LE OPERE DELL’ UOMO E LE OPINIONI DEGLI ANIMALI S A N T A P A S Q U A 2 0 1 9 GAUDEAMUS IGITUR: VIVAT ET RESPUBLICA ET QUI ILLAM REGIT! “IL DIALOGO TRA LA TERRA E LA LUNA” C A P O D A N N O 2019 N A T A L E 2 0 1 8 UN FENOMENO DI “Déjà vu” LE NOZZE COI FICHI SECCHI PRESI A CREDITO TRA MATEMATICA, VACCINI, LUPI ED AGNELLI LA DECISIONE DEL GOVERNO ITALIANO, LA NAVE AQUARIUS ED IL PREVEDIBILE FUTURO PENSIERI IMPERTINENTI (O FORSE NO?) SU POLITICI E COMMENTATORI ATTUALITA’ INTERNAZIONALI, PENSIERI CONTROCORRENTE IL PICCOLO SFORTUNATO ALFIE ED IL SUO DIRITTO DI VIVERE LA MANCANZA DI COSCIENZA, LA LIBERTA’ E GLI INSEGNAMENTI DEL PASSATO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, L’OPINIONE DI UN COSTITUENTE P A S Q U A 2 0 1 8 LE ELEZIONI POLITICHE ITALIANE: ASPETTANDO GODOT NEL DESERTO DEI TARTARI IN RICORDO DI ALESSIA E MARTINA COSE DI QUESTO MONDO, ATTUALITA’ NOSTRANE E NON APPENDICE AL POST REMINISCENZE SCOLASTICHE…E VICENDE ATTUALI REMINISCENZE SCOLASTICHE …E VICENDE ATTUALI LA FAVOLA DEI PROGRAMMI ELETTORALI RACCONTATA AGLI ITALIANI. NATALE 2017, CAPODANNO 2018, AUGURI A TUTTI. IL CAMMINO DALLA FATTORIA DEGLI ANIMALI ALLA CORTE DEL GRANDE FRATELLO LE FAKE NEWS, “ER PADRE DE LI SANTI” E LE “ZEBBRE” CON DUE ZETA ICEBERG, IL PROFESSORE ED I CANI PERICOLOSI UN EFFICACE MANIFESTO DI DENUNCIA: LA SENTENZA IL REFERENDUM CATALANO E LA LEGGE ELETTORALE IN ITALIA IL REFERENDUM DELLA CATALOGNA E L’EUROPA: PROSPETTIVE ED INCOGNITE. IL TEMPO E’ DENARO ED A VOLTE ANCHE ALTRO UN EFFICACE MANIFESTO DI DENUNCIA I TOP-POST, LO IUS SOLI E GLI STUPRI PER NON DIRE DI PENSIONI. E’ POSSIBILE DETERMINARE IL NUMERO DI MIGRANTI DA ACCOGLIERE ? O E’ UN’UTOPIA? LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED I COMMENTI: NUN VE REGGAE PIU’ IL TERRORISMO, PIAZZA SAN CARLO ED IL CAVALLO DI TROIA LA TRAGEDIA DEL MEDIORIENTE, LA POVERA GENTE ED I GIOCHI DI POTERE LA SERRACCHIANI, LO STUPRO ED I SEPOLCRI IMBIANCATI IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI CATANIA, LE ONG E LE VERITA’ APPARENTI REMINISCENZE CINEMATOGRAFICHE: LA SETTIMANA INCOM MIGRANTI: SALVATAGGI IN MARE ED INSERIMENTO NEI PAESI DI ARRIVO NON SONO VEGETARIANO NE’ ANIMALISTA, MA CONDIVIDO L’INVITO CON TUTTO IL CUORE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA PENSIERI IMPERTINENTI SU UN ARGOMENTO SERIO LA DISONESTA’ IN BUONA FEDE AI NUOVI ISCRITTI AL MIO BLOG: BENVENUTI (CON RISERVA) PLATONE, LA LIBERTA’ E IL PAESE DEI BALOCCHI. IL BALLOTTAGGIO: OPINIONI A CONFRONTO GLI ANIMALI ED I TEST DI TOSSICITA’ COMMENTI DI RIPARAZIONE PRO RTEO LA BUONA SCUOLA, ALEX E SAMOA SALVIAMO IL LUPO: COMPORTIAMOCI DA POPOLO CIVILE LA LEGGE ELETTORALE, LA CULTURA E L’ETICA ESISTE ANCORA LA “PIETAS ROMANA”? Ahi serva Italia di dolore ostello,….non donna di province , ma bordello! PER NON DIMENTICARE LE INDAGINI DI UN MAGISTRATO DRAMMATURGO E L’ITALIA D’OGGI LA DEMOCRAZIA, IL REFERENDUM E LA SPERANZA LA CHIROMANTE SCIENTIFICA PROBLEMI DI SPAZIO: L’ATOMO, IL COSMO E LE MIGRAZIONI IL REFERENDUM COSTITUZIONALE ED I CONGIUNTIVI BENVENUTI A “VILLA ARZILLA” ELEZIONI USA VAURO, LA LEOPOLDA ED IL TERREMOTO LA POLITICA PARALLELA, cioè DUE PESI E DUE MISURE Buoni e cattivi: ci sono dittatori e dittatori? Pensieri sparsi Angelo martirizzato da balordi malvagi Yulin e simili A Cesare quel ch’é di Cesare ” IL PATENTINO “ De minimis…seconda puntata Le pensioni in Italia Breve panoramica sull’attualità Keynes e il capitalismo, note a margine Mattanza di cetacei e crudeltà gratuita Indovinelli e paradossi De minimis Precisazione Brevi considerazioni su un argomento di attualità
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IL PICCOLO SFORTUNATO ALFIE ED IL SUO DIRITTO DI VIVERE

5e75721e-4846-11e8-a4e7-1679ce296b97_eac0d78deb9cb8adf355bf211964eea6-ksoF-U1110571383855gVF-1024x576@LaStampa.itIl piccolo Alfie Evans ci ha lasciati o, come con poetica delicatezza si esprime la mamma, “al nostro bimbo sono spuntate le ali”.  La vicenda in sé non é diversa dai tantissimi  tragici eventi che ogni giorno rattristano altri genitori sparsi nel mondo, però gli interventi che hanno costellato la sua breve ed inconsapevole esistenza pongono un problema di essenziale importanza che merita di essere meditato in maniera approfondita.

Nelle società più mature ogni bambino con la nascita diventa un soggetto di diritto, cioè con diritti propri a partire da quelli della persona, che ovviamente non é in grado di esercitare autonomamente: di conseguenza il loro esercizio effettivo viene delegata dall’ordinamento ai genitori, in genere sotto il controllo dello Stato, che vi provvede con i propri organi ed in particolare ed in ultima istanza con la magistratura. 

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Nel caso dello sfortunato bambino si sono trovati coinvolti, presumibilmente con il medesimo interesse, sia i genitori, sia i magistrati, sia i medici ai quali ne era affidata la cura. Ora il primo problema che si pone riguarda l’esistenza, o meno, di un potere decisionale dell’autorità sanitaria in ordine all’esercizio di un diritto del soggetto in cura, cioè se essa avesse o non avesse il diritto delegato di decidere dell’uso, o del diniego dell’uso, degli strumenti necessari per la conservazione in vita del piccolo paziente, circostanza che, a parer mio, dovrebbe essere negata in forza della considerazione che i tecnici del ramo hanno conoscenza solo dell’esistente e non delle eventuali nuove conoscenze acquisibili nel tempo futuro. Analoga soluzione negativa dovrebbe formularsi in ordine al diniego deciso dai magistrati a riguardo dell’eventuale trasferimento del bimbo in altra struttura ospedaliera decisa a perseverare nella sua cura.

Tuttavia il vero e fondamentale problema da risolvere é quello concernente la possibilità di delegare a terzi, sia pure genitori o Stato, l’esercizio del primo ed essenziale diritto di ogni essere di decidere il proprio annullamento come soggetto giuridico.

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IL PICCOLO SFORTUNATO ALFIE ED IL SUO DIRITTO DI VIVEREultima modifica: 2018-04-30T18:21:15+02:00da Quivisunusdepopulo

30 comments:

  1. “Il mio gladiatore ha deposto lo scudo e si è guadagnato le ali”, così la giovane mamma ha “annunciato la morte del piccolo Alfie. Una vita brevissima, appena 22 mesi, ma di un’intensità assoluta perché è stata capace di muovere migliaia di persone che hanno in questi ultimi giorni protestato e pregato in Italia e Inghilterra, capace di muovere persino il nostro governo che gli ha rilasciato subito la cittadinanza. Prego per il piccolo Alfie,certa che lui sia ormai al sicuro tra le braccia di Dio dopo le sofferenze patite; ma prego anche per i suoi “carnefici” perché il Signore perdoni loro quello che hanno commesso e cambi il loro cuore di pietra con un cuore colmo d’amore. Le parole da dire e da non dire, in questo doloroso momento, sono molte, forse troppe. Una cosa però è certa, ora Alfie non soffrirà più. Ciao piccolo guerriero, adesso puoi finalmente riposare in pace. Corri, gioca e aiuta i tuoi genitori ad andare avanti, proteggili. Buona serata Quivi e buon 1° Maggio.

    1. Ciao Nina, la frase che tu citi secondo la fonte d’informazione alla quale io ho attinto l’avrebbe pronunciata il padre del piccolo Alfie, ma non sono certo queste le cose che contano e bene hai fatto a porre l’accento sull’emozione e sulla condivisione con i genitori dell’ansia per la sua sorte, nonchè ad aggiungere un pensiero di solidarietà nei confronti dei dolenti genitori. Nella tua espressione “prego anche per i suoi carnefici” colgo anche la tua risposta implicita al grave problema da me posto. Cordiali saluti.

  2. Caro Amico, ben ritrovato. Sono stato assente, e ancora lo sarò, per piccoli problemi di salute. Leggo con piacere il tuo post sul caso Alfie. Non è un problema di facile soluzione, e questo ben si rileva anche dal contributo di Nina. Tu concludi sostenendo il “diritto di ogni essere di decidere il proprio annullamento come soggetto giuridico”. In verità è proprio questa qualificazione del “soggetto giuridico” che, a mio avviso, costituisce il problema e non sempre la soluzione. Ormai gli uomini organizzati nella società del diritto non sanno più essere ciò che sono secondo natura; senza il diritto, ossia senza la finzione, che può portare perfino a rendere rispettabile un delinquente (se lo prevede una norma, oppure se tale delinquente assume la rappresentanza di un’istituzione pubblica), gli uomini non sanno più orientarsi. Tutto deve avvenire secondo legge. Ed ecco che la coscienza, la spiritualità, il senso e il sentimento della vita, in altri termini la cosiddetta “umanità”, non trovano alcuna cittadinanza. Tutto si risolve in chi deve decidere: la famiglia, i medici, la magistratura, le procedure. Tutti evitano, però, di chiedersi: che cosa è la vita ? e chi te la dà, il diritto ?

    1. Ciao amico mio, premesso che mi fa molto piacere tornare a leggere le tue opinioni, entro nel merito del problema ribadendo che secondo me il diritto di decidere del proprio annullamento come soggetto giuridico, cioè di decidere di morire, non può essere delegato a nessuno. Chiarisco che la mia espressione nasce dalla condivisione della concezione aristotelica dell’uomo come animale sociale, necessariamente vincolato a vivere secondo le regole della società alla quale appartiene. La coscienza, la spiritualità, il senso della vita ed in concreto l’umanità sono comunque soggetti a delle regole, che potranno non avere il carattere della giuridicità nel caso che si abbia una fede religiosa, ma comunque presenti perché niente può avvenire senza una qualificazione. Così anche la domanda fondamentale “chi ti dà la vita?” può avere diverse risposte dall’ateo e dal credente: il primo risponderà: i genitori, il secondo: Dio, però, salvo gli infiniti incidenti della vita, che si tratti di una facoltà o di una accettazione anche in natura la fine della vita é rimessa alla volontà di chi ne é il titolare (un esempio é dato da quei soggetti che si lasciano morire perché non più capaci di essere utili alla propria comunità!). Cordiali saluti.

  3. Il piccolo Alfie non soffre più: al di là di ogni perplessità giuridica, umana, questa è la sola cosa che conta. Personalmente, credo che il diritto decisionale sulla vita spetti ai genitori ma l’amore per il figlioletto può bloccare una giusta considerazione di quanto sia meglio, o giusto, per il piccolino. Ci ha pensato il buon Dio. Piccolo Alfie, penso che ora, il pianto di mamma e papà sarà un canto liberatore: tu vivi in Paradiso quella gioiosa opportunità che ti era stata negata in terra.
    Notte serena Quiwi, un caro saluto…licia

    1. Ciao Licia, capisco il tuo giudizio dettato dalle ragioni del cuore, però proprio ciò che tu aggiungi a proposito dell’effetto distorsivo dell’amore dei genitori mi suggerisce che neppure a costoro possa essere delegata la decisione sulla soppressione della vita del figlio, il quale dal momento della sua venuta al mondo é soggetto diverso ed indipendente dal suoi ascendenti. Di conseguenza io credo che ognuno sia il solo ed unico titolare del diritto in argomento, che può anche essere esercitato attraverso un fatto concludente, cioè come tu dici: “ci ha pensato il buon Dio”. Ti auguro una felice serata ed una buona notte.

      1. E’ indubbio, quanto sottolinei….però, per un essere adulto e responsabile del suo vissuto. In questo particolare caso, il piccolo Alfie non era certo idoneo ad una scelta . Soleggiato sabato, Quiwi, un saluto…licia

        1. Ciao Licia, a volte la mia tendenza alla sintesi rende il mio pensiero meno chiaro di quanto vorrei: nel caso specifico con l’espressione “fatto concludente” ho inteso l’accettazione necessaria della legge naturale della morte senza l’intervento di terzi, ai quali al contrario incombe il dovere di contrastarne il verificarsi. Buon fine settimana da Quivi.

  4. Ben ritrovato, Amico mio. Tu giustamente cogli che tra il credente e l’ateo ci sarebbero due differenti scelte. E’ indubbio, questo. E allora ? Nel tuo ordinamento giuridico sarà o il primo a privare il secondo della volontà di scegliere che cosa fare della sua vita, oppure il secondo tiranneggerà sul primo. Entrambi, comunque, non saranno mai veramente liberi. La logica della “maggioranza” democratica, ovvero dell’uomo solo al comando, rende tutti schiavi; anche il titolare della decisione, come Creonte che mandò a morte Antigone pur di far prevalere la “legge”. Le “regole”, come ben dici, si osservano in tutti i consorzi viventi, umani e non, ma soltanto quelli umani esaltano e mitizzano la “legge civile”. Gli altri, invece, soggiacciono alle Supreme leggi immutabili della natura, che per questo rende tutti eguali. Se uno cade dall’albero è perché è trascinato verso il basso dalla legge della gravità; e chiunque salga sull’albero avrà lo stesso destino. La legge degli esser umani, invece, a volte tende a distinguere, a dividere, a discriminare, a rendere alcuni ricchi ed altri poveri. E allora, mi chiederai ? Allora, gli esseri umani continuino pure, se vogliono, a dispensare diritti secondo le dinamiche politiche e dei partiti e a proteggere con gli eserciti il fondamentale diritto di proprietà o demaniale ma stiano lontani dalla sfera interiore di ciascuno, consentendo, così, all’ateo, di scegliere come morire, e, al credente, di affidarsi alla volontà di Dio.

    1. Buonasera amico mio, non posso che condividere la tua opinione circa l’imperfezione delle leggi umane, sia civili che penali, perché esseri limitati ed egocentrici come gli uomini non potrebbero produrre niente di diverso. Però debbo precisare che quando io parlo di diritto non intendo riferirmi a norme particolari, ma e quelle regole astratte, sociali o naturali, che hanno origine nella natura alla quale l’uomo appartiene e che prescindono dai suoi individualismi. Tuttavia a proposito delle “supreme leggi immutabili della natura” ricordo per curiosità che secondo i maggiori studiosi dell’universo neppure tale affermazione può dirsi certa ed é assolutamente impossibile confermarla al di là di quel famoso Big-bang, che rappresenta il limite estremo della nostra attuale conoscenza. Ho così sintetizzato il contenuto della mia prima risposta dispersa nell’infinito web. Un affettuoso saluto.

  5. Ciao…Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva.
    E’ una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità. Edè per questa ragione che non credo si possa o debba demandare a nessun altra persona il nostro destino. Certamente il piccolo Alfie aveva tutti i diritti di questa vita, ma poi? Ho sempre affermato e sostenuto che per tutto c’è sempre tempo per un altro tempo, ma in questo caso mi sento di scrivere che il tempo di Alfie era scaduto.
    Sorriso per una serena giornata, Sal

    1. Ciao Sal, come hai potuto notare la mia premessa affermava proprio l’abituale ricorrenza di casi sfortunati e dolorosi di bimbi sottratti alla vita dalla sorte avversa. Il caso del piccolo Alfie per la risonanza avuta e per il complicato intreccio dei soggetti intervenuti nella determinazione della sua storia se ne discostava perché poneva ex post il problema della titolarità del diritto (o della facoltà o del dovere) di decidere della sua fine, nonchè dell’esistenza, o meno, della possibilità della sua delega a terzi. In concreto, per usare la tua espressione, se per lui il tempo fosse effettivamente scaduto o se tale tempo non fosse stato illegittimamente modificato da terzi non abilitati a tanto: purtroppo questo non lo sapremo mai! Cordiali saluti.

  6. Ciao. Per noi da domani impegni musicali serali e domenica gran finale a richiesta della mia Mary e di mio cognato per l’edizione annuale di Caseifici aperti. Tempo a disposizione poco o niente, ma se se non sarà uno di noi, sicuramente qualcosa se la inventerà la nostra cara Anna Paola alle prese a casa col suo bebè. Noi ci rileggeremo lunedi. Sorriso Sal.

  7. Ciao. Come oramai accade da diverso tempo quando i galli non ci sono, tocca a me fare la gallinella…Sul blog ho appena postato due storie di vita apparentemente diverse, ma tremendamente simili ( una è proprio quella del piccolo Alfie ). Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell’ossigeno; tutto il resto è vivere.
    (Patch Adams)
    Una piacevole giornata, Anna Paola per sal&bigbyBand

    1. Ciao Anna Paola, avere tra gli amici virtuali una “cooperativa” riserva a volte delle piacevoli sorprese, come quella di trovare più di un commento al medesimo post. Non é difficile capire perché il caso del piccolo Alfie abbia suscitato tanta attenzione e commozione: la sua sorte, già di per sé sfortunata, é stata decisa da personaggi che forse, più che preoccuparsi della vita del bimbo, hanno preso in considerazione l’orgoglio nazionale! Cari saluti.

  8. Ciao . Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due comincia la realtà. Sappiamo che abbiamo trovato qualcuno di speciale quando si può stare zitti e condividere un piacevole silenzio.
    Un amichevole abbraccio per questo nuovo fine settimana. Anna Paola per tutte/i gli scavezzacolli della band.

  9. MESSAGGIO UNICO. “La mamma è quella persona che vedendo che i pezzi di torta sono quattro e le persone sono cinque, dice che i dolci non le sono mai piaciuti” – Tenneva Jordan
    Da Anna Paola e tutta la sal&bigbyBand AUGURI a tutte le mamme.

  10. Ciao…”“Guardando bene, si scopre che nel disprezzo c’è un po’ di invidia segreta. Considerate bene ciò che disprezzate e vi accorgerete che è sempre una felicità che non avete, una libertà che non vi concedete, un coraggio, un’abilità, una forza, dei vantaggi che vi mancano, e della cui mancanza vi consolate col disprezzo.”P.Valery
    Un cordiale e sincero sorriso per un sereno inizio settimana, Sal

  11. “Alfie ha problemi, è in difficoltà”, avevadetto avvocato di Kate Evans, madre del piccolo Alfie, davanti alla Corte d’Appello, composta dai tre giudici Lord Justice McFarlane, Lady Justice King e Lord Justice Coulson, durante l’udienza decisiva, a Londra, per decidere se il bimbo potesse essere trasportato in Italia.
    “Non lasciate nulla d’intentato, salvate mio figlio”, aveva aggiunto il padre del bambino, Tom.
    “Forse può aver bisogno di una tracheotomia, forse no, quel che è certo è che al momento sta ancora lottando e dimostrando che i dottori e i tribunali si sbagliavano. Ci era stato detto che non sarebbe durato 5 minuti e invece sono 36 ore che siamo sulla breccia. Hanno iniziato a nutrirlo solo ieri all’una. Il modo in cui viene trattato è disgustoso, nemmeno un animale sarebbe trattato così” aveva dichiarato a ITV” Tom Evans.
    Il padre del bambino aveva anche minacciato di far causa a tre medici dell’Alder Hey Hosipital di Liverpool per cospirazione finalizzata all’omicidio di Aflie.
    FORSE e ribadisco FORSE, e sono contro l’accanimeto terapeutico, straziante ed a volte del tutto inutile; questa volta avrei lasciato che il piccolo potesse ancora provarci…Stramaledette leggi fatte per i chi SO TUTTO IO…Buona giornata, Sal

  12. Per l’accanimento giudiziario occorerebbero leggi comunitarie identiche che purtroppo e per diverse collocazioni ideoligiche o di parte non esistono o, quantomeno, esitono solo quelle che fanno comodo ai vari politicanti. Ma questa, credimi, è un’altra storia. Un cordiale saluto per una proficua giornata. Sal

    1. Ciao Sal, so bene che le legislazioni dei vari Stati sono diverse e spesso contrastanti tra dii loro, ma il problema che io ponevo in conclusione del post é di carattere filosofico o, per maggiore concretezza, di diritto naturale, cioè quello che i padri del diritto definivano lo “ius gentium”. Un caro saluto ed un ringraziamento per il tuo contributo.

  13. Ciaooooooo…Ogni donna mostra il suo stile, ma non tutte hanno quella classe da distinguersi dalle altre.
    PS. Ogni riferimento è puramente casuale anche se una certa ” Barbarella nazionale ” docet. Vedi mai che in una delle sue trasmissioni la mostrino come realmente è…Io dico che tutti la apprezzeremmo un pò di più. Sorriso, Sal

  14. Caro Amico ben ritrovato. Ho constatato che il tema ha suscitato molto interesse e me ne compiaccio. Aggiungere altro ancora non farebbe migliore luce perché tutto il dualismo che è di sistema tale è e tale rimane. Il tuo interlocutore proloco ha alimentato la discussione e bisogna dargliene atto. Ogni commento tuttavia soffrirà sempre di pressappochismo, come di certo lo sarà anche questo mio intervento. Noi tutti siamo le scorie di un processo ultramillenario che si fonda su meccanismi che sfuggono alla umana conoscenza. Tu chiami in causa lo jus gentium, ovvero ciò che secondo la ragione è regola di tutte le genti. Ma questo non è la natura, a meno che non la si voglia far coincidere con la ragione, oppure sostenere che quest’ultima sia la natura o sua espressione. Freud sosteneva che le civiltà nascono perché una parte delle libido (anale) viene trasferita dagli uomini nella creazione del mondo politico, tra cui si annovera anche il potere. Questo, però, può essere fine a sé oppure strumentale. Lo Stato rientra in questa logica perversa. Lo Stato fine a sé, anche di kantiana memoria, oppure strumentale per la vita buona e socratica. La Gran Bretagna ha una ragione di Stato che prevale e prescinde da ogni altra ragione. Anche in Italia è accaduto lo stesso. Di sicuro ai tempi del fascismo, ma oggi possiamo dire di aver superato del tutto l’idea che lo Stato venga prima di tutto e di tutti ? Cordialità.

    1. Ciao amico mio, i tuoi interventi aprono sempre una notevole serie di problemi sul significato del potere, dell’esistenza, della natura, della ragione e così via. Perciò forse non é il caso di aggiungerci anche Freud e le sue convinzioni, tra l’altro non tutte condivise, ma se mi chiedi se lo Stato viene prima di tutto o se prima di tutto viene l’uomo credo che la mia risposta dovrebbe ricalcare quella famosissima di scuola: “é nato prima l’uovo o la gallina? Cordiali saluti.

  15. Caro Amico, buongiorno. Sulla gallina e l’uovo avrei anch’io qualche dubbio; non altrettanto sullo Stato. Questo è una creazione artificiale della “ragione” e di certo non esisteva allorquando vennero alla luce i primi microrganismi, da cui si originò la vita. Mi puoi dire che per te è rilevante che la ragione di Stato prevalga, oppure che lo Stato sia strumentale, e trovare o meno condivisione, ma non mi sento di condividere che lo Stato, in particolare l’apparato burocratico e amministrativo, nasca prima dell’uomo. E potremmo anche concordare sul fatto che al di là del diritto lo Stato si affermi con la forza del suo appartato, così come in natura vince sempre la forza ma per me le creazioni artificiali tali sono e tali restano. E la “ragione di Stato” per me deve essere soltanto quella che persegua la “vita buona” di tutti i cittadini, e mai di una sola parte, che sia la maggioranza o, peggio, solo una minoranza. Conosco i rapporti di forza che generano la divisione tra schiavi e padroni, ma aborro entrambi. La famiglia sociale che si organizza in Stato pone alla sua base il servizio reciproco e non il potere nelle mani di uno solo o di pochi per asservire gli atri.

    1. Ciao amico mio, Purtroppo le parole hanno spesso parecchie accezioni e messe in un periodo debbono necessariamente essere interpretate, quando io parlo di Stato senza riferirmi a nessuno concreto in particolare mi riferisco a quella società naturale derivante dalla natura dell’uomo, teorizzata da Aristotele, che non potrebbe esistere senza delle regole per la disciplina della sua vita. Del resto é sufficiente osservare gli aggregati degli animali sociali per rendersi conto che la loro vita si svolge nel rispetto di regole assistite anche da sanzioni a carico degli eventuali trasgressori. Questo concetto prescinde da tutte le deviazioni e le aberrazioni delle organizzazioni statuali concrete, sulle quali non ho niente da eccepire riguardo alle tue considerazioni. Cordiali saluti.

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