Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Miracolo d'aprile

Post n°595 pubblicato il 17 Aprile 2018 da lorifu
 

 

 

Quando i tuoi occhi si posano

sui grappoli violetti

scoppiati in un terso mattino d’aprile,

ti pervade  un sussulto d’amore.

Da quei rami contorti, nodosi

abbarbicati a una facciata in briciole

dai vetri rotti,

urge la vita

a testa in giù, in umile rispetto.

Erbacce incolte tutt’intorno,

segni desolanti  di abbandono,

quell’onda vaporosa e penetrante

ingentilisce le ferite del tempo

che non muore

se solo un’anima si ferma

a rievocare

antichi sussulti vitali.

lf

 

 
 
 

NODI

Post n°594 pubblicato il 31 Marzo 2018 da lorifu
 

Artista - Carla Fontanesi

 

 

Quando si strappa il filo della fiducia,  cerchi attraverso piccoli nodi di ricostruirlo. Fai in modo che non si senta lo spessore dei nodini, tirando, arrotondando, facendoli scivolare tra le mani, lisciandoli fino a non sentirli quasi più. Al momento di riutilizzare il filo, ti accorgi che non passa attraverso la cruna dell'ago. Provi a cambiare ago, un po' più grande, più grande ancora ma il filo si arresta proprio là dove tu hai cercato di aggiustare, non c'è verso che passi. Provi, riprovi, ci tieni a quel filo, ci hai creduto. Finalmente  trovi la cruna giusta  ma il nodo si ripresenta,  si blocca il filo, devi tirarlo, si attorciglia tutto,  finché  capisci che quel filo è perduto per sempre...

 

 
 
 

Buona Pasqua

Post n°593 pubblicato il 31 Marzo 2018 da lorifu
 

 

 


Pasqua

Magnolia Stellata 
dai candidi petali 
e i teneri pistilli, 
ti elevi verso il cielo 
in un abbraccio di gratitudine.
Assomiglia, la nostra Resurrezione,
alla tua rinascita,
quando umilmente 
affidiamo
le nostre fragilità,
i nostri errori,
alla misericordia di Dio. 
lf

È con questo pensiero, cari amici, che porgo a voi tutti i migliori auguri di Buona Pasqua.

 

 
 
 

8 Marzo

Post n°592 pubblicato il 08 Marzo 2018 da lorifu
 

 

Oggi splende il sole ed è il più bell'augurio che mi sento di fare alle donne.
Che brilli la loro qualità più bella dell'essere donna, la femminilità.
Un dono unico, ineguagliabile, esclusivo che le fa splendere di luce propria.
Portino pure avanti le loro battaglie, giuste per affermare il proprio posto nel mondo in maniera egualitaria all'uomo ma non dimentichino che è nella solidarietà tra loro che possono trovare il vero valore unificante. 

 
 
 

La scelta

Post n°591 pubblicato il 09 Dicembre 2017 da lorifu
 

 

 

 

 

...assunta presso la nostra azienda nella sede di Winchester.


Leggevo e rileggevo quelle parole, incredula fossero vere.
Avevo scritto almeno un migliaio di curriculum citando orgogliosamente il 110 e lode della mia fresca laurea e il successivo master in Comunicazione preso in una prestigiosa Università di Londra.
Ormai era diventato un automatismo senza risultato e alla chiamata non ci credevo più.
Pochi quelli che mi avevano risposto, e in tutti i casi laconiche parole riassunte in un: "al momento non siamo interessati ma provi tra qualche mese..."
Con la ditta di Londra c'erano stati ripetuti contatti che si trascinavano da mesi ma ero troppo sfiduciata per credere che sarebbero sfociati in qualcosa di positivo.
Ero davanti alla finestra quasi al buio. I lampioni erano già accesi e si potevano vedere le luci intermittenti degli alberi di Natale dai vetri del palazzo di fronte.
Accesi la luce per accarezzare meglio quell'inaspettata notizia che mi colse del tutto impreparata. Il mio sogno era organizzare eventi, fiere ma in attesa si realizzasse ero finita a servire hot dog in un Mc Donalds all'Eur di Roma dove ero capitata a seguito di un travolgente amore con un ragazzo romano conosciuto a Santorini l'anno prima.
Lui il lavoro l'aveva. Era appena stato assunto in una clinica privata come fisioterapista e proprio per festeggiare l'agognato traguardo si era regalato una settimana in Grecia, nell'isola bianca. Eravamo entrambi accompagnati da amici e alzandoci quasi contemporaneamente ai tavolini di un bar sulla spiaggia, ci eravamo scontrati sfiorandoci il viso. Dopo una prima occhiata imbarazzata scoppiammo in una fragorosa risata e ci ritrovammo tutti insieme decisi a trascorrere in compagnia quei giorni spensierati. Luca mi piaceva molto e anch'io non dovevo essergli indifferente. Quando decidemmo di fare un bagno mi prese per mano e sentii un brivido lungo la schiena. Iniziò così il nostro amore. Fu difficile separarci e dopo qualche settimana lui mi aveva trovato il posto al Mc Donalds. Non esitai un momento. Lo raggiunsi e iniziò la nostra convivenza.
Vivevamo nel quartiere di San Lorenzo dove lui aveva un appartamento al quinto piano di un palazzo con i muri scrostati e senza ascensore sì che quando arrivavo in cima dovevo fermarmi qualche attimo per respirare. Ci vedevamo soltanto la sera, quando non ero di turno, perché capitava che arrivassi a casa molto tardi dovendo mettere in preventivo quasi cinquanta minuti tra metropolitana, bus e scarpinata a piedi.
Ero assorta nei miei pensieri, ancora con la lettera tra le mani, quando sentii aprire la porta. Era Luca! D'istinto nascosi il foglio e l'accolsi sorridendo. Ero infreddolita. Il riscaldamento non funzionava bene e baciandoci, i nostri nasi ghiacciati sembravano di marmo.
Luca aveva in mano un sacchetto di nylon pieno di decorazioni natalizie e mi disse: "Quest'anno è il nostro secondo Natale insieme e voglio festeggiarlo come fossimo una famiglia. Adesso cerco il pino artificiale che dev'essere da qualche parte e lo addobbiamo."
"Sììììì!, risposi felice. Intanto che lui cercava, avevo scaldato il polpettone che avevo fatto il giorno prima e condito l'insalata. Mangiammo di corsa, col pensiero al lavoro che ci aspettava.
Con poche mosse Luca riuscì a mettere in piedi l'albero e lo stava aggiustando con le mani. Piegava, allungava, raddrizzava. Io lo guardavo e aiutavo a rimetterlo in forma. In una scatola di cartone c'erano palle di vetro multicolori che provenivano dalla casa dei suoi genitori. Le appoggiai ai rami con grazia mentre lui copriva i vuoti con cuori di legno, cavallucci, ghirlande...Infilai la cometa argentata sulla punta e alla fine Luca passò tra il verde sottili fili di piccolissime luci bianche che al clic del pulsante si accesero diffondendo una luce trasparente e calda.
Aveva negli occhi lo stupore di un bambino e fui colta da un impeto di tenerezza. Lo amavo ma ero già proiettata altrove. Non gli raccontai nulla, non volevo incrinare il momento magico che stavamo vivendo ma dovevo farlo al più presto, gennaio era alle porte. Passai la notte in bianco con gli occhi sgranati a pensare a cosa avrei fatto. Andarmene significava perdere per sempre Luca. Lui non avrebbe mai potuto lasciare il lavoro che amava e che gli dava la sicurezza economica. Restare significava rinunciare per sempre al lavoro dei miei sogni candidandomi all'infelicità. Avevo gli occhi umidi e mi alzai alle prime luci dell'alba. Andai in salotto. L'albero aveva le lucine ancora accese e mi sentii avvolta da un'ondata di calore. Quando finalmente parlai a Luca lui lesse nei miei occhi la fine della nostra storia e con la morte nel cuore mi disse soltanto: "Vai. "
Non passammo il Natale insieme e sull'aereo che mi portava a Londra viaggiava soltanto il mio involucro. Il mio cuore era rimasto in quella casa con l'albero dalle lucine accese.


 

 
 
 
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3 GIUGNO 2016

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 


Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta