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LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED I COMMENTI: NUN VE REGGAE PIU’

 

Domenica 11 giugno si sono svolte le elezioni amministrative in un migliaio di comuni italiani: dei nove milioni di potenziali elettori si sono recati alle urne circa cinquemilionicinquecetomila, i quali si sono trovati a dover scegliere tra centinaia di liste civiche, spesso maschere delle organizzazioni politiche maggioritarie timorose forse di proporsi ufficialmente.

I risultati sono noti, anche perché nei giorni successivi tutti i mezzi di comunicazione  hanno scritto o trasmesso quasi esclusivamente pareri ed interviste di personaggi variamente interessati alla spartizione degli incarichi e dei seggi (ad essere sincero mi verrebbe da dire “delle varie torte immediate e prossime venture”!).

Nessuno mi é parso particolarmente interessato e compreso dei tanti gravi problemi che affligono l’Italia sia come Stato, sia come partecipe della comunità internazionale, come della possibilità di conquistare questa o quella poltrona.

Ho quindi ritenuto opportuno dedicare a tutti i predetti soggetti il brano di Rino Gaetano riecheggiato anche nel titolo, purtroppo non ho trovato niente di più incisivo.

LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED I COMMENTI: NUN VE REGGAE PIU’ultima modifica: 2017-06-14T20:03:40+00:00da Quivisunusdepopulo

4 comments:

  1. Caro Amico, buongiorno. Arrivo con un po’ di ritardo sul Tuo post, ma il tema trattato è sempre di attualità, dal momento che gli attori, ossia i politicanti, sono sempre gli stessi (grosso modo) e non mutano mai i loro difetti. Sui risultati amministrativi voglio proporre una mia riflessione, che ha lo scopo di andare al di là dei risultati resi noti. Intendo dire, con questo, che non mi soffermerò su chi abbia vinto (tutti) o perso (nessuno), e neppure sui prossimi ballottaggi, ma sulle probabili cause dell’inflazione di liste civiche o di partiti. Per la mia “analisi” faccio riferimento alle elezioni di un piccolo comune irpino: 400 abitanti, quattro liste in competizione. Quattro aspiranti sindaci e molti giovani, anch’essi aspiranti (a cosa ?). La dinamica delle elezioni amministrative locali è strettamente collegata ai rituali tribali. Sono, infatti, le famiglie numerose che esercitano il proprio ruolo nella politica locale e il posto in consiglio, o perfino quello di Sindaco, se non di assessore, è “cosa nostra”. Ho avuto occasione di leggere alcuni testi di “storici locali” e ho così constatato che dal 1800 circa molti cognomi (e nomi) di famiglie ritornano nei ruoli delle assisi comunali. Per fortuna la natura ne cancella anche alcuni, e questo è senz’altro un bene per tutti. Ed è questa consapevolezza che mi fan ben sperare per il futuro, anche quando la natura rivolgerà a me la sua attenzione. Torno, però, ai giovani. Perchè in tanti in lizza ? La disoccupazione ! Non c’è, in generale, alcuna idea precisa che li animi sui fondamentali della Comunità, sul bene comune, sull’interesse generale (non intendo, ovviamente, gli slogans, di cui sono ricchi, ma dell’essenza dei concetti). Non c’è, in altri termini, in molti di loro, nè cultura politica nè passione per il proprio paese (escludendo le rare eccezioni). Ma c’è un ulteriore dato: tra i diversi laureati primeggiano quelli in “diritto” (o “giurisprudenza”). Sarà anche questa la malattia dell’Italia, visto che tutte le cariche pubbliche sono assunte da laureati in tale disciplina e che non si possa dire che oggi il Paese vada bene ?

    1. Buonasera amico mio, premesso che questa é un’attività svincolata dal tempo per cui non é prevista alcuna possibilità di ritardo, capisco che la tua abitudine all’analisi ti abbia indotto a puntare lo sguardo su di un piccolo paese irpino per verificare ciò che appare evidente anche a livello nazionale e, cioè, che la “carriera politica” é una questione ereditaria che prescinde da qualsiasi ideale od impegno morale. Che poi anche in tale ambito ci sia un parziale e progressivo rinnovamento é cosa che dipende dal fato e dalle alterne sorti delle varie famiglie, per le quali non conta né il bene comune, né l’interesse generale, né la passione per il proprio paese, ma solo la necessità o l’opportunità di continuare a dar lustro ad un blasone e sfruttarne le opportunità. Del resto cosa più che l’attivismo in un partito politico od in una organizzazione sindacale può aprire le porte ad incarichi od occasioni di lavoro ben remunerati, e poiché non può sussistere nessuna società senza regole é quasi naturale che a “governarla” si sentano chiamati i laureati in giurisprudenza: ma gli altri, laureati e non, prosperano più che bene nel sottogoverno o sottobosco politico. Un caro saluto.

  2. Caro Amico, buongiorno. Come vedi le elezioni amministrative non finiscono mai, perciò il Tuo post è ancora d’attualità. Un breve commento, dettato soprattutto dall’inventiva. L’astensione sta raggiungendo traguardi preoccupanti. Tutti i politicanti non se ne curano ma io no, per il semplice fatto che quando lo “teorizzavo” abbinavo alla scelta una presa di distanza da loro e, al tempo stesso, gli revocavo ogni potere di rappresentanza sostanziale. In altri termini cercavo, con l’astensione, di marcare ogni collegamento con i “politicanti” e di sottolineare che tra di noi non c’era alcun rapporto, soprattutto di stima, per cui il titolo di “onorevole” che il volgo gli tributava senza riflessione era per me privo di ogni significato. L’astensione, comunque, è un male, soprattutto nelle democrazie, che dovrebbero essere partecipate al fine di controllare l’operato degli amministratori, sempre diretto alla cura degli interessi della propria tribù. Voglio, però, fare anche una riflessione sulla “rivincita” del centrodestra ai ballottaggi di ieri. Credo che le Comunità locali facciano bene a svincolarsi dai legacci dei partiti e di scegliere ciò che ritengano migliore per la città. Il centrosinistra in molte realtà locali ha finora vissuto di rendita, ma ha cagionato gravissime catastrofi sociali. Il “renzismo”, poi, ha cercato di catturare i voti della destra, ma ha perso quelli storici della sinistra. Ma perchè un elettore di destra dovrebbe votare il partito di Renzi ? e perchè un elettore del PD dovrebbe votare un PD che scimmiotta la destra ? Ecco, allora, a mio avviso, un’astensione che salva l’anima, non essendo, peraltro, andata in ballottaggio la terza forza, ossia il M5S. C’è una via di salvezza ? Non credo; almeno finchè la logica continuerà ad essere quella della spartizione delle poltrone e non l’interesse generale; finchè si continueranno a salvare le banche con i soldi pubblico, a discettare sullo jus soli o culturae e a requisire alloggi comunali senza avere un’idea precisa di quanti immigrati risulti possibile accogliere degnamente in Italia. Buona giornata.

    1. Buonasera caro amico, l’astensione effettivamente sta raggiungendo traguardi preoccupanti, ma ancora più preoccupante é rendersi conto che gran parte di essa non simboleggia la contestazione dei rappresentanti politici proposti da questo o quel partito o da altrettanto improbabili liste civiche, ma descrive pittosto l’indifferenza di tanti “italiani” per i quali non conta essere amministrati da un governo liberista o socialista perché l’unica cosa che a loro interessa é di poter continuare a perseguire i propri esclusivi interessi sotto qualsiasi bandiera. Invece una volontà di protesta io la scorgo proprio in quella che tu definisci “rivincita” del centrodestra, perché a ben guardare il c.d. centrodestra ha vinto nelle città già govenate(?) dal c.d. centrosinistra e viceversa, cioè quasi nessuno ha mostrato di essere soddisfatto dello “statu quo”; del resto che cosa sia di destra e che cosa sia di sinistra in una società preda della finanza é difficile dirlo: basti pensare che ad un personaggio dell’attuale sinistra Nanni Moretti chiedeva di dire qualcosa di sinistra!
      Delle banche salvate con i soldi di “Pantalone”, dello jus (ius?) soli o culturae preferisco non parlare perché argomenti estremamente complessi, oltre che controversi, però mi limito a rilevare che finalmente oggi si incomincia a pensare alla possibilità di impedire l’attracco nei nostri porti alle navi straniere cariche di migranti, cosa di cui parlavo già parecchi mesi or sono in quanto conforme alle norme del diritto marittimo. Cordiali saluti.

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