Mio video: Corrado Malanga: Universo, dualità, coscienza e consapevolezza 14.05.2016 Torino

Post n°1021 pubblicato il 28 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

MIO VIDEO:
CORRADO MALANGA: UNIVERSO, DUALITA', COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA 14.05.2016 TORINO

 

Tratto appunto dalla recente conferenza di Torino, Malanga affronta il ytema della dualità, coscienza e consapevolezza in maniera scientifica analizzando l'universo.
Ciò che ritengo importante è che comunque la scienza si sta avvicinando alle teorie Spirituali e tutto può servire per comprendere.
Certo, non si possono analizzare i sentimenti e i pensieri in maniera totale, perché dotati di imprevedibilità, a meno che non si agisca in maniera meccanica.
Anche il trascendente non è possibile studiare totalmente in maniera scientifica, però mi rallegro del fatto che vari ricercatori stanno comunque riuscendo a collegare la scienza alla spiritualità, cosa che fino a poco tempo fa era impensabile.

 
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Nicol, riportata in canile perché troppo buona

Post n°1020 pubblicato il 25 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

NICOL, RIPORTATA IN CANILE PERCHE' TROPPO BUONA...........


È la storia incredibile di una simil lupetta di tre anni, presa in un canile di Viterbo e poi riportata indietro perché "troppo tranquilla". Adesso cerca una famiglia che le voglia bene per davvero

 

Nicole

Riportata in canile perché troppo buona. È la storia incredibile di Nicol, simil lupetta di tre anni, presa in un canile di Viterbo e poi riportata indietro dopo solo una settimana perché "troppo tranquilla". I cani adottati e poi restituiti come pacchi sono molti purtroppo e i motivi sostenuti dalle persone, molto spesso vere e proprie scuse, sono svariati: un'improvvisa allergia del bambino, un trasloco, una separazione, il fatto che l'animale abbai troppo, che sia troppo vivace. Mai si era sentito di un cane rispedito al mittente perché eccessivamente tranquillo: "Non la vogliono più perché non abbaia, non scappa, sta sdraiata sotto al portico e va a dormire nella cuccia, l'hanno definita un soprammobile. È bastato dire: "Addio piccolina tra noi non è nato niente" mi hanno dato il guinzaglio e questo è tutto" afferma addolorata Paola, la volontaria che se ne sta occupando. "Eppure questa persona l'ha scelta valutando ben 126 cani, scartando varie razze e volendo proprio lei".

Storie di abbandoni che sono, purtroppo, all'ordine del giorno. Spesso cucciolate intere, cani di tutte le età e razze. Non si salvano nemmeno quelli col pedigree: tremenda la storia raccontata a questo proposito da Francesca, una volontaria del canile comunale di Viterbo: "Ricordo come fosse ieri un barboncino nero lasciato qui da noi all'età di otto anni. Il proprietario lo ha scaricato senza voltarsi indietro. Il cagnolino ha pianto e abbaiato per tre giorni interi, il muso contro la grata. Il quarto giorno lo abbiamo trovato morto: il veterinario ci disse che gli si era spaccato il cuore".

Ieri Paola ha avuto lo straziante compito di riportare la piccola in canile: "Quello che mi ha sconvolto è stata la freddezza con cui me l'ha restituita, lo stesso sentimento che si prova quando si restituisce un pantalone per taglia sbagliata" racconta. "Nicol non voleva entrare nel box, l'ho dovuta prendere in braccio, una cosa straziante". E pensare che la piccola è il cane ideale: tre anni circa, taglia media simil lupetto, va d'accordo con gli altri cani, ignora i gatti, adora i bambini e sgranocchiare il pane secco. L'8 agosto prossimo ha la sterilizzazione prenotata, quindi chi la adotterà avrà anche questa incombenza in meno. Nicol merita una vera famiglia che la apprezzi per il cane dolce e mite quale è, merita la sicurezza di una casa e tante carezze, altro non chiede. Sarebbe ingiusto e crudele lasciarla consumare dietro quelle sbarre, pensando di essere stata rifiutata e punita senza capirne il perché.

Info: Paola 347.551.8292, Nicola 3286190092.

Mercoledì 20 luglio 2016

Fonte:     http://viterbo.reteluna.it/it/nicol-riportata-in-canile-perche-troppo-buona-ApcNp.html 

 
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OPPORTUNITA’ DI ELEVARSI SUPERANDO LE AVVERSITA’ di Aivanhov

Post n°1019 pubblicato il 22 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

OPPORTUNITA' DI ELEVARSI SUPERANDO LE AVVERSITA' di Aivanhov


Aivanhov

 

"Per il corretto sviluppo degli esseri umani, i successi non sempre sono auspicabili. Ovviamente, se qualcuno è debole, gracile, è meglio che non incontri ostacoli troppo grandi sul suo cammino, poiché in caso di fallimento, non si riprenderà più. Se invece è forte, i fallimenti lo rafforzeranno ancora di più; le avversità e i nemici gli daranno delle energie che saranno per lui come un nutrimento, e un giorno egli diverrà invincibile. Purtroppo, non sono tante le persone che proseguono coraggiosamente sulla loro strada, nonostante gli ostacoli e le avversità: ben presto, la maggior parte delle persone si lascia scoraggiare, abbattere. Per poter attingere delle forze nelle avversità, occorre possedere già una grande ricchezza interiore. A volte, è proprio il Cielo che invia delle prove ad alcuni, poiché conosce la loro natura: sa infatti che, per raggiungere la vetta, occorre che essi si trovino a dover superare le più grandi difficoltà. Gli altri, invece, vengono risparmiati, perché altrimenti ben presto per loro sarebbe la fine. Il Cielo agisce quindi in modo diverso secondo gli esseri. Ecco perché è difficile pronunciarsi sul destino degli esseri umani: ai loro occhi, le prove appaiono spesso come ostacoli imposti dal Cielo, mentre invece sono delle buone condizioni che il Cielo offre loro affinché essi riescano ad elevarsi fino alla vetta."

Omraam Mikhaël Aïvanhov 

 
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IL VERO SPIRITO OLIMPICO

Post n°1018 pubblicato il 18 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

IL VERO SPIRITO OLIMPICO

 

Nella gara dei 5.000 m femminili di queste olimpiadi 2016, la statunitense Abbey D'Agostino tocca involontariamente il piede di Nikki Hamblin, neozelandese, che è immediatamente avanti a lei provocando la caduta di entrambe.
Prima la statunitense aiuta la neozelandese, poi una volta in piedi la statunitense si accorge di non riuscire ad appoggiare un piede a terra e viene a sua volta aiutata dall'altra. Le due atlete non si conoscevano prima di questa gara.
Naturalmente la loro gara è compromessa, ma questi sono gesti che vorremmo vedere sempre più. Essi stimolano l'Interiorità per chi guarda. E questi sono i video che suscitano Amore e unione (al contrario dei post razzisti....).
Clamorosa la decisione dei giudici di riammettere entrambe le atlete per la finale nella notte tra VENERDì E SABATO 20 AGOSTO alle ore 2.40
Probabilmente la statunitense non ce la farà (spero di essere smentito...), ma rimane un gesto da medaglia d'oro per la solidarietà per entrambe...

 
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Corrado Malanga: Noi siamo i creatori delle nostre malattie 14.05.2016 Torino

Post n°1017 pubblicato il 15 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

Mio video:

Corrado Malanga:Noi siamo i

creatori delle nostre malattie 14.05.2016

Torino

 


Qui Malanga spiega come le malattie arrivino per farci comprendere

delle cose.

Se vengono affrontate nel modo giusto, esse sono dei

trampolini di lancio per acquisire consapevolezza ;-) 

Buona visione :-)

Alf


 
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FOCALIZZARSI SUL POSITIVO E SUL BENE di Madre Teresa di Calcutta

Post n°1016 pubblicato il 11 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

FOCALIZZARSI SUL POSITIVO E SUL BENE di Madre Teresa di Calcutta

 

madre_teresa


 

Non prenderò mai parte ad una manifestazione contro la guerra, ma se ne organizzate una a favore della pace, invitatemi. Invece di essere contro la guerra, siate a favore della pace. Invece di essere contro la fame, siate a favore del fatto che la gente abbia cibo più che a sufficienza. Per eliminare un problema, non serve a nulla concentrarsi su di esso. Incanalate tutta la vostra energia alla sua soluzione, focalizzatevi sulla fiducia, sull'amore e sul vivere in pace. Solo così, ogni male si dissolve e svanisce

 
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TUTTO AVVIENE PER OGNUNO DI NOI di Cerchio Firenze 77

Post n°1015 pubblicato il 07 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

TUTTO AVVIENE PER OGNUNO DI NOI di Cerchio Firenze 77

 

 

nizza-attentato

 

Come possiamo restare inattivi di fronte alla tragicità degli avvenimenti mondiali, e cosa possiamo fare?

 

Allora, ognuno sceglie una condotta sul piano sociale. Hanno ragione quelli che si raggruppano e fanno marce e manifestazioni. A parità di intenzioni, hanno ragione quelli che pensano di agire in modo del tutto diverso, attraverso le elezioni, il voto, eccetera. Ognuno deve scegliere una sua linea di condotta, e qualcosa può fare, non solo a livello personale ma anche collettivo mediante azioni e manifestazioni pubbliche. E come è importante questa azione!

I maestri dicono che tutto avviene per ognuno di noi, anche ciò che sembra non abbia alcuna relazione. Voi sentite parlare di un episodio di crudeltà accaduto in un paese lontano, magari prestate appena l'orecchio e dite e voi stessi: "E io che c'entro?, questo non è avvenuto per me, io non farei mai una cosa simile", eccetera. Invece il solo sapere questa notizia voi non potete capire come e quanto si ripercuota in voi, e quanto serva, se veramente condannate quella violenza, a ribadire il vostro essere non violenti. Quanto serve!

Voi potete pensare che una creatura ha imparato qualcosa in quanto per karma ha dovuto subire l'effetto di una causa mossa precedentemente (in termini brevi e crudi, tanto per capirci: se ha ucciso, viene uccisa), potete pensare che quindi ha imparato, attraverso quell'esperienza diretta, a non uccidere più, perciò la cosa è chiusa e non se ne parla più. Invece non sapete che, oltre a questo, c'è necessità che in questa creatura venga alimentata la coscienza, che così è nata, proprio attraverso il condannare azioni di violenza e di assassinio, proprio attraverso il sapere degli altri che continuano a uccidere ed il sentire dentro di sé - ogni volta di più - questo moto di repulsione nei confronti di chi uccide. E' importante, cioè, questo sapere e questo intimo reagire proprio per ribadire certe cose acquisite, un certo livello di coscienza già raggiunto.

Così, le notizie di crudeltà che vengono dall'altro capo del mondo, e vi fanno sobbalzare ed esprimere un giudizio di condanna, sono fatte per voi, perché servono affinché voi ribadiate la vostra non violenza.



Tratto da: "Maestro, perché?" (un messaggio di François) -Edizioni Mediterranee

 

 
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LO SFIDANTE - CHI STA USANDO LA TUA MENTE?

Post n°1014 pubblicato il 03 Agosto 2016 da alf.cosmos
 

LO SFIDANTE - CHI STA USANDO LA TUA MENTE?

- PARTE 1: L'ASSERVIMENTO

lo sfidante

 

7) LA SPIRALE DI DEPOTENZIAMENTO

Tutto ha inizio da un pensiero che si affaccia all'interno del nostro Campo di Consapevolezza.

Inizialmente, questo pensiero è sostanzialmente una immagine, un vivido flash, che non è accompagnato da alcuna parola, perchè nasce dove le parole non hanno alcuna importanza. E' un pensiero/immagine dall'enorme potenza, perchè è l'innesco di una creazione: un pensiero che delinea una possibile realtà, che potremmo scegliere di manifestare oppure no, se sapessimo che è possibile. Ciò che facciamo, invece, frutto di una conoscenza esigua o nulla del fenomeno, è aderire istantaneamente come automi condizionati.

Fino a quando non interveniamo a fare Luce con la nostra Consapevolezza, la generazione di questi potentissimi pensieri/immagine è involontaria, inconsapevole e focalizzata sulla ripetizione ed il radicamento di esperienze verso le quali si sta generando, o si è già attivato, un forte attaccamento emozionale. Queste esperienze diverranno abitudini, e le abitudini diverranno poi tossicodipendenze emozionali, cioè il sostegno primario dello Sfidante ed una fra le responsabilità primarie del nostro depotenziamento energetico e vitale.

Quindi, possiamo dire che fino a quando non interveniamo a fare Luce con la nostra Consapevolezza, la quasi totalità di quelle che chiamiamo libere azioni e creazioni sono sotto il controllo dello Sfidante.

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Un passo casuale e desiderio può essere reale. Un altro passo indulgente e reale può essere abitudine Un altro passo inerziale e abitudine può essere fiume di fango. La punta del piede senza memoria e il fiume cade nell’Abisso.

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La prova di una tossicodipendenza emozionale radicata in abitudine è di semplice scoperta: se si prova ad opporre resistenza al suo soddisfacimento, o a far notare la possibilità di non soddisfacimento ad un'altra persona, la reazione è sempre la stessa: tensione, nervosismo, disaccordo incontrollato ai limiti dell'esplosione emotiva rabbiosa. Ciò significa che esiste un forte attaccamento emozionale agganciato al soddisfacimento di una abitudine, e quindi, che l'abitudine è sotto il controllo dello Sfidante. In realtà, la quasi totalità delle nostre abitudini originano attaccamenti emozionali correlati al loro soddisfacimento, quindi possiamo dire che la quasi totalità delle nostre abitudini sono sotto il controllo dello Sfidante.

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Molte persone utilizzano alcool, droghe, sesso, cibo, lavoro, televisione, o perfino il fare acquisti come anestetici in un tentativo inconsapevole di eliminare il loro disagio di fondo. Quando ciò avviene, un'attività che potrebbe essere molto piacevole se svolta con moderazione si permea di una situazione di compulsione o di dipendenza e tutto ciò che se ne trae è un sollievo dei sintomi di brevissima durata.

Eckhart Tolle

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Interrompere le abitudini è una via per imparare nuovi modi di percepire il mondo e fornisce un indizio di incredibili possibilità di azione.

John Michael Abelar

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Dopo che lo Sfidante ha generato in noi un pensiero/immagine di creazione di una realtà che gli è favorevole, si innesca la Spirale di Depotenziamento: la Mente di Superficie intercetta questo pensiero e si mette all'opera per manifestarlo nella realtà attraverso il dialogo interiore condizionato, che lo giustificherà, lo incoraggerà, lo sosterrà, metterà in esso tutta la sua focalizzazione; cioè a dire, si fisserà su questo pensiero, un comportamento che è molto semplice scoprire in sè stessi, ma anche negli altri esseri umani e nei modi di dire di cui facciamo solitamente uso, quali "andare in fissa per qualche cosa" e similari.

La focalizzazione della Mente di Superficie, come abbiamo visto, è in grado di produrre un fenomeno di grandissima importanza: la generazione di emozioni corrispondenti a tale focalizzazione. Così, una focalizzazione continuata e serrata della Mente di Superficie sul pensiero/immagine di innesco produrrà, presto o tardi, la generazione di emozioni, che a loro volta alimenteranno nuovamente, con ulteriore carica energetica, la focalizzazione della Mente di Superficie su questo pensiero/immagine, come se queste emozioni fossero la conferma ed il carburante ulteriore di questa focalizzazione.

In tal modo, il processo di Spirale di Depotenziamento caricherà il pensiero/immagine di così tanta energia emozionale da imporre letteralmente alla totalità dell'essere umano che lo sta sperimentando l'azione o le azioni che lo portino a manifestazione. Il cerchio si chiude. Il pensiero/immagine viene manifestato.

Questo è il modo semplice, lineare, con cui lo Sfidante ci manipola come burattini. Questo è il modo con il quale distruggiamo più o meno consapevolmente la nostra esistenza.

Ma attenzione! Questo è anche il modo semplice, lineare, con il quale possiamo costruire una vita meravigliosa. L'unica differenza è nella scelta dei pensieri/immagine di innesco. O li scegliamo noi, o li innesta lo Sfidante. Il processo a seguire è il medesimo; tuttavia, nel caso in cui i pensieri/immagine di innesco sono nostre libere e consapevoli visioni, la Spirale di Depotenziamento diventa Spirale di Potere.

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Ci vuole coraggio, molto coraggio, per iniziare deliberatamente a eliminare le credenze che ci fanno soffrire .Forse non credete di avere il potere di crearvi la vostra realtà, ma se accettate questa premessa potete veramente creare una realtà differente da quella che vi fa soffrire.

Don Miguel Ruiz

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Per rendere ancora più chiaro questo processo, ecco un esempio del suo funzionamento in una situazione di vita tangibile che molti di noi si trovano, purtroppo, quotidianamente ad affrontare. E' una situazione esemplificativa, come tante altre che potremmo trovare e vedere all'opera, nella Vita degli esseri umani. Una situazione che ci mostra, a volte spietatamente, un principio astratto ad essa sotteso:

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Qualsiasi attività umana si sia caricata di energia emozionale di attaccamento al suo soddisfacimento è pilotata dallo Sfidante a suo esclusivo vantaggio.

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La situazione di vita che esamineremo è quella del bere alcolici in quantità eccessiva.

Eccoci immersi nelle nostre attività quotidiane, relativamente tranquilli e senza preoccupazioni. Improvvisamente, senza avvisaglie e senza ragione, un pensiero/immagine si affaccia all'interno del nostro Campo di Consapevolezza. Un pensiero/immagine correlato al bere una qualche bevanda alcolica.

La Mente di Superficie scatta, e cattura questo pensiero. Il nostro dialogo interiore condizionato, fuori controllo, al quale diamo tutta la nostra fiducia come se noi fossimo queste voci, comincia a ripetere frasi come "Quasi quasi mi faccio un bel bicchiere", "Si, direi che mi merito proprio un bicchiere", "Ecco, qui ci vorrebbe proprio un bicchierino", concordando con sè stessa sul fatto che si, è davvero così come va ripetendo a sè stessa.

Questo dialogo interiore condizionato genera rapidamente una emozione, quasi una sorta di anticipazione del bicchiere che berremo, e di come ci sentiremo bene nel berlo e dopo averlo bevuto. Dal punto di vista della mera percezione, questa emozione non è altro che una sensazione diffusa nel nostro corpo, come una smania, una corrente; ma quando la Mente di Superficie la intercetta, la trasforma, ad uso e consumo dello Sfidante, in energia emozionale, cioè in una sensazione a cui è stata attribuita una etichetta, che non fa altro che alimentare ulteriormente il nostro dialogo interiore nella nostra "presunta" necessità di bere qualcosa.

Ad un certo punto, tale sarà la carica emozionale che si sarà agganciata al pensiero/immagine di bere alcool, che non potremo fare a meno di versarci un bicchiere di qualcosa e berlo, placando questa corrente emozionale e sentendoci inizialmente meglio, apparentemente sollevati ed in pace. Ma non passerà molto tempo, e ne passerà sempre meno, prima che tale stato di quiete venga nuovamente alterato con una necessità emozionale generata da un pensiero/immagine inconsapevole dello stesso tipo, e a la via così, in giorni, mesi, anni di dissipazione energetica vana.

Allora ci si sforza di ottenere beni, denaro, successo, potere, riconoscimento, o un rapporto affettivo speciale, sostanzialmente per sentirsi meglio con se stessi, sentirsi più completi. Ma anche quando si raggiungono tutte queste cose, si scopre ben presto che il vuoto è ancora lì, che è senza fondo. Allora si è davvero nei guai, perchè non ci si può più illudere. Beh, si può e si fa, ma diventa più difficile...

Eckhart Tolle

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Tossicodipendenze emozionali come questa, e ne esistono in gran quantità senza che sia necessario riportarle qui, possono diventare molto dure da superare, perchè la quantità emozionale che è coinvolta in esse è tale da annebbiare profondamente la coscienza di chi ne è vittima, soprattutto nei momenti in cui si sono innescate. Inoltre, il soddisfacimento prolungato nel tempo di tali tossicodipendenze emozionali altererà inevitabilmente anche l'equilibrio del corpo fisico, che svilupperà progressivamente sempre più recettori delle sostanze che riceve in circolo, a discapito di altre, che riceve meno, o per niente, e che invece dovrebbe ricevere pressochè giornalmente per la sua vitalità ed il suo benessere.

Così, la tossicodipendenza emozionale diventa anche fisica; e a quel punto potrebbe essere davvero dura liberarsene. Nei momenti di quiete, sembrerà di poterla fronteggiare senza problemi, sembrerà un fantasma illusorio ed evanescente. Quando si innesca, diventa un demone, che vuole tutta la nostra attenzione, tutta la nostra energia. E poi ci lascia esauriti, svuotati, solo per tornare qualche tempo dopo a chiedere nuovamente il tributo alla nostra Energia.

Un demone. Al servizio dello Sfidante.

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Non c'è nulla che tu od io possiamo fare, se non esercitare l'autodisciplina fino a renderci inaccessibili.

John Michael Abelar

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Ma allora dovremmo privarci di tutto, per non cadere nella trappola dello Sfidante? Niente di più folle. Il Mondo è meraviglioso, e pieno di esperienze da vivere. Ciò che dovremmo fare è recidere, o smettere di creare, l'attaccamento emozionale al loro soddisfacimento che mettiamo nelle nostre azioni, qualsiasi esse siano. Private dell'attaccamento emozionale al loro soddisfacimento, le azioni non genereranno dipendenze, e lo Sfidante si vedrà tagliata la principale, se non l'unica, fonte di sostegno energetico che utilizza per perpetuare se stesso ai nostri danni come un parassita.  Quando una azione viene privata dell'attaccamento emozionale al suo soddisfacimento, l'esperienza viene trascesa. Non è più importante quando, come o perchè la si fa. Possono passare anni prima di praticarla di nuovo, o pochi minuti. Non si sente più alcuna mancanza, nè alcun bisogno di tornare a praticarla. Se c'è la possibilità, si sperimenta. Se non c'è la possibilità, semplicemente non c'è la possibilità. Non c'è più la brama del suo soddisfacimento; non c'è più ossessione, nè sofferenza per la sua carenza. Eppure, è proprio a questo punto che si trarrà il maggior godimento dell'esperienza in sè. E' solo a questo punto che potremo lucidamente stabilire se l'esperienza è davvero per il nostro bene oppure no. Privati del corredo emozionale che aveva l'unico scopo di alimentare lo Sfidante e depotenziare noi stessi, gusteremo pienamente l'esperienza ogni volta che ci troveremo a riviverla, proprio perchè ne apprezzeremo la sua impermanenza, la sua qualità, il suo reale apporto energetico, con occhi sereni e lucidi.

Lo stato d'animo che si origina dal trascendere una esperienza è uno dei pilastri della nostra integrità; a questo stato d'animo, molte tradizioni di ricerca interiore danno il nome di Distacco.

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Distacco è equilibrio sottile e consapevole tra il non negarsi nulla e non abbandonarsi a nulla.

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P.S. I precedenti capitoli si possono trovare andando su "Vedi tutti i tags" (colonna a dx del blog) e cliccando su: "LO SFIDANTE"

 

Fonte:  http://losfidante.marenectaris.net/testo/

 
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COMMOVENTE MOBILITAZIONE DEI MUSULMANI IN ITALIA TUTTI NELLE CHIESE CRISTIANE PER PREGARE INSIEME

Post n°1013 pubblicato il 31 Luglio 2016 da alf.cosmos
 

COMMOVENTE MOBILITAZIONE DEI MUSULMANI IN ITALIA

TUTTI NELLE CHIESE CRISTIANE PER PREGARE INSIEME 

 

FRATELLANZA ISLAM CRISTIANESIMO

 

I terroristi vengono rinnegati dai musulmani. Essi non sono spirituali, ma diffondono odio razziale, sociale e religioso. E questo non rientra nella spiritualità, che è Pace e Amore tra tutti, uomini, animali e Madre Terra  

 

 
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ESPERIENZA DI PREMORTE E GUARIGIONE DAL CANCRO di Anita Moorjani

Post n°1012 pubblicato il 25 Luglio 2016 da alf.cosmos
 

ESPERIENZA DI PREMORTE E GUARIGIONE DAL CANCRO di Anita Moorjani

Anita

 

Con uno stile fresco e narrativo, Anita racconta della sua infanzia complicata nel contesto multiculturale in cui è cresciuta e che offriva credenze differenti (e spesso in contraddizione tra loro). La mancata integrazione tra indiani ed espatriati britannici a Hong Kong, lo stato di subordinazione della donna all’interno della famiglia indiana contro il quale Anita ha sempre lottato (pur provando un profondo senso di colpa per la sua inadeguatezza) e il desiderio di libertà e di esperienze negato da una cultura che relegava la donna al ruolo di moglie e madre sono alcuni temi centrali attorno a cui ruota la Prima Parte del libro.

Ecco direttamente dalle parole di Anita, il suo racconto sulle conseguenze della rottura del fidanzamento con un giovane indiano, a cui aveva acconsentito solo per far contenti i genitori e uniformarsi alla sua cultura:

“Ferire gli altri per via della mia decisione mi faceva stare malissimo, e quando sentii ciò che la  gente diceva di me, ebbi paura per il mio futuro. Ripetevano che non ero abbastanza addomesticata, che ero contaminata e che i miei genitori non mi avevano educata in modo adeguato. Inoltre, avere in testa tutti quei progetti per una donna, significava avere un’opinione troppo elevata di sé. Mi sentii orribile e triste. Non volevo più socializzare con nessuno nella nostra cultura. Mi rammaricavo per tutto quello che avevo fatto, dal fidanzarmi al rompere la promessa, per aver ferito il mio fidanzato e la sua famiglia, per aver ferito la mia famiglia, per non essere abbastanza addomesticata, per non essere abbastanza indiana. In effetti mi affliggevo per ogni aspetto della mia personalità.”

Anita spiega come tutto questo l'abbia plasmata, fomentando le paure che successivamente si sono manifestate sotto forma di malattia, fino ad arrivare agli anni da adulta con la discesa agli inferi del cancro.


L'esperienza di premorte

Nella Seconda Parte, Anita affronta il tema della premorte: qual è stata la sua esperienza, ciò che ha capito in quel momento e cosa è successo dopo. Essere guarita dal cancro e lavorare per trovare il suo nuovo posto nel mondo è stato un viaggio sorprendente, difficile ed eccitante!

Nel 2002 le viene diagnosticato un linfoma:

“Il dottore fu molto gentile e delicato nel comunicarci la notizia: ‘Hai un linfoma, una forma di cancro del sistema linfatico.’ Ma nell’istante in cui colsi la parola cancro, non sentii altro di quello che stava dicendo. La sua voce mi arrivava come se fossi sott’acqua. I miei occhi guardarono altrove e si fermarono sulla vista che offriva la finestra dello studio. Fuori, niente era cambiato: il sole continuava il suo viaggio, declinando lentamente dietro il porto; i grattacieli splendevano in cangianti sfumature di arancione e ambra; e la gente se ne andava per la sua strada tra le risate e la gioia dell’happy hour. Tuttavia, conoscere la verità su ciò che stava accadendo nel mio corpo aveva cambiato all’improvviso il mio mondo.”

Anita cerca disperatamente di guarire e studia ogni possibile soluzione, dalla medicina convenzionale e alternativa alle tecniche energetiche, alla meditazione e all’alimentazione.

Ma dopo quattro anni la sentenza di morte non sembra avere appello. Anita viene trasportata d’urgenza in ospedale, ormai in fin di vita.

“Mentre venivo portata in ospedale, il mondo circostante iniziò a sembrarmi surreale e onirico, e mi sentivo scivolare sempre più lontano dalla mia coscienza. Arrivai all’ospedale in coma, solo per scoprire che i medici erano sconfortanti, se non completamente pessimisti, nella loro valutazione delle mie possibilità.”

I medici sono scettici, ma Anita è presente (almeno in spirito): sente tutto e sa anche cose che non dovrebbe sapere, come racconterà in seguito, al risveglio.

“Sapevo quando entrava qualcuno per visitarmi, di chi si trattava e che cosa faceva. Sebbene avessi gli occhi chiusi, ero pienamente consapevole di ogni piccolo dettaglio che avveniva attorno e dietro di me. Le mie percezioni erano amplificate, molto più acute che se fossi stata sveglia e in grado di usare i cinque sensi. Sapevo e capivo tutto, non solo quello che stava succedendo attorno a me, ma anche quello che gli altri provavano, come se fossi in grado di vedere e di sentire le emozioni che attraversavano le persone. Ero in grado di percepire le loro paure, la loro disperazione e la rassegnazione davanti alla mia situazione.”

Anita ha la sensazione di espandersi e diventare ogni cosa, ogni persona. È tutto, ma allo stesso tempo è staccata da tutto, in uno stato trascendentale che la porta oltre le soglie della morte, nella dimensione eterna dell’Aldilà.

“Non era esattamente come se mi trovassi fisicamente altrove; piuttosto parlerei di un risveglio. Forse, alla fine, mi ero ripresa da un brutto sogno. La mia anima finalmente si rendeva conto della sua bellezza! E nel farlo, si espandeva oltre il corpo e il mondo materiale, fino ad abbracciare non solo l’esistenza presente, ma raggiungendo e includendo dentro di sé un’altra dimensione al di là dello spazio e del tempo.”

Poi racconta dell’incontro con il padre, morto da diversi anni, e con la sua cara amica Soni, morta di cancro qualche anno prima. Il resoconto della sua esperienza di premorte è molto toccante e illuminante perché ci apre gli occhi non solo sulla multidimensionalità del nostro universo, ma anche sul senso della vita terrena.

“La consapevolezza superiore di cui godevo in quella dimensione espansa è indescrivibile, per quanto mi sforzi di raccontarla al meglio. La sua chiarezza era formidabile. L’universo ha senso! Compresi. Ora finalmente capisco perché ho sviluppato il cancro! Ero troppo rapita dalla meraviglia di quel momento per soffermarmi sulla causa, sebbene la esaminai subito più da vicino. Inoltre, capii anche perché fossi giunta proprio in quella esistenza: mi resi conto di quale fosse il mio scopo.

Perché improvvisamente capisco tutte queste cose? Volevo sapere. Chi mi sta dando queste informazioni? È Dio? Krishna? Budda? Gesù? E poi fui sopraffatta dalla consapevolezza che Dio non è un essere, ma uno stato d’essere… e adesso io ero quello stato d’essere!”.

“Ero in grado di guardarmi con occhi nuovi e mi vedevo come un essere dell’universo pieno di bellezza. Mi rendevo conto che già solo il fatto di esistere mi faceva meritevole di questa dolce accettazione piuttosto che del giudizio. Non dovevo fare niente di speciale; meritavo di essere amata per il solo fatto di stare al mondo, niente di più e niente di meno.”

Anche la malattia viene vista con occhi nuovi, e Anita si rende conto che non si è trattato di una punizione per qualche errore commesso, come aveva creduto un tempo. Erano state le sue paure a trasformarsi in malattia.

Anita dedica un intero capitolo alla descrizione di quel che ha visto e “sentito” durante la sua esperienza di premorte: “Qualcosa di infinito e fantastico”.

“Ricevere queste rivelazioni così importanti fu come essere travolta dalla luce. Capii che solo incarnando l’amore di cui era composta la mia essenza avrei guarito il mio corpo e gli altri. Non ne ero mai stata consapevole prima, eppure mi sembrava talmente ovvio. Se siamo tutti Uno, sfaccettature dello stesso Tutto che è amore incondizionato, allora naturalmente ciò che siamo è amore! Seppi che quello era l’unico scopo della vita: essere se stessi, vivere esprimendo la propria verità e incarnare l’amore insito nella propria essenza.”

E il tutto culmina con il messaggio che riceve dal padre e dall’amica Soni che la esortano a ritornare indietro:

“Ora che conosci la verità su chi sei, torna indietro e vivi senza paura!”.


Dopo il risveglio

Il risveglio di Anita dal coma sorprende tutti, medici e familiari. Il marito, il fratello e la madre sono felicissimi di riabbracciare la loro cara. I medici però non sono del tutto convinti che Anita sia guarita e la sottopongono a numerosi test ed esami (anche dolorosi), a cui Anita non oppone resistenza proprio perché sa di stare bene e che il cancro è sparito, e vuole che anche i medici se ne convincano. Dopo qualche settimana viene finalmente dimessa e può cominciare la sua nuova vita.

Un aspetto preponderante del suo nuovo approccio alla vita consiste nella divulgazione della sua esperienza. Anita infatti sente di dover condividere con quante più persone possibile il racconto di ciò che ha visto e “sentito” nell’Aldilà, affinché le persone smettano di avere paura e vivano esprimendo sinceramente e pienamente ciò che sono.

La sua storia attira l’attenzione di alcuni medici esperti di esperienze di premorte che studiano le sue cartelle cliniche e cercano una spiegazione scientifica dell’accaduto, nonché l’interesse di Wayne Dyer, come racconta lui stesso nella prefazione.

“Tutte queste osservazioni riportano all’interrogativo principale che il dottor Ko e altri esperti si pongono sulle remissioni spontanee: ‘Cosa preme l’interruttore che spinge il corpo a passare dalla morte alla guarigione?’.

Per quel che mi riguarda, io conosco la risposta… ma è qualcosa che non si trova nei libri di medicina.”


Domande e risposte

Il libro si chiude con una sezione di domande e risposte in cui  Anita ha raccolto alcuni degli interrogativi più problematici e frequenti che le sono stati rivolti. Eccone uno…

“D: Se ci fosse un messaggio o una lezione derivanti dalla tua esperienza di premorte che vorresti far conoscere e sapere a tutti, qualcosa che vorresti urlare ai quattro venti, cosa sarebbe?

R: La sola cosa che hai bisogno di imparare è che sei già ciò che cerchi di essere. Basta che esprimi la tua unicità senza paura, con trasporto! È per questo che sei fatto così, ed è per questo che sei qui, nel mondo fisico.”

 

Fonte: http://www.ilgiardinodeilibri.it/speciali/la-storia-di-anita-moorjani.php?pn=514


 


 
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