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IL CONCETTO DI SINCRONICITA’ SECONDA PARTE di Armando De Vincentiis

Post n°174 pubblicato il 01 Novembre 2009 da alf.cosmos
 

IL CONCETTO DI SINCRONICITA’   SECONDA PARTE     di Armando De Vincentiis

 

Sincronicità ed ESP
Un fenomeno altrettanto interessante che può definirsi, in qualche modo, analogo alla sincronicità, è l’ESP (percezione extra-sensoriale, fenomeni chiamati in generale col termine PSI da una lettera dell’alfabeto greco), problema di non facile soluzione per la difficoltà di tracciare una linea netta di demarcazione tra le frodi, i piccoli trucchi, l’auto inganno e gli esperimenti scientifici.
Negli anni ’40 divennero famosi, in USA, gli esperimenti di psicocinesi dei coniugi Rhine (indovinare le carte, influire sul lancio dei dadi), cui lo stesso Jung attinse per approfondire la sua ricerca.
Il principio della causalità, da parte sua, venne detronizzato all’inizio del ventesimo secolo in seguito alle rivoluzionarie scoperte della fisica.

Basti pensare al Principio di Indeterminazione di Heisenberg secondo il quale è impossibile "fissare" la conoscenza delle particelle elementari perchè si presentano come onde o come corpuscoli a seconda di ciò che si vuol osservare: velocità o posizione.
Oppure al neutrino, particella, tanto difficile da "catturare" perchè, praticamente, non ha nessuna proprietà fisica: non ha massa, non ha carica elettrica, non ha
campo magnetico.

Il paradosso, l’astrattezza e la vaghezza d’interpretazione, sono gli elementi che accomunano il "psi" del fisico e il "psi" del parapsicologo.
Ma torniamo al discorso di partenza, cioè alla sincronicità che Jung studiò col contributo del fisico W. Pauli, il "padre spirituale" del neutrino.
Oltre a Freud, che intese la telepatia come sistema arcaico di comunicazione tra gli individui, biologi, matematici e filosofi si sono occupati del problema, avanzando riflessioni ed ipotesi che mettono in discussione il concetto stesso di "caso".

Schopenhauer, parlando di armonia e connessione nella vita di ogni individuo, sostiene che la causalità è soltanto uno dei principi che governa il mondo.
La natura degli "eventi convergenti" va ricercata, secondo A. Koestler, in una "tendenza integrativa" universale che, al di là di un principio causale, mira a riunificare la conoscenza parcellizzata.

Sembrerebbe quindi che la seriazione e la sincronicità sono le risultanti archetipiche della fondamentale unità di tutte le cose, e che le ESP siano le più alte manifestazioni del potenziale integrativo della materia vivente.
Secondo Jung "...soltanto la radicata convinzione dell’onnipotenza della causalità crea difficoltà alla comprensione e fa apparire impensabile che possano verificarsi o esistere eventi privi di causa...." Ma tali eventi esistono (anche se, perlopiù, distratti come siamo, non ci facciamo caso e li trascuriamo) e sembrano assomigliare a degli ordinamenti, "atti creativi" facenti parte di un
universo complesso e misterioso di "creatio continua", al di là di una nostra possibile comprensione intellettuale.

Tra le ultime formulazioni teoriche in merito, è importante evidenziare il pensiero di Jean Charon, eminente fisico contemporaneo. Charon descrive l’"onda psi" come un movimento ondulatorio di ogni particella elementare che permette lo sguardo sul mondo esterno, quindi una visione piccola e ristretta di un piccolo "pezzetto" di
Universo ma, contemporaneamente, permette alla particella di contemplare anche il suo mondo interno, in rapporto anche al passato e alla memoria.
Questo dà luogo alla scelta di uno specifico comportamento, tra un insieme di scelte possibili; tale scelta è agita come comportamento unico ed evolutivo in solidarietà con il Cosmo intero.

Guardando all’organismo (il corpo materiale) come ad un insieme di particelle elementari, possiamo distinguere il Pensiero (l’Io) che funziona razionalmente per fornire comportamenti possibili, e lo Spirito (il Sè) che, come Centro Universale di
Coscienza, rappresenta il Tutto e, attraverso il "non-volere", tende a scegliere (almeno, così crede l’Io...) il comportamento più adatto all’evoluzione.

Scopo ultimo di Ragione e Intuizione è la dilatazione, l’accrescimento della
coscienza, in una visione onnicomprensiva ed universale.
D’altra parte è pur vero che "... i processi del sistema
inconscio sono 'fuori dal tempo', cioè non sono ordinati nel tempo, non mutano col trascorrere del tempo. Il rapporto col tempo riguarda il sistema della coscienza" (S.Freud) .
Forse è per questo che, soprattutto nel pensiero occidentale, così intriso di razionalismo e determinismo, è difficile ammettere una complementarietà tra uomo e cosmo, e che esista un livello di realtà "altro" che esula dal principio di causalità.
Ma l’odierna fisica atomica ci conduce ad una visione del reale assai simile alla visione intuitiva dei mistici orientali, sicchè i fenomeni sincronistici non sembrano più così oscuri dal momento che
spazio e tempo formano un continuum, materia ed energia sono intercambiabili, osservatore ed osservato interagiscono e formano un tutt’uno.


Definizione di Sincronicità e commenti:

Concetto coniato da Jung per indicare la significativa coincidenza o corrispondenza:

a) di un accadimento psichico e di uno fisico, senza che vi sia una relazione causale tra uno e l’altro. Tali fenomeni sincronicistici avvengono, per esempio quando vicende interne ( sogni, visioni, presentimenti) trovano corrispondenza nella realtà esterna: l’immagine interiore o il presentimento si sono dimostrati .
b) di sogni, pensieri, immagini interiori, ecc… simili o uguali che hanno luogo contemporaneamente in luoghi diversi.

Per chi volesse sperimentare con la propria esperienza il concetto di sincronicità, in questa sede si evidenzia che non si ancora giunti ad una opinione scientifica accettata unanimemente, il fenomeno è ancora materia di dibattito, secondo i detrattori non risponde, allo stato attuale delle cose, alla cosiddetta ripetibilità sistematica tipico del laboratorio; nell’esperienza, il probabile sperimentatore noterà che non si tratta di mettere il termometro in un vaso d’
acqua oggi e l’indomani di ripetere la stessa misura; comunque sia è possibile incrementare il range statistico di questi eventi.

Come? Innanzitutto comprendendo teoricamente la definizione riportata, in secondo luogo porre una attenzione critica al proprio flusso mentale, questo può essere discorsivo - immaginativo nella condizione di veglia oppure onirico quando si dorme. In questo contesto sarebbe opportuno tenere un diario aggiornato dei propri sogni, e fare attenzione alle proprie immagini mentali quando ad esempio siamo assorti a contemplare una situazione interiore, verificare quindi se è possibile collegarle a delle coincidenze nello stato di veglia.
Tali esperienze consistono nel verificarsi simultaneo di due diversi stati psichici, due eventi (interni e/o esterni) legati da un significato, ma non da causalità.
Tali coincidenze si dicono “significative” dove la "connessione" prescinde dal tempo, dallo
spazio e dai rapporti causa-effetto.

Jung ha descritto 3 tipi di sincronicità: nel primo vi è coincidenza tra contenuto psichico ed un evento esterno; nel secondo vi è un sogno o una visione che coincide con un evento distante nello
spazio. Nel terzo, una persona ha un sogno o una visione di qualcosa che deve avvenire e che poi, di fatto, si verifica.

Una delle testimonianze più note sul fenomeno è quella riportata da Jung nell’esperienza con una paziente. La donna, che si trovava in un momento terapeutico decisivo, stava raccontando un sogno nel quale ella riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Nel frattempo Jung sentì un rumore alle sue spalle, come se qualcosa urtasse contro la finestra: era uno scarabeo che cercava di entrare nella stanza buia.
Lo scarabeo, simbolo per eccellenza di rinascita, "entrato" nel momento analitico più idoneo, riuscì ad infrangere la barriera difensiva della donna che, ancorata ad una statica razionalità, non era riuscita, fino a quel momento, ad evolvere.L’esperienza psicologica, in questo caso divenuto famoso, ha assunto pregnanza grazie all’affiorare di parallelismi simbolici che Jung, almeno in un primo tempo, collegava all’
inconscio collettivo ed agli archetipi.

Di seguito annotiamo una esperienza dello psichiatra a titolo di esempio…
“Subito dopo questa fantasia…un’altra immagine emerse dall’
inconscio, sviluppandosi da quella di Elia. Le diedi il nome di Filemone. Filemone era un pagano, ma avvolto in un’atmosfera Egizio Ellenistica, con una coloritura gnostica. La sua immagine mi si presento per la prima volta nel sogno seguente. C’era un cielo azzurro, ma sembrava il mare. Sembrava che le zolle si allontanassero l’una dall’altra e lasciassero scorgere l’ acqua azzurra del mare. Quest’ acqua però era però il cielo azzurro. Improvvisamente dalla destra giungeva librandosi nell’aria, un essere alato. Era un vecchio con corna taurine.

Portava un mazzo di quattro chiavi tenendone una come se fosse sul punto di aprire una serratura. Era alato, e le sue ali erano come quelle di un martin pescatore, con i loro caratteristici colori. Non riuscendo a capire questa immagine onirica, la dipinsi per meglio vederla. Nei giorni in cui ero occupato a dipingere trovai nel mio giardino, presso la riva del lago, un martin pescatore morto! Ero sbalordito, poiché solo assai di rado capita di vedere uccelli del genere nei dintorni di Zurigo.”

Un ultimo commento…
“Non si può affermare con sicurezza che ciò che sembra verificarsi nell’
inconscio collettivo di un singolo individuo, non si verifichi anche in altri individui o esseri viventi o cose o situazioni. Quando sorse nella coscienza di Swedemborg la visione di un incendio a Stoccolma, il fuoco stava infierendo sulla città, senza che l’una cosa avesse un rapporto in qualche modo dimostrabile o anche solo pensabile con l’altra. Non vorrei tuttavia impegnarmi a mostrare il rapporto archetipico in questo caso. Accennerò tuttavia al fatto che la biografia di Swedemborg riporta certi eventi che gettano una luce singolare sul suo stato psichico. Bisogna ammettere c’era in lui un abbassamento della soglia di coscienza, abbassamento che permetteva di accedere alla “conoscenza assoluta”. L’incendio di Stoccolma si verificò in un certo modo anche in lui.”

Concludendo…
.
Per saperne di più:

• “Ricordi, sogni, riflessioni.” – C.G. Jung – BUR Biblioteca Universale Rizzoli
• “La sincronicità” – C.G. Jung – Bollati Boringhieri

FONTE:  http://www.coscienza.org/_ArticoloDB1.asp?ID=1063

 
 
 
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