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Scintille

A volte da una sola scintilla scoppia un incendio (Lucrezio)

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Dissociata_mente

Post n°116 pubblicato il 02 Dicembre 2008 da Basta_una_scintilla
 

Premetto che non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti, non sono una consumatrice di farmaci e superalcolici, bevo volentieri un po’ di vino ma sempre con una certa moderazione. Ho avuto qualche perplessità prima di decidere di postare questi miei pensieri…e se poi un po' di omini con il camice verde si sentissero in dovere di venirmi a recuperare con una lettiga per portarmi in qualche oasi protetta? D’altra parte, il desiderio di conoscenza, la voglia di capire se le esperienze che, anche se raramente, mi capita di vivere siano condivise da altri e spiegabili in qualche modo attraverso la razionalità oppure no sono più forti della paura di apparire strana a chi mi leggerà.

Succede solitamente in periodi della mia vita in cui mi sento particolarmente stanca o in difficoltà oppure quando riesco a rilassarmi profondamente concentrando le energie sul mio io interiore invece che su quello esteriore.

Cosa? Di uscire da me.

Lo so che posso apparire pazza ma non sto scherzando: è come se, d’un tratto, provassi la sensazione di essere estraniata dal mio stesso corpo. Certo, io sono una sognatrice e spesso mi capita di immaginare situazioni, di farmi dei film o di passeggiare sulle nuvolette, ma queste sono situazioni diverse. Io ci sono, continuo a svolgere le mie azioni ma, nel contempo, sono da un’altra parte, "oltre" le cose che mi circondano. E’ accaduto l’altra sera. Stavo lavando i piatti e continuavo a riflettere su quest’ultimo anno sentendomi un po’ oppressa; la pesantezza del lavoro, alcuni pensieri economici, qualche relazione interpersonale poco chiara. Ad un tratto, credo senza volerlo, la mia attenzione si è concentrata sulle piastrelle, beige, con degli alberelli color arancio e mentre i miei occhi fissavano quello schema sul muro, mi sono sentita esterna al mio corpo, come se galleggiassi in un’altra dimensione nella quale riuscivo a guardare tutto con distacco. Non è questo il senso della mia vita, pensavo, non è scegliere il colore delle piastrelle, angosciarmi per cose che in un altro luogo o spazio sarebbero inutili o almeno superflue. Il senso della vita deve essere altro ed io me lo perdo se mi lascio fagocitare da tutti questi particolari. Una sensazione unica di calma e benessere, nessuna necessità, come se il mio spirito si riconoscesse estraneo a tutti i bisogni della carne e, per un breve momento, potesse essere libero da ogni vincolo ed impedimento.

Una cosa simile la provo, ogni tanto, sdraiata sul letto, soprattutto quando sto ascoltando un genere particolare di musica ed ho acceso una candela profumata o qualche incenso (giuro che non contengono alcun tipo di sostanza allucinogena…). Mi sento molto rilassata, in un certo senso è come se il sangue defluisse lentamente, i miei muscoli si distendessero, la mente si svuotasse: sono vigile, non in uno stato di dormiveglia, ed ho la sensazione che il mio spirito esca dal corpo, proprio come se fosse un’entità separata che mi osserva con grande distacco emotivo. Mi sembra di essere all’interno di un video-game dove, per qualche insondabile motivo, riesco, per un breve istante, a passare al “livello successivo” nel quale ho nuovi poteri, vedo la realtà in modo differente, sento le cose in maniera più intensa, mi sembra di sfiorare l’essenzialità di emozioni che nella vita di tutti i giorni non riesco a sentire.

Girovagando un po’ in internet ho letto che molte persone si sentono a volte dissociate da sé e dal mondo: ho trovato termini quali “depersonalizzazione” e “derealizzazione” ma sempre legati a sintomi negativi quali attacchi di panico, stress, disturbi ossessivo-compulsivi. A me invece questi momenti non creano disagio, o paura, o ansia, anzi…quando terminano e le mie due “entità” si riuniscono mi sento più serena, maggiormente carica di energia, più positiva.

Io li vedo un po’ come uno scan-disk del “sistema-scintilla”: quando il sistema è saturo e comincia ad essere mal funzionante ed instabile una parte esce e comincia a deframmentare il tutto al fine di ricollocarlo nella giusta posizione. E così i pensieri o i problemi, che nella limitatezza del mio corpo sembrano insuperabili, visti in un’ottica spazio-temporale più ampia appaiono infinitesimali e davvero poco rilevanti.

Bene, mi piacerebbe sapere se anche qualcuno di voi provi, a volte, sensazioni simili alla mia o se sia in grado di darmene un qualche tipo di spiegazione.

Sperando di non essere nel frattempo ricoverata alla neuro, vi sorrido.



Nota al post:

lieta di sapere che qui dentro passano un sacco di sfasati come me...:-))

 
 
 
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