Creato da: NoRiKo564 il 02/02/2011
piccole pieghe e grandi magie....
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15.09.2014

Post n°449 pubblicato il 15 Settembre 2014 da NoRiKo564

 

 

 

Via libera alle considerazioni personali del caso...

 
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Il mercato specchio dei tempi...

Post n°448 pubblicato il 26 Agosto 2014 da NoRiKo564

Nessun luogo come il mercato, ti parla del paese in cui ti trovi.
Confesso che in qualsiasi parte io vado, oltre alle bellezze architettoniche, una visita al mercato cittadino, la faccio sempre.
E' la fotografia della regione in cui ti trovi o almeno lo è in parte.
Ora i mercati sono multi-etinici, con una decisa predominanza cinese e africana, che di per se, non darebbe nessun fastidio, se avessero l'accortezza di proporre i loro prodotti, piuttosto che imitazioni dei nostri.
Il mercato è incontro di lingue, dialetti, etnie,religioni.
E' un mondo dentro il mondo.
E' l'apoteosi dell'incontro, del chiacchericcio e del pettegolezzo.
Se non vedi qualcuno da tempo, vai al mercato cittadino e prima o poi lo incontrerai e se sei un habituè e le facce le conosci tutte, sta sicuro che ti accorgi se qualcuno manca.
E' così il mercato diventa notiziario, ci si informa da conoscenti reciproci, come mai non si vede più e allora si scopre che si è trasferito o è morto...
Bisogna dire che propende sempre in maggioranza la seconda ipotesi, perchè si da per scontato che se uno non è più tanto giovane e non lo vedi più...è per forza morto.
Sapeste quanti Lazzaro resuscitati ci sono stati nel mercato del mio paesello!
Dichiarati morti a furor di popolo e resuscitati senza nemmeno bisogno di Gesù.
Questo è il fascino del mercato, alla fine conosci anche chi non conosci...perchè di quella persona non sai il nome, ma a tutti dici che "di vista" sai chi è....e se non la vedi più...."poverino, sarà morto!"


 

 
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"Ciao Giulia" .....e mi diede un bacio.

Post n°447 pubblicato il 19 Agosto 2014 da NoRiKo564

 

 

 

Questo è l’ultimo ricordo che terrò per me, di una persona con cui ho condiviso vent’anni della mia vita.
Rapporto conflittuale il nostro a causa della sua innata diffidenza, mi ci è voluto molto tempo per conquistarmi la sua fiducia e la sua stima.
Non era un granché diplomatico nell’esprimere le sue opinioni, il suo punto di vista.
Non badava tanto alla cortesia e se ti doveva urlare dietro, lo faceva anche in presenza di terze persone.
Credo di averlo detestato fin da subito, era distante  anni luce dal mio intendere un datore di lavoro.
Mi ha portato spesso al limite delle lacrime, che non sono, per orgoglio, mai scese davanti a lui.
Poi, come sempre la vita fa strani scherzi, si abbatte con violenza e senza guardare in faccia tra chi detiene il potere e chi lo subisce, così anche per lui sono arrivati momenti bui e dolorosi, nei quali ha “capito” con chi aveva a che fare.
Da lì è stato un crescendo di considerazione e stima per me, fino a darmi la più totale e assoluta fiducia.
Ho smesso di detestarlo, in molti casi ho provato una sincera compassione per le sue vicissitudini, soprattutto famigliari, ho continuato a fare il mio dovere, a volte anche più di quanto mi competesse.
Fino a un paio di mesi fa, quando il mio rapporto di lavoro è finito.
Un’altra mannaia ha centrato la vita di questa persona, una malattia grave, molto grave.
Improvvisa, fulminante che non lascia speranze.
Me ne ha reso partecipe, con quella ritrosia che gli era propria: non voleva mai ammettere le proprie debolezze.
E’ stata l’ultima volta che l’ho visto.
Il suo saluto, ora capisco era il suo addio.


 

 
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Sorprese vacanziere....

Post n°446 pubblicato il 06 Agosto 2014 da NoRiKo564

 

 

Di ritorno dalla mia micro-vacanza al mare, porto a casa il ricordo di una manifestazione che mi ha letteralmente catalizzato la mente.

Il Jamboree Summer Festival è una manifestazione che si svolge
ogni anno in quei di Senigallia, riproponendo musica balli usi e costumi
dell'America degli anni '40 e '50.

Ecco...per darvi un'idea pensate di essere trasportati con una macchina
del tempo direttamente negli anni di Grease o dei film americani
di quegli anni.

 


Quindi non sorprendetevi di veder girare per strada delle auto così e
delle ragazze vestite cosi.

Anzi, il bello è proprio la gente che entra nel clima della manifestazione e
si traveste con i costumi e le acconciature del tempo.

Poi c'è la musica e il ballo che hanno la parte principale della
manifestazione, ogni piazza o angolo del centro storico ospita
durante il giorno e soprattutto la notte, gruppi provenienti da tutto
il mondo che suonano i ritmi dell'epoca e fanno venir voglia di ballare a tutti.

 

Siete ancora in tempo se siete da quelle parti a gustarvi una manifestazione
davvero particolare, durerà fino al 10 agosto. Da non perdere.

 

 
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Il ribelle

Post n°445 pubblicato il 19 Luglio 2014 da NoRiKo564

 

 

La gente ha paura, un vero terrore, di coloro che conoscono se stessi.
Essi hanno un potere ben preciso, un'aura e un magnetismo,
un carisma in grado di estrarre chi è giovane e vivo,
dalle prigioni delle tradizioni.
Che sia ricco o povero, il Ribelle è un Imperatore,
poichè ha spezzato le catene dei condizionamenti
e delle opinioni della società repressiva.
Ha dato forma a se stesso, abbracciando tutti i colori dell'arcobaleno,
emergendo dall'oscurità e dalle radici informi del suo passato inconsapevole e sviluppando ali con cui volare alto nel cielo.
Il suo modo di essere è ribelle, non perchè lotti contro qualcuno o qualcosa, ma perchè ha scoperto la propria natura
ed è determinato a vivere in base ad essa.
L'aquila è il suo spirito animale, un messaggero tra la terra e il cielo.
Il ribelle ti sfida ad essere coraggioso a sufficienza per assumerti la responsabilità di ciò che sei e per vivere in funzione della tua verità.
Tutto passa ma tu rimani.
Tu sei la realtà.
Tutto il resto non è altro che un semplice sogno.
Ci sono dei sogni meravigliosi e ci sono incubi terribili...
ma non importa che si tratti di un sogno magnifico o di un incubo terrificante, ciò che conta è colui che osserva il sogno.
Colui che vede è l'unica realtà.
Questa è la cosa più importante da ricordare.
Se inizi a pensare a come rendere permanenti i tuoi momenti di estasi,
hai già iniziato a distruggerli.
Quando giungono sii grato, quando se ne vanno ringrazia l'esistenza.

 

(Osho)

 
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