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Creato da: lubopo il 30/09/2014
IL MIO AVATAR SONO IO

 

 

CARNASCIALATA

Post n°125 pubblicato il 21 Febbraio 2020 da lubopo
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Nel Carnevale del 1868 un particolare carro percorse le strade di Napoli. Sul carro - detto della "sfrantumazione" - una Colombina con gonna tricolore era circondata da Pulcinella laceri e scalzi che cantavano strofe dense di ironia per una Città conquistata ma di certo poco incline ad unirsi al regno sabaudo.
Questa sera il palazzo storico di Santa Maria della Fede situato nel cuore antico di Napoli, ospiterà la Carnascialata 2020.

 

 
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MAGICA POZZUOLI

Post n°124 pubblicato il 17 Febbraio 2020 da lubopo
 
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L’incanto di una terra, delle sue origini, del suo Natale e del Capodanno in piazza con Edoardo Bennato e Rocco Hunt, in un imperdibile documentario. Dall’antichità greco-romana ai giorni nostri; dalla sua fondazione fino al suo presente. Il fascino delle origini più remote, la sempiterna lotta con la furia del mare in tempesta, le tradizioni e le feste in piazza. Suggestioni di un racconto dal cuore dei Campi Flegrei.

 
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Sardine, oltre 10 mila in piazza a Napoli

Post n°122 pubblicato il 04 Dicembre 2019 da lubopo
 
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Sabato 30 Novembre si è tenuto a Napoli, in piazza Dante, il primo evento convocato attraverso tre diversi gruppi Facebook: "Napoli non si lega", "Sardine napoletane" e "Sardine - Napoli non si lega". Una dedica speciale per il leader del Carroccio:  la famosa scena di Eduardo de Filippo "o pernacchio" tratta dal Film "L'oro di Napoli" per la Regia di Vittorio de Sica. E poi "Bella Ciao", canti a "fronna" e "tammurriate" hanno animato la serata.
"Sono contento quando vedo piazze piene di persone in movimento per i diritti e le libertà. Piazze di ossigeno democratico, senza sponsor e padroni", ha commentato con un tweet il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

 
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GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Post n°121 pubblicato il 29 Novembre 2019 da lubopo
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La GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE è una ricorrenza istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999, con l’intento di invitare ad organizzare iniziative ed attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su tale drammatico fenomeno, questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio avvenuto il 25 novembre 1960 delle tre sorelle Mirabal nella Repubblica Dominicana, per mano del regime dispotico di Rafael Leónidas Trujillo, le tre rivoluzionarie furono bloccate da agenti militari, condotte in un luogo nascosto, torturate e massacrate a colpi di bastone, strangolate e poi gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente le tre sorelle usarono nella loro militanza il nome in codice mariposas - “farfalle” - simbolo che sarà utilizzato nella giornata del 25 novembre 2019 a Napoli: la FARFALLA, libera e sensibile come le donne. Lo scorso 25 NOVEMBRE in memoria delle vittime, diversi striscioni sono stati esposti lungo due facciate della storica sede di Palazzo Matteotti, sede della Città Metropolitana di Napoli. L' evento è stato presentato da Isabella Bonfiglio, Consigliera di Parità della Città Metropolitana, dall' Avv. Elena Coccia, Consigliera Delegata alla Cultura e dalla professoressa Lucia Francesca Menna, Assessore alle pari opportunità, libertà civili e alla salute del Comune di Napoli.

 
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TEDX

Post n°120 pubblicato il 12 Novembre 2019 da lubopo
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Cosa c’è dietro un progetto, dietro le cose, dietro le idee?
Cosa accade “dietro le quinte”?
Cosa si nasconde dietro le apparenze?
Quest’anno al TEDxNapoli erano in dieci gli speakers che condividevano con una folta platea le loro esperienze sul tema BEHIND:  cosa c'è dietro le storie, le idee, i progetti... le persone.
Mi sono recato al Teatro Trianon di Napoli per realizzare una breve news per la webtv della Città Metropolitana di Napoli (che insieme al Comune di Napoli ha patrocinato l'iniziativa), poi ho cambiato format.
Tra gli speakers di questa edizione, Mauro Gioia, un artista napoletano che ha legato le sue creazioni e la sua carriera al recupero della memoria canora della nostra città, rivisitando la sua tradizione teatrale legata al varietà, ai fantasisti del cabaret e dell’avanguardia novecentesca.
Con Mauro avevo collaborato a Piedigrottagioia, la sua prima opera teatrale che riscosse grande successo a Parigi dove fu replicata per ben due anni.
Era un torrido mese di Luglio del '92 quando fui contattato da Mario Di Pace che mi chiese se potevamo realizzare uno short film parte integrante di una pièce teatrale ideata da un giovane autore napoletano suo amico. Le riprese si sarebbero dovute effettuare tra Luglio e Agosto ed entro fine Agosto occorreva chiudere la post-produzione.
Il timing era  certamente ostico: a Marzo era nato mio figlio Marco ed avevamo già programmato le nostre vacanze in Sardegna.  Inoltre la logistica di una produzione nel periodo estivo è sempre più complicata. Come direttore di produzione mi era già capitata un'esperienza del genere in occasione de "La Tavola è Imbandita", per la regia di Mario Franco e Fabrizio Mangoni. Non vi dico cosa fu reperire ad agosto un truccatore di cibi ed un "cadavere" di quaglia "con testa" per il videopiatto L'Elisir del Pellegrino ...
Tornando a Piedigrottagioia, la proposta di Mario Di Pace era particolarmente interessante anche perché la location individuata per le riprese era il Salone Margherita, il primo cafè-chantant inaugurato a Napoli a fine '800. 
Accettai di curare la produzione e invece di trascorrere le vacanze in Sardegna, presi un appartamento ad Ischia in modo da poter raggiungere la mia famiglia, almeno nei weekend.
Trascorremmo un'intera settimana in quella straordinaria  location oramai abbandonata da decenni, un luogo che aveva visto esibirsi artisti del calibro di Leopoldo Fregoli, Lina Cavalieri, Berardo Cantalamessa, Ettore Petrolini, Raffaele Viviani...
Respirammo l'atmosfera della Belle Époque in quello spazio oltraggiato nel quale le presenze del passato sembravano chiedere aiuto. Un'esperienza fantastica, seppur intrisa di nostalgia, condivisa con Mauro Gioia, Mario Di Pace, Vincenzo Campitiello, la troupe e la compagnia. Ecco perché l'ho raccontata e riportata nel video. Buona visione.

 
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Global Strike for Climate

Post n°119 pubblicato il 02 Ottobre 2019 da lubopo
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GLOBAL STRIKE FOR CLIMATE: LA CITTA' METROPOLITANA DI NAPOLI C'E'
«La noosfera è un nuovo fenomeno geologico nel nostro pianeta. In essa l’uomo è divenuto per la prima volta la più importante forza geologica. Egli può e deve ricostruire con il proprio lavoro e il proprio pensiero l’ambiente in cui vive, ristrutturarlo e riedificarlo in modo radicalmente diverso rispetto a ciò che era prima. Di fronte a lui si aprono possibilità creative sempre più estese. E può darsi che la generazione di mio nipote riesca ad avvicinarsi alla piena fioritura di queste possibilità.»
Vladimir Ivanovič Vernadskij, Qualche parola sulla noosfera in Pensieri filosofici di un naturalista, Teknos, 1994, p. 208
La web TV della Città Metropolitana ha seguito, così come aveva fatto lo scorso 15 Marzo con il FridaysForFuture, il Global Strike for Climate che si è tenuto oggi, 27 Settembre, in oltre 180 Città Italiane. A Napoli circa 50 mila i partecipanti. Una gran bella manifestazione che smentisce chi sostiene che tra i giovani non c'e' reale consapevolezza circa i cambiamenti climatici.
Abbiamo ritenuto opportuno ripercorrere la nascita di questo movimento nella nostra Città, partendo proprio dalla prima mobilitazione del 15 marzo scorso. Il reportage si conclude con la testimonianza del Prof. Salvatore Pace, Consigliere Metropolitano Delegato “OSSIGENO BENE COMUNE”.

 
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LA NOTTE DELLA TAMMORRA

Post n°118 pubblicato il 05 Agosto 2019 da lubopo
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La Notte della Tammorra 2019

Nella tradizione campana le “castagnette” accompagnano il ritmo della tammorra, di solito impugnate dai danzatori per scandire il tempo del ballo (tammurriata e tarantella). Due parti concave di legno che producono un suono secco, come anche per il tamburo si dividono in maschio e femmina, la mano destra per l’uno, la sinistra per l’altra. Il ballo della tradizione campana si distingue in tarantella napoletana e del cilento e “ballo sul tamburo”, tammurriata. Le due forme si caratterizzano per una basilare differenza ritmica e coreutica. La Tarantella oltre ad avere un ritmo più animato e sussultorio, è in primo luogo, il ballo mitico di una sola persona, in genere una donna. La principale funzione della tammurriata, è quella di accompagnare con il ballo il canto tradizionale (canto sul tamburo). La tammorriata si presenta in una o più coppie: maschio e femmina, femmina e femmina, maschio e maschio. La tammurriata ha una gestualità tutta ritualizzata, una sommaria classificazione di questi gesti può essere così ordinata: • gesti naturali o spontanei • gesti derivati dal lavoro quotidiano • gesti magici • gesti di imitazione degli animali Per questi ultimi, l’imitazione o la possessione è denunciata anche a livello vocale non solo dai ballatori, ma anche dai cantatori. C’è da sottolineare che ogni gesto assume un significato simbolico desumibile solo dal tessuto culturale della comunità. Chi entra nel ballo rituale, assume una dimensione sessuale ermafrodita. Questo ci porta ad una antica simbologia corporea secondo la quale il corpo umano è metà maschile e metà femminile. Del resto, senza appellarci al mondo antico, basta osservare molte immagini di Madonne meridionali che hanno nell’iconografia il Sole e la Luna: archetipi simbolici, maschile uno, femminile l’altra.

 
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APPUNTI DA FELITTO

Post n°117 pubblicato il 19 Luglio 2019 da lubopo
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Venerdì 14 Giugno 2019 ore 11.30.
Partenza da Pozzuoli, direzione Sud. Dobbiamo raggiungere Salerno, proseguire per Battipaglia e da lì verso il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La nostra meta è Felitto, un borgo medievale di poco più di mille anime.
Domani la Carlo Faiello Ensemble terrà un concerto in occasione della festa patronale dedicata a San Vito.
Carlo ci è già stato, più volte, anche per una breve vacanza estiva. Durante il viaggio ci racconta dei suggestivi paesaggi bucolici, dell’assordante cinguettio degli uccelli, dell’escursione fatta in canoa lo scorso anno, del suono dell’acqua del Calore Lucano che dal Monte Cervati, tra strette e alte pareti rocciose, giunge scrosciante in località Remolino, trascinando con sé una gran quantità di sassi e ciottoli. In alcuni punti dà origine a suggestive cascate. Il Fiume, considerato tra i più puliti d'Europa, riveste una notevole importanza, oltre che dal punto di vista paesaggistico, anche da quello naturalistico per la presenza della rara Lontra europea.
Già queste informazioni sono sufficienti per generare aspettative per questo originale weekend.
Ma non basta. Il viaggio è lungo (circa tre ore) e Carlo ha tutto il tempo per farci "pregustare", virtualmente, le eccellenze dell’enogastronomia cilentana. Innanzi tutto, “U' fusillu” che vanta una secolare tradizione: un cilindro di pasta cavo fatto con l'ausilio di un ferro sottilissimo che richiede una particolare manualità che possiedono solo le Felittesi.
In auto siamo in tre, io Carlo e Rosario che malauguratamente soffre di mal d’auto. Il posto accanto al guidatore è suo. Peccato, non sarà possibile fare dei cameracar… Ho portato con me una telecamerina palmare, una Sony Handicam HDR CX 160 vecchia di parecchi anni, insomma, per capirci, vale meno di un cellulare di qualità medio bassa. Ovviamente lo scrivo per giustificare la scadente qualità delle immagini e del sonoro, tenuto conto che non è neanche dotata di un ingresso microfonico.
Vabbè, fa nulla, come al solito mi arrangerò con un po’ di esperienza. Prima sosta all’area di servizio di Pompei dove abbiamo appuntamento con Luigi, Clara e Andrea. Consumiamo in loco un frugale pasto preparato da Clara e ripartiamo. Siamo a Battipaglia, potevamo mai sottrarci alla tentazione di assaporare la famosa mozzarella? No di certo! Sapete che differenza c’è tra la mozzarella della Valle del Sele e quella dei Mazzoni? In quella dei Mazzoni (Mondragone, per intenderci) la lavorazione prevede la salatura della pasta, mentre in quella salernitana si sala il siero. Dopo la scorpacciata di mozzarella e di informazioni raccolte nel caseificio, ci rimettiamo in viaggio. Abbandoniamo la zona costiera e ci inoltriamo nell’entroterra cilentano. Salite e curve a non finire tra i paesaggi poco prima descritti da Carlo. Finalmente arriviamo a Felitto. Prendiamo possesso della casa famiglia fittata per l’occasione e attendiamo l’arrivo di Rosi e Donato.
Rosi Di Stasi è la presidentessa dell’Associazione APS “Pasquale Oristanio”, Donato Stabile è un artista, compagno di Rosi.
Rosi ha vissuto più di quarant’anni in Germania dove svolgeva l’attività di infermiera. È emigrata a 19 anni. Oggi la sua ragione di vita è quella di far sì che i giovani non debbano più andar via da Felitto. Per questo è impegnata su più fronti e con tante idee e spunti, per il recupero di una memoria collettiva attraverso un’identità culturale e storica millenaria. Il Palazzo delle Cento Stanze, da poco acquistato da Rosi, è la prova del suo impegno: sarà destinato alla realizzazione di un Centro Culturale.
Rosi è assolutamente convinta che l’insieme dei valori storici, culturali, artistici e paesaggistici dell’entroterra cilentano possano assurgere a vero e proprio attrattore turistico. Senza trascurare che efficaci politiche di promozione del territorio, aumenterebbero anche l’indice di attrattività dei prodotti enogastronomici locali, proprio perché evocativi di sensazioni e valenze della zona d'origine.
Ci dà il benvenuto e ci racconta, entusiastica, quello che avverrà nel fine settimana. Ma adesso basta chiacchiere e lasciamo spazio a questi appunti audiovisivi.
Ah dimenticavo, ho dovuto eliminare alcune scene ritenute, da alcuni “compagni” di viaggio: “troppo private”:
un esterno giorno dove in una panoramica si intravedeva un mio “compagno” a torso nudo (c’erano quasi 40 gradi);
un interno/giorno girato in casa dove un secondo “compagno” era in bagno a lavare una t shirt (scambiata per una mutanda) mentre intonava, tra l’altro con una magnifica voce, una canzone del repertorio classico napoletano;
un interno/giorno, sempre girato in casa, dove riprendevo il gruppo di “compagni” impegnati, di buon ora, in un raffinato e salutare allenamento di Tai Chi (sui cui esiti di benessere psicofisico, alla luce di quanto accaduto, nutro seri dubbi… ahahahahahahah).

buona visione.

 
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Festival della Musica Popolare del Sud Italia

Post n°116 pubblicato il 26 Giugno 2019 da lubopo
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Si è svolta dal 20 al 23 Giugno, la seconda edizione del Festival della Musica Popolare del Sud Italia, organizzato dal Museo e Real Bosco di Capodimonte in collaborazione con le associazioni MusiCapodimonte e Il Canto di Virgilio. Fin dalla sua nomina il Direttore Sylvain Bellenger è impegnato in un programma di recupero del Real Bosco di Capodimonte, un parco urbano protetto dall’Unesco, che fu scelto da Carlo di Borbone per la bellezza della sua veduta. Con questa iniziativa il Parco continua ad affermare la sua funzione pubblica.

 
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I PROFESSIONISTI DEL VINO

Post n°115 pubblicato il 22 Maggio 2019 da lubopo
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La Città Metropolitana di Napoli, l'Ordine dei Geologi della Campania, l’Ordine degli Agronomi e l’Ordine dei Chimici hanno organizzato, presso la Sala Cinese del Palazzo Reale di Portici, l’evento: “I Professionisti del Vino”. Un'occasione per trattare un argomento a me caro...

 

 

 

 
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FRIDAYFORFUTURE

Post n°114 pubblicato il 30 Marzo 2019 da lubopo
 
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#FRIDAYFORFUTURE, Napoli 15 marzo 2019. Il reportage. Questo video è stato realizzato con il contributo delle scuole secondarie superiori che partecipano al progetto #INFOSCUOLA, la rete di #WebTv delle Scuole dell’area metropolitana costituita dalla @Città Metropolitana di Napoli di cui l’ITI “Galileo #Ferraris” di #Scampia è capofila.

Per smentire chi dice che tra i giovani non c'e' reale consapevolezza della situazione in cui ci stiamo cacciando.

 

 

 
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Memorie in Viaggio

Post n°113 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da lubopo
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"L'esplorazione dello spazio e del tempo che propone Memorie in viaggio oltre ad essere una narrazione-testimonianza come quella esemplare e toccante di Shlomo Venezia segna, ancora una volta, l'incontro vitale tra chi non può dimenticare e le giovani generazioni che hanno il dovere morale di non farlo. Il rumore di un silenzio che inquieta, in questi luoghi dell'orrore, indigna e suscita pietas per chi ha subìto l'atroce banalità del male." (Angelo Russo)

Memorie in viaggio è un documentario/reportage prodotto dalla Provincia di Napoli in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria 2010. Una delegazione composta da un centinaio di studenti e docenti napoletani si recò tra il 26 ed il 28 gennaio 2010 ad Auschwitz. Una troupe televisiva dell'Ufficio Stampa della Giunta ha documentato l'evento. Una narrazione diaristica di una cosiddetta "gita scolastica" che via via si trasforma in un vero e proprio viaggio nella Memoria.
https://it.wikipedia.org/wiki/Shlomo_...

 


 

 
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PRIMA DELLA NOTTE

Post n°112 pubblicato il 22 Ottobre 2018 da lubopo
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Introduione alla Notte della Tammorra 2018

L'appuntamento era per sabato 8 settembre alle ore 21 con La Notte della Tammorra organizzata da Il Canto di Virgilio, a cura di Carlo Faiello e promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. In piazza del Plebiscito la 18ma edizione dell’evento programmato per lo scorso Ferragosto e posticipato in seguito alla tragedia di Genova.

Quest’anno tra gli ospiti: il musicista ed etnomusicologo Ambrogio Sparagna e la Nuova Compagnia di Canto Popolare con Fausta Vetere, Corrado Sfogli, Gianni Lamagna, Carmine Bruno, Michele Signore, Marino Sorrentino, Pasquale Ziccardi che arricchiranno la carovana di musicisti presenti all’evento.

Carlo Faiello, compositore e musicista napoletano autore di alcune delle pagine più emozionanti della nuova musica partenopea, come ogni anno, sarà il maestro concertatore dell’evento. A capo di una “ciurma di musici” di estrazione classica, folk, jazz, “ad orecchio”, il musicista guiderà il baccanale notturno nella piazza simbolo della città trasformata per l’occasione in un villaggio del folk con stand espositivi dedicati alla musica popolare.

“I tremendi fatti di Genova ci hanno colpito al cuore. Abbiamo deciso di posticipare l’evento in accordo con le istituzioni. Nella scorsa edizione è stato davvero emozionante vedere un Lungomare invaso da 15mila danzatori di tutte le nazionalità”, spiega Carlo Faiello.

Una vera e propria invasione di suoni, ritmi, canti e danze, un raduno di tamburi, percossi perscacciare via i demoni che quotidianamente ci tormentano, un insieme di canti sospesi tra eros e poesia, devozione ed ebbrezza, una girandola di danze vivificatrici per risvegliare i sensi assopiti, la bellezza nascosta, l’emozione dimenticata. La Notte della Tammorra è divenuta un appuntamento fisso a cui non si può rinunciare. Una serata dove lo spettatore non è testimone passivo ma protagonista. Accanto alla musica ci saranno mostre ed esposizioni dedicate al tema della musica e tradizione popolare.

Programma della serata

Ore 18.30
Gruppi itineranti che sfileranno per il centro di Napoli, tra questi va segnalato i Zompacardillo, storica formazione coreutica – musicale dell’Irpinia, che da anni diffonde per il mondo la contagiosa Tarantella del Carnevale di Montemarano.
Ore 21 (Palco)
Apertura con i canti a distesa di Antonio Esposito detto Tonino ’O Stocco e Biagino Di Prisco. Tammurriata di Accoglienza a cura di Raffalele Inserra e Cantatori. Carlo Faiello Ensemble Saverio Coletta, Fulvio Gombos, Francesco Manna, Gianluca Mercurio, Pasquale Nocerino, Francesco Sicignano.
Con la partecipazione di Marcello Colasurdo, Antonella Morea, Patrizia Spinosi, Fiorenza Calogero, Nadia Pepe e con Tania Aulicino, Mina Fiore, Giada Torella.
Ambrogio Sparagna con Valentina Ferraiuolo, Erasmo Treglia.
Nuova Compagnia di Canto Popolare
Fausta Vetere, Corrado Sfogli, Gianni Lamagna, Carmine Bruno, Michele Signore, Marino Sorrentino, Pasquale Ziccardi.
Chiusura con la Paranza do’ Lione - Antonio Matrone detto ‘O Lione, Nicola Cesarano, Emi Cordiano, Valentina De Rienzo, Luciano Girardi, Stefano Girardi, Luigi Matrone, Corrado Veneruso.
Balli e Maschere: Paola Maria Cacace, Angela Esposito, Antonio Faiello, Antonella Natale, Enzo Stendardo.
Coordinamento Erminia Parisi.
Laboratorio di Danze Popolari Domus Ars a cura di Maria Grazia Altieri, con Carolina Casaburi, Antonio Esposito, Monica Feola, Paola Luogo, Cristiana Palma, Nunzia Pannone, Lucia Sissa, Angela Sorrentino.

Ufficio Stampa Enrica Buongiorno

 

 
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PENNONE A MARE

Post n°111 pubblicato il 01 Settembre 2018 da lubopo
 

 

 

La Festa del “PENNONE A MARE” è legata alla devozione dei pescatori puteolani per la Madonna Assunta, loro protettrice. Si svolge ogni anno nel giorno di Ferragosto ma quest’anno, alle 11.56 della vigilia di Ferragosto, a Genova crolla il ponte Morandi. Drammatico il bilancio delle vittime, alla fine se ne conteranno 43.
In segno di profondo cordoglio e vicinanza al popolo genovese, la Festa del Pennone a Mare è stata rinviata al 26 Agosto.
Quel giorno ero lì quasi per caso, sprovvisto di telecamera ma “armato” del mio modesto Smartphone. Ho deciso di documentare l’evento e di realizzare una breve clip utilizzando alcune immagini tratte dal repertorio su Pozzuoli che sto costruendo dal 2016, anno in cui mi sono trasferito da Neapolis a Dicearchia.
Il commento musicale non poteva che essere Aonna ‘o Mare una versione napoletana di Crêuza de mä, del compianto poeta genovese Fabrizio De Andrè. La versione in napoletano è nata dall’incontro tra Carlo Faiello e Mauro Pagani, autore delle musiche, nonché produttore dell'omonimo album di De Andrè.
Aonna ‘o Mare è contenuto nell’album di Carlo Faiello Tra il sole e la luna.
Il commento ritmico alla gara è Ritarantella di Marcello Colasurdo e Paranza
Buona visione/ascolto
Lu.Bo.Po.

 

 
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Archivi per la Memoria

Post n°110 pubblicato il 07 Agosto 2018 da lubopo
 
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 A fine Giugno una cara collega mi contatta per avere notizie sull'Antro della Sibilla. Era venuta a conoscenza che la caverna era stata chiusa al pubblico ed aveva intenzione di trattare l'argomento sul suo Blog. "Daniela - le scrivo - in archivio ho immagini della grotta e di don Carlo (il custode), te le invio così le utilizzi per il tuo post". Nel rivedere le immagini d'archivio mi sono “perso” in un viaggio nella Memoria... ed ho incontrato Antonio Vitolo, mio docente di Italiano e Latino al liceo, già presidente AIPA e membro dell’IAAP. Un vero Maestro, un intellettuale che auguro a tutti i giovani di incontrare durante il loro percorso formativo. Dopo 40 anni c’eravamo ritrovati in occasione di un seminario di studio su "Il Libro Rosso" di C.G. Jung. https://www.youtube.com/watch?v=bBtLh...

La testimonianza di Vitolo utilizzata in Archivis Memoriae, fu registrata nel corso di una cena che di lì a breve organizzammo. Tra le immagini inserite sul suo intervento, da evidenziare quelle tratte dalla mostra “I Porti del Regno” di Hackert https://www.youtube.com/watch?v=2f_8S... , ospitata presso la Sezione Navale del Museo di San Martino Nel proseguire il viaggio, incontro Carlo Faiello, ideatore e direttore artistico della Notte della Tammorra (XVIII edizione il 15 agosto alla Rotonda Diaz). Con Carlo e con Angelo Russo si decise, dopo la XII edizione https://www.youtube.com/watch?v=1Gon0... , di realizzare un video per promuovere l’istituzione di una Fondazione come già avvenuto per La Notte della Taranta. L’idea non ebbe seguito, ma le riprese del primo ed unico set erano in archivio. Come era in archivio il suo concerto al Parco Archeologico Pausilypon da cui sono tratti i brani “Rota Rota”, vero e proprio mantra, e “Uno doje e tre” storia delle contaminazioni culturali a Napoli. Una chicca è rappresentata da Pictura Vivida, anche se la qualità delle immagini è scadente. E’ la sintesi di una documentazione video della performance di Teatro/Danza realizzata alla B.I.T. di Milano lo scorso millennio. “Rare, sparse per l'Italia, esistono stanze fatate, raccolte e complete in se stesse, scrigni leggiadri nei quali ci si sente accolti e appagati.” L’idea prese spunto da questa citazione di Elémire Zolla: rivitalizzare una “ stanza fatata”, uno “scrigno leggiadro”, testimonial culturale della Provincia di Napoli. La scelta cadde sulla Sala del Triclinio di Villa dei Misteri, rarissimo esempio di megalografia di “stile pompeiano”. Il solo affresco analogo e di pari importanza è quello di una villa di Boscoreale che oggi è possibile osservare “smembrato” in più musei (dal Metropolitan Museum di New York, al Louvre, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Poiché la BIT si estendeva su di una superficie di circa 250.000 mq, la visibilità era data dallo spazio occupato ma… un mq NUDO costava ben 500 mila delle vecchie lire e l’Assessorato al Turismo della Provincia di Napoli (dove lavoravo) aveva in bilancio 50 “miseri” milioni. La prima criticità fu quella di rendere “visibile” uno spazio pari allo 0,02 % dell’area espositiva della B.I.T. In estrema sintesi, individuammo il gioiello da celare per poi rivelarlo e rivitalizzarlo dando forma ai contenuti concettuali legati ad alcune parole chiave individuate in fase di brainstorming. Metà del budget fu speso per i 50 mq necessari (35 metri quadri la Sala degli Affreschi + 15 per il camerino destinato alla compagnia). La fedele ricostruzione in scala 1/1 fu l’elemento propulsivo dell' evento che fece della spettacolare fusione di danza, suoni, visioni, un’emozionante avventura tra arte, immagine, movimento, ritmo, tecnologia e tipicità enogastronomiche partenopee. Il pubblico era costituito prevalentemente da stakeholders che dopo aver degustato alcuni prodotti tipici, si avvicinavano al cubo, bello da vedere solo per la sua cromaticità, ma assolutamente estraneo al contesto nel quale si sarebbero calati. Nell’entrare si ritrovavano, come per incanto, a contatto con i misteriosi affreschi del rituale iniziatico. Giochi di luce evidenziavano il ciclo pittorico per poi affievolirsi fino al buio profondo, preludio di un viaggio in un tempo senza tempo. E' notte, nel silenzio della Stanza una voce narrante brinda in un elogio al vino mentre i visitatori, assiepati all’unica parete non affrescata (max 25 spettatori), degustavano un calice di vino. Gli attori entrano in scena dando inizio ad una performance di teatro danza liberamente tratta dalle Baccanti di Euripide. Per le coreografie, non facemmo altro che “stendere” come una pellicola cinematografica la megalografia trattando i fotogrammi come uno storyboard. Grande successo. Si sparse la voce che nel padiglione Italia c’era un posto dove accadevano cose strane. Del resto anche le nostre hostess erano strane, giravano per la mostra con carrelli da supermarket con i nostri prodotti editoriali. Questo è quanto. Buona visione.

 
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