sostegno, o della chiusura delle scuole di montagna (nessuna norma della Finanziaria lo prevede, e il ministro ha esplicitamente escluso tale eventualità).
[Luca Ricolfi] [...] Proprio nel caso della scuola il Partito democratico sta
fallendo il test sullo spessore riformista. Perché ha scelto ancora una volta (come faceva il Pci/Pds/Ds) di accodarsi acriticamente alle posizioni della Cgil, di un sindacato che, in concorso con altri, porta pesanti responsabilità per lo stato disastrato in cui versa la scuola, un sindacato interessato solo alla difesa dello status quo (come è successo, del resto, nel caso di Alitalia fin quando ha potuto). Prendiamo la questione del ritorno al maestro unico
deciso dal ministro Gelmini. Sembra diventato, per la sinistra, sindacale e non, il simbolo del «vento controriformista» che soffierebbe oggi sulla scuola. Al punto che, come è accaduto a Bologna, si arriva persino a far sfilare i bambini contro il ministro (nel solco di una tradizione italiana, antica e spiacevole, di uso dei bimbi per fini politici). Si fa finta di dimenticare che la riforma della scuola elementare del 1990, quella che abolì il maestro unico, fu un classico prodotto del consociativismo politico-sindacale che caratterizzava tanti aspetti della vita repubblicana. Nel caso della scuola funzionava allora un'alleanza di fatto fra Dc, Pci e sindacati. L'abolizione del maestro unico fu dettata esclusivamente da ragioni sindacali. [...] Per il futuro vedremo ma la verità è che, fino a questo
[Angelo Panebianco]
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Post n°524 pubblicato il 20 Settembre 2008 da Fighter982
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PRODI LO AVEVA DETTO (DA GUARDARE!!)
Oltre una certa quota di reddito l'uomo diventa infelice (perla filosofica)
Non si aumentano le imposte! (Infatti...)
Debbo rassegnarmi a mandare in malora il mio Paese? (A mandarlo in malora ci sta pensando lui)
La nostra coalizione offre una squadra di governo coesa, unita, forte (si riferiva soprattutto a Mastella e Di Pietro)
Il loro potere d'acquisto sarà preservato (infatti il prezzo del pane è raddoppiato)
NEGLI USA SI FA COSI'
Marriage in this state shall consist only of the union of one man and one woman. This state or a political subdivision of this state may not create or recognize any legal status identical or similar to marriage.
Emendamento alla Costituzione del Texas approvato col 76% dei voti nel 2005.











Inviato da: cuoremisteriosoo
il 26/07/2011 alle 14:16
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il 25/07/2011 alle 11:13
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il 09/10/2010 alle 13:00
Inviato da: samurayvero
il 05/03/2010 alle 21:58
Inviato da: mariana93
il 19/09/2009 alle 17:39