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Lasciami essere il tuo Guglielmo Tell affida la tua mela alle mie mani affida alle mie mani la tua vita la cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili che siano frecce o proiettili che siano pedate o fulmini trattieni il respiro Il Duca ci ha ordinato di rendere omaggio al suo cappello ogni volta che vi passiamo non ci sostituiranno con una rivoluzione ho smesso di scrivere a dieci anni: troppo pericoloso ci dimenticheranno e ci ignoreranno fuori d’esistenza Spogliati dalla pelle liberati della carne lecca i tuoi sogni sperimenta ogni evasione da una prigione di sbadigli La mia mente è un burattino ora scrivo solo rapporti affida la tua mela alle mie mani affida alle mie mani la tua vita lasciati penetrare e sconvolgere come fossi una droga nuova come fossi un nuovo amore Non c'eravate per il principio. non ci sarete per la fine. la vostra conoscenza di quello che sta succedendo può essere soltanto superficiale e relativa da qualsiasi momento deciderete di entrare è indifferente Lasciami essere il tuo Guglielmo Tell (G.G. 2013) |
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Post n°704 pubblicato il 21 Marzo 2013 da EvolutionMoka
Adesso abbiamo tutto il sapere su due dita Affittiamo saggezza per il tempo necessario e poi ritorna il vuoto Respira, stai tranquillo, respira se poi le dita rimangono nude
Adesso abbiamo tutto il sapere su due dita La tecnologia è il nostro potere e il nostro limite Respira, lentamente, respira se poi le dita rimangono sole
Nessun computer anche il più ingegnoso potrà mai sostituire in potenza ed intensità l’abbraccio umano di un nonno analfabeta (G.G. 2013)
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Con le mani sporche di sangue impastano il pane farina di carne e denaro Tutta la fame del mondo è anche un po’ la mia baratto una manciata di sogni per un pezzo di pane Mangia bastardo il cibo sporco! E piango mestamente per ogni boccone Sazio dimentico di rinnegare il marcio di cui mi scopro fare parte anch’io Se questa è la fine che fanno i sognatori: drogati in silenzio imputridire poi al suolo come frutti avariati Qualcuno ci raccoglierà frugando nelle nostre tasche forse scoverà qualche moneta tra membra putrefatte e stanche diventeremo impasto di futuro pane per sfamare altri come noi nei secoli dei secoli così sia (G.G. 2013) |
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La protesta o la contestazione scrivila sulla tua bacheca illuditi di poter cambiare il mondo seduciti sul contar qualcosa se poi condividi e altri t’appoggiano può partire la rivoluzione La rivoluzione seduto a casa puoi osservare dall’oblò dello schermo cadere i governi e allinearsi i pianeti Delegare ai maya l’apocalisse per comodità e nell’attesa pubblicare foto di donne con tette enormi o video di canzoni commerciali Il pontefice si congeda e ti saluta in rete ricambi il saluto perché in rete ci sei anche tu nella mia rete ci sei anche tu La rivoluzione seduto a casa puoi guardare dalla finestra dello schermo distruggere le religioni e tremare le terre Scrivi sulla tua bacheca il disprezzo per le istituzioni condividi il tuo dissenso unisciti alla rivoluzione Il presidente va in pensione e ti saluta in rete ricambi il saluto perché in rete ci sei anche tu nella mia rete ci sei anche tu I pesci non hanno facce e si nascondono nel mare i pesci protestano ma non sanno parlare boccheggiano in quello che pensano sia libero mare invece è una rete in quella rete ci sei anche tu nella mia rete ci sono anche io ti saluto ricambi il saluto (G.G. 2013) |
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Nelle mie vene cresce la rabbia per il male che mi hai iniettato tu un urlo di tuono mi fa tornare uomo passi di cenere per i resti dell’incendio dietro noi perdere la memoria e dare fuoco ancora a tutto ancora… il mondo che non mi appartiene più trasfigurato dal potere il domani che si ferma sui tuoi denti e brami la mia carne ancora ancora… Non sono nato per scomparire nella tua bocca nacqui per amare e immergere le mani nella terra bagnata dalla pioggia rimango nudo ora ritorno alla terra ancora… Ritornare a vivere da uomo… (G.G. 2013) |




