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IL REFERENDUM CATALANO E LA LEGGE ELETTORALE IN ITALIA

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In Catalogna il referendum del 1° ottobre ha avuto un seguito imprevisto ed indesiderato dagli elettori plebiscitariamente favorevoli alla piena sovranità della loro terra.

Carlos Puigdemont, presidente del governo catalano, prendendo la parola alla Generalitat ha infatti dichiarato l’imdipendenza della repubblica catalana, ma ne ha congelato l’attuazione per favorire il dialogo con il governo centrale di Madrid, cosa apertamente inattuabile sulla scorta dell’unitarietà dello Stato spagnolo sancita dalla sua Costituzione.

In risposta il presidente del consiglio spagnolo in sede di governo rivolgendosi direttamente a Puigdemont gli ha chiesto di chiarire se ha effettivamente dichiarato la secessione, o meno, precisando che in caso di risposta positiva farebbe ricorso alla sospensione dell’autonomia catalana in forza dell’art. 155 della carta costituzionale.

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Intanto in Italia il Parlamento é impegnato nell’approvazione della Legge elettorale che, nel rispetto di una tradizione di dubbia serietà, é stata battezzata “Rosatellum”, come se si trattasse di commercializzare un vinello annacquato di scarso pregio. In realtà si tratta di un sistema misto nel quale il 30% dei parlamentari sarebbe eletto con il metodo maggioritario ed il rimanente 70% sarebbe scelto con il proporzionale da liste bloccate senza possibilità di preferenze contenenti un massimo di quattro nominativi riproponibili in cinque diversi collegi.

Su tale sistema, che secondo un esponente della maggioranza, comparso ripetutamente in TV,  garantirebbe il massimo della rappresentatività, il Governo italiano ha posto la questione di fiducia, evidentemente consapevole di non poter contare com’é naturale sui voti degli oppositori, ma anche di non avere la certezza della lealtà di coloro che ufficialmente compongono il fronte dei favorevoli.

Sinceramente assistendo a questi eventi non so perché mi é successo di chiedermi se siamo veramente nel ventunesimo secolo o se, per uno scherzo di quella entità sfuggente che é lo spaziotempo, non siamo per caso tornati all’epoca dell’Impero romano d’Oriente quando, a partire dal regno di Costantino il potere politico fu spesso nelle mani di “uomini” dediti agli intrighi di corte, avidi e corrotti come EUSEBIO, EUTROPIO e, più tardi, EZIO.

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IL REFERENDUM CATALANO E LA LEGGE ELETTORALE IN ITALIAultima modifica: 2017-10-11T20:17:01+00:00da Quivisunusdepopulo

22 comments:

  1. Sono da sempre favorevole ad uno Stato di tipo federale , che funzioni sul serio , tipo ad esempio la Germania ( si , lo so che è fin troppo facile , quasi banale , far tale esempio ) , sono assolutamente contrario al fatto che un tipo o una moltitudine di ” tipi ” la mattina si svegliano e decidono di staccarsi , che so , l’Emilia dalla Lombardia , ma è solo un altro banale esempio . Credo nell’unità dello Stato , se tale Stato funzionasse bene e non fosse la macchietta di sé stesso , sarebbe ancora meglio . Non amo il fatto che si usi repressione , ma credo che questa faccenda della Catalogna sia sfuggita di mano ai suoi stessi sostenitori .

    1. Buonasera egregio amico, il problema in questo caso non é la forma dello stato, che tra l’altro unitario o federale può funzionare bene o male a seconda che abbia o non abbia buone leggi e sia governato onestamente o meno in favore della collettività, ma l’assoluta intempestività del desiderio di creare un piccolo Stato in una fase storica in cui primeggiano giganti per potenza militare o massa di popolazione e/o potere economico. In tale situazione i popoli europei potranno avere un ruolo ed affrancarsi dal vassallaggio solo se saranno capaci di dimenticare gli svariati nazionalismi per formare una sola entità ben diversa dall’attuale UE. La faccenda della Catalogna credo che abbia la sua origine recente nel desiderio di qualche politico locale di acquisire una visibilità ben maggiore di quella posseduta: dice Trilussa “la lumachella della vanagloria, ch’era strisciata sopra l’obelisco, guardò la bava e disse già capisco che lascerò un’impronta nella storia”. Saluti.

      1. Caro Amico, buonasera. Non vi è dubbio che Tu abbia ragione. La storia è dalla Tua parte, ma anche l’antropologia. E tuttavia si registrano comunque dei comportamenti sociali e politici che vanno da tutt’altra parte. Come mai ? Non riesco a cogliere nè l’istinto della sopravvivenza, come dovrebbe essere, visto che gli Stati stanno espandendosi sempre di più per cui non è ragionevole dividersi mentre gli altri popoli si rafforzano; nè la ragione, perchè è proprio questa che deve far prevede le conseguenze delle proprie azioni, e di certo uno “staterello” come sarebbe la Catalogna non riesco ad immaginare quale potere politico ed economico avrebbe rispetto ad un gigante come la Cina, la Russia, l’India, gli USA, etc.
        E allora, come mai ?
        Azzardo: ci sono – forse – dei momenti nel ciclo della natura che per un’esigenza di trasformazione dell’esistente spingono tutto in una direzione. Si tratta di una forza superiore ad ogni altra, che esaurirà gli effetti soltanto quando si sarà concluso il suo ciclo.

        1. Carissimo buonasera, la cosa importante non é aver ragione, ma capire la direzione che hanno preso gli avvenimenti e comportarsi di conseguenza. Al momento per evitare di subire le decisioni degli Stati più forti e soccombere ai loro interessi sembrerebbe necessario aggregarsi in entità più grandi e coese e solo al loro interno distinguersi in ragione delle specificità locali per consentire la più proficua utikizzazione delle risorse per il conseguimento del bene comune. Allo stato ogni contraria tendenza appare anacronistica e svantaggiosa sia per chi la persegue che per chi la é costretto a soggiacervi. Saluti.

  2. Caro Amico, buongiorno. Vedo, con piacere, che sei sulle notizie del giorno. Ti chiedi se siamo ancora al tempo di Costantino. Bella domanda, ma difficile rispondere. Ci proverò, ma a modo mio, come al solito. E dico subito che piaccia o no, gli uomini di oggi, molti dei quali s’ispirano a Costantinopoli (o Bisanzio), sono altra cosa. Un intellettuale disse: eppur si muove ! (il povero Galilei condannato a nove anni di “domiciliari”, non bastando l’abiura). Tu, e tremo a sol pensiero, con quello che oggi hai postato, staresti dinanzi alla Santa inquisizione, e io, che sto rispondendo, ti seguirei al rogo, come accadde al mio quasi “compaesano” Giordano Bruno, per avere detto molto meno. Invece, e per fortuna (almeno spero), stiamo “liberamente” (meglio virgolettato) esprimendo le nostre idee, condivisibili o meno che siano. E allora: Catalogna ! Una falsa democrazia ha annebbiato le menti dei popoli europei. Trattasi, in verità, di pseudo democrazia, edulcorata con la “rappresentanza”, senza rappresentanza sostanziale, che rappresenta ormai soltanto se stessa, ossia una casta oligarchica. In questa situazione la forza continuare ad imporsi sulla libera volontà. Quando uno Stato-apparato utilizza la forza, la violenza, contro anche un solo cittadino, tale Stato non è espressione della volontà generale ma soltanto dell’oligarchia al governo. Ho già detto che l’Unità richiede il libero consenso e ne sono convinto. Questo, però, impone dialogo; argomenti validi; la estenuante ricerca di fini condivisi. E allora per alcuni despoti è meglio la forza, della maggioranza contro la minoranza. Meglio “menare” la moglie, o i figli, quando non accettano l’autorità onnipotente del marito, o del padre (padrone). Mi dispiace: non è la strada che amo percorrere. Il mio nuovo credo è l’Amore, per quanto difficile da perseguire.
    Lo stesso vale per la legge elettorale: un gruppo di “primati” che si è organizzato per cancellare dal mondo animale l’homo sapiens, ossia cittadini che hanno riposto nel Movimento 5 stelle e in articolo uno le loro aspettative di eguaglianza; le richieste di migliore distribuzione delle risorse, e per impedire che tanti debbano rovistare nei cassonetti della spazzatura.
    Invece, la classe partitocratica si coalizza per la cura dei propri interessi, e dei propri elettori, che favorisce con bonus e ticket vari.
    Ciampi, prima di lasciare questo mondo scrisse un saggio dal titolo: Non è il Paese che sognavo!

    1. Buonasera caro amico, mi trovavo a Madrid poco dopo la morte del caudillo Franco, mentre in Italia imperversava il terrorismo di Brigate rosse, Ordine nuovo, Prima linea ecc., ed un amico si meravigliava di vedere tranquillamente in giro per strada verso le tre di notte delle adolescenti non accompagnate, mentre, come egli diceva, noi nel nostro paese dovevamo ritirarci non più tardi delle ventuno per non rischiare cattivi incontri e pericolose avventure. Gli feci notare che non esiste la LIBERTA’ (assoluta), ma le libertà e che lì in Spagna (dove i muri della metropolitana erano già imbrattati di molte scritte) avevano ancora la libertà di andare per strada senza timori, mentre noi avevamo la libertà di esternare le nostre opinioni senza tema di spiacevoli conseguenze. Spero che ciò sia ancora vero! Quanto al resto condivido la tua avversione per la prepotenza ed i soprusi posti in atto da una casta dominante nei confronti della collettività, però io non sono a favore delle piccole patrie, per dirla in breve: come Marco Minghetti io (mutatis mutandis) ci sto se si tratta di fare l’Italia e non si tratta della solita Toscanina. Cordiali saluti.

      1. Caro Amico, Buonasera. Consentimi di “rilanciare”. Non gioco, però mi piace stasera rifarmi alla Dea bendata. E così Ti dico: non piccole patrie – d’accordo – ma grandissime Patrie, che vadano ben al di là degli stretti confini naturali. Detto questo, però, credo che occorra, poi, metterci dentro un po’ di contenuto. Non ha senso, infatti, avere una botte da 100 lt vuota perchè altrimenti è meglio una bottiglia di 1 lt piena. Perciò è necessario che la Patria sia per tutti una Casa comune, dove si condividano sia le gioe che i dolori, perchè se questi devono gravare soltanto su alcuni non penso che sarebbe una vera “Patria”.

        1. Buonasera amico mio, mai come in questa occasione sono stato d’accordo con te: infatti cosa potrebbe esserci di più desiderabile di una patria universale sollecita del benessere di tutti i suoi componenti, tra i quali io comprendo anche gli animali di cui bisognerebbe rispettare l’esistenza ed il loro habitat naturale! Un caro saluto.

  3. Caro Amico, buonasera. Ti ho appena riscontrato sul mio blog, e ora eccomi a “punzecchiarti” con qualche mia ulteriore estemporaneità. Noi siamo anche ciò che vogliamo essere. E sappiamo anche che cosa sia giusto oppure no. I nostri sensi ci spingono verso la cupidigia e la crapuloneria ma i nostri sentimenti ci fanno soffrire per il prossimo. Tutto dentro di noi, in un miscuglio che si agita come in un frullatore. E allora a noi la scelta, di essere ciò che è giusto essere, oppure no. Ricordo, ora che scrivo, di un ex presidente della Repubblica che fu “accusato” per aver intascato, quando era ministro dell’interno, 100 milioni di lire al mese. Era un “andazzo” dell’epoca, quando si utilizzavano i “fondi neri” dei servizi segreti per regalie al personale secondo tariffe previste, a partire dell’apice della piramide. Non credo che fosse difficile capire che il danaro pubblico in tal caso fosse male utilizzato. Credo che mi sia tornato alla mente perchè voglio dire che “tutto passa” ma le cose ingiuste rimangono nella storia. L’uomo può essere migliore di come si comporta nel quotidiano. Basta volerlo. Tutto passa. Lo ripeto. E quanto è bello che di chi ormai non c’è più si possa dire: Un uomo buono; un buon cittadino; un uomo generoso. Io di questi ne ho conosciuto. Forse il numero non è elevato, ma è bello che esistano. E potranno diventare tanti, se si comincerà ad operare anche per gli altri. Dopo si sta bene dentro. “Provare per credere”, diceva uno spot. Si, provare per credere.
    Per tornare al tema: la legge elettorale dovrebbe essere soltanto lo strumento per scegliere i migliori cittadini ai quali affidare le sorti del Paese. Diversamente, tanto vale affidarsi adirettamente ai delinquenti, almeno loro lo fanno per professione.

    1. Buonasera amico mio, sull’ambivalenza dei sentimenti umani sono perfettamente d’accordo, ma ho qualche dubbio che le cose ingiuste rimangano nella storia, io infatti non ricordo chi fosse il politico percettore di un così lauto mensile: “e involve tutte cose l’obblio nella sua notte” dice il Foscolo così proseguendo “e l’estreme sembianze e le reliquie della terra e del ciel traveste il tempo”, così forse il suddetto politico sarà ricordato solo per essere stato un presidente della Repubblica! Per il resto condivido le tue aspirazioni ed i tuoi auspici, ivi compreso quello di affidarsi ai delinquenti perché, non sembri un controsenso, essi hanno una loro morale alla quale si attengono scrupolosamente (salvo rare eccezioni, di regola sanzionate con severità). Un caro saluto.

  4. Caro Amico, buonasera. Diceva bene il Foscolo e anche Tu quando evidenzi che il ministro dell’interno, cui ho fatto riferimento, sarà ricordato nella storia come Presidente (ex) e non per i “fondi neri”. Ma quanto durerà la storia che stiamo scrivendo ? e chi la leggerà domani ? Ricordo il mito di Er. Dove lo avrebbe visto quell’ex ministro ? tra quali anime ? quelle che salgono dagli inferi oppure tra quelle che scendono dal cielo ? Si potrà obiettare che non vi è alcuna certezza dell’esistenza delle anime, mentre invece c’è certezza della realtà di questo mondo. E mettiamo che sia così (ma solo per l’esempio, perchè più passa il tempo e più mi convinco che la “vera realtà” sia quella della trascendenza). E allora mi domando: si è portato con sé quei suoi beni (peraltro illegalmente sottratti alla Comunità) ? li ha ora con sé e se li sta godendo ? Io penso proprio di no, e questa volta sfido chiunque a smentirmi. Penso, però, che se oggi potesse, forse si comporterebbe diversamente; metterebbe a freno la sua avidità, la sua bramosia di ricchezze, e così la sua anima sarebbe più leggera per il lungo viaggio.

    1. Amico mio buongiorno, ho la sensazione che con la piega che hanno preso gli avvenimenti umani la nostra storia stia per concludersi e chi per caso rimarrà ne scriverà una nuova del tutto dimentica dell’attuale. Per altro verso attenendomi al precetto cristiano “nolite iudicare” mi astengo dallo stabilire quali anime saliranno verso il cielo e quali scenderanno agli inferi perché, fermo rimanendo che come dice Papa Francesco il sudario non ha tasche, non sono certo che il soggetto in argomento abbia avuto coscienza di sottrarre illegalmente beni alla comunità e, sebbene non ci sia per la società male più pericoloso della disonestà in buona fede, non sono in grado di stabilirne l’incidenza nel giudizio finale. Quanto alla speranza nella realtà trascendentale é mia ferma convinzione che essa sia l’unica a conferire un significato alla nostra vita. Un caro saluto.

  5. Trovo davvero strano che tutto si svolga toccando poco lo spessore della gente, mi spiego: eventi che calpestano, introdotti da eventi pari. Sappiamo bene come si “guidano” le masse tanto che gridiamo ai poteri occulti, un referendum? in alcuni casi sposta nulla e alimenta crisi . notte Quivi caro mIS^

    1. Ciao Misti, Quando si comincia a sbagliare si continua a sbagliare: in questo caso solo l’assoluta incapacità di prefigurare il futuro può spiegare l’indizione del referendum, da una parte, e l’uso della forza che ne ha esaltato le aspirazioni, dall’altra. Sembra che entrambe le parti si siano ispirate al consiglio dato dal soccorritore al Parini: “l’onda sommovi e pesca insidioso nel turbato stagno”, quello che é certo é che la massa dei comuni cittadini ci rimetterà sia sul piano della concordia e della tranquillità sia su quello economico. Salutissimi.

      1. :::certo che , e come dice Rteo poco più sotto, ogni secolo ha la sua classe di ferro, intensa, come proba. Nonna è anche madre e poi figlia, di valori. Chiedete loro cosa ne pensano. Molte sono più “sveglie” delle nipoti_* Notte notte gentili signori^

        1. Ciao Misti, come ho già scritto in risposta a rteo io sono perfettamente convinto che, pur mettendo da parte la realtà fisiologica, questo mondo abbia più Nonne e Madri che Padri degni di ricordo. Non per niente un proverbio recita: “all’ombra di un uomo celebre c’é sempre una donna che soffre” nel senso che sacrifica la propria vita per consentire al suo uomo di affermarsi. Cordiali saluti.

  6. Buongiorno, Caro amico. Facile profezia, purtroppo. Certamente i cittadini ci rimetteranno, almeno in termini di tranquillità. Tuttavia non credo tutti. Sarò più esplicito. Se io fossi uno di quei cittadini (per fortuna ancora non lo sono, ma ignoro il mio destino) costretto a rovistare nei cassonetti sono certo che non avrei alcun timore di come possano andare le cose, nè in Catalogna nè in altro luogo al mondo (inclusa l’Italia, ovviamente). Perciò staranno peggio (almeno per un po’) soltanto coloro che sono stati sempre meglio (e che forse vorrebbero stare ancora meglio, anche se questa è pura illusione). Il problema, perciò, sta proprio qui: cercare di stare meglio. Ma stare meglio in che senso ? Le nostre Comunità opulenti (almeno fino a poco tempo fa) hanno sempre pensato che siano soltanto le ricchezze a far vivere meglio. Non hanno saputo più immaginare un modello diverso di Comunità, che si fondi ad es. anche sulla condivisione dei beni. L’egoismo ha pervaso tutti e così ognuno è portato a depredare tutti gli altri pur di affermare se stesso, perfino in famiglia o nella coppia. Noi spesso sentiamo citare (a volte a sproposito) dei “Padri della Patria”, io, invece, vorrei finalmente, sentire citare anche le “Madri” della Patria, e perchè no, anche le “Nonne”, senza escludere mai, però, i cosiddetti “umili” che con la loro rettitudine e l’amore per gli altri hanno seminato il bene nelle Comunità.

    1. Buongiorno amico mio, la tua é una verità lapalissiana, però soltanto apparente, perché purtroppo anche coloro che sono costretti dalla povertà a rovistare nei cassonetti starebbero peggio a causa della riduzione di rifiuti utilizzabili scartati da coloro che prima stavano meglio. Per il resto non posso che condividere il tuo pensiero, anche e specialmente per quanto riguarda la citazione di Madri e Nonne della Patria: sono certo che il loro numero sovrasti di parecchio quello dei Padri! Un caro saluto.

  7. Caro Amico, ben ritrovato. Il Tema della Catalogna ormai ci ha preso, seppur in parte, e l’occasione è certamente buona per dire altro e a margine. Una prima precisazione è tuttavia doverosa in ordine al tema: almeno un milione di persone (gli “unionisti”) sono scesi in piazza a Barcellona. Questo dato – piaccia o meno – dovrà comunque essere valutato. Ciò detto, voglio ricordare che, come noto, molte antiche società si fondavano sul matriarcato, e non soltanto nei miti. Le discendenze, pertanto, erano matrilineari. Cito a riferimento la Gilanìa, esistita oltre dieci millenni fa, molto prima, cioè, dello splendore della Grecia e dei romani. La Gilania aveva una peculiarità: il potere di governo era orizzontale, e non verticale e gerarchizzato. Con questo non voglio affermare che il “potere femminile” sia auspicabile al posto del “potere maschile” ma penso che la loro fusione possa dare migliori risultati rispetto al solo potere maschile, come accade oggi (con l’annacquamento delle quote rose o di genere). E se poi i cittadini avessero l’ambizione di fare meglio, allora io vedrei con estremo favore non più il “potere” bensì il “servizio”, così come peraltro si trae dall’etimologia di ministero.
    Consentimi, infine, di lasciare una riflessione in ordine a coloro che “starebbero peggio” se i cassonetti fossero vuoti: Non credo ! Poichè il confine tra vivere o morire è estremamente labile per chi si trovi in una tale condizione di povertà sono certo che essi lo supererebbero con molta dignità, proprio quella che manca a chi ragiona solo in termini di ricchezze materiali e ha cura soltanto del proprio corpo, che un giorno diventerà “banchetto” per altri.

    1. Buonasera caro amico, dopo aver appreso che il signor Puigdemond si é trasferito in Belgio non sono più in grado di stabilire se si tratti di un codardo, ovvero di un politicante estremamente furbo capace di elaborare strategie non facilmente comprensibili da parte di profani della materia. D’altra parte io sto con gli unionisti non solo perché tra questi conto un’amica virtuale, ma anche perché non mi piacciono le piccole patrie frutto dell’egoismo umano. Analogamente non mi piacciono le “quote rosa” le quali costituiscono una contraddizione in termini giacchè danno chiaramente atto della differenza che apparentemente si pretende di negare. Per il resto, fermo rimanendo che la dignità anche in grande quantità non risulta commestibile, non posso che condividere senza riserve ciò che tu vedi con estremo favore. Affettuosi saluti.

  8. Caro Amico, buona sera. Come ben dici, il capo del governo della Catalogna si è rifugiato in Belgio. Non so dire neanch’io se la sua sia un’abile strategia o solo codardia. Io vorrei guardare “all’uomo in sè”, ma non ci riesco. Tuttavia non demordo. Ognuno di noi è tante facce, ma al tempo stesso è tutt’uno. Ricordo che Platone invitava a cercare prima in sé stessi di vincere sulla parte cattiva e far prevalere la parte buona, A quanto pare si tratta di un’impresa quasi impossibile. Ad ogni buon conto credo che sia morale impegnarsi nell’impresa. E’ sempre facile, infatti, essere peggiore nella vita. Tu dici che “la dignità anche in grande quantità non risulta commestibile”. Neanche la spiritualità; eppure molti si alimentano soltanto, o prevalentemente, di essa e, a quanto pare, affrontano con grande serenità le asprezze della vita. Viceversa, molti altri, che hanno abbondanza di “beni commestibili”, non penso che siano più sereni. La ricerca della “via” non è mai tempo perso; lo è, invece, quello passato soltanto ad appagare i bisogni del palato, che sono soltanto immediati, perchè già dall’esofago in giù non si percepisce più alcun piacere. E anche quelli degli istinti appagano, si, ma a volte dopo lasciano il vuoto. Sono anch’io favorevole all’Unione, ma non delle istituzioni bensì degli Uomini. Sono questi che per me hanno valore e con cui bisogna condividere il viaggio. Le istituzioni, invece, sono soltanto dei mezzi, come i treni a carbone di un tempo.

    1. Buonasera amico mio, mi scuso per il ritardo e mi affretto a condividere le tue convinzioni visto che delle chiacchiere di spiaggia quelle che mi infastidiscono di più sono da sempre le descrizioni dei pranzi e dei ristoranti, frequentemente ricorrenti tra i miei vicini di ombrellone, peraltro stimo molto la spiritualità positiva, tuttavia non si può negare che non sia commestibile ed assolutamente inidonea al più parco dei sostentamenti, così come non si può non convenire che anche l’Italico sia un mezzo (di trasporto) e non solo le vecchie locomotive a vapore. Cordiali saluti.

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