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« RAPPRESENTANZA E GOVERNA...FRANGAR, NON FLECTAR »

LA LEGGE ELETTORALE COSTITUZIONALE

Post n°872 pubblicato il 06 Gennaio 2017 da rteo1

LA LEGGE ELETTORALE COSTITUZIONALE 

Il prossimo 24 gennaio la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla legge elettorale detta "italicum". I partiti e i gruppi parlamentari, da parte loro, pur in attesa del giudizio della Corte, stanno elaborando varie proposte, alcune delle quali certamente interlocutorie e dilatorie.

In verità le norme sostanziali e procedurali contenute nella Costituzione, se interpretate e applicate in perfetta coerenza con i princìpi generali del regime di governo democratico (sovranità popolare e rappresentanza politica), sono di per sé ben chiare, tali da consentire la elezione "democratica" sia dei Deputati che dei Senatori, rendendo inutile qualsiasi ulteriore legge elettorale.

Per quanto concerne la Camera dei Deputati l'art. 56, comma 4, della Costituzione prevede che «La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni [...] si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti», mentre l'art. 67 sancisce che «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ».

Da tali norme si rinvengono due fasi:

- la prima, mediante le "Circoscrizioni elettorali" (che costituiscono l'equivalente dell'antica suddivisione territoriale del popolo mediante il " demo" ) tutti i cittadini che vi abitano eleggono il numero di parlamentari previsti (quantificati in proporzione al numero di abitanti) scegliendoli tra tutti  gli abitanti (si ha così la rappresentanza territoriale degli abitanti della circoscrizione, che costituisce l'equivalente della rappresentanza dell'antico "demo");

- la seconda, tutti i parlamentari eletti (nelle singole "circoscrizioni", per la Camera, e in quelle regionali, per il Senato), una volta eletti e diventati membri dell'organo statale (il Parlamento) rappresenteranno la "Nazione" ed eserciteranno le loro funzioni senza alcun vincolo di mandato, così come sancisce il predetto art. 67.

La necessità, perciò, di intervenire mediante la legge elettorale per selezionare i parlamentari con criterio proporzionale, maggioritario o misto, con collegi uninominali o plurinominali, con liste bloccate, ballottaggio o con voto di preferenza, ecc., è soltanto un'esigenza oligarchica dei partiti politici che così si riservano il potere di far approdare in Parlamento soprattutto i cittadini a loro graditi, in violazione sia della regola della rappresentanza territoriale sia di quella della "Nazione" (perché in Parlamento saranno tutelati soprattutto gli interessi economici e finanziari di parte anziché quelli generali dell'intera Comunità-statale e di tutti i territori).

Una "legge elettorale", perciò, che non sia "truffaldina" ed espropriativa della Sovranità dei cittadini, dovrebbe prevedere soltanto le regole per la presentazione delle candidature nelle circoscrizioni (elettorato passivo) e le modalità di espressione del voto (elettorato attivo).

Così come non si dovrebbe assolutamente parlare di "sistema maggioritario" per la selezione sul territorio dei membri del Parlamento, perché è un sistema oligarchico che serve per aggirare il rapporto proporzionale tra gli abitanti della Circoscrizione e gli abitanti eletti (potendoli anche "imporre dall'alto" senza alcun rapporto territoriale). Tale regola maggioritaria, infatti, riguarda soltanto la successiva fase, quella dell'approvazione delle leggi in Parlamento, e non la prima fase, quella della selezione, che deve essere "proporzionale".

Peggio ancora, poi, sono le cosiddette "soglie di sbarramento", per partecipare alla ripartizione dei seggi; e, in ultimo, il criterio più oligarchico in assoluto, è il "premio di maggioranza", anche fondato sull'assurdo di dover "sapere subito chi ha vinto", come se le elezioni siano un gioco natalizio a premi, tipo la "lotteria Italia" del 6 gennaio.

La "democrazia", invece, è molto più semplice, proprio perché, nel bene o nel male, è il "Governo del Popolo", e quest'ultimo quando sceglie tra gli abitanti della sua circoscrizione territoriale conosce bene i candidati onesti e virtuosi e quelli che gravitano nelle orbite dei clan camorristici o mafiosi.

La rappresentanza, perciò, prevista dalla Costituzione e coerente con i principi della democrazia non può essere intaccata dalla legge elettorale essendo prescritto un rapporto proporzionale tra gli abitanti della Circoscrizione elettorale e il numero di parlamentari da selezionare.

Anche per il Senato della Repubblica vale, ovviamente, quanto innanzi detto per la Camera dei Deputati circa le regole elettorali.

La norma che ne disciplina l'elezione è l'art.57 della Costituzione che, al comma 1, sancisce che «Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale...», mentre al comma 4, prevede che «La ripartizione dei seggi tra le Regioni... si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni...»; inoltre, l'art. 58 prevede che « I Senatori sono eletti a suffragio universale e diretto...».

Come ben si rileva dalle pre-richiamate disposizioni la "circoscrizione elettorale" del Senato coincide con il territorio regionale.

In questo modo si assicura una "rappresentanza a base regionale" nel Senato della Repubblica.

Anche per questa "rappresentanza", perciò, valgono le regole fondamentali per la elezione dei Deputati dal momento che anche i Senatori sono eletti "a suffragio universale e diretto" e il voto deve essere espresso con le modalità di cui all'art.48 (personale, eguale, libero e segreto).

Qualunque tentativo, perciò, mediante legge elettorale, di aggirare il rapporto di rappresentanza tra tutti i cittadini-elettori della Regione e gli abitanti di questa incide sui principi fondamentali del regime di governo democratico.

Anche per i membri del Senato si applica l'art. 67 («Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vicolo di mandato») per cui, nella seconda fase, quando, cioè, gli eletti saranno membri del Senato, la loro rappresentanza, prima individuata ai soli fini dell'elezione nell'ambito regionale, si trasferirà all'intera Nazione.

Anche in questo caso, come si vede, la procedura dell'elezione, della prima fase, e quella della rappresentanza della Nazione, della seconda fase, sono del tutto semplificate, per cui la legge elettorale dovrà limitarsi soltanto alle regole di presentazione delle candidature e dell'esercizio del voto.

La democrazia è la democrazia !, e non è l'oligarchia; chi auspica quest'ultima non può violare impunemente la Sovranità popolare.

 
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Commenti al Post:
malware_jinx
malware_jinx il 08/01/17 alle 17:16 via WEB
Alla legge elettorale sono legate le sorti dei maggiori aspiranti al governo (o, per meglio dire, alle famose poltrone). Finora, mi pare che di “alchimie” se ne siano esperimentare molte. Per contro, mai un governo che avesse veramente a cuore la cosa pubblica (altrimenti, non avremmo, dopo 70 anni, un divario di condizioni tra nord a sud del paese così profondo…, oppure un debito pubblico così smisurato…). E’ certo che la Costituzione offre, anche in qs caso, gli strumenti appropriati per l’elezione dei parlamentari. Questo è un motivo in più perché con indefessa ostinazione la si vuol continuamente cambiare. Io torno a chiedermi a che cosa serva un pdr che presenzia solo a funerali o che tenga discorsi di una banalità sconcertante… Ma, ovviamente, io sono un povero alienato mentale.
(Rispondi)
 
rteo1
rteo1 il 09/01/17 alle 10:08 via WEB
Mi dispiace deluderti, se tu pensi di avere l'esclusiva di "alienato mentale" perché forse siamo veramente in tanti, pur non riuscendo a far mutare il corse delle cose. Credo che sia ormai giunto il tempo di dire le cose come stanno. Una società è tale soltanto se esista un vincolo di solidarietà e di condivisione. Utilizzare, invece, una parte (quella economicamente debole) per esercitare poteri pubblici o per accumulare maggiori ricchezze è tipico delle oligarchie che dominano sulle maggioranze. Questo stato di cose deve necessariamente essere cambiato. Nessuno si salva da solo. L'Italia è un paese alla deriva perchè non esiste più alcun bene comune. Senza di questo ogni Comunità-statale è senza futuro. Voglio anche dirti che non è vero che le nostre opinioni non lascino traccia. Per esempio, in ordine al salvataggio di MPS con soldi pubblici, io e tantissimi bloggers abbiamo espresso l'opinione che sarebbe stato giusto conoscere i nominativi dei debitori beneficiati, divenuti inadempienti. A quanto pare, al di là della chiusura oligarchica della cosiddetta "privacy" (tipica dei "pizzini"), sembra che ci sia la svolta a far conoscere i nominativi. Bisogna, perciò, scrivere le cose giuste che si pensano, anche se danno fastidio al potere costituito (che a volte si ispira alla logica delle "cosche" anzichè del buon cittadino). Ciao
(Rispondi)
 
 
malware_jinx
malware_jinx il 10/01/17 alle 00:17 via WEB
Notoriamente, chi rifiuta di seguire il gregge, quindi di uniformarsi alle verità imposte dall’alto, viene fatto passare per pazzo. Sono ben lieto di appartenere a questa categoria, anche se, almeno qui in rete, nessuno finora mi ha mai posto nel novero dei malati di mente. Dei rompicoglioni, magari, sì… Dunque, denunciare ciò che non va è utile, se non altro per sensibilizzare i più disattenti. Tra l’altro, so per certo che i nostri scritti vengono letti da molta più gente di quanto sembri (esistono i link…). Perciò, non dobbiamo farci intimorire/intimidire da nessuno. Quanto ai nomi dei debitori “eccellenti” (ed insolventi) del MPS, sono un po’ scettico circa l’utilità di renderli noti. O per meglio dire circa il beneficio che, di base, il cittadino italiano possa ricavare da un’operazione del genere. In fondo, la “berlina” serve a svergognare chi ancora prova dentro sé un sentimento di vergogna. Non certo chi è abituato a pescare nel torbido come stile di vita. Ben altro effetto sortirebbero ingiunzione di restituzione forzata delle somme ricevute ed arresti. Ma chi dovrebbe essere il querelante? La gente non ha strumenti che le permettano di sfuggire all’ennesimo salasso inflittole da uno stato pilotato dallo stesso partito che sostiene quella banca, e credo poco abbia da gioire dell’eventuale pubblicazione di una lista di nomi o ragioni sociali. Ciao, Jx
(Rispondi)
 
 
 
rteo1
rteo1 il 10/01/17 alle 08:27 via WEB
Dire ciò che si pensa è doveroso. Ancora di più informarsi prima di fare dichiarazioni, e ammettere gli errori quando si ha la prova di avere errato. Circa MPS credo che sia oltremodo utile rendere pubblici i nomi di tutti coloro che hanno salassato l'istituto. Trattasi, probabilmente, di personaggi in vista che sono stati magari riveriti e osannati, quando invece, andavano disprezzati. Questi debitori sicuramente hanno colluso con la dirigenza dell'istituto, ma questo vuol solo dire che bisogna scovare anche la dirigenza. Il danaro pubblico è un bene prezioso, e sempre più raro. Chiudono aziende in difficoltà; artigiani seri e onesti che non ce la fanno più. Giovani disperati in cerca di un lavoro e il ministro che dichiara che è meglio così, perchè se li toglie dai piedi (mentre noi lo dobbiamo ancora subire). Per tentare di invertire la rotta è sempre troppo tardi. Ora bisogna veramente puntare i piedi. C'è gente che si è ingrassata col MPS. E ora, mentre gli italiani ci mettono i soldi (cosa che è già accaduta altre volte) alcuni cittadini con la reputazione di persone dabbene hanno messo su un patrimonio invidiabile. E' facile a chiunque fare soldi truffando gli italiani. Circa la possibilità di procedure giudiziarie, credimi, è meglio lasciarle da parte (e te ne parlo da esperto perchè frequento il settore). Sia i giudizi di cognizione (che durano anni), sia quelli successivi di esecuzione non portano mai a niente di buono, anche perchè chi "truffa" sa ben prendere le sue precauzione per proteggere il patrimonio. Eppoi le due strade sono entrambe percorribili. Fuori i nomi, allora, di questi cittadini magari premiati cn medaglie al merito ! E non difendiamo gli interessi di qualche partito, anche se ne fossimo simpatizzanti od elettori, perchè gli faremmo soltanto del male, e ci comporteremmo anche noi come usano fare le "cosche". Ciao.
(Rispondi)
lucreziamussi
lucreziamussi il 14/01/17 alle 14:11 via WEB
La Democrazia non si discute !
(Rispondi)
 
rteo1
rteo1 il 28/01/17 alle 18:45 via WEB
Si, e sono d'accordo. Purtroppo non la si conosce abbastanza. Aristotele ne descrive almeno cinque modelli. Tutti democratici, ovviamente. E, ai tempi nostri, è sufficiente pensare alla Francia, alla Germania, all'Italia, all'Inghilterra, agli USA, ecc.
(Rispondi)
lucreziamussi
lucreziamussi il 28/01/17 alle 22:21 via WEB
Concordo pienamente !
(Rispondi)
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