Creato da ReligioniFilosofie il 04/07/2007

Religioni, Filosofie

Tracce di spiritualità da tutto il mondo .. Territori di confine ..

 

...E L'UOMO CREO' DIO

Post n°138 pubblicato il 17 Agosto 2012 da eric65v

...E L'UOMO CREO' DIO
Sono convinto che con un titolo così molte persone penseranno di me, che io sia blasfemo.

Eppure.

Eppure se per un momento dovessimo prendere in considerazione la nostra psicologia ed analizzarla obiettivamente ed oggettivamente, razionalizzando i nostri sentimenti e riducendoli ad una semplice e logica equazione, concluderemmo che fondamentalmente:

DIO E' UNA CREAZIONE UMANA.

Non può esserci spiegazione più oggettiva e semplice.

Troppe religioni vantano un primato per quanto riguarda la rivelata verità dell'unico e vero iddio e troppe religioni si sono scannate nel tentativo di dimostrare con mezzi umani, la loro superiore appartenenza al vero ed unico Iddio.

Ma ritorniamo alla psicologia dell'essere umano.

Noi per natura veniamo messi al mondo con una dipendenza dai genitori che è vitale.

Se non ci fosse qualcuno che si prendesse cura di noi, quando siamo neonati, e dimostrasse tenerezza ed amorevole cura non riusciremmo a sopravvivere.

Classico è un esperimento compiuto qualche decennio fa su un centinaio di bambini.

Tutti questi neonati, venivano nutriti e accuditi, ma senza dimostrare loro nessun tipo di tenerezza o affetto.

Tutti, nel tempo, cominciarono a manifestare turbe psichiche e moltissimi morirono.

Solo un bimbo cresceva sano e si sviluppava normalmente.

Il dottore che seguiva l'esperimento, era alquanto contrariato dalla differenza che quell'unico bambino dimostrava. Quindi si nascose per un'intera notte vicino alla camera in cui c'era il piccolo per osservare cosa accadesse.

Scoprì che un'infermiera che aveva sempre il turno di notte, finito il giro di tutte le camere, si fermava nella stanza dove dormiva quel bimbo che stava bene rispetto agli altri e lo prendeva in braccio e lo coccolava e lo accarezzava e baciava.

Ecco svelato il motivo della sua invidiabile salute rispetto agli altri.

Questo discorso, per far capire che la nostra psicologia è molto diversa dagli altri mammiferi: Noi ci nutriamo anche di affetto, coccole, attenzioni e manifestazioni d'amore.

Questo si trasforma, nel tempo, in un bisogno, un attaccamento verso uno che riteniamo superiore e in cui possiamo rifugiarci.

Da qui il desiderio viscerale della quasi totalità degli esseri umani nel cercare in un "dio" o uomo che sia, una propria fonte di vita.

Ora la frase in questione, non è da intendersi come riferita al "Dio ancestrale e spirituale, creatore del cielo e della terra", anche se vi è incluso.

Il titolo vuole essere solo una provocazione nei confronti di quelli che pensano al loro "dio" come se fosse veramente uno superiore.

In realtà, assorbiamo solamente quanto ci viene trasmesso dalla società e dalla natura del nostro essere:

noi essendo così dipendenti nella primissima infanzia, ci trasciniamo dietro, nella vita di poi, la dipendenza da una fonte di vita, che diventerà "DIO" per alcuni e un leader per altri.

Molti si dicono fan di uomini politici, di cantanti, attori, calciatori o altri che hanno carisma, ma...

ma solo chi cresce realmente e riesce a svezzarsi diviene libero e non bisognoso di nessun "dio"

 
 
 

LA RELIGIONE DELL'AMORE...?

Post n°137 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da eric65v

<<La religione dell'amore può esistere benissimo senza una "persona" che regga il mondo>>

Schweitzer

Esiste una discrepanza notevole tra quanto comunemente si pensa e la realtà delle cose.

E' un luogo comune che, nella stragrande maggioranza dei casi, la religione sia sinonimo di amore.

Di amore per gli afflitti, per i diseredati, per gli orfani, le vedove e per gli emarginati.

Poche persone sono in grado di fare mente locale su quello che veramente significa la religione per l'umanità.

Avete mai pensato alle grandi stragi che sono state causate dalle religioni?

Anche il papa stamane ha liberato due colombe in segno di pace.

Ma cosa, in definitiva, ritengono significhi "la pace"?

Anche i musulmani auspicano la pace come modo di vivere.

Ma quanti di voi penserebbero che i musulmani siano una religione pacifica?

Sapete che le più grandi guerre e carneficine o lotte intestine sono state causate dalle religioni o promosse da queste?

Io mi sento di dire ad alta voce che se si dovessero eliminare tutte le religioni dalla terra, si eliminerebbe il più grande e assoluto motivo di conflittualità, del genere umano.

Molte religioni cercano ed auspiacano la pace, solo se la parte contendente accetta i propri credi o li lasci insegnare.

Non esistono confessioni religiose disposte a fare retromarcia sulle proprie dottrine per "amore" della pace.

TUTTE ASSERISCONO DI ESSERE DEPOSITARIE DELLE "VERITA" RIVELATE.

Ma è chiaro che si tratta di un controsenso in termini.

Basterebbe esaminare con occhio obiettivo la storia di una qualsiasi confessione religiosa per accorgersi che sono solo un'accozzaglia di esaltati e repressi.

Nè il cristianesimo con tutte le sue derivate e multiforme sette nè le altre religioni, possono vantare nella loro storia un vissuto di amore per il genere umano...

Gesù disse: "Non pensate ch'io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perchè son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora da sua suocera... Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me."

Solo queste parole dovrebbero trasmetterci molte cose sul come sia concepito l'amore per chi pensa di essere religioso...

Così, anche quando sentiamo di islamici che uccidono o riempiono di botte le loro figlie perchè vogliono occidentalizzarsi, non ci scandalizziamo più di tanto...

TUTTE LE RELIGIONI SONO ANTI-UOMO E ANTI-AMORE.

Solo la cieca e credula "fede" potrebbe trasmetterci il contrario...

 
 
 

INCOERENZE...

Post n°136 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da eric65v

...e pensavo al messaggio del papa.

Pensavo a quello che diceva circa il fare figli e non considerare le unioni di fatto (quelli che convivono) delle vere famiglie. Pensavo a quanto asseriva circa il trasmettere valori cristiani ai propri figli...

Si, pensavo a tutto questo!

Pensavo a tutto questo e mi chiedevo se c'è del cervello nell'asserire certe cose o raccomandarle...

Proprio il papa che vive nello sfarzo più dissoluto e che non sa cosa significhi allevare un figlio o avere una famiglia.

Proprio il papa che vive in un'organizzazione che si è macchiata del più abominevole dei crimini: LA PEDOFILIA!

Proprio il papa che governa una chiesa che nei secoli ha solo saputo dimostrare la propria ottusità e arrogante prevaricazione, con inquisizioni e crociate che si sono macchiate le mani del sangue di milioni di innocenti in nome di quel dio che dicono essere buono e misericordioso (come gli attuali musulmani fondamentalisti del resto).

Mi chiedo se ci si rende conto di come ci si possa considerare cattolico e non peccare di ottusa ignoranza.

Come fa una persona che appartiene ad un'organizzazione così vistosamente incoerente a ritenersi logica e razionale?

Molti dicono di credere in dio ma non nella chiesa, proprio a causa di queste aberranti contraddizioni, ma... resta il fatto che credono in quel medesimo dio che viene professato da questa religione che, come giustamente, viene descritta nell'apocalisse (come del resto tutte le religioni) è una squallida e volgare sgualdrina che ha sempre spalancato le gambe ai vari governi che si sono succeduti nel corso della storia.

Una PUTTANA, CHE CON VEEMENZA SI E' ACCANITA CONTRO CHI NON ADERIVA AI SUOI DETTAMI, PERSEGUITANDOLI, TORTURANDOLI E ASSASSINANDOLI...

Ma come si fa ad appoggiare un'ideologia così lontana dal buon senso???

 
 
 

LE LOBBY

Post n°135 pubblicato il 25 Settembre 2011 da eric65v

Ed ora vi spiego perchè non sono mai amdato a votare nessuno dei vari governi che si sono succeduti da che ho compiuto l'età maggiore.

In Italia esiste un clientelismo a livello istituzionale, che potrebbe essere definito "genetico".

Non importa che tipo di governo salga al potere.

Indipendentemente che sia di destra o sinistra, di centro o di qualche frangia estrema, TUTTI si sottoporranno sempre a un unico volere:

LE LOBBY NAZIONALI.

Molti non sanno che di tutti i governi succedutisi, nessuno ha mai intaccato queste lobby:

Non  potrebbe durare nessun governo senza il beneplacito di queste lobby.

Non tutti conoscono questi particolari.

Per esempio: nonostante la crisi e l'abbassamento del costo del greggio al barile, in  italia il carburante continua ad avere aumenti per il riscaldamento e per il trasporto.
L'ENI è una grande lobby.

I sindacalisti, da che si sono immessi nel governo, hanno dato vita ad una vera e propria lobby.

Nonostante sembra che facciano ed indicano scioperi e manifestazioni, finchè li si lascia arricchire con i soldi dei poveri operai, non faranno mai nulla di concreto per far cadere un governo o l'altro.

Le case farmaceutiche sono un'altra lobby che riceve enormi quantità di denaro pubblico, nonostante in Italia sia sancito il diritto alla sanità.

Poi ci sono lobby assorbite sfacciatamente dai governi. Di queste fanno parte ciò su cui il governo ha il monopolio:

il tabacco, la RAI, le ferrovie dello stato ed altro...

Sapete che i dirigenti RAI prendono centinaia di migliaia di euro all'anno?

Viaggiano in aereo e sono serviti come pascià.

Il tutto con i soldi che voi pagate con il canone RAI.

I dirigenti delle ferrovie dello stato, sono tra quelli che in assoluto ricevono più soldi.

Milioni di euro l'anno eppure abbiamo un sistema ferroviario che fa pena.

Nelle pubblicità che fanno ci mettono davanti il Freccia rossa, ma non fanno mai vedere i treni che stracolmi di persone, come carri per bestiame, vanno al lavoro tutte le mattine.

Non tocchiamo le lobby bancarie..ci sarebbe da spaventarsi...

Ma....

ma la più grande in assoluto delle lobby è il:

VATICANO!!!!

Miliardi di euro ogni anno vi arrivano dalle varie proprietà e dalle azioni che detiene nelle varie banche e industrie italiane e internazionali.

TUTTO ESENTASSE

Leggevo in qualche posto ultimamente che un terzo degli immobili italiani è di proprietà del vaticano. Anche se mi sembra esagerato, non credo che la realtà sia molto distante e tutto esentasse...

Persino governi di sinistra hanno rimpinguato questi parassiti.

Il governo D'alema, promosse la privatizzazione delle scuole cattoliche versando centinaia di miliardi dellle vechie lire al vaticano.

Invece quando era sindaco a roma Walter Veltroni vinne conferita al capo della chiesa Karol Wojtyla la cittadinanza onoraria evidenziando il coinvolgimento di papa giovannipaolo 2° nella vita di roma e d'Italia...

Perciò, in Italia, secondo me, il vero mostro da abbattere ed altre  ricreare sono queste lobby che determinano il bello e cattivo tempo. Vengono versati letteralemnte miliardi di euro e vivono nel lusso estremo mentre noi non arriviamo a metà mese...

 
 
 

LA SANTA CASTA DELLA CHIESA

Post n°134 pubblicato il 08 Settembre 2011 da eric65v

Sto leggendo il libro regalatomi da un'amica ed ha per titolo il tema di questo post.

Molte cose le conoscevo già, avendo letto tempo fa il libro di David Yallop: In mome di Dio.

Ma questo libro, di Claudio Rendina, è una cronistoria di tutto ciò che ha contrassegnato la chiesa cattolica dal sua nascere ne 3° secolo dopo cristo e fino ai nostri giorni.

Ormai sono arrivato al periodo di Sindona e Licio Gelli.

E' interessante sapere che tutto il denaro passava nelle mani di Sindona e veniva inviato nei paradisi fiscali delle Bahamas, cioè, la Cisalpine Overseas Bank.

La cosa curiosa è che come indica Rendia: "L'abilità strategica di Sindona sui circuiti finanziari si basa sull'intermediazione dello IOR (la banca vaticana) che, con la sua presenza, fa da garante. La banca del vaticano infatti può eseguire qualsiasi operazione finanziaria e spostare capitali in tutto il mondo fuori da ogni controllo."

Ora una cosa che non si sa è che il Vaticano ha le mani in pasta in molte finanziarie e possiede azioni in molti istituti bancari e industrie nazionali. Per cui qualsiasi cosa lo stato italiano faccia a livello finanziario che non sia a favore o comunque che che non leda gli interessi economici del Vaticano, vengono bocciati da questo e quindi non conseguibili.

IL VATICANO DETTA LEGGE.

Nessun governo, in Italia, che si sia succeduto, ha mai preteso che la chiesa paghi per le sue transazioni finanziarie, eppure ci sarebbero euro per decine di milioni.

Non solo lo stato del Vaticano ma, mezza roma è proprietà della chiesa e non pagano mai niente alle tasche dell'erario e nessun governo è talmente forte o onesto da farlo accadere...

Capite nelle mani di chi siamo?

A noi ci spremono come limoni e questi che devolvono solo il 6% delle loro entrate per opere di beneficenza sono esentati dal pagare, pur vivendo nel lusso più estremo...

QUANTO MI FA SCHIFO APPARTENERE A QUESTA ITALIA!!!

 
 
 

CHI E' VERAMENTE ONNIPOTENTE???

Post n°133 pubblicato il 24 Luglio 2011 da eric65v

"I grandi spiriti,  hanno sempre trovato la violenta opposizione dei mediocri, i quali non sanno capire l'uomo che non accetta stupidamente i pregiudizi ereditari, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza."

A. Einstein

Si parte dal presupposto che "l'onnipotente", cioè colui che detiene ogni potere, sia Dio.

Ci si rifà a Lui come a colui che "tutto può".

Qualcuno è andato oltre, dicendo addirittura, "che è in ogni luogo" o che "non cade foglia che Dio non voglia".

Ma abbiamo mai riflettuto su chi veramente è da definirsi più di Dio?

Già nei vangeli esiste una frase dove fanno dire a Gesù:

"quello che legherete sulla terra verrà legato in cielo e quello che scioglierete in terra sarà sciolto in cielo", come a dire che Dio si sarebbe piegato al volere paranoico di dementi personaggi come sono stati i papi nel corso della storia.

Ma ragionandoci un pochino si capisce che Dio ha cambiato totalmente molte cose che per secoli erano dogmi irreversibili.

Nel corso dei secoli molti liberi pensatori si sono opposti, per esempio, alla dottrina del fuoco dell'inferno, definendola contraria al palese "amore del creatore" e, le chiese che nei secoli avevano gettato milioni di persone nelle fiamme dell'inferno, condannandole a bruciare per l'eternità, hanno fatto cambiare idea a Dio.

Sono state spente quelle fiamme e adesso non si dice più che esiste un luogo letterale dove i cattivi soffrono indicibili tormenti per l'eternità.

Dio si è pentito e l'ha tolto di mezzo o almeno non arrostisce più nessuno letteralemnte come avevano sempre insegnato...

Sapete che fino all'inizio del secolo scorso, delle sette del cattolicesimo e del protestantesimo inseganvano ancora che la terra fosse piatta?

Si narra che a Durban un ministro religioso, sostenitore di quella dottrina, sfidò il mondo a pubblico dibattito.

La sfida fu raccolta da un capitano della marina che, con i suoi viaggi intorno al mondo poteva dimostrare la sfericità del globo... Ebbene, lo sfidante, il ministro religioso, ottenne i due terzi dei consensi alla sua arringa... vinse lui. Cioè, la terra è piatta a suo avviso.

Così anche che il sole giri intorno alla terra o che essa sia il centro dell'universo o che le donne non abbiano anima, o che chi ha segni di epilessia sia posseduto dal diavolo e molte altre ancora, sono state fatte capire a Dio dalla chiesa e Dio ha dovuto sottomettersi a questi cambiamenti dottrinali che hanno significato la morte al rogo per centinaia di persone giustiziate dalla stessa chiesa...

Ma chi è veramente

ONNIPOTENTE?

DIO CHE CONTINUA A SOTTOMETTERSI AI CAMBIAMENTI DI QUESTI PAGLIACCI CHE DICONO DI ESSERE SUOI SERVITORI O LA CHIESA CHE FA E DISFA E SOTTEMETTE DIO AI PROPRI CAPRICCI IMBECILLAGINI VARIE????

 
 
 

OMOSESSUALITà E ABOMINIO

Post n°132 pubblicato il 23 Giugno 2010 da eric65v

Abominio e Omosessualità
Tempo fa, un noto religioso dalle onde radio di Radio Maria ha risposto ad un ascoltatore che l'omosessualità è un abominio, perchè a dirlo è la Bibbia (Levitico, 18,22). Un abominio che non può essere tollerato in nessun caso. Quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al noto religioso.

Lettera del 16 maggio 2009

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.-
Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
Quando do fuoco ad un toro sull'altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l' odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s'offendono.
Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell'omosessualità. Non sono d'accordo. Può illuminarci sulla questione?
Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all' altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere ... La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c'è qualche scappatoia alla questione?
Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
Mio zio possiede una fattoria. E' andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture?
Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande. Nell'occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.

Sempre suo ammiratore devoto

 

 
 
 

NON CADE FOGLIA CHE DIO NON VOGLIA... ANDIAMO BENE...

Post n°131 pubblicato il 15 Febbraio 2010 da eric65v

30/08/06 - In Gabon un predicatore si ostina a camminare

sulle acque e annega. Giusta punizione divina per il

tentativo di imitazione. Ma si può essere più credini ?

 
6/06/06 - Dio c'è ! Kiev. Per dimostrare l'esistenza di dio
si cala nella gabbia dei leoni che se lo mangiano con divina soddisfazione. Speriamo che anche Ratzinger ci dia presto
analoga dimostrazione dell'esistenza di dio...... e tutti ci
convertiremo all'istante. 
1/06/06 - Palestrina, Roma. Il silenzio di dio fa un'altra
vittima. Cede una botola sotto i piedi di un sacerdote che
pregava in una chiesetta, ma si salva la madre che stava
accanto a lui. Qualcuno griderà al miracolo per la salvezza
della madre, qualcun altro imprecherà contro dio che non
ha avvertito il sacerdote proprio mentre era in diretta
comunicazione con lui. 

7/05/06 - A Licata, in provincia di Agrigento,

durante la processione del santo patrono, Sant'Angelo

carmelitano, l'urna contenente le nerabili reliquie è

caduta dal trespolo con il quale veniva effettuato il

traporto ed ha ferito una decina di persone che

assitevano al passaggio del corteo. Qualcuno ha

gridato al miracolo perchè non è morto nessuno. 

9/04/06 - Italia. La volontà di dio si manifesta anche

a L'Aquila. Un albero secolare, alto circa 20 metri, si,è

abbattuto ed ha falciato alla stazione una comitiva di

sordomuti, in pellegrinaggio per la domenica delle Palme:

un morto e sei feriti.

9/04/06 - Pakistan. 26 morti nella calca di una cerimonia

religiosa sunnita a Karachi. Tra le vittime donne e

bambini che insieme ad altre 50.000 persone celebravano

la ricorrenza della nascita del profeta Maometto. 

3/02/06 - Egitto . Ancora una strage di pellegrini di ritorno

da La Mecca. Affonda una nave con 1400 persone a bordo.

Solo 400 i sopravvissuti. 

12/01/06 - La Mecca . Nuova strage di pellegrini
islamici.
Ne sono morti 350 nella calca durante il percorso che
conduce i fedeli al luogo dove devono scagliare pietre
contro satana. Non cade foglia che dio non voglia. Questo
è quanto emerge dal commento del principe della corona
saudita, sultano Bin Abdel Aziz, alla strage provocata
dalla calca durante una processione rituale : "non si
può fermare ciò che Dio ha preordinato. Non è possibile".
E il portavoce del Ministero dell'Interno il generale
Mansour al-Turki aggiunge : "Era il destino voluto da Dio" 

 
 
 

voi non avete capito...

Post n°130 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da swala_simba

 

Voi non avete capito le nostre preghiere.

Non avete mai cercato per una volta di capirle.

Quando noi cantavamo le nostre canzoni di lode al sole, alla luna o al vento,
pregavamo idoli ai vostri occhi.
Senza capirci,
e solo perché il nostro modo di preghiera era diverso dal vostro,
ci avete condannato come anime perse.

Noi vedevamo l'opera del Grande Spirito nella sua intera Creazione:
nel sole, nella luna, negli alberi, nei monti e nel vento.
Talvolta ci avvicinavamo a Lui per mezzo di quello che aveva creato.
Questo era forse cosi male?

Io so che noi crediamo con tutto il cuore all' Essere Supremo,
e la nostra fede è forse più forte di quella di tanti bianchi,
che ci chiamano pagani.

I selvaggi rossi
furono sempre più intimamente uniti alla natura
dei selvaggi bianchi.

La natura è il libro di quella Grande Forza che voi chiamate Dio
e che noi chiamiamo Grande Spirito.

Che gran differenza fa già un nome!


Tatanga Mani

Bisonte Che Cammina,1871-1967 
originario della Tribù Stoney del Canada. 

 
 
 

Il Male Assoluto

Post n°129 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da swala_simba

 

C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio.
Non trovo una soluzione al dilemma.
 La cerco, ma non la trovo.
Primo Levi

.

Dopo Auschwitz possiamo e dobbiamo affermare con estrema decisione
che una Divinità onnipotente o è priva di bontà o è totalmente incomprensibile.



Torna alla mente un  piccolo libro di Hans Jonas, il filosofo tedesco di origine ebraica, Pensare Dio dopo Auschwitz..


Hans Jonas
pensa che l’evento dello sterminio degli ebrei debba  interrogare la nostra coscienza religiosa, il nostro concetto di Dio.

Ciò che avvenne ad Auschwitz rappresenta
l’esistenza stessa del Male quale oggetto della volontà umana e non più le disgrazie e le tribolazioni che provengono dalla cieca casualità naturale.

Che senso conservano, di fronte a una rivelazione così evidente della potenza del Male nella società e nella storia, parole come fede in Dio, giustizia o misericordia, e soprattutto speranza?

Allora il filosofo si chiede con turbamento, rinnovando il sentimento disperato di Giobbe: - Dio permise che ciò accadesse. Ma quale Dio poteva permetterlo? -

Il silenzio del dolore è tutto ciò che ha risuonato ad Auschwitz. Non un grido, non un lamento, ma un mutismo di rassegnazione di chi, all'oscuro di tutto, non può immaginare il motivo di tanto odio, perché troppo impegnato a cercare di comprendere il volere di Dio, il suo sentimento per l'uomo.

Ma a questo non c'è stata risposta,
                                              Dio tacque, [...]
non intervenne,
                                             non perché non volle,
                                             ma perché non fu in condizione di farlo.

Dinanzi a questo eccesso di male nel mondo - dice Jonas - i casi sono certamente due: se Dio è totalmente inconoscibile non possiamo dire come si concilia Dio con l'esistenza del male del mondo; non conosciamo Dio e non possiamo comprendere la ragione dei suoi comportamenti. Però il Dio biblico è un Dio grande che si rivela come un Dio di misericordia, Dio di pietà, Dio di tenerezza, di giustizia.

Se accettiamo la rivelazione, ci troviamo di fronte a due possibilità: o Dio, vedendo il male che c'è nel mondo, può consolarlo, può evitarlo, può fermarlo, ma non lo fa, oppure vorrebbe fermarlo ma non può.

L'unico modo che abbiamo per uscire da questa contraddizione, fra l'esistenza di Dio e il male del mondo, è quello di ammettere che, in qualche modo, Dio non sia perfettamente onnipotente.

27 Gennaio, Giorno della Memoria

 

 

 
 
 

DIPENDENZA...

Post n°128 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da eric65v

DIPENDENZA -PARTE 3°-

Nell'antichità era sovente acclamare uomini di potere e definirli dei. Per le masse questi erano i loro dei nel vero senso della parola. Sorgeva però il problema di cosa accadesse a questi "dei" quando morivano. Quelli che amministravano le masse di popoli e li tenevano sottomessi al potere del sovrano, la classe religiosa, dovettero fornire delle spiegazioni sulla discrepanza che alcuni lamentavano: se il re o faraone o sovrano era veramente un dio, perchè moriva? Se questa era la fine che faceva, quella uguale a tutti gli altri esseri umani, allora in cosa consisteva la sua divinità, il suo essere superiore? Così cominciò a farsi strada l'idea di una forma di "immortalità". In effetti questi che era adorato e ritenuto dio in vita, non smetteva di essere tale quando la sua vita finiva, perchè nel suo caso, non significava non esistere più. Continuava a vivere in un'altra forma: incorporea o spirituale. Influiva sempre su tutti i suoi sudditi, ma lo faceva da un altro luogo e in un'altra dimensione.
Questa dottrina divenne il comune denominatore di tutte le religioni che poi si sono sviluppate nel corso dei milleni. Divenne così potente che influì su tutti gli esseri umani, fino al punto che è inaccettabile pensare che non ci sia una qualche forma di vita dopo la morte. Che non ci sia una parte che sopravviva alla morte del corpo. Nel corso dei secoli e millenni, questa dottrina è stata oggetto di accese discussioni tra le menti più elevate della storia e molti elaboravano poi le loro personali teorie in base al loro retaggio socio-religioso-culturale. Fino ai nostri giorni, eminenti pensatori e teologi, professori e accademici si sono profusi in teorie bizzarre per affermare una loro idea di cosa avvenisse dopo la morte del corpo. Questo dimostra come la religione ha influito potentemente sulle masse rendendoli dipendenti alle dottrine che non hanno nulla di concreto ma si basano solo su tante chiacchiere.

LA DOTTRINA DELL'IMMORTALITA' DELL'ANIMA E' UN CONCETTO RICONOSCIUTO DA TUTTE LE RELIGIONI CHE CI SONO SULLA TERRA...

I cristiani credono che dopo la morte si vada in cielo o all'inferno. Gli indù invece credono nella reincarnazione. Secondo la credenza islamica, dopo la morte ci sarà un giorno di giudizio in cui Allah giudicherà ciascuno in base alla sua vita e lo manderà in paradiso o nel fuoco dell'inferno. In alcuni paesi le credenze relative ai defunti sono uno strano miscuglio di tradizioni locali e concetti cristiani.

La credenza nell'immortalità dell'anima è condivisa da quasi tutte le centinaia di religioni e sette della cristianità. È anche una dottrina ufficiale dell'ebraismo. È il fondamento stesso della reincarnazione, dottrina su cui poggia l'induismo. I musulmani credono che l'anima continui a vivere dopo la morte del corpo. Gli aborigeni australiani, gli animisti africani, gli scintoisti e persino i buddisti insegnano la stessa cosa con qualche variante

Socrate e Platone, filosofi greci del V secolo a.C., sono ritenuti fra i primi ad aver sostenuto il concetto dell'immortalità dell'anima. Ma questa idea non ebbe origine da loro, che si limitarono ad affinare il concetto e a farne un insegnamento filosofico, rendendolo così più appetibile alle classi colte dei loro giorni e oltre. Anche gli zoroastriani dell'antica Persia e gli egiziani prima di loro credevano nell'immortalità dell'anima.

Secondo alcuni storici, migliaia di anni fa, un movimento migratorio da nord-ovest portò una popolazione aria di pelle chiara giù nella valle dell'Indo, situata ora in gran parte nel Pakistan e in India. Di lì essa si sparse nelle pianure del Gange e per tutta l'India. Alcuni esperti dicono che le idee religiose di questi immigranti si basavano su antichi insegnamenti iranici e caldei (l'attuale Iraq). Queste idee religiose divennero così le basi dell'induismo.
In India l'idea di un'anima immortale assunse la forma della dottrina della reincarnazione. I saggi indù, alle prese con il problema universale del male e delle sofferenze che affliggono gli esseri umani, arrivarono alla cosiddetta legge del karma, la legge di causa ed effetto. Fondendo questa legge con la credenza nell'immortalità dell'anima formularono la teoria della reincarnazione, secondo cui meriti e demeriti acquisiti in una vita vengono premiati o scontati in quella successiva. L'obiettivo dei fedeli sarebbe il moksha, cioè la liberazione dal ciclo di rinascite e l'unificazione con quella che viene chiamata l'Assoluta Realtà, il Nirvana. Con il passare dei secoli, come si diffuse l'induismo, così si diffuse la dottrina della reincarnazione. E l'induismo odierno poggia su questa dottrina.
Dall'induismo sono derivate altre fedi, quali buddismo, giainismo e sikhismo. Anche queste credono nella reincarnazione. Inoltre via via che si diffondeva in gran parte dell'Asia orientale - in Cina, Corea, Giappone e altri paesi - il buddismo influì profondamente sulla cultura e la religione di tutta la zona. Questo diede origine a religioni che sono un amalgama di elementi buddisti, spiritismo e culto degli antenati. Fra queste le più influenti sono il taoismo, il confucianesimo e lo scintoismo. In questo modo la credenza che la vita continui dopo la morte del corpo ha finito per dominare la mentalità e le pratiche religiose del vasto settore dell'umanità che vive in quella parte del mondo.

Per i cristiani, essendo il cristianesimo una setta derivata dell'ebraismo, è risultato come logica conseguenza accettare e credere in un anima immortale. Come è entrata nella religione ebraica la dottrina dell'immortalità dell'anima? Molti non sanno che originariamente questa dottrina era assente per gli ebrei. Nelle lingue in cui fu scritta la bibbia, i termini che si riferiscono a anima, significano letteralemente: essere vivente, persona vivente. E per gli ebrei dell'antichità, gli animali (lo si capisce anche dal significato etimologico della parola "anima-le") erano anime viventi, ne più ne meno che gli esseri umnani. Ma!! Avvenne qualcosa che introdusse anche nella religione ebraica la dottrina dell'immortalità.
Nel 330 circa a.C. Alessandro Magno conquistò il Medio Oriente, inclusa Gerusalemme. I successori di Alessandro portarono avanti il suo piano di ellenizzazione, che risultò nella fusione delle due culture, greca ed ebraica. Gli ebrei, col tempo, presero dimestichezza con il pensiero greco, e alcuni diventarono perfino filosofi.
Uno di questi filosofi ebrei fu Filone di Alessandria, del I secolo d.C. Filone aveva una grande ammirazione per Platone e si sforzò di spiegare l'ebraismo con i termini della filosofia greca, aprendo in tal modo la strada ai successivi pensatori ebrei. Anche il Talmud - commenti sulle leggi orali scritti dai rabbi - subì l'influenza del pensiero greco. I rabbi che redassero il Talmud, credevano che l'anima continuasse a vivere dopo la morte. La Cabala, letteratura mistica ebraica di epoca posteriore, arriva addirittura a insegnare la reincarnazione. L'idea dell'immortalità dell'anima si fece strada nell'ebraismo indirettamente, attraverso la filosofia greca.
Con questa idea così diffusa e ampiamente accettata e insegnata, va da se che a livello mondiale sia "normale" credere nell'immortalità dell'anima. Con questo insegnamento, le religioni si sono assicurate la dipendenza di miliardi di esseri umani, che non possono scindere la loro vita dalla credenza in questione e, quindi, rimangono inestricabilmente legati...

 

 
 
 

DIPENDENZA -parte 2°

Post n°127 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da eric65v

DIPENDENZA - parte 2°-

 

Sin dai primissimi secoli ci sono state delle diatribe per inculcare, in moltissimi casi con la forza, la dottrina del peccato originale da cui ci si poteva liberare solo con il battesimo cristiano. Così nel tempo alcune cose che sorsero come idee astruse di certuni, finirono per divenire dogmi. Con questi cavalli di battaglia, hanno irretito letteralmnente milioni, se non miliardi, di persone. Infatti non è inusuale sentire alcune persone attempate che quando sentono parlare di quelli non battezzati, li definiscono animali, come se il bagnare un neonato con acqua, lo emancipasse o lo rendesse superiore ad altri esseri umani. Infatti con questa cultura si sono create delle discriminazioni nei confronti di altre realtà religiose, come fanno poi gli appartenenti al mondo islamico, ritenendo tutti quelli che non aderiscono alla loro religione, degli impuri o cani.


Perciò si può dire che nel tempo si creano delle dipendenze da cui le persone non riescono a staccarsi, perchè fanno parte non della religione, una delle tante inventate ed elaborate nel corse dei secoli, ma diviene parte integrante del vivere comune. Diviene genetico.

La disputa sul peccato originale, ebbe inizio quando un monaco britannico, Pelagio, si recò a Roma. Sgomento per la corruzione che vide lì tra i cosiddetti cristiani, questo religioso cominciò a spronare gli uomini a un “maggiore impegno morale”. Pelagio diceva che l’uomo non può addossare la colpa delle proprie debolezze al ‘peccato originale’. “Tutto il bene od il male ... è frutto delle nostre azioni e non nasce con noi.” In poco tempo, nella cristianità tutti parlavano della dottrina pelagiana.

Ma non per molto. I capi ecclesiastici ritennero fosse un’eresia abbandonare il ‘peccato originale’. E Pelagio involontariamente fece proprio il loro gioco incoraggiando quella che era allora una consuetudine popolare: il battesimo dei bambini. Un vescovo di nome Agostino vide in ciò una macroscopica incoerenza. ‘Se i neonati devono essere battezzati’, argomentò Agostino, ‘che succede a quelli non battezzati?’ La conclusione apparentemente logica era che costoro soffrissero nelle fiamme dell’inferno per non aver ricevuto il battesimo. Stabilito in apparenza questo punto, Agostino inferse il colpo definitivo: dal momento che i neonati non battezzati sono realmente dannati, a cos’altro si può attribuire questo se non al ‘peccato originale’?

La dottrina pelagiana crollò. Un concilio ecclesiastico tenuto in seguito a Cartagine dichiarò eretici gli insegnamenti di Pelagio. Il ‘peccato originale’ entrò a far parte del cattolicesimo quanto la confessione. E a quel punto la chiesa cominciò a incoraggiare le conversioni in massa, spesso forzate, per salvare la gente dalle ‘fiamme dell’inferno’. Il battesimo dei bambini passò da consuetudine popolare a mezzo ufficiale per salvarsi, mezzo che il protestantesimo avrebbe ereditato.


E così nella società cristiana, quando uno nasce, ha già sulla testa una condanna a morte e nella sua vita dovrà continuare a lottare per liberarsene. Non ci riuscirà mai perchè poi, solo con l'aiuto di "Cristo risorto" potrà liberarsi definitivamente da questa condanna di cui non ha nessuna colpa.


Certo che potevano inventare una favola più logica e coerente. Se avessero interpellato i fratelli Grimm sicuramente, questi avrebbero fatto meglio...

 

 
 
 

DIPENDENZE. - PARTE PRIMA-

Post n°126 pubblicato il 03 Gennaio 2010 da eric65v

LA DIPENDENZA...

L'effetto della droga, intesa come stupefacenti, crea assuefazione o dipendenza, nel senso che quando se ne comincia a fare uso crea una dipendenza che rende la persona che ne utilizza con regolarità, dipendente della sostanza in questione e quindi ti tiene prigioniero.

Il più grande successo nel creare dipendenza è da attribuire alla religione.

Nel corso dei millenni è riuscita a tenere legati -dipendenti- miliardi di persone a delle vere e proprie illusioni con il semplice fatto di farli sentire inadeguati, non all'altezza del -Dio- decantato.

Già millenni fa, la religione dettava legge, insegnando e inculcando nelle menti delle persone, l'indole di divinità capricciose e soggette a umori come di donne nel periodo dei mestrui.

Quello che ha causato uno strascico di dipendenza che ha avuto ripercussioni nei millenni e, si è dilungata fino ai nostri giorni, sono sicuramente le religioni derivate o che hanno tratto ispirazione dalla bibbia.

E' stato trasmesso ad opera d'arte, il bisogno di essere bisognosi di un intervento divino per essere liberati da un peccato originale che gravita su tutti gli esseri umani.

Sono state proposte le più disparate delle teorie teo-filosofiche per spiegare questo peccato che nessuno degli esseri umani si è cercato o ha commesso: noi siamo nati così, non dipendenti dalla nostra volontà, per cui già parlare di peccato originale sottintende una spiegazione che può andar bene solo per quelli che amano farsi imboccare e plagiare.

Nei primi secoli dopo l'avvento del cristianesimo, ci furono notevoli lotte all'interno della chiesa, per spiegare come rendere possibile la salvezza dal questo presunto peccato originale. Agostino e Pelagio si diedero molto da fare nel elaborare capziose e stravaganti dottrine, come per esempio quella di battezzare in modo coatto i neonati. Nel tempo sorsero addirittura squadristi che con l'uso delle armi obbligavano i genitori a battezzare i loro figli (alla maniera del cattolicesimo), perché fossero salvati dalle fiamme dell'inferno.

Così nel tempo fu creata questa dipendenza, e cioè, che se non si viene battezzati alla nascita si è inevitabilmente destinati alle fiamme dell'inferno che un commediogafo d'eccellenza seppe immaginare.

Quindi pur di sfuggire alle fiamme di un inferno inventato di sana pianta, molte persone sono state rese dipendenti di un “dio” che riterrei il più grande assassino se fosse così come descritto da questi repressi esaltati demagoghi...

Poi nei secoli avvenire, la chiesa ha cercato di mitigare questa assurda dottrina, inventando per i neonati che non potevano beneficiare del battesimo cristiano un'altra scemenza: il “limbo”.

Descritto come un luogo che si trova ai margini dell'inferno, ma che non è l'inferno.

Sapete che secondo la enciclopedia cattolica, nella bibbia non esiste ne l'idea e tanto meno la dottrina dell'inferno? Il purgatorio poi, non solo non esiste come idea, ma addirittura contro qualsiasi criterio di cristianesimo. Il limbo invece, è una demenza vera e propria, dovuta alla mente malata di persone che amavano creare dottrine perchè nella loro vita non avevano stimoli sessuali...

Milioni di persone sono state indotte a vivere una vita come prigioniere o come se soffrissero di una crisi da astinenza, a causa della paura che era stata instillata in loro, secondo cui dovevano liberarsi dalla colpa di questo peccato originale: plagiati e irretiti...

 

 
 
 

apocalittica...

Post n°125 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da arej
 

 

Tornado interiore

 Sul 2012 e l’apocalittica.

Due sono le cose: o tutto ci scivolerà davanti e dentro tranquillamente e ci troveremo con una coscienza nuova, in una capacità di viaggiare tra le dimensioni facile e scorrevole

o dovremo subire catastrofi. E noi in mezzo.

Io dico come voglio la faccenda per me, e so che se faccio un programma quello speciale e potentissimo strumento che è la mia mente me lo crea. Qui da me si dice me lo …arma (ha a che vedere con armatura, quando di costruisce un edificio).

Così, per come la vedo e la sto sperimentando, tutte queste catastrofi possono essere rivoluzioni, cataclismi, scatafasci, terremoti, tsunami… ecc. interiori e, nel mondo di fuori tutto se ne sta buono buono e non si balla né si sprofonda, né ci accendiamo come torce a causa dell’onda solare.

Dice La Tavola di smeraldo: dentro e fuori corrispondono.

Infatti credo di avere sufficienti galassie, stelle, pianeti, soli, mari e monti… interiori in cui abitare e con i quali giocare a “coscienza nuova” senza bisogno di creare casini a catastrofi all’esterno dove i giochini sono un po’ più duri e tosti e mi farei più male.

Non che quelli interiori siamo meno incidenti e contundenti… a volte attraverso certe tempeste interiori che ne esco squassata e provata, anche stordita ma so, con sempre maggior certezza, che sto cambiando i connotati fondamentali, che gli schemi anche quelli più arcaici si stanno sciogliendo. Che montagne si abbassano e valli si alzano… che acque tracimano, spianate si allargano… insomma tutta quella catastrofe esteriore si sprigiona dentro e la rivoluzione delle forze è pesante, ha un forte impatto, chiede energia, lascia stonati ma, finalmente un pò più liberi e consapevoli. Un po’ più padroni di se stessi, fuori dall’ego .

Insomma credo che il lavoro interiore ha la stessa funzione delle catastrofi naturali ma è un po’ più innocuo.

E si cambia, e si diventa più semplici, comprensivi, dove sembrava impossibile arrivare.

A questo punto, se dentro di me sto in un mare di tranquillità, in un’isola di serenità e condivisione sta sicuro che all’esterno non proietterò più separazione, rabbia, morte, divisione, ecc e quindi la natura non mi risponderà con lotta degli elementi, cataclismi, contorsioni del pianeta ed esplosioni del sole, perché, semplicemente, io non lo sono e non li rifletto.

Soprattutto se la smetto con gli adattamenti e divento sempre più esigente, e riconosco, rispetto, assecondo le mie esigenze per quanto strane, assurde ed… esigenti è sicuro che questo mi trovo davanti.

Non è una passeggiata… ma ora dico così.

A volte mi sembra di tener testa all’onda del sole di cui parlano gli apocalittici di turno. Sì, è così, ma è un processo già in atto. Teniamo testa a certe battaglie interiori… abbiamo certi fronti di pensieri… vincerà chi ha il pensiero più vasto e smisurato. Che poi non ci sono né perdenti né vincenti, semplicemente ciascuno si troverà davanti il mondo che ha pensato. Anche questo è già così, da sempre, solo che pian piano ne stiamo diventando consapevoli. Il mondo pensato… che non è lontano né difficile da individuare. È quella situazione, realtà, cosa, che abbiamo sempre pensato, che da così tanto tempo fa parte del nostro immaginario e dei nostri sogni che ci siamo abituati ad averlo qui parcheggiato, insieme al pensiero-boicottante che: “questo sogno non s’ha da fare”. Come avessimo messo un guardiano al nostro sogno e lui, ligio al dovere continua a dire, nonostante il nostro desiderio sia esponenzialmente cresciuto: “questo sogno non s’ha da fare”. Ecco, questo del guardiano è uno di quei pensieri trasparenti, grossi, dissennanti e dissipanti  (uh! ne ho sfornati di appellativi!) boicottante e sabotante che non sappiamo di avere a che continuano a funzionare. Eppure so che qualcuno dovrà arrivare ad amare tutto questo e – non avendo nessun dio o salvatore sopra la testa - arriverò ad amare tutto quanto resisto. Sai come si fa? Si riconosce che si è tutto quanto non si vorrebbe essere. La parti più perverse… cattive… oscure, esigenti di se stessi. Sono quelle che conducono quella forza che - ci sembra - ci manchi.

L’onda… del sole va sostituita con l’onda incantata, un progetto che crea realtà nuova.

Ne parlerò la prossima volta

 

 
 
 

I CRISTIANI...

Post n°124 pubblicato il 25 Dicembre 2009 da eric65v

La dichiarazione di un nativo d'america

 

Per voi uomini bianchi il paradiso è in cielo,

per noi il Paradiso è la Terra.

Quando ci avete rubato la Terra

ci avete rubato il Paradiso.

(Piccola Foglia)

Viene spesso da pensare a quanto hanno fatto nei secoli i seguaci del Gesù buono e mite.

Quando molti ritenuti eretici nelle loro nazioni, hanno attraversato l'oceano per arrivare nel nuovo mondo per poter adorare liberamnete il loro dio. Fuggivano dalla Gran Bretagna, dall'Olanda o dalla Francia, per poter praticare liberamente il loro nuovo e personalizzato cristianesimo. Fuggivano e si staccavano dalla religione madre perchè ritenuta oppressiva, non aderente al vero cristianesimo, perchè si sentivano (e lo erano effettivamente) perseguitati dai loro stessi correligionari.

Arrivavano nelle americhe per portare la libertà religiosa, per poter vivere la loro religione, il loro cristianesimo in modo libero e veritiero. Si rifacevano alla bontà di Dio e chiedevano la sua benedizione su ogni loro impresa e qualsiasi cosa in cui avessero successo, accreditavano il merito al loro buon Dio che si rivelava come un benefattore e protettore.

Questi "Padri Pellegrini" hanno massacrato, ucciso e seviziato milioni di essere umani come loro, in nome di quel Dio e di quel Gesù che ha concesso loro la libertà di adorazione. I nativi d'america non erano degni di vivere, secondo Dio e Gesù; dovevano essere eliminati per far posto alle loro colonie e stabilire il cristianesimo in questa nuova terra che il "buon Dio aveva concesso loro".

Questo fu il modo di ragionare di decine di migliaia di cristiani che arrivarono nelle americhe.

Portarono via il paradiso terrestre in cui vivevano queste popolazioni per dar spazio al loro paradiso celeste che riceveranno solo dopo morti...

che vergogna...!

 
 
 

Satyagraha

Post n°123 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da swala_simba




Alla fine del diluvio universale, Dio pose l'arcobaleno come sigillo
della sua alleanza con gli uomini e con la natura, promettendo che
non ci sarebbe stato mai più un altro diluvio.

L'arcobaleno è diventato così il simbolo della pace tra terra e cielo e,
per estensione, tra tutti gli uomini.

 Il mio arco pongo sulle nubi
ed esso sarà il segno dell’Alleanza tra me e la terra.
Quando radunerò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi
ricorderò la mia Alleanza che è tra me e voi.
primo libro della Genesi

Nella prima  bandiera della Pace,  
che si colora di arcobaleno, vi era impressa la colomba bianca,
opera di Pablo Ricasso, quale messaggio universale di fratellanza.

Negli anni del dopoguerra, fino alla fine degli anni cinquanta, la bandiera
della Pace era un simbolo che non poteva essere issato a sventolare
su un edificio e chi lo faceva era perseguibile a norma di legge.
 

Apparve per la prima volta in Italia il 24 settembre 1961,
nella prima marcia della Pace Perugia-Assisi, 
ideata dal filosofo pacifista Aldo Capitini.


In un momento di gravi tensioni internazionali, Capitini promuove e realizza,
con il suo Centro di coordinamento per la nonviolenza , la Marcia
per la Pace e la Fratellanza del Popoli da Perugia ad Assisi.
Lo scopo è di affermare la volontà che "la pace si prepara durante la pace"
e di destare la consapevolezza del pericolo nella gente meno informata.
La manifestazione, che si svolge il 24 settembre, ha enorme successo
e le diverse forze presenti alla Marcia sentono il bisogno di continuare,
anche per il dopo, la collaborazione nell'impegno per la pace.
Sorge cosí, su iniziativa di Capitini, una federazione di associazioni e di persone,
la Consulta Italiana per la Pace.
I nonviolenti, che pure vi partecipano, costituiscono
una propria associazione autonoma:
il Movimento Nonviolento per la Pace  

 

parlare con amore 
più che dell’amore 

parlare con la pace nella mente e nel cuore
più che della pace

La pace è sensazione ed emozione
liberate dalle catene del tempo, 
dai vincoli dei falsi moralismi, 
dalla divergenza dell’essere e dell’apparire e del sentire. 

E’ un lungo viaggio
e tante sono le strade per tentare di costruirla.
 
 
La strada della non violenza
- pur nella sua apparente lentezza –
prevede e consente una evoluzione interiore continua
e offre un significante contributo
alla storia e alla maturazione del genere umano.
 
 




 
 
 

Il pensiero laico

Post n°121 pubblicato il 27 Agosto 2009 da swala_simba


                     


Un grande laico, Norberto Bobbio, ha scritto:

-
Io non sono un uomo di fede, sono un uomo di ragione e diffido di tutte le fedi, però distinguo la religione dalla religiosità. Religiosità significa per me, semplicemente, avere il senso dei propri limiti, sapere che la ragione dell'uomo è un piccolo lumicino, che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità, all'immensità dell'universo.  Io vivo il senso del mistero, che evidentemente è comune tanto all'uomo di ragione che all'uomo di fede. Con la differenza che l'uomo di fede riempie questo mistero con rivelazioni e verità che vengono dall'alto, e di cui non riesco a convincermi. Resta però fondamentale questo profondo senso di mistero che ci circonda, e che è ciò che io chiamo senso di religiosità. – E poi aggiunge - Quando sento di essere arrivato alla fine della mia esistenza senza aver trovato una risposta alle domande ultime, la mia intelligenza è umiliata. Umiliata. E io accetto questa umiliazione. La accetto. E non cerco di sfuggire a questa umiliazione con la fede. E resto uomo della mia ragione limitata - e umiliata. So di non sapere. Questo io chiamo la mia religiosità. -

Laicità è quindi qualcosa di molto più ampio di una polemica, per quanto aspra, nei confronti della Chiesa cattolica, avverte
Michele Ciliberto, curatore del volume Biblioteca laica. Il pensiero libero dell’Italia moderna (Laterza 2008).

E continua:

” La storia ci insegna che l’Italia ha avuto un pensiero laico di altissimo livello europeo, spesso in posizione di avanguardia a opera di quella intellettualità italiana cosmopolitica che dall’umanesimo in poi ha contribuito a fare l’Europa.
Una grande Italia, di cui qualche volta ci dimentichiamo, persi nelle nostre controversie quotidiane, in alcune miserie presenti e passate, o supini rispetto a visioni che riportano indietro la nostra coscienza civile, quasi che la religione non dovesse germinare dall’interno della nostra viva umanità, ma si scandisse in un suo tempo separato come un recinto del sacro da cui promanano i custodi della verità.
Indubbiamente la storia della Chiesa ha costituito un ostacolo per la storia dell’Italia nazione. Ne ha ritardato l’unità, prima operando attraverso la separazione, sottraendo parti di legittimazione allo Stato; poi, attraverso una costante invasione di campo (rare le eccezioni: il grande Giovanni XXIII su tutti) che fa del nostro Paese qualcosa di unico nel panorama europeo su questo tema.
E qui tutti hanno avuto le loro responsabilità, soprattutto quella sinistra che intese costruire un aspetto del compromesso sociale e politico con la costituzionalizzazione dei Patti lateranensi, condizione privilegiata per la Chiesa, cui non corrisponde, per essa, una uguale serie di doveri civili.
La Chiesa di Roma, dopo la crisi dei partiti di massa e senza più il filtro del partito dei cattolici, è venuta assumendo in Italia un ruolo sempre più preponderante, sostenendo con vigore e intransigenza le proprie posizioni in tutti i campi, a cominciare da quello dei cosiddetti temi eticamente sensibili.
Si tratta di una novità di grande portata; né stupisce che di fronte ad essa le forze culturalmente e storicamente avverse alla Chiesa romana siano scese in campo per sostenere con altrettanta energia le loro ragioni, sollecitate in questo – e quasi forzate – anche dalla figura e dalla personalità dell’attuale pontefice, un teologo impegnato in primo piano, e da molto tempo, proprio sui temi sui quali la discussione si è accesa in modo più intenso e più bruciante.
Il dato fondamentale – che segna in maniera impetuosa questi anni – è la nuova sporgenza, sul piano mondiale, delle religioni, e il nuovo ruolo che esse hanno assunto in termini planetari condizionando in modo diretto, e spesso intransigente, la sfera politica e mettendo in profonda crisi le classi dirigenti che, in Occidente come in Oriente, avevano scelto consapevolmente di muoversi secondo una prospettiva di carattere laico, diventata ormai, in molti casi, nettamente minoritaria .
Sul piano religioso, ci troviamo di fronte a nuovi, e violentissimi, fondamentalismi, disposti a tutto – compreso il sacrificio della vita dei seguaci – pur di affermarsi; mentre sul piano politico si sono imposti nuovi nazionalismi che, intrecciandosi a componenti di tipo religioso, sono sfociati in posizioni di carattere addirittura razzistico, riportando all’ordine del giorno obiettivi tragici come quello della pulizia etnica.
Né si tratta di processi destinati a declinare e a finire in breve tempo; essi tendono, piuttosto, a configurarsi come caratteri morfologici della lotta politica e religiosa nel millennio che è appena iniziato, mettendo in questione vecchie e nuove certezze e costringendo tutti a fare nuovamente i conti anche con la propria storia per cercare di non essere travolti dal mare che si è dischiuso di fronte a noi.

Tuttavia, ridurre la laicità a pulsioni polemiche di carattere anticlericale sarebbe riduttivo.

Se la polemica anticlericale rappresenta un aspetto strutturale di questa cultura,
è un errore identificare il termine ‘laico’ con il termine ‘anticlericale’, come spesso è accaduto nel nostro paese, nel fuoco di una polemica assai aspra nei confronti della Chiesa romana, acuitasi specie dopo la costituzione dello Stato nazionale.
È una semplificazione tanto dura quanto inconsistente:
il motivo dell’anticlericalismo è un aspetto – e una conseguenza naturale – di un atteggiamento di carattere ‘laico’.
Ma la laicità è qualcosa di molto più vasto di una polemica, per quanto aspra, nei confronti della Chiesa di Roma (e di qualsiasi altra Chiesa).
Nella laicità - afferma Ciliberto - si è espressa una vera e propria concezione della sapienza. Se si vanno a leggere i capisaldi di tale cultura, ci imbattiamo in concetti decisivi come quelli di legge, di conflitto, di eguaglianza, di dissimulazione, di bisogno, di libertà di stampa, di opinione pubblica, fino all’argomentazione del rifiuto della tortura e della pena di morte,svolta nelle pagine memorabili di Cesare Beccaria pubblicate nel lontano 1764...”.

In un bell’ editoriale   di qualche anno fa, Eugenio Scalari affermava:

Due concezioni si contrastano, due culture ciascuna delle quali deve moltissimo all’altra, si contrappongono e non soltanto sui modi per raggiungere un obiettivo comune, ma sulle finalità stesse che vengono proposte.
Gli ultimi due papi hanno fatto dell’accusa di liberalismo e di relativismo un tema centrale e l’hanno usato sistematicamente per sconfessare di fatto l’intero valore della modernità, dal Rinascimento alla libera ricerca, dalla scienza sperimentale allo stoicismo di Montaigne, al “Discorso sul metodo” di Cartesio, all’”Etica” di Spinoza, all’Illuminismo, alla “Critica della ragion pura” di Kant e infine ai più recenti svolgimenti del pensiero filosofico derivanti da Schopenhauer e da Nietzsche e agli esiti scientifici di Freud, di Einstein e della fisica quantistica.
Tutto questo immenso deposito di pensiero e di sapere è impregnato di relativismo nelle sue diverse varianti metodiche conoscitive ed etiche e tutto, preso nel suo insieme, si è proposto di spodestare la metafisica dal vertice del pensiero filosofico dove si era insediata a partire da Platone.
Se dunque Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, pur dotati di diversa portanza e di diverso linguaggio, hanno deciso di eleggere come nemico numero uno della cattolicità il relativismo e l’Illuminismo e lo hanno ripetuto in gran parte delle loro pubbliche allocuzioni e delle più solenni encicliche; e se Ratzinger appena insediato sulla cattedra petrina, nella sua prolusione all’università di Ratisbona ebbe nei confronti del fondamentalismo islamico accenti addirittura meno severi di quelli riservati al pensiero moderno dell’Occidente, non è purtroppo lontano dal vero parlare oggi d’uno scontro in atto tra cattolicesimo e modernità anche se la Chiesa lo nega tenacemente.
Il nemico è insomma il relativismo, la rivendicazione dell’autonomia di ciascuno, la ricerca sperimentale della verità che non esclude neppure l’inesistenza di un’unica verità assoluta. E di conseguenza l’abbandono della trascendenza, antico rifugio contro l’insicurezza del vivere e ultima istanza del giudizio finale tra buoni e cattivi, tra bene e male.
Il pensiero laico è stato lungamente silente su questa diabolizzazione cui la Chiesa l’ha sottoposto. Parlo del pensiero laico e non di quello anticlericale che ne rappresenta una caricatura.
Il pensiero laico non ha mai escluso (e come potrebbe?) il mistero, l’Increato, la necessità di dare un senso al nostro vivere. Si è sempre posto con estrema serietà i problemi della vita e della morte. Non ha mai confuso il complesso delle sue idee e delle sue convinzioni con la secolarizzazione consumista che è fenomeno diverso e per molti aspetti deteriore. Per di più il pensiero laico, anzi il mondo laico, non ha una struttura di potere, non ha associazioni proprie che lo rappresentino, non parla “ex cathedra”. Predica libertà, democrazia, tolleranza.
 Perciò non ha alcuna responsabilità nello scontro che si è determinato con la Chiesa se non per il fatto di opporsi alle pretese ecclesiastiche di voler imporre ad una comunità dove convivono pacificamente cattolici, laici e fedeli di altre religioni, istituti che vietino l’esercizio e il riconoscimento dei diritti. Diritti di minoranze, certo, e proprio per questo ancor più sacri e degni di riconoscimento e tutela.”


 

 

 

 
 
 

E' SCANDALO...!!!

Post n°120 pubblicato il 15 Agosto 2009 da eric65v

 

DIO E' UNO SCANDALO.
MA UNO SCANDALO CHE RENDE BENE.
 
CHARLES BAUDELAIRE.               

 

Alcuni che sono intrisi di religiosità e attaccati alla propria confessione religiosa non accetteranno di buon grado questa affermazione in riferimento alla propria fede: "Tutte le altre saranno commercializzate e lucrative, ma la mia non è così". E stanno li magari a enumerarti le varie imprese che la propria religione ha compiuto.

Costoro non si rendono conto che tutte le religioni hanno delle cose belle all'interno; serve per attirare le persone e irretirle con le loro ideologie.

Di fatto c'è che la religione com'è a vista nel suo complesso a livello mondiale, E' UNA GIGANTESCA MACCHINA CHE SMUOVE MILIARDI DI EURO-DOLLARI-STERLINE ECC.

Sono sempre i capi religiosi a beneficiare dei proventi dei fedeli: A DIO NON VA UN SOLO CENTESIMO E NON SAPREBBE CHE FARSENE.

Alcuni enunceranno le varie opere di beneficenze che queste organizzazioni fanno a favore dei poveri, vedove, orfani o senzatetto.

Ma chiediamoci chi ha in molti casi favorito il sorgere delle vedove e degli orfani?

Non sono state le religioni che hanno benedetto le armi e gli eserciti nel nome del loro Dio?

Perchè questi "fedeli" non vedono il lusso sfrenato in cui vivono i loro beati pastori. Si veda la chiesa cattolica con il papato, il vescovato e i vari cardinali.

Oppure si notino le cariche clericali delle varie sette protestanti o le chiese ortodosse russe, greche ecc.

Anche in oriente le cose non sono da meno. In molti casi se non vivono nel lusso alcuni santoni hanno fame di notorietà e fama.

Se non esistessero le religioni di Dio non si saprebbe niente. Ma qualcuno dirà che è stato Dio a dare origine alle religioni: questa è una vera e propria blasfemia!!!!

Dio, se è il creatore del meraviglioso universo e della stupefacente terra su cui viviamo, non potrebbe mai e poi mai aver dato origine ad una accozzaglia di organizzazioni che sputano veleno le une sulle altre e che fanno del loro creatore uno scandalo essendo amanti del denaro come vere e proprie meretrice: una squallida puttana disposta a vendere madre padre e figli per una manciata di centesimi.

  

 
 
 

INNO ALLA VITA...?

Post n°119 pubblicato il 19 Luglio 2009 da eric65v

Nel nostro mondo occidentale e “civilizzato”, “cristianizzato”, ci hanno trasmesso che siamo superiori ad altri popoli, forse non a parole o con la scolarità, ma sicuramente nei fatti. Se si chiedesse a qualsiasi credente nel cristianesimo, come considera le altre religioni, risponderebbe sicuramente che sono lontane dalla verità e sono intrise di riti tribali o mistici e quindi sicuramente devono emanciparsi.

Molti additano la grandiosità della chiesa cattolica nel mondo con i suoi edifici di culto, alla grandezza del papa e del papato, come se questi agli occhi di un presumibile Dio avesse qualche valenza di ordine di fedeltà più pura o elevata (in effetti c’è da dire che in moltissime religioni si fa riferimento alla sontuosità di templi o allo sfarzo dei rappresentanti). Ma ci siamo mai chiesto a cosa mira in effetti il cristianesimo?

Provate a pensare a come vestono i preti o molte suore: sono sempre in nero!!!

 

Le chiese o altri edifici di culto del cristianesimo della vecchia europa, sono sempre poco illuminati e quello che si sente all’interno di questi edifici come forma di inno religioso è prettamente un inno ALLA MORTE!!!

TUTTO IL CRISTIANESIMO COSI’ COME CI E’ STATO RAPPRESENTATO, E’ IN EFFETTI UN DESIDERIO MORBOSO DI MORIRE QUANTO PRIMA, PER POTER VIVERE SENZA PECCARE. PER I CATTOLICI COME PER MOLTE CONFESSIONI PROTESTANTI, IL CORPO FISICO E’ SINONIMO DI PECCATO!!!

E NOI CI VANTIAMO DI APPARTENERE O FAR PARTE IN QUALCHE MISURA, DI UNA SIMILE ORGANIZZAZIONE, CHE DICHIARA IL SUO DISPREZZO PER LA VITA???

Nel mondo occidentale, con l’avvento del cristianesimo, c’è stata una radicale inversione del concetto che si aveva nel mondo pagano della vita e dei suoi valori autentici. Madame de Stael ebbe a dire, con una felice espressione: “Il paganesimo ha divinizzato la vita, il cristianesimo ha divinizzato la morte.”

La filosofia greca, infatti, era tutta un’esaltazione della vita, una guida morale a vivere bene in questo mondo secondo giustizia e integerrima condotta. La vita era gioia, dono divino. Molti riti pagani erano in effetti un inno alla vita con le sue gioise vicissitudini. Per il cristiano essa (la vita), era invece un rischio continuo, con le sue tentazioni; è un passaggio, breve e pericoloso, per una valle di lacrime.

Ecco la dichiarazione di un padre della chiesa, Tertulliano, (uno dei primissimi padri della chiesa) che pone l’accento sul concetto della vita dei cristiani: “Nulla in questa vita ci sta tanto a cuore, quanto il lasciarla il più presto possibile.”

E molti cristiani hanno vissuto in aspettazione della loro morte come della liberazione di un male brutto.

QUALE ABERRANTE FORMA DI RELIGIONE E’ QUESTO CRISTIANESIMO...?

 
 
 

La Forza

Post n°118 pubblicato il 17 Luglio 2009 da poesia_accoglienza

 

LA  FORZA

In effetti qual è il suo nome? uno e tanti... non ha importanza.

Però quando ne facciamo esperienza sentiamo di essere attraversati da qualcosa che ci segna e ci cambia mentre ci fa essere sempre più ciò che siamo.

Lei, Signora di noi stessi mentre ogni attimo ce ne assumiamo tutta la responsabilità, su ogni scelta e vissuto perché... perché… qui siamo al creare con la vita, che è un… giocare.

Tutto s’inchina e abdica a tale forza che ci rende consapevoli dei mondi che siamo, tutto possiamo, tutto è possibile, tutto ha un senso e va vissuto e celebrato.

E Lei ci rende Re di noi stessi.

 

 
 
 
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