VASANTA, LA PRIMAVERA depurazione e rinascita

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È finalmente arrivato l’Equinozio di primavera. Il 21 aprile cambiamo stagione.

La primavera, in natura, e quindi anche per gli esseri umani, è la stagione della ri-nascita e del rinnovamento, dei fiori e delle foglie, esplosione di vita. Le giornate si allungano e dopo il lungo e buio letargo dell’inverno la vita torna a fiorire, pronta per dare i suoi frutti.

La linfa nella vegetazione che durante l’inverno era stata portata per protezione verso il basso risale per generare nuova vita.

Questa “inversione” è la medesima anche nel nostro corpo: la linfa si mette di nuovo in movimento, per portare fuori le tossine accumulate durante l’inverno e risvegliare l’intero organismo.

In India questa stagione viene chiamata Vasanta, che in sanscrito significa “brillante” e viene celebrata con la festa Vasant Pañcamī in onore della dea Saraswati, il colore per questa festa è il giallo, quello del sole e del polline.

Anche per noi umani seguire i ritmi della natura, ascoltare il cambiamento e promuovere l’equilibrio per mantenere il benessere fisico e mentale è indispensabile alla salute.

Kapha dosha - ayurvedic human body constitution. Combination of earth and water elements. Vector illustration.
Kapha dosha – ayurvedic human body constitution. Combination of earth and water elements. Vector illustration.

Per l’ayurveda questa è la stagione kapha.

Kapha è composto da acqua e terra (due elementi pesanti). Le sue qualità sono: umido, freddo, pesante, lentezza, morbido, appiccicoso e statico.   I luoghi principali in cui Kapha si manifesta nelle sue “qualità” nel corpo umano sono: il petto, la gola, i polmoni, la testa, i tessuti adiposi, i tendini, le secrezioni liquide del corpo e nel plasma.

Kapha ammorbidisce il cibo, costruisce i tessuti, lubrifica le articolazioni, accumula energia e governa i fluidi corporei come l’acqua, il muco e la limfa.
a livello psicologico questo dosha governa l’amore, la pazienza, il perdono ma anche l’attaccamento, l’avidità e inerzia mentale.

 

Questo è il momento migliore per “ripulire” il corpo dai suoi eccessi per evitare che si radichi sottoforma di “malattia”. Tutte le tossine che si sono accumulate durante l’inverno, iniziano a sciogliersi all’interno del nostro organismo ostruendo i canali corporei, indebolendo sia Agni (il fuoco gastrico) che il nostro metabolismo.

La primavera dunque, come stagione di passaggio ci porta generalmente, come già detto, ad essere privi di energia, più stanchi fin dal mattino e più assonnati di giorno. La medicina tradizionale indica questi cali come segnali di fatica degli organi deputati alla disintossicazione dell’organismo, soprattutto il fegato. Infatti il fegato deve pulire il sangue dai rifiuti che si sono rimessi in moto e che devono essere portati fuori dal nostro corpo. Possiamo aiutare l’organismo in questo lavoro di “pulizie di primavera” e, proprio come facciamo in casa, usare l’acqua e qualche prodotto pulente, tisane e erbe consigliate dalle medicine tradizionali.

Lo yoga è attento alla qualità del tempo: le fasi lunari, le stagioni, le porte dei solstizi e degli equinozi vengono considerati momenti particolarmente propizi alla pratica e occasioni speciali per ricevere forza e ed ispirazione nel processo evolutivo.

Nella pratica yoga di questo periodo sono consigliate pratiche più intense e che sviluppano “il fuoco”, per aiutare il corpo a bruciare le tossine e gli organi preposti a depurarsi ed essere più attivi.

Lo yoga insegna che il modo migliore per depurarci è respirare all’aria aperta. La primavera è un buon momento per cominciare a farlo, ogni volta che ci è possibile. Una respirazione profonda può eliminare fino al 75% dei rifiuti che l’organismo produce. Anche durante la pratica, ma come sempre, portiamo maggiore consapevolezza al nostro respiro. Un pranayama consigliato in questa stagione ci viene direttamente dalla natura ed è Brahmari, il ronzio dell’ape

Dopo una profonda inspirazione, lasciar uscire l’aria dal naso e dalla bocca appena schiusa, producendo il tipico ronzio dell’ape.

Ora che tutto sta crescendo e prosperando di nuovo, dovremmo esserne particolarmente

Come asanas vengono consigliate per le ghiandole surrenali gli inarcamenti e le torsioni in particolar modo. Ottimo è praticare nei ritmi di inspiro ed espiro il surya namaskar, il saluto al sole, per richiamare in noi l’energia del nostro astro principale, fonte di vita.

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Ora che tutto sta crescendo e la natura prospera di fiori, nuovo fogliame e profumi, dovremmo esserne particolarmente consapevoli e ricongiungerci con essa per creare un senso di armonia. Torniamo ad imparare a guardarci intorno, salutare il sole ogni mattina, fare passeggiate nella natura, ammirarne il miracolo del rinnovamento, goderci la tranquillità del qui e ora.

 

Buona primavera!

 

 

 

IL SOLSTIZIO D’INVERNO

La notte tra il 21 e il 22 dicembre è la più lunga dell’anno, il cosiddetto solstizio d’inverno che in questo emisfero segna il passaggio alla stagione più fredda.

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Il Solstizio d’inverno è pieno carico di valore simbolico come accade per altri simili fenomeni astronomici; è il momento dell’anno in cui l’oscurità prevale sulla luce, ma è lo stesso che indica la “rivincita” della luce stessa che pian piano riconquista ore nella giornata fino all’equinizio della primavera, dove la durata della notte si equivarrà a quella del  giorno.

Il Sole è simbolicamente connesso all’idea di immortalità e sin dall’antichità è stato sempre considerato come una divinità fondamentale, in grado di donare la vita. Il  solstizio d’inverno simboleggia la morte che dà inizio alla rinascita del Sole e dell’uomo: il Vecchio Sole muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della grande Madre Terra.

Tutti i popoli di ogni epoca (egizi, maya, greci, cinesi, persiani e cristiani) hanno sempre celebrato la nascita delle loro divinità tra il 20 e il 25 dicembre. Nelle tradizioni germanica  e celtica precristiana, Yule era la festa del solstizio d’inverno.  Le popolazioni gallo-celtiche chiamavano questo giorno “Alban Arthuan”, ovvero la “rinascita del dio Sole” e, in epoca romana, tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava la rinascita del Sole, il “Dies Natalis Solis Invicti”, il giorno del Natale del Sole Invitto, insieme a un ciclo di altre grandi festività, i Saturnalia, dedicate a Saturno, e successivamente le Larentalia o festa dei Lari. In Asia il Sole ha sempre rappresentato un elemento imprescindibile, tanto che una sequenza tipica dello Yoga è il Saluto al sole, Surya Namaskara.

É un momento di grande rigenerazione cosmica ed è il momento dell’apertura del settimo chakra, Samsrara, quello della corona, che dona l’illuminazione. L’uomo prende coscienza della vera spiritualità sua e del cosmo.

In questo periodo entriamo nell’elemento Dosha – terra e acqua.

Le basse temperature e le notti più lunghe stimolano l’introspezione. Nella natura tutto si interiorizza, tutto viene ridotto all’essenziale, le piante si spogliano e la linfa si dirige all’interno verso il centro, per accumulare energia.
È tempo di immagazzinare energia, riposare e rigenerare il corpo!

 

La Terra rappresenta sul piano fisiologico l’elemento necessario per dare struttura e forza ai tessuti ed agli organi/strutture corporei chiamati Dathu. La Terra conferisce al nostro corpo il peso e la resistenza essendo la sua presenza un fattore stabilizzante e di protezione. L’elemento terra è collegato al primo chakra Muladhara. Sul versante mentale essa rappresenta il radicamento e la stabilità, il controllo e l’equilibrio dei pensieri, queste doti inducono pacatezza emotiva ed il raggiungimento di stati evoluti di saggezza.

Tutti gli organi e le sostanze solide del nostro corpo sono dominate dall’elemento Terra, dai muscoli alle ossa, alle cartilagini. Il suo senso è l’olfatto.

Secondo la medicina tradizionale cinese l’inverno è associato all’elemento acqua ed è collegato ai meridiani dei reni e della vescia urinaria. “L’elemento Acqua, in quanto fonte di vita, fornisce la volontà di sopravvivere” ed è collegato al chakra Svadhisthana
Le nostre ossa e articolazioni sono nutrite e lubrificate dall’elemento Acqua, essa riveste un ruolo di straordinaria importanza nell’organismo umano in quanto elemento necessario al corretto mantenimento delle funzioni vitali.

Quella dell’Acqua è un’energia molto profonda: costituisce l’inizio e la fine di ogni processo nell’essere umano. “È l’energia che ci viene fornita all’atto del concepimento. E’ potenzialità infinita!”

L’insegnamento dell’acqua è imparare a lasciarci andare al flusso naturale della vita. Impariamo ad arrenderci, ad immergerci, a lasciarci guidare con fiducia da questa corrente. “Questo elemento conferisce la volontà di raggiungere un obiettivo (aspetto yang) così come la capacità di abbandonarsi agli eventi senza dover controllare in modo eccessivo ogni cosa (aspetto Yin).”

In questa giornata è consigliato fare esercizi  o meditazioni che promuovano il ricambio e la purificazione del sangue, e/o che tonifichino il sistema endocrino.

  • lasciare andare il passato e focalizzare su noi stessi;
  • concentrarci sul presente;
  • dedizione alle nostre intenzioni;
  • ripetere un mantra o il nostro Sankalpa.


Nel festeggiare il Solsitizio d’inverno è bene ascoltare dentro di noi quali sono i desideri profondi, fare spazio tra tutto quello che non è davvero importante per accogliere il nuovo che verrà  e scegliere un proposito, è il momento favorevole per una promessa, per il tempo che viene e il nuovo anno.

 

Namastè

 

ARRIVA L’INVERNO

(Un ringraziamento a Eleonora Saraswati per i suoi insegnamenti.)

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Durante l’inverno, con il diminuire dell’energia solare, fonte di vita, la madre terra sembra inspirare per trattenere tutte le forze vitali per nutrirle e rigenerarle in attesa di rifiorire a nuova vita con l’arrivo della primavera.

Così è anche predisposta la natura umana, che in inverno è predisposta ad immagazzinare energie, proprio come un seme che, nascosto e protetto nel buio della terra sembra morto, ma sta radunando e risparmiando tutte le energie per poter salire in primavera verso la luce e fiorire. La natura in questo periodo si “contrae” in sé stessa.

“Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione.”

Giuseppe Ungaretti

In questo periodo di contrazione noi permettiamo al nostro Prana, ovvero alle nostre energie vitali, di disperdersi, la rigenerazione non sarà possibile.

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Nella stagione invernale predomina un tipo di energia femminile e per l’ayurveda andiamo dal dosha VATA composto da aria ed etere, gli elementi più leggeri, verso KAPHA, dove prevalgono acqua e terra, gli elementi più pesanti.  L’elemento terra induce pesantezza e se non facciamo in modo di alleggerirlo siamo più rallentati, chiusi, tendenti alla depressione,  inattivi fisicamente e mentalmente.

Qualche piccolo consiglio per affrontare al meglio questa nuova stagione ci viene da questa scienza antica.

  • Innanzitutto continuiamo con le nostre pratiche yoga, cercando un rimo più lento e con maggior tenuta degli asanas, in modo da sviluppare calore dentro il nostro corpo e sviluppare maggiore energià. In altri articoli vedremo quali pratiche sono più “propedeutiche” per questa stagione e quali asana inserire maggiormente.
  • Questo è il momento in cui è ideale raccoglierci in noi stessi. Pertanto sarebbe ottimo prendere l’abitudine, se già non fa parte del nostro quotidiano, di meditare.
  • Scontando in questo momento il secco dell’elemento VATA possiamo soffrire di più di irrigidimenti muscolari e dolori alle articolazioni. Occorre quindi bere molto di più, favorendo bevande calde, che hanno anche tanti altri benefici.
  • Approfittiamo il più possibile, restrizioni a parte, delle poche ore di luce, anche solo facendoci una passeggiata.
  • Proteggiamo maggiormente i nostri reni, che sono quelli che in questo periodo dell’anno soffrono maggiormente, tenendoli ben al caldo.
  • Nonostante il freddo non dimentichiamo mai di arieggiare le nostre stanze, per eliminare tossine e batteri.
  • Evitiamo cibi non cucinati e cerchiamo sempre verdure e frutta di stagione. Facciamo colazioni più abbondanti. Tra i frutti di stagione mele e pere sarebbe preferibile mangiarle cotte.
  • Usiamo la LOTA per purificare il nostro setto nasale e le sue mucose. Anche su questo dedicheremo un articolo a parte

Spero possa esservi utile..

Namastè