Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FELICIT└

 
 
 
 
 
 
 

SULL'ONDA DEI RICORDI

 
 
 
 
 
 
 

I MIEI BLOG

LA MEMORIA DISPERSA

 

VITA E DINTORNI

GRAPPOLI DI EMOZIONI

 

IN PUNTA DI PENNA


 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

cardiavincenzobruno3432016norterBastardocomepochio.1margiomalorifuzuaro2Led_61woodenshipMonVeroniquemy_way70Stolen_wordsscrittoreoccasionaleRavvedutiIn2il_pablo
 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 65
 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

siti web

 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Buonismo...Razzismo

Post n°586 pubblicato il 22 Maggio 2017 da lorifu
 

 

 

 

In questo periodo storico dove appaiono sempre più nette le differenze tra  chi è tacciato di razzismo perché si pone il problema dell’Immigrazione  e chi è etichettato come buonista perché avalla la tesi dell’Accoglienza a tutti i costi manca la via di mezzo, quella della ragionevolezza, nella quale mi riconosco e  che non viene considerata da chi cavalca beceri populismi e ha a cuore più della risoluzione del non facile  problema la tornata elettorale.

Eppure  basterebbe poco a far sì che quella striscia che comprende la stragrande maggioranza degli italiani  in cui prevale il buon senso venisse  definita.

Non di razzismo e buonismo si tratta ma di politica  accorta.

Basterebbe l’accelerazione  dei processi d’identificazione delle masse di disperati che entrano nel nostro Paese e una maggior pressione muscolare    nei confronti  dell’Europa per  dare   una  risposta univoca e una dimostrazione di statura politica  non solo verso le nostre genti, giustamente preoccupate dall’evolversi di una situazione sfuggita di mano ma nei confronti dell’Uomo, primo passo per salvaguardare la dignità e il diritto all’esistenza di tutti.

 

 
 
 

Divagazioni

Post n°585 pubblicato il 12 Aprile 2017 da lorifu

 

Ogni volta andrò sentendo meno e ricordando di più.
Julio Cortazar

 

E pensare che io la ribalterei questa frase.
Il tempo mi sta allontanando sempre più dai ricordi. Ricordare...è un bell’esercizio ma non sempre. Ci fu un tempo in cui mi crogiolavo nei ricordi, fosse un amore finito o un irrigidimento nei confronti di qualcuno o qualcosa. Sembravo avvitata su me stessa e consideravo la vita uno spazio da riempire secondo un ordine prestabilito.
Studio, lavoro, matrimonio, figli, rigorosamente nell’ordine, dovevano garantire, oltre che sicurezze e ipotesi di realizzazione anche la felicità che io, questa cosa della felicità nelle piccole cose, nel guardarmi attorno, nel pensare a chi sta peggio, nell’averla dentro, in tutta onestà non l’ho mai capita provando spesso dei sensi di colpa.
Forse oggi so cosa sia la felicità e non ha niente a che fare con la gioia, la soddisfazione, l’appagamento, l’afflato amoroso, che sono soltanto delle derivazioni.
La felicità è il percepirsi unici, liberi, slegati da qualsiasi condizionamento, è riuscire a sentirsi come si è, è riuscire ad essere ...ed è la cosa più difficile.

 
 
 

Il principe ranocchio

Post n°584 pubblicato il 04 Aprile 2017 da lorifu
 

Ricordo acquazzoni lontani e pozzanghere dove specchiarsi.
I giochi eran più belli dopo un temporale. Annusavamo l’aria e sapeva di essenze profumate. Correvamo felici e giocavamo a chi le scavalcava meglio e a ogni schizzo pagavamo il pegno.
Ambarabaciccicoccò:...mentre ridevamo di quelle improvvisate punizioni che al massimo dovevi entrare tra i rovi e uscirne senza graffi.
Ambarabaciccicoccò...ripetevamo e niente ci sfuggiva di quel fermento tra i campi. L’erba bagnata ci lambiva le gambe e apparivamo rinvigoriti da tutto quel solleticare.
Ambarabaciccicoccò...mentre tornavamo sul sentiero cinguettando come uccelli in volo. Tutto intorno si era rianimato dopo il provvidenziale temporale e il nostro vocio si mescolava ai suoni naturali della natura risvegliata.
Ambarabaciccicoccò ...ridevamo ora attirati da un tonfo nella pozza grigia.

Un rospo...un rospo...gridavamo elettrizzati e spaventati dall’improvviso saltellare mentre ci avvicinavamo a debita distanza. Mai ne avevamo visto uno così da vicino e gli occhi sporgenti incutevano paura.
Mentre stavamo chini sulla pozza guardavamo quel corpo rugoso e le pupille dilatate.
Si sentiva accerchiato e d’un balzo scomparve giù nel fosso.
Ambarabaciccicoccò ...cantavamo lenti ritornando verso casa.
Mi sentivo principessa ora, dopo l’incontro con il rospo. Ero sicura d'aver incontrato il principe ranocchio.


L'immagine può contenere: 1 persona, spazio all'aperto, acqua, primo piano e natura

 
 
 

Flamenco

Post n°583 pubblicato il 17 Marzo 2017 da lorifu
 


 

Essere flamenco è avere un'altra carne, un'altra anima, altre passioni,
un'altra pelle, altri istinti, desideri:
è avere un'altra visione del mondo, con il senso grande;
il destino nella coscienza, la musica nei nervi,
fierezza indipendente, allegria con lacrime;
è il dolore, la vita e l'amore che incupiscono.
Essere flamenchi è odiare la routine e il metodo che castra;
immergersi nel canto, nel vino e nei baci;
trasformare la vita in un'arte sottile, capricciosa
e libera; senza accettare le catene della mediocrità;
giocarsi tutto in una scommessa;
assaporarsi, darsi, sentirsi, vivere! Questo.
Elegìa del cantaor - Tomàs Borràs

È riconoscersi in quell’ intrico, volteggio di mani, che assieme al battito ritmico dei piedi danno corpo a un’altra te, in contrasto con quella dei movimenti controllati, pensieri ingabbiati, gesti preordinati da regole stabilite.
È uscire dall’involucro ordinario, prendere altre forme, sentire con le mani e toccare con gli occhi, in un’estensione dei sensi che vanno ad abbracciare l’infinito.
Vivere la musica a pori aperti, farla entrare da uno scalpiccìo di piedi come linfa vitale in ogni centimetro di pelle, vibrante alle sonorità che trasformano il lamento esistenziale in un guizzo di vita e d’amore. E’ pianto e gioia fusi in un unico moto. È scoprire che nella sregolatezza, esasperazione dei movimenti vi è l’armonia del tuo essere unico e irripeti
bile.

 

 

 
 
 

Donne 2 - 8 marzo

Post n°582 pubblicato il 08 Marzo 2017 da lorifu
 

 

Donne d’altri tempi, donne che hanno conosciuto soltanto la parola sacrificio ma che hanno coltivato un giardino d’amore che continua a fiorire per le cure amorevoli di chi ha raccolto il testimone.

 

 

 

Nonna Virginia

Sei ancora là

nei miei ricordi di bambina,

ti vedo sul gradino di pietra

a custodire la casa,

con amore di madre,

di moglie  premurosa.

I sogni infranti

mai facesti trasparire

dagli occhi cerulei e attenti,

per antico pudore

consapevole destino.

Le vesti scure, intrise di pianto,

erano il vestito della festa e del lavoro,

il sorriso raro e contenuto

ne rimarcava il decoro.

La fatica era scritta sul volto

e  sul grande libro del sacrificio

che   quel mondo contadino

a cui orgogliosamente appartenevi

riempiva di  pagine ogni giorno.

I campi, la stalla, il fieno,

i figli, la casa 

scandivano i tempi

come il rosario che sgranavi,

in ginocchio, in chiesa

grata di quel niente

che era tutto ciò che avevi.

Quante scarpe consumate 

sui sentieri della vita,

quanti solchi sul viso

bruciato dal sole e dal vento

di estati perse nella memoria,

quante callosità su mani indurite

dalla vanga, sprofondata in una  terra

avara  e ostile,

quanti sospiri a raccogliere il fiato

sempre più corto  sotto il peso della gerla.

La sera però,  seduta sulla panca,

guardavi il cielo con gratitudine infinita,

aspettavi che scolorasse

per vederlo riempirsi di stelle.

Ti beavi della pace tutt’intorno

e regalavi le tue carezze…

Le  mani sgraziate e dure

diventavano leggere,

come i pensieri semplici,

di un cuore semplice.

 lorettafusco

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

3 GIUGNO 2016

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 


Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta