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« perle di saggezzapasqua »

bontà e sensibilità

Post n°975 pubblicato il 26 Marzo 2013 da miabau
 
Tag: favole

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Un giorno il signor Inverno si trovò faccia
a faccia con la giovane signorina Primavera.
L'anziana stagione, con quella sua aria sapiente
prese a dire: "Mia cara amica, tu non sai essere
decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo
annuale, le persone e gli animali ne approfittano per
precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane
e si riversano in quei prati che tu, con tanta
premura, hai provveduto a far fiorire.
Essi strappano i giovani arbusti,
calpestano senza pietà l'erba e
assorbono ogni sorso di quel sole
splendente che, col tuo arrivo diventa
più caldo. I tuoi frutti vengono
ignobilmente raccolti e divorati
e infine,con il baccano e la cagnara
che tutti fanno, non ti permettono
neppure di riposare in pace.
Invece io incuto timore e rispetto
con le mie nebbie, il freddo e il gelo.
La gente si rintana in casa e non esce
quasi mai per paura del brutto tempo
e così mi lascia riposare tranquillo".
La bella e dolce Primavera, colpita
da quelle parole, rispose:
"Il mio arrivo è desiderato da
tutti e le persone mi amano.
Tu non puoi nemmeno immaginare
cosa significhi essere tanto apprezzati.
E' una sensazione bellissima che non
potrai mai provare perché con il freddo
che porti al tuo arrivo anche i cuori più
caldi si raggelano".L'inverno non disse
più niente e si fermò ariflettere.
Forse, essere ammirati ed amati dagli altri,
poteva anche essere una bella sensazione,
ma per ottenere rispetto ed amore non
serve utilizzare la forza ed incutere paura,
i migliori risultati si ottengono con la bontà
e la sensibilità.
                                               Esopo

 

 
 
 
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STORIE ZEN


storia zen




quando aveva ormai più di
sessant'anni e stava per
lasciare questo mondo,Eshun,
la monaca Zen,pregò alcuni
monaci di fare una catasta
di legna nel cortile.
poi si sedette risolutamente
nel mezzo della pira funebre
e ordinò che vi appiccassero
il fuoco tutt'intorno.
"o sorella"gridò un monaco
"c'è caldo,lassù"
"soltanto uno stupido come te
potrebbe preoccuparsi di una
cosa simile" rispose Eshun.
le fiamme divamparono e lei morì





 

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(henry wadsworth longfellow)

 

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era già l'ora che volge al disio ai navicanti e'ntenerisce il core
lo dì c'han detto ai dolci amici addio;
e che lo novo peregrin d'amore punge,s'e' ode squilla di lontano
che paia il giorno pianger che si more.

(Dante ,Purgatorio,VIII,1-6)


 

UTILITY

   

 
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SOGNI E POESIE


E' tenera la notte
insieme al tuo sorriso.
Guardo la luce fioca della strada
accarezzata dalla pioggia battente
e rammento il rossore delle tue guance
quando soavemente ti parlano di me.
La tua dolcezza sfiora la mia mente
e caro risale nel mio cuore
il tuo volto inebriato
dalla brina silente del mattino.
Cosa dire? Cosa fare?Dove andare?
inutile chiedere risposte
al domani senza un perché.
Vivere,gioire,sognare.
Ecco il cammino che porta al tuo fiore
Ecco il cammino che porta al tuo sole
Ecco il cammino che porta all'amore.

Seppur dimenticava chi lo seguì per ore,
poi se ne ricordò con immutato ardore.
Prese un pezzo di cielo con tutte le sue stelle,
illuminò le nuvole per renderle più belle.
Voleva solo un sogno, altro non gli serviva,
viveva solo all’alba, di notte poi finiva.
E adesso è qui che attende, da più di mille anni,
non lo spaventa il tempo, non può fargli dei danni.(solopesie)



 

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STORIE ZEN


storia zen




quando aveva ormai più di
sessant'anni e stava per
lasciare questo mondo,Eshun,
la monaca Zen,pregò alcuni
monaci di fare una catasta
di legna nel cortile.
poi si sedette risolutamente
nel mezzo della pira funebre
e ordinò che vi appiccassero
il fuoco tutt'intorno.
"o sorella"gridò un monaco
"c'è caldo,lassù"
"soltanto uno stupido come te
potrebbe preoccuparsi di una
cosa simile" rispose Eshun.
le fiamme divamparono e lei morì





 

PENSIERI E PAROLE

pensieri e parole per me
da una persona particolare



Ieri sera mentre guardavo il cielo
il mio sguardo

è caduto su una piccola stellina

che brillava più delle altre...

mentre la guardavo con più attenzione

ho rivisto in lei lo stesso splendore

che vedo guardando i tuoi occhi...

allora ho capito che, ovunque io sia,

avrò sempre una ragione per vivere...

perchè quando alzerò gli occhi al cielo

mi ricorderò del tuo splendido viso..


Se tu fossi un'isola… solitaria in un oceano di beltà...

nuoterei per raggiungerti...

Se tu fossi una città... terra di speranza e gioia...

 correrei per raggiungerti...

Se tu fossi una stella...

limpida chiarificatrice della mia vita...

volerei per raggiungerti...

Ma sei il mio Paradiso... quindi..

morirò per raggiungerti...

 
 
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