LA DECISIONE DEL GOVERNO ITALIANO, LA NAVE AQUARIUS ED IL PREVEDIBILE FUTURO PENSIERI IMPERTINENTI (O FORSE NO?) SU POLITICI E COMMENTATORI ATTUALITA’ INTERNAZIONALI, PENSIERI CONTROCORRENTE IL PICCOLO SFORTUNATO ALFIE ED IL SUO DIRITTO DI VIVERE LA MANCANZA DI COSCIENZA, LA LIBERTA’ E GLI INSEGNAMENTI DEL PASSATO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, L’OPINIONE DI UN COSTITUENTE P A S Q U A 2 0 1 8 LE ELEZIONI POLITICHE ITALIANE: ASPETTANDO GODOT NEL DESERTO DEI TARTARI IN RICORDO DI ALESSIA E MARTINA COSE DI QUESTO MONDO, ATTUALITA’ NOSTRANE E NON APPENDICE AL POST REMINISCENZE SCOLASTICHE…E VICENDE ATTUALI REMINISCENZE SCOLASTICHE …E VICENDE ATTUALI LA FAVOLA DEI PROGRAMMI ELETTORALI RACCONTATA AGLI ITALIANI. NATALE 2017, CAPODANNO 2018, AUGURI A TUTTI. IL CAMMINO DALLA FATTORIA DEGLI ANIMALI ALLA CORTE DEL GRANDE FRATELLO LE FAKE NEWS, “ER PADRE DE LI SANTI” E LE “ZEBBRE” CON DUE ZETA ICEBERG, IL PROFESSORE ED I CANI PERICOLOSI UN EFFICACE MANIFESTO DI DENUNCIA: LA SENTENZA IL REFERENDUM CATALANO E LA LEGGE ELETTORALE IN ITALIA IL REFERENDUM DELLA CATALOGNA E L’EUROPA: PROSPETTIVE ED INCOGNITE. IL TEMPO E’ DENARO ED A VOLTE ANCHE ALTRO UN EFFICACE MANIFESTO DI DENUNCIA I TOP-POST, LO IUS SOLI E GLI STUPRI PER NON DIRE DI PENSIONI. E’ POSSIBILE DETERMINARE IL NUMERO DI MIGRANTI DA ACCOGLIERE ? O E’ UN’UTOPIA? LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED I COMMENTI: NUN VE REGGAE PIU’ IL TERRORISMO, PIAZZA SAN CARLO ED IL CAVALLO DI TROIA LA TRAGEDIA DEL MEDIORIENTE, LA POVERA GENTE ED I GIOCHI DI POTERE LA SERRACCHIANI, LO STUPRO ED I SEPOLCRI IMBIANCATI IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI CATANIA, LE ONG E LE VERITA’ APPARENTI REMINISCENZE CINEMATOGRAFICHE: LA SETTIMANA INCOM MIGRANTI: SALVATAGGI IN MARE ED INSERIMENTO NEI PAESI DI ARRIVO NON SONO VEGETARIANO NE’ ANIMALISTA, MA CONDIVIDO L’INVITO CON TUTTO IL CUORE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA PENSIERI IMPERTINENTI SU UN ARGOMENTO SERIO LA DISONESTA’ IN BUONA FEDE AI NUOVI ISCRITTI AL MIO BLOG: BENVENUTI (CON RISERVA) PLATONE, LA LIBERTA’ E IL PAESE DEI BALOCCHI. IL BALLOTTAGGIO: OPINIONI A CONFRONTO GLI ANIMALI ED I TEST DI TOSSICITA’ COMMENTI DI RIPARAZIONE PRO RTEO LA BUONA SCUOLA, ALEX E SAMOA SALVIAMO IL LUPO: COMPORTIAMOCI DA POPOLO CIVILE LA LEGGE ELETTORALE, LA CULTURA E L’ETICA ESISTE ANCORA LA “PIETAS ROMANA”? Ahi serva Italia di dolore ostello,….non donna di province , ma bordello! PER NON DIMENTICARE LE INDAGINI DI UN MAGISTRATO DRAMMATURGO E L’ITALIA D’OGGI LA DEMOCRAZIA, IL REFERENDUM E LA SPERANZA LA CHIROMANTE SCIENTIFICA PROBLEMI DI SPAZIO: L’ATOMO, IL COSMO E LE MIGRAZIONI IL REFERENDUM COSTITUZIONALE ED I CONGIUNTIVI BENVENUTI A “VILLA ARZILLA” ELEZIONI USA VAURO, LA LEOPOLDA ED IL TERREMOTO LA POLITICA PARALLELA, cioè DUE PESI E DUE MISURE Buoni e cattivi: ci sono dittatori e dittatori? Pensieri sparsi Angelo martirizzato da balordi malvagi Yulin e simili A Cesare quel ch’é di Cesare ” IL PATENTINO “ De minimis…seconda puntata Le pensioni in Italia Breve panoramica sull’attualità Keynes e il capitalismo, note a margine Mattanza di cetacei e crudeltà gratuita Indovinelli e paradossi De minimis Precisazione Brevi considerazioni su un argomento di attualità

LA FAVOLA DEI PROGRAMMI ELETTORALI RACCONTATA AGLI ITALIANI.

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“La situazione é grave, ma non é seria”, così con questa espressione idiomatica un viennese definirebbe l’attuale momento politico italiano.

Le promesse elettorali dei vari partiti, infatti, mi ricordano un banale episodio verificatosi anni or sono, quando, al passaggio di una avvenente ragazza più o meno ventenne, in un gruppo di amici il più spigliato pensò di esprimere i suoi desideri erotici, il più anziano di rimando prese la parola per dire che in ragione della sua età egli si sarebbe dovuto contentare di una bella quarantenne, onde immediatamente un terzo gli si rivolse dicendogli: “perché ti poni queste limitazioni? Tanto si tratta di sogni!”.

Non diversamente può dirsi dei programmi di governo predisposti dalle parti o raggruppamenti in competizione.

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Se, ad esempio, si prende in considerazione il punto programmatico del “movimento 5stelle” relativo alla riduzione nell’arco di dieci anni del 40% del debito italiano ci si rende subito conto che esso, da solo, richiederebbe un impegno annuo di oltre 80 miliardi di euro, al quale andrebbero aggiunti i quasi 30 miliardi necessari per il reddito di cittadinanza, e così via per quasi tutti i venti punti evidenziati!

Un po’ più gravosa sarebbe la riduzione al 100% di detto debito nell’ambito di una legislatura prevista nel programma del raggruppamento di centrodestra, ovviamente anch’essa concorrente con l’impegno dell’aumento delle pensioni minime ai mille euro mensili.

Certamente meno mirabolante, ma comunque esosa e distorsiva delle regole del prelievo fiscale, é la promessa del Partito democratico di corresponsione di 80 euro mensili per ogni figlio fino al compimento del diciottesimo anno, naturalmente in aggiunta alle altre analoghe dazioni già in atto.

Tutto ciò senza considerare gli interventi di vario grado comunque previsti sulla “legge Fornero”, dalla soppressione tout court alla sua maggiore flessibilità, la riduzione delle aliquote fiscali e le tante altre promesse, che se attuate farebbero dell’Italia il vero “PAESE DI BENGODI”.

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 Una valutazione dell’aspetto formale dei messaggi elettorali é stata inequivocabilmente espressa dal presidente dell’Accademia della Crusca, secondo il quale “le elezioni uccidono l’italiano. E il campione é il M5S”, vale a dire che questa sarà la campagna elettorale linguisticamente più povera di tutti i tempi , anche perché priva  di quei duelli verbali dai quali rifuggono i candidati, come é stato dimostrato dall’episodio della rinuncia di Di Maio al  confronto televisivo con Renzi.  

Tuttavia é l’aspetto sostanziale di una tornata elettorale che si svolgerà in un panorama internazionale in cui si addensano ombre più o meno cupe che deve preoccupare: non si può certamente credere che possa rimanere senza conseguenze l’indirizzo protezionistico avviato da Trump con l’annuncio della imposizione di dazi doganali su alcuni prodotti cinesi e sudcoreani, cioè anche di paesi amici, specie ove si ricordi che tra quelli indicati come necessari di contrasto sul piano commerciale l’allora candidato Trump indicò anche alcune eccellenze italiane, come la Vespa e l’acqua minerale San Pellegrino.  Né minore preoccupazione possono destare le sue dichiarazioni al convegno di Davos, dove in sostanza ha ribadito la sua volontà di attirare sul suolo americano gli investimenti produttivi degli altri paesi, tenendone però fuori il più possibile i relativi cittadini: “America first” non significa sola, ma significa al primo posto!
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E che dire delle iniziative belliche della Turchia nei confronti dei curdi siriani, già combattenti per gli USA,  e dei tanti recenti attentati terroristici in Afganistan ad opera dei fuggitivi dell’ISIS, in competizione con quei telebani che in oltre sedici anni di permanenza militare nel paese gli statunitensi non sono riusciti a debellare nonostante il contributo, tra gli altri, anche dei soldati inviati dall’Italia. Per non ricordare l’influenza che possono avere le precarie situazioni di Corea, Yemen, Libia e di tutti gli altri Stati in cui non regna la pace.
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Forse ci si potrebbe dire soddisfatti di una più equa distribuzione del reddito.

 

LA FAVOLA DEI PROGRAMMI ELETTORALI RACCONTATA AGLI ITALIANI.ultima modifica: 2018-01-30T19:02:04+01:00da Quivisunusdepopulo

25 comments:

  1. e pensa caro Quivi che avremmo anche una Pagella Politica ! Acuta l’osservazione sui sogni mentre Fb si dichiara pronto a combattere le fake news col fact checking – ..siamo sicuri che saranno concentrati davvero sul falso? (hihi!) saluti di buona notte_M

    1. Ciao Misti, sinceramente non ho mai creduto alla possibilità premonitrice dei sogni, proprio per questo sono preoccupato al pensiero che molti crederanno alle fantasiose promesse elettotali, quanto alle fake news ormai credo che la partita sia persa: già incalzano i black friday, i wind days, gli open day, gli smile ecc. Il falso? a volte é migliore del vero! Un caro saluto.

  2. Caro Amico, buongiorno, e ben ritrovato. Ho “debellato” (quasi) la fastidiosa influenza ed eccomi pronto (o quasi) a dire la mia, anche se non richiesta e sicuramente ininfluente, soprattutto sul piano generale. La tua riflessione è totalmente condivisibile. Le promesse da “marinaio” dei vari rappresentanti dei partiti stanno saturando, ormai, i mezzi d’informazione. Non si può negare, però, che in Italia (e nel mondo) sono aumentate le disparità economiche e sociali. La ricchezza è ormai nelle mani di pochi mentre la stragrande maggioranza dei cittadini vive sulla soglia della povertà, fatta eccezione per quei pochi privilegiati che sono “innestati” nell’apparato burocratico dei vertici delle istituzioni, oppure nei consigli di amministrazione della grande finanza e delle assicurazioni. Tu giustamente metti in risalto la inadeguatezza del M5S a risanare l’Italia ma non potrai negare che la colpa non è certamente la loro, se abbiamo un debito pubblico di circa 2300 mld di euro. Né, credo, che tu possa addebitare a loro, ovvero ai tanti giovani (tra i quali includo anche i miei figli), che non riescono a trovare uno spazio nel mondo del lavoro e delle professioni dal momento che in questo mondo la politica di governo non si è mai curata di porre delle incompatibilità tra il pubblico e il privato (e relativi conflitti d’interessi), come ad es. l’insegnamento cumulato con la libera professione. Scalfari, come ricorderai, disse, un po’ di tempo fa, che la politica è altra cosa rispetto all’etica, alla morale, e tanto che ne era convinto non esitò a dire che tra Di Maio e Berlusconi avrebbe votato quest’ultimo. A questo punto dovrei fare qualche commento, una qualche riflessione, ma sono convinto che sia meglio tacere, dicendo soltanto: ma siamo veramente sicuri che la colpa del disastro italiano sia dei giovani che simpatizzano per il M5S ?

    1. Carissimo buonasera, anch’io nei giorni scorsi sono stato impegnato da problemi di salute ed anch’io sono certo dell’assoluta inefficacia dei miei scitti, però come Diogene non mi stanco di cercare l’uomo (possibilmente pensante!). Circa la tua opinione non ho nessuna difficoltà a dire che la condivido in pieno e non addebito la colpa del “disastro italiano” ai giovani, simpatizzanti o meno del M5S, anche perché ricordo che quando eravamo ragazzi un mio cugino, poi diventato docente universitario di chimica, diceva: “se io ho la testa di legno é perché anche mio padre ha la testa di legno”, intendendo dire con ciò che i giovani sono il prodotto dell’educazione, buona o cattiva, loro impartita dagli anziani, i quali, come diceva un varietà radiofonico dei primi anni novanta (pleonastico aggiungere del novecento), in molti frequentavano “la piazza degli aventi diritto”, tanto che, sebbene possa sembrare strano, oggi anche una radicale come Emma Bonino afferma “quello che voglio dire é che per ogni diritto esiste un dovere!”. Con estrema cordialità.

  3. La peggiore campagna elettorale in assoluto (e lo si pensava anche delle precedenti). Ci manca solo che qualcuno prometta il ripristino delle baby pensioni! E tutto questo mentre ad est si sta tornando a prima del 1940 e il Pentagono vuole puntare su mini bombe atomiche!

    1. Buongiorno jig, é vero di ogni campagna elettorale chi é abituato a far funzionare un po’ il proprio spirito critico ha pensato la medesima cosa, non c’é da stupirsi, si tratta di quella accelerazione, nota con espressione idiomatica come “crescendo rossiniano”, di cui ho già fatto cenno in un mio precedente post nel quale riportavo un passo de “la repubblica” di Platone. Purtroppo non ci é dato sapere quando sarà raggiunto l’apice perché non sarà sufficiente promettere il ripristino delle “baby pensioni”, come insegna la fondamentale regola dell’economia secondo la quale i bisogni sono infiniti (a fronte di mezzi sempre scarsi!). Per altro verso la circostanza che Trump ipotizzi l’uso di mini bombe atomiche deve lasciarci sgomenti ed estremamente preoccupati, sia perché se ne ipotizza l’uso sia perché maxi o mini gli effetti sono sempre gli stessi! Né deve lasciarci indifferenti l’aspirazione velata di Erdogan di ricostituire l’impero ottomano. Naturalmente le dinamiche mondiali da tenere in considerazione sono tantissime ed anche se potrebbe sembrare strano ed aberrante forse dovremo rivalutare la politica apparentemente dissennata del dittatore nordcoreano. Cordiali saluti.

      1. Tante promesse e, magari, qualche favore verrà fatto, tanto il conto lo pagheremo più avanti.
        Si, sembra quasi che l’uso di mini bombe atomiche da parte degli USA, non interessi a nessuno. L’incubo della guerra fredda evidentemente è stato rimosso dalla memoria.
        Non dimentichiamo che nello scacchiere mediorientale è uscito allo scoperto lo zar..

        https://www.remocontro.it/2018/02/11/lf-16-gerusalemme-abbattuto-la-contraerei-russa-putin/

        1. Buongiorno jig, concordo in pieno con la tua prima affermazione perché non é assolutamente ipotizzabile che non venga data attuazione almeno ad una delle tante promesse fatte in vista delle elezioni, tanto poi pagherà Pantalone! Quanto all’incubo della guerra fredda, dimenticato o meno, sono convinto che per intensità dovrebbe essere superato da quello che dovrebbe incutere il momento attuale, sia per la maggiore pericolosità degli armamenti odierni sia per il più alto numero e la minore affidabilità dei loro detentori. Non credo però che al presente i preponderanti sospetti di destabilizzazione debbano essere indirizzati verso la Russia perché a be guardare: 1) il drone abbattuto dagli israeliani sorvolava il Golan (territorio siriano occupato da Israele contro le risoluzioni ONU), mentre l’aereo israeliano abbattuto aveva realmente bombardato postazioni militari nell’attuale territorio siriano, 2) pochi giorni or sono aerei statunitensi hanno bombardato e fortemente danneggiato una colonna militare governativa che nell’ovest della Siria avanzava per debellare forze dell’ISIS ancora esistenti nella zona. Non mi dilungo perché questa non mi sembra la sede idonea per affrontare un problema di grandissima complessità a causa delle variegate posizioni di tante parti in grado di coinvolgere le sorti dell’intero globo. Cordiali saluti.

          1. Francamente, io non la vedo né peggiore né migliore.
            Chi indossa le veste del politico diventa automaticamente marcio dentro e ci va di mezzo il cittadino come abbiamo visto tutti le attività del governo negli ultimi 30 anni.
            Ritenete che B. Grillo sia la salvezza del Paese? Io non mi pronuncio e dico che una lupa attrae ogni notte un cane da slitta nella foresta.
            Chi cede al richiamo viene condotto lontano dal fuoco e,
            divorato da un branco di lupi appostati in attesa nella neve. Nel dopo elezioni la tecnica dei conduttori televisivi, dipendenti a tempo pieno di pdl e pdmenoelle, è simile.
            Il loro obiettivo è, con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni eletto onesto e dimostrare al pubblico a casa che l’intervistato è, nell’ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente.
            Oppure va dimostrato che il soggetto sia vicino al pdmenoelle, governativo.
            In entrambi i casi, il conduttore si succhia come un ghiacciolo il movimentista vero o presunto (più spesso presunto), lo mastica come una gomma americana e poi lo sputa, soddisfatto del suo lavoro di sputtanamento.
            E’ pagato per quello dai partiti.

          2. Ciao Lacky, io credo di non aver qualificato l’attuale campagna elettorale, anche se sono certo che nelle precedenti non siano state fatte tante promesse come in questa. Peraltro non ho mai apprezzato Procuste ed il suo letto, né amo il lupo di Fedro, il quale “superior stabat”, e tanto meno l’astuzia egoistica travastita da amicizia della volpe e della cicogna narrata dallo stesso autore. Analogamente, come ho scritto in varie occasioni, sono convinto che la maggior parte dei “giornalisti” non abbia le qualità e la preparazione necessarie per il dignitoso svolgimento della sua professione a partire dalla conoscenza della lingua italiana, difetto non trascurabile che affligge anche quasi tutti i “politici”, ai quali forse si potrebbe perdonare se, con poche eccezioni, non avessero carenze ben più gravi per il compito loro affidato.
            Per questi motivi mi sono abituato a remare controcorrente avvalendomi di una delle poche libertà di cui per il momento godiamo, pur sapendo di essere come San Giovanni Battista (absit iniuria verbis) una vox clamantis in deserto. Cordiali saluti.

  4. Caro Amico, buongiorno. Prendo atto che il mio commento, che ritenevo di aver pubblicato, in realtà sia finito nei meandri del web. Meglio così, perché posso dire oggi qualcos’altro, con la certezza che non ti sei perso granché con la “sparizione” del precedente commento. Non ritorno su ciò che avevo già detto ma vado oltre, come spinge a fare il tempo che scorre in avanti, malgrado i teorici della fisica sostengano che si possa anche tornare indietro. Ieri il Presidente della Repubblica ha posto l’accento sulla necessità di essere una comunità e di perseguire tutti il bene comune. Lo spunto lo ha tratto – credo – dall’episodio di Macerata. Come non essere d’accordo col Presidente. Tuttavia vorrei chiedergli se io, lui e gli altri sessanta milioni di Italiani, abbiamo la stessa idea di “Comunità e di bene comune”. Da un po’ di tempo a questa parte purtroppo non mi accontento più dei “luoghi comuni”, e quelli evocati dal Presidente certamente lo sono. Non c’è, infatti, cittadino comune o delle istituzioni, politico, artista o professionista che non si appelli ai detti luoghi comuni. Spesso, in verità, ci si appella proprio perchè non si bene che cosa dire. Un po’ come la famosa frase “apriti sesamo”. Confesso che mi farebbe proprio piacere leggere ciò che ogni singolo cittadino, e quindi tutti i sessanta milioni di italiani, incluso il Presidente, ovviamente, scrivessero in chiaro che cosa intendano per “Comunità e bene comune”.

    1. Buongiorno amico mio, vedo che accetti a cuor leggero la sparizione del tuo commento nell’inestricabile labirinto del web, segno che hai notevole dimistichezza con la tastiera! Io non sono un fisico ma, per quel che ne so, la possibilità di tornare indietro nel tempo é meramente teorica in quanto a tale scopo sarebbe necessaria una velocità superiore a quella della luce (possibilità ignota al momento), ciò che attualmente é possibile é vedere nel passato, ovviamente solo astronomico. Il Presidente della Repubblica da qlualunque episodio abbia preso lo spunto non poteva fare altro che parlare della necessità di perseguire tutti il bene comune. Che questo non sia il medesimo per tutti i cittadini, italiani e non, é verità lapalissiana, come é dimostrato da tutti i conflitti personali, sociali, nazionali ed internazionali di comune conoscenza. L’uso dei luoghi comuni al contrario é pratica universale, alla quale nessuno si sottrae anche nella introspezione personale e ciò perché i bisogni e le aspirazioni di ognuno sono peculiari e spesso confusi per ognuno di noi e la loro veritiera enunciazione non consentirebbe la costituzione ed il mantenimento di una società permanente. In pratica l’effettivo bene comune di una Comunità si può paragonare al concetto matematico di minimo comune divisore. Cordiali saluti.

  5. Caro Amico, buongiorno. Se posso sintetizzare la tua risposta, con un ritornello che forse anche a te tornerà noto, “la verità ci fa male lo so” (credo che fosse una canzone della Caselli, il famoso “casco d’oro”). E allora meglio far finta che tutti siamo d’accordo sul bene comune, senza, tuttavia, chiarirci, una volta per tute, che cosa s’intenda per bene comune. Tu dici che il Presidente della Repubblica “non poteva fare altro che parlare della necessità di perseguire il bene comune”. Certo, ma se me lo consenti, non basta. In altri termini, è come dire che “tutti dobbiamo salire a bordo dell’autobus”, ma non importa se poi non ci sia l’autista né che si sappia l’itinerario da fare. Ai bambini un tempo si raccontavano le favole (non so se accada ancora, ma penso di si); agli adulti, invece, bisogna dire la “verità”, ossia quella che umanamente risulta essere. L’ineguaglianza, ormai abissale, tra le fasce sociali non potrà mai portare tutti verso il bene comune. Il ricco vuole diventare sempre più ricco e il povere vuole impedire al ricco di esserlo sempre di più. Tra i due raggruppamenti sociali non ci sarà mai pace. Non ci sarà mai bene comune. Così non ci sarà mai tra chi è percettore di redditi elevati, di appannaggi, prebende e vitalizi vari, e chi non arriva a fine mese, o, peggio non inizia proprio il mese. Io, con tutto il rispetto, penso ad una Comunità che sia una vera Comunità. Non ci sono giri di parole per spiegare che cosa essa sia, e se non è Comunità allora viva la verità: bisogna dire che è una società divisa dove i pochi hanno schiavizzato i molti. C’è rimedio ? SI ! Distribuire equamente le risorse che tutti gli appartenenti alla Comunità contribuiscono a produrre.

    1. Buonasera amico mio, forse ti é sfuggita la lettura dell’ultima frase del mio post in cui affermavo che forse ci si potrebbe dire soddisfatti di una più equa distribuzione del reddito, ovviamente sarebbe stato pleonastico aggiungere tra quali soggetti dato che si discorreva delle promesse elettorali rivolte agli italiani in vista della consultazione nazionale. A me sembra che la mia affermazione non sia molto dissimile dal tuo “Distribuire equamente la risorse che tutti gli appartenenti alla alla Comunità contribuiscono a produrre”, però, per evitare che tale affermazione rimanga una pura enunciazione dialettica e tenuto conto che equo non significa uguale, occorre risolvere l’arduo problema dell’entità e dell’importanza della contribuzione di ciascuno alla produzione, nonchè della proporzionalità della stessa alla quantità di risorse da attribuire. In sostanza si tratta di individuare l’unità di contribuzione alla produzione ed attribuire ad essa il salario minimo vitale ( salario di ferro) e poi aumentare con gradualità decrescente quest’ultimo in ragione delle maggiori unità di contribuzione di ciascuno nell’ambito di una scala di valori predeterminata. Questo non é certamente il luogo per affrontare le innumerevoli questioni da risolvere per conseguire il risultato ora enunciato ed é per tale motivo che ho ritenuto, a titolo esplicativo, di paragonare “il bene conmune di una Comunità” al concetto matematico di minimo comune divisore. Saluti.

  6. Come ho già scritto Quivi e che riporto testualmente, questo governo sta facendo politiche non organiche, vengono prese decisioni senza un filo logico, senza una prospettiva, senza una visione reale. È una specie di “armata Brancaleone” che durante il suo cammino imbarca tutte le persone che servono pur di ottenere i voti di fiducia utili per tirare a campare. Le politiche di questo governo stanno inesorabilmente puntando sempre più a destra, perché in quell’area è più facile “pescare” voti. Il PD è stato trasformato e vive anche grazie alla paura degli esponenti della minoranza interna di perdere quel minimo di “potere” rimasto, mentre gli iscritti calano vistosamente. Renzi ha attaccato e sta attaccando tutti i diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, lavoro, uguaglianza, diritto alla salute, libertà di opinione, diritto allo studio per dirne solo alcuni. Siamo un branco di caproni considerato che non siamo capaci di cacciare questi individui, siamo un popolo lobotomizzato dai quei quattro o cinque personaggi che possiedono il potere dell’informazione e attraverso i loro mezzi ci plagiano. Non ci è rimasto nulla tranne la libertà di protestare ovvero di proferire e abortire chiacchiere che ben si coniugano con quelle che quotidianamente enunciano i politici attraverso i giornali e televisioni serve del sistema. Quando vedo e ascolto Renzi in televisione, con quella boria, con quella pretesa di convincerci attraverso le ca..te che enuncia, mi viene in mente Socrate “È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza” e questo, purtroppo sta accadendo, i governanti, in preda al trans da potere, ignorano la loro stessa ignoranza. Cinici e spietati pensano solo a far soldi e potere con la complicità di un popolo inerte, scolarizzato, ma privo di cultura. Aveva ragione Friedrich Nietzsche quando diceva che lo Stato, è dove il lento suicidio di tutti è chiamato vita. Grazie della tua partecipazione Quivi e buona serata.

    1. Ciao Nina, confesso che un commento tanto lungo ed articolato mi mette in difficoltà, scusami perciò se le mie considerazioni non avranno il carattere della organicità. Condivido certamente la tua opinione circa la mancanza di una visione organica delle iniziative politiche da assumere da parte del governo (comunque ora in carica solo per l’ordinaria amministrazione). D’altra parte mi sembra ovvio che in periodo elettorale tutti i partiti, senza nessuna esclusione, tendano a blandire l’elettorato con le promesse più disparate, in grado però di abbagliare una popolazione talmente ignorante da non saper affrontare neppure poche operazioni di matematica elementare ed incapace di capire tanto le espressioni di media complessità quanto l’attuale momento storico. Ometto qualsiasi esame della Carta costituzionale perché impossibile in questa sede limitandomi a prendere in considerazione alcuni degli specifici diritti citati, come quello tutelato dal tanto discusso art. 18 dello Statuto dei lavoratori, certamente auspicato da chi all’epoca ha vissuto tutta la fase della sua elaborazione: bisogna in proposito ricordare che con la riforma del processo del lavoro, di poco successiva e coordinata alla predetta legge, ogni controversia in materia si sarebbe dovuta concludere nel termine di soli 60 giorni, tanto che la condanna del datore, ove spccombente, al pagamento di cinque mensilità sembrava al legislatore una giusta punizione per il suo illecito comportamento. Naturalmente se ciò poteva essere considerato adeguato alla realtà organizzativa degli anni settanta (del novecento), certamente non lo é più oggi che la tecnologia e la globalizzazione non consentono alcuna conciliazione tra le necessità della produzione in grado di affrontare il mercato e la lunghezza dei tempi processuali determinata dall’organizzazione dei magistrati addetti.

    2. SECONDA PARTE
      Al contrario non credo che ci manchi la libertà di opinione, né quella di poterla esprimere com’é dimostrato dallo stesso contenuto dei nostri scritti, mentre per gli altri diritti da te citati non posso negare che abbiano avuto in ogni tempo attuazione solo parziale indipendentemente dagli attori politici. Per altro verso non ritengo affatto che Renzi abbia il monopolio della “boria” e dell’ignoranza e credo di non aver bisogno di addurre esempi. In conclusione, al di là delle differenti opinioni su questioni specifiche come il dovermi accompagnare a Gaber nel non sapere cosa sia di destra e cosa sia di sinistra, non posso che condividere il tuo pensiero complessivo,ma penso che prima che il popolo si accorga di essere giunto al termine di quel “lento suicidio” di Nietzsche passerà ancora molta acqua sotto i ponti, salvo eventuali diverse decisioni dei vari potenti personaggi inaffidabili che oggi affollano la scena mondiale. Cari saluti.

  7. Caro Amico, buongiorno. Vorrei dire qualcosa, prima di tutto, sul commento della tua amica del blog, Nina, ma è giusto che sia tu a riscontrarla, e io avrò il piacere di leggerti. Per quanto concerne, invece, la “proporzionalità” dell’eguaglianza, come ben sai è stato argomento molto dibattuto sia da Platone che Aristotele; anche Cicerone vi fa riferimento. L’eguaglianza secondo il numero oppure secondo il merito, quella proporzionale ? Platone fissava il rapporto a cinque (non so perché, ma a lui sembrava equo). Nei tempi alquanto recenti ricordo (ma potrei sbagliarmi) che un amministratore della Fiat di alcuni anni addietro era orgoglioso di percepire un trattamento economico pari a circa cinque volte quello degli operai. Oggi è ben noto che l’attuale A.D. percepisca svariati milioni di euro all’anno, oltre a premi vari. Io, in verità, penso all’eguaglianza “reale”, che secondo Montesquieu dovrebbe fondare la democrazia; tuttavia, come lo stesso, poi, rappresentava tale eguaglianza non è umanamente realizzabile per cui bisogna accontentarsi di quella formale, che è già una buona cosa. Credo che, in fondo, egli avesse ragione, tanto che la nostra Costituzione ha recepito il principio nell’art.3, primo comma, prevedendo al secondo comma la possibilità di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che limitano di fatto l’eguaglianza dei cittadini (l’eguaglianza sostanziale). Ecco, allora, perchè, mi sono convinto della necessità di garantire un “reddito minimo di esistenza” (così lo ha definito nel 2014 la Corte costituzionale tedesca) ad ogni singolo cittadino, dal momento che finora (e credo neppure per il presente e il futuro) non si è riusciti a ridimensionare la voracità degli esseri umani. In altri termini, con l’atteggiamento di chi si è convinto che le cose non cambieranno (e comunque non subito) chiedo di dare il minimo per “sussistere e vivere” ad ogni cittadino, accettando (o, meglio, subendo) che chi lo brami possa inseguire senza limiti la gloria e l’accumulo di ricchezze. Peggio per lui, che spende così male la sua vita, ma questo lo penso io!

    1. Buonasera amico mio, come certamente ricorderai io sono convinto che tra le libertà che possiamo dire di avere c’é sicuramente quella di esprimere senza tema le nostre opinioni anche a commento di quelle di un terzo. Per quanto concerne invece la proporzionalità del compenso da attribuire secondo i meriti in una società solidale non sono in grado di dire se sia giusto il rapporto indicato da Platone o quello di cui era orgoglioso l’ingegnere Vittorio Valletta, però il fatto stesso che di esso si siano occupati tanti illustri filosofi ed uomini di cultura di ogni epoca dimostra che, fallito anche il tentativo estremo del comunismo reale, la soluzione del problema, prima che essere fissata in norme giuridiche, deve derivare dalla crescita del sentimento morale e della necessaria solidarietà dei componenti di una comunità, come forse si può almeno parzialmente riscontrare in alcune popolazioni del Nordeuropa. Montesquieu, da persona sensibile appartenente alla nobiltà, era convinto del dovere della sua classe di fare in modo che tutti avessero il minimo necessario alla vita dotandoli dei mezzi sufficienti a tale scopo, cosa che sostanzialmente corrisponde al concetto di eguaglianza formale.
      Ciò detto, a me sembra difficile rinvenire nella nostra Costituzione una norma giustificatrice di quella elargizione definita “reddito di cittadinanza” ed a tal fine ricordo in particolare gli artt. 1 e 4,nonchè quelli contenuti nel titolo III, nei quali si fa sempre riferimento al diritto-dovere al lavoro di ogni cittadino, anche in funzione del “progresso materiale o spirituale della società”, mentre l’unica previsione di dazione autonoma dei mezzi necessari per vivere é prevista in favore dei cittadini inabili al lavoro, per i quali tuttavia non é omessa la possibilità dell’avviamento professionale. Ciò non esclude che, ove si trovassero i mezzi, un’iniziativa di ulteriore solidarietà in favore dei più bisognosi sarebbe conforme all’impronta spiccatamente solidaristica della nostra Costituzione. Cordiali saluti.

  8. Caro Amico Buongiorno, e Buon San Valentino, ma anche dell’odierna giornata delle Ceneri. Un solo riferimento al “reddito di cittadinanza”, che tanto angoscia un leader della opulenta Lombardia, perché teme che possa rosicchiare il suo patrimonio, frutto di stenti e duro lavoro. Non credo che sia incostituzionale. Posso, tuttavia, essere d’accordo con te che la soluzione non sia da preferire ad altre soluzioni, ma certamente queste non dovrebbero mancare. Faccio un esempio, per essere concreto: In Italia ci sono circa 10.000.000 di cittadini che versano in condizioni di povertà (se non assoluta, almeno relativa). Questo non è un vanto per un Paese, né per le istituzioni che si appellano all’unità e al bene Comune. Né, credo, che sia un punto ”d’onore”; anzi, io mi vergogno come cittadino. Direi che mi vergogno “come un ladro”, ma non ne sono certo, per non avere mai sperimentato questa esperienza (e sono ben lieto!), e perché credo che il ladro che si vergogni sia soltanto quello che sia stato costretto dalla necessità di sopravvivere. La Comunità, e scusami se mi ripeto come uno “sclerotico”, è una “Grande famiglia sociale”. Diversamente, allora, bisogna definirla per quello che è; e se fosse un’arena, allora bisognerebbe far sì che ognuno possa liberamente fare ricorso alle leggi della natura. Ma non credo che si voglia questo, visto che la società civile è stata organizzata proprio per superare lo stato di natura.

    1. Buonasera amico mio, non credo di aver mai definito il reddito di cittadinanza come incostituzionale, ho solo precisato che non é un istituto previsto dalla Costituzione, la quale però dsciplina il lavoro come diritto soggettivo di tutti i cittadini impegnandosi a promuovere le condizioni per renderlo effettivo: ciò significa che é in tale direzione che occorre trovare il sistema per consentire la reale attuazione del primo comma dell’art. 36 della nostra legge fondamentale, cosa non impossibile se solo si considerano i tanti campi di attività, sia sociale sia più strettamente economica, in cui si potrebbe trovare impegno per tutti. La soluzione? E’ mia opinione che non possa che essere trovata in quella crescita del sentimento morale e della necessaria solidarietà dei membri della grande famiglia sociale, come tu la chiami, che richiede necessariamente una diversa distribuzione della ricchezza, di cui credo di aver già indicato qualche esempio sia pure imperfetto, ma si sa la perfezione non é di questo mondo! Saluti affettuosi.

  9. Caro Amico, ritorno qui con piacere, dopo averti riscontrato nel mio blog. Condivido la tua riflessione, e vorrei tanto che divenisse concreta. Michele Serra, del quale ho letto un suo recente saggio, si ripete spesso richiamando un suo convincimento, cioè che i politici non sono peggiori dei loro elettori. Non lo so se abbia o meno ragione, però io vorrei che fossero tanto migliori. Personalmente, con tutto il rispetto, non so chi sia l’usciere del Quirinale, che pure percepisce una retribuzione adeguata all’alto livello in cui espleta le sue mansioni (da usciere). So, però, chi è l’inquilino, che attualmente espleta le funzioni di Pdr; così come quelle del Senato, della Camera, etc. Sono, perciò questi “inquilini” gli unici riferimenti dei cittadini (e non l’usciere, sperando che non me ne voglia). Analogamente, i segretari e presidenti dei partiti politici, sono i modelli cui si ispirano i cittadini. Inutile far finta che non sia così. Il riferimento istituzionale, perciò, non è soltanto un riferimento giuridico o politico ma diventa, anche suo malgrado, un riferimento morale per i cittadini. Il lavoro, come tu giustamente dici, e su cui si fonda la nostra Repubblica, è un diritto ma tuttavia esso è costantemente violato. Il sistema nei tempi recenti ha favorito le esigenze dell’impresa, così come, forse, nel passato aveva messo al centro i lavoratori. Nell’uno e nell’altro caso, però, a mio avviso, la politica ha sbagliato. La “famiglia sociale” (e mi fa piacere che tu mi abbia approvato la sintesi) non mette l’imprenditore contro i lavoratori ma li colloca tutti sulla stessa imbarcazione (per usare una metafora cara ad Aristotele) e dà loro la stessa meta. Non so con certezza se tale logica politico-economica stia guidando la Germania, ma credo che sia quella la strada giusta da seguire. E forse, così, potremmo fare anche a meno del reddito di cittadinanza per tutti, ma dovrebbero essere coinvolti tutti i cittadini nell’economia e nella società civile.

    1. Ciao amico mio, il recente accordo intervenuto in Germania, se non ho capito male, é volto a consentire l’attuazione del lavoro flessibile per tener conto delle necessità dei singoli (infatti é possibile sia ridurre la settimana lavorativa a 28 ore che aumentarla a 40), però ricordo che parecchi anni fa alla Wolkswagen fu stipulato un contratto di solidarietà per evitare il licenziamento di parte dei lavoratori. Questo mi induce a credere che la Germania abbia un livello morale superiore a quello dell’Italia, come pure credo che maggiore sia quello degli Stati del nordeuropa già da me genericamente indicati. In ogni caso, uscendo dal generico, credo che tu, sia pure con l’indicazione di un solo soggetto rappresentativo, abbia giustamente indicato l’eventuale soluzione che consentirebbe a tutti con il proprio lavoro di godere di quel compenso minimo necessario alla sopravvivenza loro e dei loro familiari, perché bisogna capire che i soggetti ingiustamente privilegiati non sono solo i politici, ma tutta una affollata categoria di personaggi a loro collegata per familiarità, complementarità o cotrapposizione di molto rilevante ed improduttivo peso econmico. Quanto al paragone tra la moralità dei politici e quella dei loro apparenti elettori io sono dello stesso parere di Michele Serra ed a riguardo ricordo la frase di Hegel “ogni popolo ha il governo che si merita”, sostanzialmente ripetitiva di quanto già detto da Aristotele 2500 anni or sono. Saluti.

  10. Caro Amico, buongiorno. La tua replica mi stimola una ulteriore riflessione, ritenendo mio “dovere” approfondire i mie limiti e cercare di comprendere quelli eventuali dei miei simili. Tu concordi con Serra che i “politici non sono peggiori dei loro elettori”. Va bene. Mettiamo pure che sia così. Da questo, però, se ne ricava anche che se gli elettori fossero migliori anche i politici lo dovrebbero essere. E’ corretto ? E se questa deduzione non fosse viziata ne dovrebbe derivare anche che il governo del popolo sarebbe migliore, visto che Hegel, che ben richiami, sosteneva che “ogni popolo ha il governo che si merita”. Un “buon governo”, ovverossia quello dei “migliori” in virtù politiche ed etiche, perciò, sarebbe possibile. Vedo, tuttavia, una sorta di circolo chiuso, che mi rende alquanto difficile individuare dove iniziare a cambiare, a meno che non si voglia accettare che il problema non abbia alcuna soluzione umana. Una soluzione, però, per quanto azzardata, credo che esista: In Italia i cittadini sono circa 60.000.000. mentre i “politici” (ossia quelli che “vivono” col frutto delle istituzioni) sono alcune migliaia (a parte i circa mille parlamentari, con una cinquantina di ministri e sottosegretari). E’ evidente che è improbabile che cambino abitudini e mentalità 60.000.000. di cittadini, mentre è possibile che migliorino le poche migliaia (o una loro parte) di “politici”. E allora, se almeno una parte dei cittadini iniziasse a selezionare qualche buon politico, dotato di buone virtù, si potrebbe sperare in un miglioramento futuro ?

    1. Buonasera amico mio, a mio parere Hegel e Serra dicono la medesima cosa, cioè che tra elettori e politici vi é una sostanziale identità etica, per cui se migliorasse il senso morale degli uni certamente migliorerebbe anche quello degli altri. Debbo però aggiornare la tua indicazione del numero dei politici, che non sono alcune migliaia ma se ne calcolano circa un milione, cui vanno aggiunti quelli del sottogoverno, quelli delle categorie privilegiate a causa della loro possibilità di incidere sui singoli o sul complesso dei politici e tutti coloro che per indigenza possono essere condizionati. Ciò non toglie che, se ne avessero la possibilità, i cittadini potrebbero selezionare i migliori (o quelli che apparentemente lo sono), ma tale possibilità con l’attuale legge elettorale non é data! Peraltro é più che noto il motto “spes ultima dea”. Saluti.

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