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Post n°39 pubblicato il 15 Marzo 2010 da stradeperdute2
 
Foto di stradeperdute2

 

La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai.

Charles Schulz

 

L' uomo, con i sensi aguzzi di chi è vissuto da sempre sulla strada si è già ricomposto e alla velocità del lampo ha già considerato che la situazione non sta volgendo a loro favore. Lei è ancora nuda con la pelliccia poggiata sul sedile e inizia a chiedere con voce allarmata "cosa succede",  ma lui ha già notato un uomo sulla cinquantina che staziona con aria sicura di là dal finestrino dell'auto e indossa un impermeabile beige col bavero rialzato a ripararlo dalla pioggia e a coprirgli parzialmente il volto ghignante. Una voce sgradevole resa roca dall'umidità e da chissà che altro annuncia tronfia: "Questa è una rapina, fuori i soldi e le chiavi dell'auto".

Lo sguardo allenato al fottuto gioco della vita  si è immediatamente posato sulla mano guantata dell'altro che spunta dall'impermeabile, con la muta speranza che stringa un'arma come un coltello o un tirapugni, ma niente...il ghigno trionfante appena disegnato con sufficienza sulla bocca di quell'uomo non può lasciar spazio a dubbi nella mente di chi conosce a memoria i meccanismi psicologici che si instaurano in casi simili...troppa strafottenza, troppa sicumera in quello sguardo, in quella bocca piegata in becero sogghigno.

Nella mano dello sconosciuto, come in un incantesimo fin troppo riuscito, compare una grossa canna di metallo brunito, logico e armonico proseguimento d'una nota marca di pistola semiautomatica. "Lo stesso modello che avevo io un tempo" pensa l'uomo senza nessuna allegria. Valuta in un attimo l'inclinazione della mano che regge l'arma e si accorge che l'oggetto è pesante, che non può trattarsi di una replica. Ma che si tratta, purtroppo di una pistola vera. Vera quanto è vero il guaio in cui ora si trovano, e tutto per una fottuta scopata, riflette l'uomo.

Il tipo, che evidentemente non ama fare le cose in modo plateale, dopo esser certo che l'uomo abbia notato l'arma, pur tenendogliela costantemente puntata contro la rinfodera nell'ampia tasca dell'impermeabile facendo nel contempo cenno alla coppia di scendere dall'auto: ". Cosa che l'uomo non si fa ripetere due volte, ma nel farlo bisbiglia alla donna: "scendi così, scendi così!" e mentre glielo dice con la mano la spinge velocemente fuori dall'interno dell'auto.

Ora la donna è in piedi all'aperto e fissa con gli occhi sbarrati dalla paura quel tizio sconosciuto che ricambia il suo sguardo con una freddezza ora mal dissimulata. Lei come paralizzata da tutto ciò che è accaduto non si è rivestita ed è completamente nuda alla mercé di quello sguardo carico di odio, ma che adesso sta cambiando, dinanzi a quello splendido corpo nudo così come offerto, senza ritegno nella sua interezza; sta mutando in cupidigia cieca.

Ora il piano dell'uomo sta prendendo forma, ora la situazione è sempre sfavorevole, ma si intravvede uno spiraglio di luce. Adesso l'uomo recita la sua parte di agnello smarrito e se ne sta in disparte come un enorme burattino svuotato da ogni forza. È più alto quasi mezzo metro rispetto allo sconosciuto che li ha aggrediti ma riesce psicologicamente col suo atteggiamento falsamente remissivo ad infondere coraggio nell'aggressore che diviene via via che i secondi passano sempre più temerario. Troppo temerario. E troppo distratto dalla bellezza senza veli e provocante della donna.

Il tipo ride sguaiatamente e si avvicina alla donna diventando sprezzante nei suoi confronti, la deride: "dove hai messo i tuoi vestiti? Ah capisco è una nuova moda...te la stavi spassando con questo idiota, ora ti faccio vedere io come si comporta un vero uomo e dirige la sua mano libera verso il corpo generosamente nudo della donna...ma nel farlo per un attimo perde di vista l'uomo.

È solo una frazione di secondo, poco di più che un semplice, innocuo battito di ciglia. Ma lui decide che può bastare . Parte improvviso, veloce e ineluttabile come un fulmine a ciel sereno. La sua gamba si alza con una agilità insospettabile per la sua mole e il calcio colpisce rapido e con precisione la mano dell'intruso che regge l'arma. È un colpo secco ma non eccessivo, è un colpo perfetto che fa aprire e ritirare d'istinto la mano al tipo che la toglie dalla tasca dove si trovava imprecando per la sorpresa e il dolore.

Ma il bello deve ancora venire: il gigante muove un lungo, rapidissimo passo verso di lui e con le ginocchia piegate, da pugile, simile ad un maglio che cala, sferra un gancio circolare che parte largo e chiude la traiettoria sulla mascella dell'aggressore. Il pugno scoccato con la potenza d'un peso massimo quale l'uomo è, ma con la velocità che si addice a ad un morso di serpe raggiunge il rapinatore senza che nemmeno se ne accorga. Le nocche di quella mano enorme più simile ad una pala che ad un comune arto umano raggiungono la mascella dell'altro ed hanno un effetto devastante. La donna che assiste impietrita dalla violenza della scena ode distintamente il crac tremendo delle ossa che si spezzano. L'intruso letteralmente vola come un manichino subito dopo l'impatto e finisce rovinosamente a terra accanto all'auto. La donna guarda lui chinarsi sul malcapitato che sembra svenuto o comunque stordito da quel pugno brutale e frugarlo, quindi in modo tranquillo ma veloce prendergli la pistola, scaricarla ed infilarsela nei calzoni all'altezza della schiena. Risalgono in fretta in macchina e partono sgommando.

L'uomo ora guida veloce ma composto e torna indietro alla sua macchina; quanto tempo è passato? Lei non sa rispondere. Ha perduto la cognizione del tempo. Lui appare strano, non parla, non dice nulla sull'accaduto come se nella sua vita tutto ciò fosse considerato normale in qualche misura.  Adesso fa una telefonata forse più per rassicurare lei che se stesso. Mette il cellulare in modalità "nascondi id" e compone il 118. La sua voce non tradisce emozioni particolari quando l'operatrice solerte risponde dall'altro capo: " In zona industriale in Largo...c'è un uomo a terra, sembra privo di cocienza indossa un impermeabile beige, è sulla cinquantina, potrebbe essere stato investito da un veicolo in transito". Chiude la comunicazione, congeda lei.

Sale sulla sua macchina e si avvia lentamente sulla strada di casa, o no? La donna lo osserva allontanarsi dalla sua vita e prendere una direzione diversa da quella dove era venuto. Guarda da dietro la sua statura colossale, tanto che l' auto pur grande pare minuscola guidata da lui.

Poco dopo sente squillare il suo telefono, è lui: "Ci rivedremo? Le domanda. "No" risponde lei.

 

Fine

 

Tratto da una storia vera.

 

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