TRA MATEMATICA, VACCINI, LUPI ED AGNELLI LA DECISIONE DEL GOVERNO ITALIANO, LA NAVE AQUARIUS ED IL PREVEDIBILE FUTURO PENSIERI IMPERTINENTI (O FORSE NO?) SU POLITICI E COMMENTATORI ATTUALITA’ INTERNAZIONALI, PENSIERI CONTROCORRENTE IL PICCOLO SFORTUNATO ALFIE ED IL SUO DIRITTO DI VIVERE LA MANCANZA DI COSCIENZA, LA LIBERTA’ E GLI INSEGNAMENTI DEL PASSATO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, L’OPINIONE DI UN COSTITUENTE P A S Q U A 2 0 1 8 LE ELEZIONI POLITICHE ITALIANE: ASPETTANDO GODOT NEL DESERTO DEI TARTARI IN RICORDO DI ALESSIA E MARTINA COSE DI QUESTO MONDO, ATTUALITA’ NOSTRANE E NON APPENDICE AL POST REMINISCENZE SCOLASTICHE…E VICENDE ATTUALI REMINISCENZE SCOLASTICHE …E VICENDE ATTUALI LA FAVOLA DEI PROGRAMMI ELETTORALI RACCONTATA AGLI ITALIANI. NATALE 2017, CAPODANNO 2018, AUGURI A TUTTI. IL CAMMINO DALLA FATTORIA DEGLI ANIMALI ALLA CORTE DEL GRANDE FRATELLO LE FAKE NEWS, “ER PADRE DE LI SANTI” E LE “ZEBBRE” CON DUE ZETA ICEBERG, IL PROFESSORE ED I CANI PERICOLOSI UN EFFICACE MANIFESTO DI DENUNCIA: LA SENTENZA IL REFERENDUM CATALANO E LA LEGGE ELETTORALE IN ITALIA IL REFERENDUM DELLA CATALOGNA E L’EUROPA: PROSPETTIVE ED INCOGNITE. IL TEMPO E’ DENARO ED A VOLTE ANCHE ALTRO UN EFFICACE MANIFESTO DI DENUNCIA I TOP-POST, LO IUS SOLI E GLI STUPRI PER NON DIRE DI PENSIONI. E’ POSSIBILE DETERMINARE IL NUMERO DI MIGRANTI DA ACCOGLIERE ? O E’ UN’UTOPIA? LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED I COMMENTI: NUN VE REGGAE PIU’ IL TERRORISMO, PIAZZA SAN CARLO ED IL CAVALLO DI TROIA LA TRAGEDIA DEL MEDIORIENTE, LA POVERA GENTE ED I GIOCHI DI POTERE LA SERRACCHIANI, LO STUPRO ED I SEPOLCRI IMBIANCATI IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI CATANIA, LE ONG E LE VERITA’ APPARENTI REMINISCENZE CINEMATOGRAFICHE: LA SETTIMANA INCOM MIGRANTI: SALVATAGGI IN MARE ED INSERIMENTO NEI PAESI DI ARRIVO NON SONO VEGETARIANO NE’ ANIMALISTA, MA CONDIVIDO L’INVITO CON TUTTO IL CUORE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA PENSIERI IMPERTINENTI SU UN ARGOMENTO SERIO LA DISONESTA’ IN BUONA FEDE AI NUOVI ISCRITTI AL MIO BLOG: BENVENUTI (CON RISERVA) PLATONE, LA LIBERTA’ E IL PAESE DEI BALOCCHI. IL BALLOTTAGGIO: OPINIONI A CONFRONTO GLI ANIMALI ED I TEST DI TOSSICITA’ COMMENTI DI RIPARAZIONE PRO RTEO LA BUONA SCUOLA, ALEX E SAMOA SALVIAMO IL LUPO: COMPORTIAMOCI DA POPOLO CIVILE LA LEGGE ELETTORALE, LA CULTURA E L’ETICA ESISTE ANCORA LA “PIETAS ROMANA”? Ahi serva Italia di dolore ostello,….non donna di province , ma bordello! PER NON DIMENTICARE LE INDAGINI DI UN MAGISTRATO DRAMMATURGO E L’ITALIA D’OGGI LA DEMOCRAZIA, IL REFERENDUM E LA SPERANZA LA CHIROMANTE SCIENTIFICA PROBLEMI DI SPAZIO: L’ATOMO, IL COSMO E LE MIGRAZIONI IL REFERENDUM COSTITUZIONALE ED I CONGIUNTIVI BENVENUTI A “VILLA ARZILLA” ELEZIONI USA VAURO, LA LEOPOLDA ED IL TERREMOTO LA POLITICA PARALLELA, cioè DUE PESI E DUE MISURE Buoni e cattivi: ci sono dittatori e dittatori? Pensieri sparsi Angelo martirizzato da balordi malvagi Yulin e simili A Cesare quel ch’é di Cesare ” IL PATENTINO “ De minimis…seconda puntata Le pensioni in Italia Breve panoramica sull’attualità Keynes e il capitalismo, note a margine Mattanza di cetacei e crudeltà gratuita Indovinelli e paradossi De minimis Precisazione Brevi considerazioni su un argomento di attualità
people-3120564__340[1]

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, L’OPINIONE DI UN COSTITUENTE

giphy

“Il mio giudizio sulla Costituzione della repubblica italiana?

Si tratta del modello che la Francia adottò dopo la caduta del secondo impero nel 1870: é un esperimento fallito nella stessa Francia, poi in Germania con la Repubblica di Weimar, poi in Spagna con l’insurrezione franchista, quindi in Corea e dovunque sia stato adottato. Per sovrammercato, a quel modello perento e farraginoso i costituenti italiani vollero imporre una sorta di “federalismo controllato” istituendo appunto regioni prive di radici storiche, numerose, spesso poverissime, utili solo a creare posti per impiegati e funzionari e far sbilanciare il Budget statale: data dalla realizzazione pratica del sistema regionale il disordine della spesa pubblica italiana.

books-1655783__340[1]

Si salva, della Costituzione, la parte che contempla i principi generali: ma la sua efficacia é vanificata dal codicillo che segue ogni proclamazione di una determinata libertà o di un determinato diritto del cittadino, quando si é voluto scrivere:  “salvo che la Legge disponga altrimenti”. E dal momento che le leggi le fanno le maggioranze governative, si é visto con le leggi speciali sul terrorismo che valore può avere, che forza autonoma può esercitare, una Carta Costituzionale così timida e reazionaria.

 

stock-photo-tax-concept-with-wooden-block-on-stacked-coins-313474802[1]Il futuro dell’Italia? Andrà avanti così per altri tre secoli, o quattro, o cinque. Dice Spadolini che non si può cambiare l’esercito perché occorrerebbe cambiare un articolo della Costituzione. Dice Visentini che non si può smetterla di tosare sempre le solite pecore a reddito fisso, perché occorrerebbe prima sistemare l’amministrazione del Ministero delle Finanze. E così via. Non possiamo fare niente: Immobili. Il Mondo cammina, ma noi rimaniamo immobili: non abbiamo forse la repubblica? E allora. Più moderni di così.”

espana-los-caballos-bailan-con-jpg_976x0

Quella sopra riportata é l’opinione, fuori dal coro, espressa a distanza di quarant’anni dal più giovane parlamentare della Costituente: io non sono in grado di affermare che essa sia tutta la verità, ma non si può dubitare che essa dimostri con piena evidenza che tutti coloro che la definiscono “la più bella del mondo” non ne hanno indagato affatto i suoi punti deboli e le sue inespresse implicazioni.  Ad una attenta lettura scevra da pregiudizi non può sfuggire che la gran parte dei principi fondamentali e dei quattro titoli della “Parte prima” non ha ottenuto piena, od a volte neppure parziale, applicazione, così come non può disconoscersi che l’attuazione delle Regioni, come previste nel testo della legge fondamentale, non solo ha contribuito allo sbilancio della spesa pubblica, ma ha fortemente contribuito ad accrescere la conflittualità tra l’amministrazione centrale e le varie corrispondenti regionali,  oltre che moltiplicare a dismisura la pletora di Enti e rappresentanze per la comoda collocazione di un numero sempre crescente di politici e portaborse e la conseguente pratica dell’accaparramento dei posti di lavoro, veri o fittizi, da parte di parenti o raccomandati, con il codicillo non trascurabile dello sviluppo incontrollato della corruzione.

Sono forse un laudator temporis acti? Io non credo!

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, L’OPINIONE DI UN COSTITUENTEultima modifica: 2018-04-06T20:25:11+02:00da Quivisunusdepopulo

16 comments:

  1. Caro Amico buonasera. Poni un problema di estrema importanza per le moderne civiltà, e tuttavia dubito che in questa fase storica susciti interesse nella massa dei cittadini, ormai quasi tutti ripiegati sui propri bilanci familiari sempre di più in rosso. Sai bene quanto io sia interessato alla materia, e alle alchimie costituzionali, per questo vorrei intrattenermi a lungo e scendere in profondità al problema; ma non lo farò, se non soffermandomi sommariamente su qualche punto. La ragione ? Nella sua opera politica più importante – Politeia, ovvero, tradotta, ne La Politica – Aristotele descrive un’infinità di “Costituzioni democratiche”, tutte differenti tra di loro, in modo più o meno significativo. Focalizza, poi, in quella di Atene – ne la Costituzione degli Ateniesi – i passaggi politici che portarono Atene dal Re alla democrazia di Pericle e oltre, sperimentando anche la tirannia dei quattrocento e dei trenta. La nostra democrazia nasce da un “compromesso” (definito così, come ben sai, da Meuccio Ruini in occasione della sua Relazione dinanzi all’Assemblea costituente prima dell’approvazione finale della bozza di quella che sarebbe poi diventata la vigente Costituzione). 62 furono i voti contrari. Lo Stato costituzionale è l’esperimento più recente delle forme di organizzazione politica, che ha superato lo stato di diritto perché ha sottoposto anche quest’ultimo al controllo costituzionale. Ma chi fa il vaglio ? La Corte costituzionale. E questa come è composta ? da quindici membri nominati: a) cinque dal parlamento; b) cinque dal presidente della repubblica ; c) cinque scelti tra i magistrati ordinari e amministrativi. E dove è il Popolo, di cui all’articolo 1, che dovrebbe esser “sovrano” ? Ma non è questo ovviamente il problema, oppure la soluzione. Tu puoi scrivere tutte le più belle Costituzioni del mondo (peraltro la nostra è stata definita così da un attore premio oscar che poi l’ha ripudiata in occasione del referendum costituzionale!) ma nessuna di essa risolverà mai i problemi di tutti i cittadini (o sudditi, nella forma monarchica). Ci saranno sempre i “poteri forti (ricchi, nobili, industriali, finanzieri, ecc.) e i deboli (poveri, plebei, operai, disoccupati, ecc). La soluzione, perciò, è soltanto nell’uomo, causa ed effetto di tutto ciò che appartiene al mondo umano (e purtroppo, per gli effetti spesso degenerati, anche al mondo ambientale).
    Voglio solo aggiungere che sono d’accordo con te sul “regionalismo”, e peggio è accaduto con la Riforma del Titolo V. Ma anche in questi casi il problema è derivato dagli uomini che sono entrati nelle istituzioni. Sono solo gli uomini che rendono rispettabili le istituzioni. Per prova: metti a capo di un’istituzione un malfattore, un pregiudicato, un delinquente e verifica se l’istituzione conservi il proprio prestigio.
    Scusami se mi sono dilungato, in contraddizione con i mie proponimenti inziali.

    1. Buonasera amico mio, condivido la tua opinione sull’importanza del problema ed ancor più sull’indiffrenza della massa dei cittadini, ma non perché ripiegati sui propri bilanci in rosso, ma perché non in grado di comprenderne l’importanza per assoluta carenza della necessaria capacità critica. Ovviamente non posso manifestare meraviglia circa la molteplicità dei modelli di “Costituzioni democratiche” descritte da Aristotele, visto che esse non sono altro che complessi di norme indirizzati alla disciplina dei rapporti fondamentali dei membri di una comunità, suscettibili di variazioni atte ad adeguarli alle mutevoli esigenze dei tempi, delle condizioni economiche e delle sensibilità collettive. Di conseguenza mi sembra del tutto pleonastico aggiungere la mia piena condivisione sulla natura di compromesso della nostra Carta costituzionale! Così come inutile risulta ripetere opinioni già espresse circa il concreto operato dei giudici preposti al suo rispetto. La verità é che fino a quando sul culto dell’onestà e sul senso del dovere prevarranno i propri interessi (non solo materiali) e la difesa dei privilegi di parte o di casta nessuna legge potrà modificare questa realtà in cui ci troviamo a vivere, che non dipende dal regionalismo e dalla riforma del Titolo V, ma dai motivi che quelle riforme hanno determinato e conseguentemente disciplinato. In conclusione mi piace ricordare la profetica affermazione di Aldo Moro: “Questa nazione non si salverà se non sorgerà una nuova stagione dei DOVERI”. Saluti affettuosi.
      P.S. Io sono sempre convinto che le BR non sarebbero state in grado autonomamente di compiere quel tipo di rapimento e quella riconsegna del corpo di Aldo Moro.

      1. Sulle BR : secondo me, invece, erano e sono state in grado di fare quello che hanno fatto. Forse c’erano piccole parti di settori dello Stato, che hanno concorso a coprire, anche magari a favorire. Fatto sta che, da qualcosa che all ‘inizio si poteva anche definire come buono, umanistico, tale socialismo, fuoriusciva, nasceva, prendeva forma, qualcos’ altro di mostruoso, cioè una dittatura, anzi varie forme di dittatura. La democrazia è il sistema migliore, è il fattore umano che rovina tutto. Non mi illudo più di nulla. Vedremo a breve cosa accadrà. Ciao

        1. Ciao Roberto, la mia opinione deriva dall’analisi critica delle tante notizie divulgate dai mezzi di informazione nei quaranta anni successivi all’avvenimento e certamente sarebbe estremamente lungo enumerarne le ragioni in questa sede, ciò non toglie che la tua opinione possa essere più aderente alla realtà di quanto non sia la mia. Per altro verso é naturale ed inevitabile che ogni fanatismo sfoci in una aberrazione: certo la democrazia sarebbe la migliore forma di governo, ma non si può dimenticare che l’uomo é l’animale più aggressivo comparso sul nostro pianeta, anche nei confronti dei suoi simili. Quanto a ciò che accadrà penso che non sarà molto diverso da ciò che é stato, forse “La lupa romana” di Trilussa può insegnare qualcosa! Cordiali saluti.

  2. Caro Amico ti ringrazio per la tua problematicità che mi pone sempre di fronte alla responsabilità di interrogarmi per tentare di dare delle risposte con un minimo di ragionamento alle tue profonde domande. Dici che forse non sono i conti in rosso ma è l’indifferenza a tenere distanti le masse dalle “cose importanti”, anche di fronte al tema della Costituzione dello Stato. Può darsi. Non escludo, tuttavia, che nel DNA di molti cittadini (la parte emarginata) si sia sedimentata l’esperienza della storia; di millenni di storia umana, che non cambia né nella forma (non è la carica che da monarchia viene chiamata presidenza, nè se è elettiva o se è dinastica, perché è sempre uno che decide, anche se in concorso) né nella sostanza (ad alcuni più diritti di altri). Ieri l’altro ho letto un’intervista sulla Costituzione rilasciata da Cassese. Un grande giurista, ministro, ex emerito della Corte costituzionale, professore universitario di fama, e altro ancora. Ha espresso un giudizio negativo su un’ultima opera recentemente pubblicata sulla Costituzione, che commenta articolo per articolo tutta la Carta costituzionale. Egli si sarebbe aspettato, invece, anche un’analisi dei prodromi, politici, sociologici, storici, etc. In verità a me è sembrato il solito punto di vista di un “cattedratico” convinto che la Sua visione dei “prodromi” e della funzione della Costituzione siano gli unici rispondenti alla verità (la sua, ovviamente). La Carta è nata come è nata – dopo la dittatura fascista e il cambio di regime costituzionale, dalla monarchia alla repubblica – ma questo è soltanto un giudizio pressappochista perché andrebbe approfondito tutto il contesto generale, ossia socioeconomico, internazionale, antropologico, e storico-politico, a partire dai dati più remoti. Forse fino a spingersi all’uomo che camminava a quattro zampe. Tu ricordi Moro, di cui ho avuto modo di leggere di recente una sua raccolta di lezioni di filosofia del diritto all’università di Bari tenute tra il 1943-44. Egli aveva, a quel tempo (e dico questo perché non posso affermarlo per il tempo successivo) una visione “finalistica” dell’attività umana, tendente verso l’assoluto (era cattolico, e questo è coerenza). Si potrebbe, tuttavia, non essere d’accordo sull’assoluto ma come non condividere una visione dell’azione umana a “fin di bene” della Comunità. Tu sollevi un dubbio sulla sua sorte. E come non essere d’accordo con te. Su questo aspetto potremmo intrattenerci a lungo e dovremmo richiamare tanti altri drammatici eventi rimasti senza risposte a causa di ombre lunghe sulla nostra storia repubblicana. Cordialmente.

    1. Ciao amico mio, io non pongo profonde domande, ma domande di buon senso (almeno secondo me), tuttavia io non ho parlato di indifferenza, ma di ignoranza, certamente conseguente al lassismo generalizzato, che anche la scuola ha accolto abdigando al suo impegno di formare e selezionare gli alunni secondo le capacità di ciascuno e riducendosi ad un formale diplomificio. Tra l’altro questa situazione, unitamente all’esaltazione della presunta smisurata estansione dei propri diritti, contribuisce a convincere la collettività che ogni mirabolante promessa elettorale sia realizzabile! Quanto al chiarissimo professore Cassese non posso che condividere il tuo giudizio perché mi pare evidente che egli, come tutti i cattedratici, sia interessato esclusivamente alla “dottrina” con la conseguenza di perdere qualsiasi contatto con i problemi della vita reale (illuminante in proposito il confronto tra Renzi e l’altrettanto titolato professore Zagrebelski sulla riforma costituzionale poi bocciata dal referendum). La nostra Costituzione é nata dal compromesso tra la visone cristiana della vita e quella marxista, assai viva in quel dopoguerra, il quale aveva annullato le classi preesistenti richiamando tutti alla reale essenzialità della esistenza. Il professore Moro io l’ho citato non come professore, ma come politico, perché la sua espressione, da me riportata per avere autorevole compagnia nelle mie opinioni, egli la pronunciò in uno dei suoi ultimi discorsi in Parlamento. Cordiali saluti.

    1. Ciao Afroditemagica, esprimo innanzitutto il mio piacere nel rivedere un tuo commento dopo tanto tempo. Quanto all’espressione “salvo che la legge disponga altrimenti”, da me riportata letteralmente nel rispetto di uno scritto non mio, credo che si tratti di una formula sintetica utilizzata dall’autore per indicare tutti quegli articoli della Costituzione che rinviano alla legge ordinaria l’effettiva disciplina dei vari istituti ivi indicati solo come programmatici. Cordiali saluti.

  3. Buongiorno, amico mio, e complimenti per la nuova veste grafica del blog, con in testa l’amico di alcuni uomini (meglio precisarlo, perché non è vero che tutti gli uomini gli sono amici, e forse se ne è accorto ormai anche il cane). Tu dici che la nostra costituzione è nata dal compromesso tra le visioni cristiana e quella maxista. Certamente ne sono state le linee guida ma anche di scontro. Basti rileggere i verbali delle Commissioni e sottocommissioni sui dibattiti, ad es., sulla famiglia, che, secondo l’anima cristiana, avrebbe dovuto solo essere riconosciuta dalla repubblica, perché entità naturale preesistente allo Stato, e all’idea comunista (Togliatti e la Iotti) che avrebbero voluto affermare la preesistenza dello Stato quale fonte dei diritti della famiglia. Ad ogni buon conto, ciò che è importante, a mio avviso, è evitare di “sacralizzare” qualsiasi frutto della “ragione” umana, e quindi anche la Costituzione. Se esista o meno il sacro di certo non apparterrebbe al mondo degli umani, perciò ogni uomo che ami la proprio libertà, soprattutto quella interiore, dovrà sempre diffidare dai miti (peggio ancora se si tratti di altri esseri umani). Nulla resiste al tempo, e oggi siamo già lontani dalle condizioni che diedero vita alla vigente (ma più volte riformata) Costituzione. Purtroppo ciò che oggi manca nel nostro modello sociale è l’idea di Comunità e la competizione politica avviene solo in vista dell’accaparramento del potere di governo con lo scopo di garantire per sé e i propri componenti dei “gigli magici” migliori condizioni economiche e di privilegi.

    1. Ciao amico mio, faccio una digressione dal tema per precisare che la testa era di una mia amica pluricampione che ha sempre ricambiato il mio amore per lei. Quanto alla famiglia, come sai, in Costituzione é prevalsa la concezione cristiana, che nella prima parte dell’art. 29 la definisce “società naturale fondata sul matrimonio”. Ciò detto, sono perfettamente d’accordo con te sia sull’obsolescenza di ogni cosa umana, sia sugli scopi assorbenti della competizione politica. Un affettuoso saluto da parte di uno dei pochi “Don Chisciotte” ancora in circolazione.

  4. Ottimo carteggio Quivi, con rTeo e altri. Un po’ come “suorina” tra il serio e il faceto, non entro nella discussione della Costituzione dal punto di vista formale, essa è stata osservata da infiniti punti critici, inclusi i vostri. Colgo occasione invece per agganciarmi ai concetti di Comunità e di bene comune, dell’Uomo, se vogliamo, alla ricerca di un fine superiore al sé stesso, cioè che volga al benessere: non produzione materiale, ma afflato e benevolenza (non caritas); del volgersi con empatia, intesa come solvente universale. La diffidenza è in realtà il leitmotiv di questi tempi e l’apparente democratizzazione di ogni risorsa globale, incluse presunte libertà di espressione che rendono possibili tante assordanti capo-voci che sommergono, in una corsa di affermazione, quelle semmai più sensate e formate. L’impressione che tutto ciò che è dentro in ognuno esca fuori, fornisce il quadro che intendo. Ricostruire e affermare inoltre i diritti è più facile che ricostruire il senso del dovere. Così sommariamente, nonchè cordialmente vi saluto, M^

    1. Ciao Misti, diversamente da quel che ti ho detto nella mail, a volte questo “Libero blog” ti fa arrabbiare quando disperde gli eventuali commenti o le relative risposte, come mi é capitato con riferimento al tuo scritto. Ciò detto io sarei ben contento se, come tu dici, il fine dell’uomo potesse essere la ricerca del bene comune volta al benessere, inteso come afflato di benevolenza. Purtroppo la realtà, come tu giustamente la cogli, é costituita di tante voci e comportamenti volti esclusivamente all’affermazione egoistica del proprio io per conseguire visibilità e privilegi, tanto, come dice Trilussa, in fatto di coscienza male che vada se ne può far senza. Cordiali saluti.

  5. Caro Amico, buongiorno. Il contributo di “Misti” rafforza la mia convinzione che il blog può diventare servizio. Non importa se siano in tanti o in pochi ad interrogarsi ma è rilevante che qualcuno ancora lo faccia. Un solo seme può bastare per non fare estinguere la specie. Nei molteplici saggi approfonditi non ho trovato mai una prospettazione diversa dalla contrapposizione tra Amore e Odio. Dio è amore ? una parte lo ha sostenuto e tuttora lo sostiene. Chi, invece, non lo sostiene, né lo condivide, è portato a ritenere, allora, che Dio sia Odio. Certo, si potrebbe anche affermare che vi è una terza via: Dio non esiste, oppure è neutro. Io voglio credere alla prima prospettazione. Per questo la realtà cui fai riferimento, e che non ignoro, è soltanto una manifestazione del relativismo. L’uomo può cambiare, e i millenni finora trascorsi ne sono la prova. Tutti gli organismi e le istituzioni finora “partoriti” dalla menta umana (che secondo una teoria, perfino risalente ad Aristotele, sono da ritenersi “naturali”) sono andati verso un’elevazioni culturale e civile della società. Non è vero che siamo ritornati alle caverne. Né alcuni aspiranti dittatori sparsi per il mondo costituiscono il genere umano. In questo, multiforme e complesso, albergano “santità” in erba e manifeste. Penso ai tanti che si prodigano per il prossimo, come ha fatto Madre Teresa di Calcutta. Anche l’esempio politico di Gandi non è stato vano; così come la morte di Martin Luter King. Il percorso della specie umana è solo agli inizi. Il viaggio è relativamente lungo (o breve), ma la “natura” va verso il bene. Che piaccia o meno. Per quanti uomini cercheranno di schiavizzare il prossimo ce ne saranno altrettanti che faranno di tutto per liberare gli uomini dalle catene restituendo loro la dignità di esser umani. Sarà una “guerra” all’infinito ? Forse si, ma non vinceranno coloro che combattono all’insegna dell’odio.

    1. Buonasera amico mio, i problemi che tu proponi non sono certo da poco, anzi sono quelli posti al vertice della loro piramide: l’esistenza e la natura di Dio ed il destino del genere umano. Circa il primo é mia convinzione che quella dell’esistenza dell’Essere Supremo sia l’unica verità assoluta, purtroppo indimostrabile, tuttavia se non esistesse non solo il mondo ma l’intero universo, come si esprime il Belli, resterebbe “pe sseme de cavolo” tenuto conto che la natura ci insegna che nulla é senza scopo; e se Dio esiste non può né odiare, né essere indifferente visto che non avrebbe senso la creazione di qualcosa inutile o dannosa per il suo Creatore. Altra cosa é l’esistenza dell’anima e la sua immortalità: in questo caso ci soccorre Trilussa con la sua poesia “La Fede”: “…sarà…ma trovo strano, che me possa guidà chi nun ce vede… La cieca allora me pijò la mano e sospirò:-Cammina!- Era la Fede”. Invece ho molti dubbi circa la tendenza dell’umanità verso l’elevazione culturale e civile, non perché io non sia conscio dei continui cambiamenti del genere umano e del suo abbandono delle caverne. Ma non é il suo trasferimento in spettacolari grattacieli che può dimostrare l’abbandono da parte sua degli egoismi all’origine di tutte le azioni più nefande, allo stesso modo che la permanenza in abitazioni “quasicaverne” non potrà mai distruggere la volontà di battersi per l’affermazione dell’amore altruistico e l’elevazione del genere umano al di là di ogni cattiveria. Cioè sarà una guerra non infinita ma senza fine finché esisterà la specie umana. Saluti cordiali.

  6. Cari amici di blog, c’è un aspetto molto interessante dell’uomo, quanto di dio, quanto del mondo, Ludens: giocante. “L’uomo sa ridere”? (B. Croce). Riflessioni per cui giocare è la curiosità del fanciullo, le attività divine o l’uomo che riflette nelle attività ludiche, non solo svago dalla ricerca o dal lavoro ma ricerca stessa della sapienza attraverso formule di abilità espressiva, creativa . In questa predisposizione il contesto volge necessariamente ad una luce che sa contemplare persino le ombre. Tuttavia lo stesso cosmo è un’ accelerazione ed espansione violenta verso la “fine”; conosciamo tutti la descrizione di Hobbes della natura umana , sì violenta da necessitarne il controllo. Ecco perchè credo che solo l’ambizione a qualcosa di superiore, e intendo ciò che non ci è dato ancora di sapere e dunque il sapere e anche “giocando” sia il miglior mezzo per accrescere il benessere . Così sommariamente, nonchè cordialmente vi saluto, M^

    1. Ciao Misti, il tuo commento mi offre la possibilità di una digressione: quando qualcuno mi chiede cosa accomuna l’uomo ed il cane la mia risposta é “il gioco” perché il cane é l’unico animale capace, come l’uomo, di giocare per tutta la vita! Rientrando in argomento trovo che tu dica bene che la ricerca medesima rappresenti una attività ludica perché senza l’interesse e la soddisfazione derivanti tipicamente dal gioco non ci sarebbero né impegno, né progresso. Per altro verso non credo che l’espansione del cosmo, attraverso le sue manifestazioni violente, sia indirizzta alla sua fine, posto che la concezione infinita dell’universo ha come postulato inprescindibile l’inesistenza di una fine ed ipotizzarla significherebbe la negazione stessa del concetto di universo. Quanto all’ homo homini lupus di Hobbes (filosofo che non gode la simpatia di rteo) é mia opinione che l’espressione colga la vera natura dell’uomo e che solo l’impegno di qust’ultimo nel superamento della sua naturale tendenza possa condurre ad un generale miglioramento delle sue condizioni di vita. Cordiali saluti.

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).

2016 Name of Company