Dove si annida l’arte italiana? Nella poetica del doppio e della finzione di Paolo Ventura.   Artista milanese (1968) inizia la sua carriera come fotografo di moda e grazie ad una grande capacità manuale trasferisce la sua visione poetica del mondo costruendo scenografie all’interno delle quali prendono vita brevi storie fiabesche e surreali immortalate poi dalla macchina fotografica, in modalità volutamente narrativa. I testi che accompagneranno “Carousel”  a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia dal 17 settembre sono stesi e scritti direttamente dall’artista, che diviene la voce narrante della mostra.

Ventura

Ventura ottiene i primi importanti riconoscimenti con “War Souvenir” ( 2005 ), una messa in scena ambientata in un tempo imprecisato che rimanda alle atmosfere dell’Italia della Seconda Guerra Mondiale. Tra i  temi più frequenti della sua poetica, spiccano quello del doppio e della finzione.

Con Carousel fino all’8 dicembre 2020

Le sale del museo ospiteranno  alcune delle opere più suggestive degli ultimi quindici anni, una commistione di linguaggi che comprende disegni, modellini, scenografie, maschere di cartapesta e costumi teatrali. Non mancano i progetti più iconici della prima fase della sua produzione: il già citato “War Souvenir”, “L’Automa” e una selezione dalle “Winter Stories”, in cui i protagonisti delle narrazioni sono dei burattini e gli ambienti dei piccoli set teatrali costruiti dallo stesso Ventura sul tavolo del suo studio; “Short Stories”  una fase nuova della sua ricerca quando torna daNew York per vivere  nel piccolo borgo di Anghiari, Arezzo.

Le prime sale dello spazio espositivo torinese saranno quindi un’autentica full immersion nella poetica di Ventura, un vero e proprio ingresso all’officina dove nascono e si compongono le storie elaborate dall’artista.

 

Carousel. La messa in scena di Paolo Venturaultima modifica: 2020-08-02T09:18:09+02:00da Dizzly