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Effetti della conoscenza
La nostra conoscenza si arricchisce ogni qual volta entra in contatto con altre conoscenze Xavier Wheel
Post n°684 pubblicato il 23 Maggio 2026 da carloreomeo0
Sì, lo ammetto, con il tempo sono diventato sempre più orso all’interno di questa community, ho iniziato a fregarmene delle varie diatribe fra blogger, degli heter, dei troll e dei profili fake, ho coscientemente deciso di non entrare in certe dinamiche a mio avviso tossiche, se vi fa piacere potete chiamare tutto questo vigliaccheria, per me è semplicemente stata la scelta più sensata, in quanto non mi interessano le guerre in genere, in particolar modo quelle inutili e poi perché come ho già scritto nei post precedenti ho voluto costruirmi, in questo mio blog una valvola di sfogo, un luogo in cui esternare ciò che mi pervadeva l’anima, un luogo in cui ascoltare ciò che io stesso avevo da dire, per scavare dentro di me e per fare tutto questo avevo bisogno di pace. Io sono dell’idea che le guerre, quelle vere purtroppo esistono nella realtà e credo ne siamo tutti ben consapevoli, se avvertiamo la necessità di farle scoppiare anche qui nel virtuale, se le interiorizziamo portandocele anche nel nostro quotidiano, nel nostro rapportarci con gli altri allora siamo davvero dei masochisti è anche vero che molti la guerra ce l’anno dentro, sono perennemente in balia dei loro conflitti interiori che puntualmente tentano di vomitare addosso al primo che gli capita. Pensate a quanto tempo viene sprecato ogni giorno per odiare, boicottare, prevaricare, svilire e denigrare il prossimo, quando quello stesso tempo potremmo impiegarlo per amare noi stessi e le persone che amiamo e che ci amano. Io, qui ho impiegato il mio tempo per conoscermi, scrivendo, se qualcuno si è riconosciuto in qualcosa che ho scritto o che ha condiviso certi mie ragionamenti e idee ne sono felice, ma io non ho scritto in funzione di questo, io ho scritto egoisticamente per me stesso. Questo in un certo senso mi ha salvato dall’entrare nelle dinamiche di cui ho scritto sopra, in quanto non sono andato mai in cerca di consensi o di visibilità, sono andato, quantomeno all’inizio di questa mia avventura qui su Libero, alla ricerca di interazioni umane, di confronto o di un semplice dialogo.
Post n°683 pubblicato il 21 Maggio 2026 da carloreomeo0
Quest’uomo, che risponde al nome di Gianluigi Luzzi, giornalista regolarmente iscritto all’Ordine, durante le interviste ai testimoni presenti all’investimento dei pedoni avvenuto a Modena ha deciso che il dolore non bastava: andava spremuto fino all’ultima goccia, ha quindi avuto il cinico coraggio di rivolgere a una donna ancora visibilmente sotto shock una domanda particolarmente forte: «Qual è l’immagine che non riuscirà mai a dimenticare di questa tragedia?» Non una domanda per informare. Non una domanda per capire. Una domanda da autopsia emotiva. Un invito a riaprire la ferita in diretta, perché il trauma, evidentemente, oggi non si racconta: si monetizza e quando la donna, con la voce spezzata, risponde: «La donna a terra, perché era cosciente ma senza gambe.» Lui non si ferma, ha capito che lei sta rivivendo la tragedia di cui è stata testimone e con sadismo la incalza: «Com’erano gli occhi di questa donna? Cosa le diceva?» A quel punto non siamo più nel giornalismo. Siamo nel voyeurismo del dolore. Nella pornografia emotiva travestita da diritto di cronaca. Perché una domanda del genere non aggiunge nulla ai fatti. Qui non si informa: si scava nel macabro per suscitare orrore per creare contenuti emotivi forti da dare in pasto al pubblico. Si trasforma il lutto in contenuto, il trauma in sceneggiatura, il dolore in prodotto editoriale. E tutto rigorosamente impacchettato con la retorica dell’“empatia”, mentre sotto il tavolo si contano ascolti, share e sponsor soddisfatti. E il problema è che Gianluigi Luzzi non è un’eccezione. È un sintomo. Perché di “giornalisti” così il panorama televisivo è pieno: professionisti dello sciacallaggio che entrano ogni giorno nelle nostre case con il volto compunto e il tono grave, salvo poi tuffarsi nel dolore altrui come cercatori d’oro nel fango. E quando qualcuno osa dirglielo, ecco il rifugio perfetto: l’Ordine, il diritto di cronaca, la Costituzione. Come se bastasse pronunciare quelle parole per trasformare qualsiasi cosa in giornalismo. La verità è che la TV ha trasformato l’informazione in un prodotto da diffondere attraverso programmi trash condotti da sciacalli travestiti da giornalisti. No, sguazzare nel trauma degli altri per costruire audience non è diritto di cronaca, è spettacolarizzazione della sofferenza, è trasformare una tragedia in intrattenimento per una platea affamata di dettagli morbosi e chiamarla informazione la rende un oltraggio al vero giornalismo, alla sua etica di cui in TV si è ormai persa da tempo ogni traccia.
Post n°682 pubblicato il 20 Maggio 2026 da carloreomeo0
Solo ora, forse a causa del distacco con cui la osservo, consapevole della sua fine imminente, mi rendo conto di come questa intera community sia ammantata da un alone vintage, di vissuto che mi fa ripensare agli inizi di questo millennio, segno evidente che essa non si è evoluta con il tempo, ma anzi è rimasta radicata a se stessa, incapace o forse reticente al cambiamento, ultimo baluardo di un tempo ormai andato, da troppo tempo coniugato al passato e credo proprio per questo destinata all’annullamento, per questo condannata all’estinzione, non avendo più ragione di esistere in un mondo che nel frattempo è andato avanti, forse anche troppo… Sia chiaro, io non ci vedo alcun difetto nell’essere un po' retrò, anzi amo il vintage, anche se non in tutte le sue forme, sotto certi aspetti, valorizzandolo nel giusto modo questo avrebbe potuto essere il suo punto di forza, un modo per contraddistinguersi, per fare la differenza in quello che è oggi il panorama offerto dai vari social media. Riflettendo su questo ecco che in me ora affiora qualche rimpianto… il rimpianto per le occasioni mancate, le potenzialità sprecate, come per tutto ciò che questa community avrebbe potuto essere ma che ha deliberatamente scelto di rinnegare, finendo per rinnegare, almeno in parte, se stessa. Del resto questa community, come qualunque tipo di società è lo specchio delle persone che la compongono e se il riflesso che nel tempo essa ci ha offerto è stato distorto, è solo perché quella distorsione era in noi, se non proprio in tutti almeno nella maggioranza degli individui che ne hanno fatto parte. Quindi in ultima analisi di quella distorsione, pur non avendola generata, io ne sono divenuto complice, perché ad essa non mi sono opposto, non ho contrapposto nulla, mi sono solo limitato a girarmi dall’altra parte, a curare il mio orticello, fregandomene di ciò che mi accadeva intorno, anche perché quando ho provato a combattervi contro, mi sono sentito come un Don Chisciotte che combatteva contro i mulini a vento.
Post n°681 pubblicato il 13 Maggio 2026 da carloreomeo0
La consapevolezza che a breve questa community, con tutti i suoi contenuti, verrà spazzata via, mi lascia stranamente indifferente, quasi distaccato, come se il fatto che i miei quasi 700 post in cui ho riversato cuore e anima, vengano a breve cancellati, non mi riguardasse e forse è proprio così, perché io sono in ciò che scrivo ma non appartengo alle parole che utilizzo per esprimere ciò che provo, perché le parole non mi appartengono e io non appartengo loro, sono solo uno strumento tramite cui sfiorare l’anima, far palpitare il cuore o accendere sinapsi, rievocare ricordi ed emozioni. La consapevolezza che ho è di aver scritto molto ma non troppo, perché sono ancora tanti i pensieri che si affollano nella mia mente e che prima o poi pretenderanno di essere trascritti da qualche parte. A ben pensarci, quelli che mi mancheranno o che comunque custodirò come un bene prezioso nel mio cuore, sono i rapporti umani, pochi a dire il vero, che grazie a questa community sono riuscito nel tempo a creare, le persone che lungo questo mio percorso qui ho trovato e perso o che ho semplicemente incrociato lungo il cammino ma che con un semplice messaggio o un commento mi sono state vicino, dandomi più di quanto potranno mai immaginare. Parlando di commenti ai miei post, non posso non ringraziare il mio fedele commentatore Jigen, che nel corso degli anni ha sempre immancabilmente dato la sua preziosa opinione sugli argomenti che ho trattato nei miei post, a volte condividendo ciò che in essi avevo scritto, altre costringendomi a guardare il tema affrontato da un altro punto di vista, come è giusto che sia. Da parte mia, negli ultimi anni, mi rendo conto di essermi sempre più chiuso a riccio all’interno del mio blog per i motivi scritti nei post precedenti ma non solo, diventando un orso, un’eremita poco socievole a tratti silenzioso e a tratti particolarmente loquace. Sì, basta vedere le date di pubblicazione dei miei post per capire che sono stato un blogger discontinuo nel pubblicare contenuti, frapponendo mesi di assoluto silenzio a brevi momenti di loquacità. Questo perché non ho mai scritto per abitudine, o tanto meno per riempire spazi altrimenti vuoti, ma seguendo il moto ondoso della mia emotività.
Post n°680 pubblicato il 12 Maggio 2026 da carloreomeo0
Ad oggi non so se questo piccolo spazio virtuale che mi sono ritagliato all’interno di questa communiy mi mancherà o meno, quello che so per certo è che in esso ho riversato gran parte di me, di ciò che ho vissuto, di ciò che ho provato e quindi di ciò che sono stato e di ciò che sono diventato. Visualizzando a ritroso le pagine di questo mio blog, è stato come fare un viaggio nel passato dove ho rivisto e in parte rivissuto, come immagini emozionali cristallizzate nel tempo, specifici periodi della mia vita, determinate emozioni, notando, quasi con stupore, come certe parole usate, si legassero perfettamente a quei determinati momenti, a quanto grazie ad esse avessi profondamente scavato nella mia anima, a come esse avessero la capacità di rievocare non solo ricordi in me, ma anche ciò che non avevo tramutato in parole, ciò che non avevo esplicitamente scritto, ma solo accennato, sfiorato. Di come attraverso di esse ero riuscito pian piano a lenire dolori che credevo, temevo, mi avrebbero sommerso. Parole attraverso le quali ho osservato, con il necessario distacco, la società in cui, mio malgrado, sono immerso, scorgendone verità e falsità, facendo risaltare certe sue palesi contraddittorietà, punti di forza e fragilità, questo mi ha aiutato a capire chi ero, ma soprattutto a capire quello che non volevo diventare, le correnti di pensiero che non avrei dovuto mai seguire, a cui non mi sarei mai dovuto omologare, da qui la mia continua, inarrestabile battaglia contro l’atrofia cerebrale, la disinformazione di massa che di essa era ed è sia causa che effetto e che nel corso degli anni è diventata più subdola e quindi più potente. Per tutto questo e per tanto altro ancora avrò ancora bisogno, in un prossimo futuro, di ricostruirmi altrove un angolo come questo, semplicemente perché ho ancora bisogno di dare voce e parole ai miei pensieri, alle mie emozioni, di leggere e rileggere ciò che sono e ciò che sono stato, scorgendo fra le righe l’uomo che potrei divenire domani, e sì, c’è anche un po' di sana curiosità in questo mio bisogno di scrivere, perché la mia mente, come la mia anima evolve attraverso le parole, ed in esse riflettendo si riflette.
Post n°679 pubblicato il 11 Maggio 2026 da carloreomeo0
Lo confesso, per molto tempo ho avuto un rapporto di amore/odio con questa community, fino a quando non ho scoperto che scrivere le mie riflessioni e impressioni nel blog poteva essere per me terapeutico, che il solo fatto di scrivere, pubblicare, quindi esternare, ciò che mi si agitava dentro poteva essermi utile per lenire, comprendere, analizzare, sfogare ciò che mi turbava. Così ho finito per “utilizzare” questo spazio, invece di essere da esso “utilizzato”. No, non mi interessava il fatto di rendere visibili i miei pensieri e stati d’animo, quello per me era solo un effetto collaterale del mio scrivere inteso come terapia, come pretesto per autoanalizzarmi, per guardarmi, scavarmi dentro, per sentire ciò che io stesso avevo da dire. Così in breve tempo questo mio blog è diventato un rifugio sicuro a cui tornare ogni qual volta sentivo la necessità di tutto questo, in cui avevo l’impellente bisogno di materializzare in parole pensieri ed emozioni, cristallizzandoli seppur virtualmente. Ecco perché, a differenza di altri, non sono andato alla disperata ricerca dell’altrui consenso, della visibilità a tutti i costi, ma tutt’al più del confronto costruttivo, civile, con altri esseri umani come me. Lo devo ammettere, l’ho già fatto, ad un certo punto della mia vita, scrivere in questo blog mi è stato molto utile per uscire dalle sabbie mobili della depressione in cui stavo sprofondando, per questo sono sempre più convinto che la scrittura, almeno per me, sia una efficace cura, una potente fonte di autoanalisi, attraverso cui guardarsi dentro per buttare fuori il veleno che ci sta lentamente uccidendo e che spesso, più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere noi stessi, inconsciamente, ci somministriamo. Forse in futuro, avrò ancora bisogno di un rifugio virtuale come questo, che dovrò ricostruirmi altrove, per ritrovare me stesso o dove non perdermi nel trambusto generale che mi ruota intorno, dove ascoltarmi, dando forma e parole ai miei pensieri, dove dare libero sfogo alla mia scrittura terapeutica, che è diventata un’efficace cura contro il malessere dilagante di cui è afflitta questa società.
Post n°678 pubblicato il 10 Maggio 2026 da carloreomeo0
Sono entrato in questa community esattamente 12 anni fa, fraintendendo, me ne sono reso conto tempo dopo, il termine “community”, forse perché avevo in testa, per mia cultura personale, un concetto diverso di ciò che dovesse essere una comunità, con questo concetto mio e solo mio, ho provato ad interagire con i vari membri che ne facevano parte, per trovare appunto punti comuni su cui basare un rapporto di reciprocità, per condividere, confrontare valori, intessi, cultura, esperienze, impressioni e opinioni ritrovandomi spesso di fronte a personaggi con un ego così grande e smisurato, proporzionale alla loro ridotta capacità intellettiva, da non lasciare spazio a nessun tipo di rapporto umano se non la venerazione di se stessi. L’esasperazione di questa autovenerazione, ho scoperto in seguito, li aveva portati a creare innumerevoli falsi profili, loro alter ego, con cui venerare se stessi e attaccare tutti coloro che vedevano come potenziali minacce alla loro egocentricità, sconfinando nel bipolarismo estremo. Mi sono trovato spesso a cercare, ingenuamente, di conversare con questi troll, che per loro stessa natura, ti coinvolgevano in discussioni assurdamente inutili, con l’unico intento di provocare, insultare, umiliare l’interlocutore, svilendo le sue argomentazioni, i suoi post, tentando di sabotare il suo blog. Tutto questo ha dato spesso adito a vere e proprie guerre fra i vari blogger e i loro rispettivi troll e tutto questo con il benestare di “Libero” o di chi per esso avrebbe dovuto “moderare” “sedare” queste lotte intestine e che invece spesso sembrava quasi avesse l’intento di fomentarle. Abbiate pazienza ma a parer mio, ancora oggi, tutto questo non ha niente a che fare con il concetto di comunità universalmente riconosciuto, ma che con il tempo, ai miei occhi, ha sempre più assunto le sembianze di un reparto psichiatrico popolato da pazienti affetti contemporaneamente da megalomania dilagante, egocentrismo estremo e bipolarismo incontrollato. Devo confessarvi che per un certo periodo sono stato anch’io contagiato, seppur in forma lieve, dalla tendenza predominante in questo spazio virtuale, fino a capire, come altri prima di me, che l’unica cura era isolarsi nel proprio blog, ignorando gli attacchi dei vari troll e interagendo solo con chi era alla ricerca di un dialogo civile, non finalizzato a prevaricare sull’altro, ma al confronto libero e costruttivo delle proprie idee e punti di vista. Se poi avevi la fortuna di imbatterti in persone capaci anche di autocritica, capacità rarissima in questa community, allora potevi ritenerti davvero fortunato.
Post n°677 pubblicato il 09 Maggio 2026 da carloreomeo0
E così il 9 giugno, tra un mese esatto, tutto questo verrà spazzato via… Verranno spazzati via tutti i nostri pensieri, emozioni, sensazioni, riflessioni che attraverso parole e immagini abbiamo riversato in questo spazio virtuale. Del resto tutto noi ne eravamo, alcuni solo a livello inconscio, consapevoli. Consapevoli della precarietà e fugacità del mezzo di comunicazione che stavamo utilizzando, virtuale appunto, quindi immateriale, temporaneo, transitorio, anche se l’ego di molti li ha portati a credere di stare incidendo sulla pietra, indelebilmente, ogni singola parola. Non li biasimo per questo, del resto sono in molti a voler credere che le loro stesse esistenze siano eterne, destinate a perdurare nel tempo, ed è questa falsa convinzione alla base di molti problemi che affliggono l’umanità, ma la realtà è ben diversa. Tutti noi affrontiamo il percorso delle nostre esistenze camminando a piedi nudi sul bagnasciuga appena sfiorato dall’oceano della consapevolezza e le nostre impronte, per quanto profondamente impresse nella sabbia, verranno spazzate via dalla prima onda che lambirà la spiaggia, senza lasciare di noi, del nostro passaggio, alcuna traccia. Se avessimo sempre ben chiara questa consapevolezza, il nostro atteggiamento nei confronti della nostra stessa vita cambierebbe, come cambierebbe drasticamente il nostro modo di porci nei confronti degli altri, portandoci a guardare la realtà che ci circonda con altri occhi, percependo e comprendendo cose che oggi ci sfuggono o che riusciamo a intravvedere solo per brevi istanti. La maggioranza dell’umanità, invece, è afflitta dalla falsa convinzione di essere immortale e onnipotente, comportandosi di conseguenza, rendendo spesso invivibili non solo le loro esistenze ma anche quelle delle persone con cui entrano in contatto, specie quelle che soffrono della loro stessa patologia. Quello che succederà il 9 giugno a questa community, potrebbe insegnarci molto… o nulla, dipenderà solo da noi, da ciò che decideremo di volerci vedere in questo, dall’atteggiamento mentale con cui elaboreremo il tutto.
Post n°676 pubblicato il 21 Febbraio 2026 da carloreomeo0
Con Corona, che è fra quelli ad aver pagato il prezzo del successo ma che denuncia quel sistema di cui lui è allo stesso tempo figlio ed artefice, atteggiandosi a giudice al di sopra delle parti e la gente che seguendolo si indigna e si scandalizza, facendo finta di non sapere, che nel campo dello spettacolo, come in tanti altri settori, spesso, troppo spesso il successo non è dovuto al talento o al merito, ma a compromessi, raccomandazioni, accordi fra le parti e ricatti, credo, o almeno spero, che abbiamo raggiunto l’apice dell’ipocrisia e della falsità. Entrando nel merito della questione G.F./Signorini, io credo che da un punto di vista morale e non giuridico, campo in cui non ho alcuna competenza, non si possa neanche parlare di ricatto o di violenza sessuale, ma semplicemente di un accordo fra le parti, in cui persone senza alcun talento, pur di avere un attimo di notorietà hanno deciso coscientemente e liberamente di accettare delle condizioni. Da quanto racconta Corona, di certo non il massimo in termini di attendibilità come fonte, nessuno è stato costretto a presentarsi a casa di Signorini, nessuno, nonostante quello che oggi raccontano, era così ingenuo da non sapere quali fini avevano tali appuntamenti, le chat, sempre che siano autentiche, non lasciavano spazio a nessun tipo di dubbio. Tutti potevano evitare tutto questo, se non da loro gradito o quanto meno tollerato, semplicemente dicendo in modo chiaro “NO” alle varie avances di Signorini. Questo avrebbe voluto dire rinunciare al GF e a quell’attimo di notorietà che esso comporta? Certo! Ma nel momento in cui hanno accettato i termini dell’accordo, hanno anteposto il loro ego alla loro integrità e dignità come persone e oggi, sempre a mio avviso, non possono giocare al ruolo della vittima, tali personaggi sono solo vittime, se proprio così vogliamo definirli, del loro ego. La violenza sessuale, come il ricatto sono un’altra cosa, e certi termini non andrebbero nemmeno usati, anzi abusati, per non offendere chi è veramente stato vittima di tali reati. Corona, come è nel suo stile, sta enfatizzando e strumentalizzando i fatti, spettacolarizzandoli per avere visibilità, vi specula per trarne i maggiori profitti, in pratica è artefice e carnefice di quel sistema che fa finta di denunciare, perché senza di esso, semplicemente non esisterebbe. A chi poi, scopre solo oggi, grazie "all'inchiesta il prezzo del successo", che l'iformazione è manipolata, deviata e censurata, gli consiglio di continuare a dormire, perché sono decenni che questo avviene e su questioni ben più importanti del GF/Signorini.
Post n°675 pubblicato il 01 Febbraio 2026 da carloreomeo0
Quando vorranno convincervi che per mantenere la pace, serva investire nelle armi, formare o potenziare eserciti, essere pronti a odiare, combattere e a uccidere, perché per difenderla, questa pace, c’è bisogno di fare la guerra, voi non credeteci. La guerra è semplicemente un business e perché essa possa esistere ha bisogno della sua antitesi, la pace, la guerra per essere motivata ha bisogno di un nemico da combattere e il nemico deve essere necessariamente odioso, vile, crudele e sanguinario, deve fare paura e se un simile nemico non esiste lo si crea o se esiste ma non corrisponde perfettamente a questi dettami, allora si esaspera la sua figura, la si strumentalizza affinché si adatti a questo suo ruolo. La propaganda politica e mediatica, scindere le due entità diventa ogni giorno più difficile, è molto abile in questo, perché è da decenni che si allena a manipolare la vostra mente, condizionando i vostri pensieri, il vostro modo di agire, di ragionare, distorcendo la vostra percezione della realtà. Fino a quando non diventa logico, razionale, per voi, dirottare enormi quantità di denaro sul mercato bellico, minando pesantemente l’economia di intere nazioni per favorirne altre, operare tagli sempre più drastici sulla sanità pubblica o sulla pubblica istruzione per investirli nella guerra, perché è più importante uccidere che curare, sparare piuttosto che ragionare, perché è fondamentale essere pronti a difendersi da qualunque ipotetico nemico. Affinché tutto questo meccanismo possa funzionare c’è bisogno di un altro elemento, c’è bisogno di instaurare un costante clima di incertezza, di terrore che destabilizzi il popolo, che lo costringa a vivere in un costante stato di allerta. Eccovi qui descritto, in parte, il clima e lo stato mentale in cui sempre più individui vivono ogni giorno. "Fare la guerra per difendere la pace è una delle più tragiche contraddizioni dell’umanità.” X.W.
Post n°674 pubblicato il 31 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Quando, in chiesa, passeranno con il POS per chiedervi un’offerta, facendovi credere che essa si fondi sulla carità cristiana, non credeteci, nemmeno per fede. La chiesa è una fra le più antiche forme di potere che esistano, essa governa, manipola e controlla nell’ombra, influenzando pesantemente la politica, l’etica, l’educazione, la cultura, i diritti umani in tutto il mondo. La chiesa dispone di grandi risorse economiche, possiede immobili, terreni, opere d’arte e fondi di investimento spesso occulti. In pratica la chiesa in generale e il Vaticano in particolare è gestito e amministrato come un’enorme holding. La chiesa è spesso in netto contrasto con quelli che sono i dettami della bibbia, che impone ai suoi fedeli di rispettare, ecco un esempio lampante: Atti 17,24–25 «Il Dio che ha fatto il mondo… non abita in templi costruiti da mani d’uomo, né è servito dalle mani dell’uomo come se avesse bisogno di qualcosa.» La bibbia ripudia l’idolatria quindi la venerazione di statue, effigi, come di tutto ciò che creato dall’uomo diviene oggetto di culto. Basta entrare anche nella più umile delle chiese, senza andare a fare paragoni con le imponenti cattedrali sparse nel mondo, per rendersi conto dell’incoerenza e dell’ipocrisia della chiesa stessa, che è piena di statue, di immagini, dipinti, affreschi, da venerare, che ha fatto dell’opulenza e dello sfarzo il suo biglietto da visita, mentre professa l’esatto contrario. Non fraintendetemi, non mi sto riferendo ai sacerdoti, ai missionari, che sono equiparati a manovalanza e che spesso vivono in perfetta sintonia con quelli che sono i principi della dottrina cattolica in fatto di umiltà e dedizione. No, io mi riferisco ai “graduati” della chiesa, perché il Vaticano, così come ogni organizzazione governativa, ha una sua propria scala gerarchica, ad ogni grado della quale corrisponde in modo proporzionale potere e opulenza. Io credo che Dio non lo si trovi in chiese, duomi, cattedrali sfarzose e imponenti, perché abita nel cuore di ogni uomo che voglia accoglierlo. Dio non ha bisogno di vescovi, cardinali o del Papa, per parlare ai suoi fedeli, perché parla ad ogni essere umano che abbia un cuore puro in grado di ascoltare la sua voce. Non avete bisogno di inginocchiarvi davanti ad una statua affinché Dio vi ascolti, perché il suo tempio è dentro di voi ed egli ascolta ogni vostro pensiero. Tutto il resto, per quanto mi riguarda, è estraneo a Dio.
Post n°673 pubblicato il 25 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Quando vi diranno che questo pianeta non ha risorse per tutti, voi rispondetegli che la verità è che la ricchezza e di conseguenza le risorse ci sarebbero ma non sono state ripartite in modo equo, perché le 12 persone più ricche del pianeta detengono in totale più della metà della ricchezza globale. Questo dato non è casuale, è il sistema stesso che è stato concepito in modo tale da generare diseguaglianza sociale ed economica, anche se ufficialmente ci dicono il contrario, è questo sistema che esige che i ricchi divengano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, semplicemente perché questo sistema è governato dai ricchi, da quell’élite che ha tutti gli interessi a far sì che quel divario cresca sempre di più, perché da esso deriva il loro potere non solo economico, ma anche politico e sociale. L’esasperazione di questo sistema, se non verrà sovvertito, porterà l’umanità, in un futuro prossimo a considerare gli individui non economicamente e fisicamente attivi, come un peso, una zavorra da eliminare fisicamente e in modo del tutto legale e razionale, questo perché il resto dell’umanità sarà costretta, per garantire la propria sopravvivenza a razionare sempre di più le poche risorse messe a loro disposizione dall’élite, non potendosi più permettere il lusso di mantenere in vita, chi non può contribuire in alcun modo alla sopravvivenza della collettività. Verranno quindi soppressi i disoccupati, che saranno sempre di più, perché il tasso di disoccupazione è destinato a crescere enormemente, a causa anche del dilagare dell’impiego dell’I.A. nei settori più disparati, che farà letteralmente sparire mestieri e professionalità oggi molto diffuse. Verranno soppressi i disabili la cui disabilità gli impedisce di essere produttivi economicamente, le persone anziane la cui età li ha resi di fatto inabili a contribuire all’arricchimento economico del pianeta, trasformandoli da un giorno all’altro da risorsa a zavorra della società. Quella che si prospetta è una società completamente disumanizzata, dove la sopravvivenza di ognuno sarà dettata unicamente da un’equazione matematica: Produttività/Consumo, dalla quale se dovesse risultare che consumi più di quanto produci, allora dovrai essere eliminato, perché sarai visto come un parassita, rappresentando un pericolo per la sopravvivenza del resto della società.
Post n°672 pubblicato il 06 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Sì, non tutte ma alcune persone scadono, la data di scadenza è determinata da quanto tu ti rendi conto che la vicinanza di quelle persone ti crea malessere. Una volta scadute quelle persone non puoi pensare neanche di riciclarle in qualche modo, perché diventano altamente tossiche, essenze altamente inquinanti per la tua vita e per la tua emotività. Liberati di quelle persone, lascia che esse si neutralizzino con il loro stesso veleno.
Post n°671 pubblicato il 05 Gennaio 2026 da carloreomeo0
Io credo che le vite perfette non esistano, che la perfezione di per se stessa non è prerogativa umana in quanto siamo esseri imperfetti, affetti da quell'imperfezione che ci rende unici in quanto diversi dagli altri. Ogni vita, anche quelle apparentemente perfette, hanno avuto ed hanno i loro inciampi, le loro delusioni, hanno dovuto affrontare il peso della perdita come l'onta del fallimento. Esistono invece persone che da queste vicissitudini non hanno imparato nulla, perché semplicemente le hanno rimosse, per inseguire un miraggio di perfezione che mai gli apparterrà, condannandosi in questo modo ad un costante stato di infelicità e di frustrante insoddisfazione.
Post n°670 pubblicato il 15 Giugno 2025 da carloreomeo0
Ogni mattina la stessa scena, lo stesso identico rituale, appena mi avvicino al lavabo, ancora prima che io possa lavarmi il viso, cancellando il torpore della notte appena trascorsa, il mio gatto, con un agile salto, mi si piazza di fianco, si siede in modo educato, composto, con un accenno di quell’eleganza tipicamente felina e mi guarda fisso negli occhi. Nel suo sguardo c’è amore, dolcezza, ma se guardo più a fondo scorgo una profondità e un’intensità che è come se mi stesse scrutando nel profondo, leggendomi l’anima. Io ovviamente, non potendo sfuggire ai suoi occhi magnetici, ricambio il suo sguardo perdendomi per un’attimo in esso, ritrovando, in quel piccolo lasso di tempo, la sincronia con me stesso e con l’universo, come un orologio sfasato che viene rimesso all’ora corretta. Sono sempre io a interrompere per primo questo intreccio di sguardi girandomi verso lo specchio, dove lo vedo riflesso, perso ancora a fissarmi, faccio finta di niente, ma la mia falsa indifferenza dura solo pochi secondi, perché lui vuole, pretende ancora la mia attenzione e la richiama con un gesto che è al contempo dolce, delicato e deciso, allungando la zampetta per sfiorarmi il braccio. Se non reagisco a questo suo richiamo, lui lo ripete con la stessa dolce, delicata insistenza, accompagnandolo con un mezzo miagolio, di modo che io non continui ad ignorarlo, così mi volto agganciando nuovamente il suo sguardo, ma questa volta il contatto visivo non basta, allora comincio ad accarezzargli delicatamente il musetto e lo sento subito iniziare a fare le fusa. Quel sommesso brontolio, quella vibrazione profonda, ha il potere di calmarmi, perché credo che quella sia la frequenza su cui si propaga l’amore, quello puro, vero, universale e sento il mio cuore che si sintonizza su di essa e per un’attimo ogni mio malessere, turbamento o preoccupazione scompare, perché sono così colmo d’amore al punto che non c’è spazio per nessun altro sentimento. Per molto tempo ho creduto, con quella presunzione tipicamente umana, che fosse il mio gatto ad aver bisogno di quelle coccole, che fosse una sua necessità, poi, riflettendoci, credo che molto più realisticamente, sia il mio gatto ad aver capito che sono io ad aver bisogno di quel momento ogni mattina per affrontare un nuovo giorno, è come se volesse dirmi: “Coraggio! Continua a credere nell’amore perché esso esiste ed è immenso, a volte si nasconde laddove tu non penseresti mai di cercarlo, ma se lo scorgi negli occhi di un altro essere vivente, non lasciartelo scappare perché esso ha il potere di cambiare il mondo! ” Per questo e per tanto altro ringrazio il mio gatto.
Post n°669 pubblicato il 10 Giugno 2025 da carloreomeo0
Che abbia "perso" la sinistra in questo referendum può farmi piacere o lasciarmi del tutto indifferente, quello che mi dispiace e mi preoccupa è che il vero sconfitto, di cui pochi parlano, sia il lavoratore dipendente. Quello che mi dispiace e mi preoccupa che per essere coerenti con la propria corrente politica di cui sono followers neanche sostenitori, molti lavoratori dipendenti hanno preferito rinunciare a riconquistare i loro diritti per se stessi e per i propri figli ed esultano per quest'ottimo risultato ottenuto, questo la dice lunga sulle loro capacità cognitive. Del resto non c'é dubbio che sia stato un grave errore politicizzare questo, come tanti altri referendum, perché questo influisce sempre pesantemente sul risultato finale al di là dei quesiti referendari proposti, che addirittura passano in secondo piano, mentre dovrebbero restare protagonisti.
Post n°668 pubblicato il 02 Giugno 2025 da carloreomeo0
. Io credo che se qualcuno nutriva ancora dei dubbi se andare o meno a votare per questo referendum, dopo una dichiarazione del genere dovrebbe avere solo certezze, perché il fatto stesso che il capo del governo, che dovrebbe garantire la democrazia e con essa il rispetto della costituzione, che vede nel voto la massima espressione della volontà del popolo che quella stessa costituzione dichiara sovrano, suggerisce un modo squallido per boicottarla, per aggirarla, un volgare tecnicismo per privare il voto del suo valore intrinseco, inficiando di fatto anche i voti di chi attraverso quel referendum voleva esprimere la propria opinione, rivendicando un suo diritto costituzionale inviolabile, è vergognoso oltre che irrispettoso verso qualunque cittadino. La certezza che, ora, quel voto ha ancora più valore e che andare a votare non è più solo giusto ma necessario, al di la delle tifoserie politiche, per dare un messaggio forte e chiaro a chi ci governa, che la costituzione non si aggira, la si rispetta, che il volere popolare lo si ascolta e lo si applica, non lo si riduce al silenzio attraverso un non voto. Una simile dichiarazione, se fossimo un Paese e un popolo normale, dovrebbe sortire come unico effetto, un’affluenza alle urne mai registrata prima, per quanto mi riguarda non ha più importanza se vincono i Sì o i No, è più importante dichiarare, attraverso quel voto, che il popolo non abdica alla sua sovranità, ai suoi diritti, alla sua stessa dignità, che non si svende per subdoli fini politici, che non si fa imbavagliare per compiacere una corrente politica a cui la sua opinione non interessa minimamente. Questo è quello che dovrebbe accadere in un Paese normale, ma l’Italia… Questa dichiarazione inoltre ci fa capire e vedere senza più veli, il modus operandi, la forma mentis di chi ci governa, che li porta a non avere alcun rispetto per le regole, le leggi, forse le stesse che loro stessi come membri del governo impongono ai cittadini ma che loro in primis non rispettano, ma aggirano, boicottano, manipolano a proprio vantaggio, facendosi beffe non solo dei loro elettori ma di quello stesso popolo che costituzionalmente avrebbero il dovere di difendere e tutelare.
Post n°667 pubblicato il 02 Giugno 2025 da carloreomeo0
In questo giorno, dedicato alla celebrazione della nostra repubblica, mi chiedo e vi chiedo, quanti, al di la dei formalismi, delle convenzioni, del patriottismo di facciata, si riconoscono ancora in questa repubblica, non quella utopica, ma quella reale: Quella repubblica che a parole, costituzionalmente, ripudia la guerra, ma che di fatto finanzia gli armamenti, le armi di distruzione di massa e che per farlo taglia drasticamente i fondi sulla sanità, sull’istruzione, sulla sicurezza, effettua rincari selvaggi sui costi dell’energia, del gas, dei carburanti. Quella repubblica che a parole, costituzionalmente, si proclama fondata sul lavoro, riconoscendolo come diritto inviolabile che ognuno di noi può rivendicare, perché è attraverso il lavoro che si determina la civiltà, la dignità di un popolo ma che di fatto ogni giorno umilia milioni di lavoratori, preclude il loro futuro, mina fortemente la loro stabilità economica, abrogando i loro diritti, incentivando la precarietà, legalizzando salari da fame che nulla hanno di dignitoso, tant’è che il lavoratore sempre più spesso si sente sfruttato e non nobilitato dal lavoro. Ma voi, nel concreto, che cosa amate di questa repubblica?
Post n°666 pubblicato il 01 Giugno 2025 da carloreomeo0
Purtroppo quella generazione è passata, a detta di molti ci siamo evoluti, civilizzati, ed ora ci ritroviamo con "genitori" che sono fan dei propri figli, che hanno abdicato il loro ruolo genitoriale, per diventare i loro avvocati, difendendoli ad oltranza, anche quando hanno palesemente torto, perché i loro figli hanno ragione sempre, diseducandoli quindi, non responsabilizzandoli, insegnandogli che la colpa è sempre degli altri, del sistema, della società ma mai, mai loro, che loro tutt'al più sono vittime e mai carnefici, anche quando i fatti raccontano tutta un'altra storia. Abituandoli a non affrontare i problemi, quelli veri, quelli seri, perché a risolverli ci pensano mamma e papà. Sono quei "genitori" che credono che Viziare sia sinonimo di Educare e che cercano di accontentarli in tutto perché hanno paura che un "NO" possa traumatizzarli, rendendoli di fatto incapaci di gestire un rifiuto, destabilizzandoli quando la vita gli fa capire che non tutto ciò che si vuole si può prendere, che le persone, anche quelle che credono di amare, non gli appartengono perché non sono oggetti ma esseri viventi. Sono figli a cui nessuno ha mai insegnato la sacralità della vita, il rispetto di essa a qualunque essere vivente essa appartenga.
Post n°665 pubblicato il 31 Maggio 2025 da carloreomeo0
“Mia” è l’esasperazione di quest’aggettivo possessivo che spesso, sempre più spesso degenera fino a culminare nelle tragedie che noi tutti conosciamo e a cui tutti noi assistiamo quasi con rassegnata impotenza in quanto fanno parte della nostra normalità abnorme. E’ il concetto stesso espresso implicitamente in questa semplice frase ad essere sbagliato, perché rappresenta il nocciolo del problema, quando finalmente impareremo che le persone non sono oggetti o possedimenti di cui si può rivendicarne la proprietà, allora e solo allora daremo inizio a quel cambiamento che ci porterà alla risoluzione del problema. Io parto dal presupposto che nessun essere vivente mi appartenga, a casa mia neanche i gatti, creature anarchiche per natura che io amo e che hanno deciso di convivere con me mi appartengono. Ricordiamoci sempre, che al di là delle parole, nella concretezza dei fatti, le persone appartengono solo a se stesse, che l’amore non è possesso ma condivisione, se il vostro rapporto non si fonda su questi principi, non può essere definito amore ma è qualcosa di totalmente diverso, forse perfino tossico, pericoloso.
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Inviato da: jigendaisuke
il 24/05/2026 alle 21:03
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il 24/05/2026 alle 15:39
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il 24/05/2026 alle 09:07
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il 23/05/2026 alle 19:37
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il 23/05/2026 alle 17:42